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Grillo

Il disco rotto Beppe Grillo torna all’attacco dei partiti. Ma alza il volume della radio: l’affondo del comico ligure sale d’intensità giorno dopo giorno. Il novello Robespierre con le 5 Stelle in bell’evidenza sul petto prova a instaurare il suo personalissimo Terrore e si spinge a chiedere per i politici “una pena esemplare”. Nessun riferimento esplicito alla ghigliottina, il cui suono della lama affilata, c’è però da scommetterci, ronzava nella mente del blogger. “Cercatevi un avvocato, magari Ghedini, che mi sembra abbastanza libero in questo momento”. La sguaiata invettiva è solo agli inizi: “Forse – prosegue Grillo – vi verranno concesse le attenuanti e vi saranno inflitti solo il sequestro dei beni accumulati durante la vostra carriera politica e l’assegnazione ai lavori socialmente utili. Cosa farete in futuro lo deciderà una giuria di cittadini incensurati estratti a sorte. In fondo gli italiani sono brava gente. Non preoccupatevi troppo quando vi sarà sequestrato il passaporto”. Niente linciaggio, insomma, solo il ritiro dei documenti: questa la ricetta proposta del leader incontrastato dell’italico populismo.

“Vi accuso, mentecatti” – In pieno delirio, rinfrancato dagli ultimi sondaggi che lo danno in ascesa, Grillo sale sul pulpito e “accusa”. Accusa i politici “di essere dei mentecatti, dei dilettanti, dei signor nessuno che hanno vinto il biglietto della lotteria in Parlamento, gente che solo un anno fa negava la crisi”. Nell’invettiva infarcita di “accuso”, il tribuno tutto da ridere sparacchia altre scalchignate sentenze: “Vi accuso di aver cancellato l’innovazione, la ricerca, di aver trasformato le nostre migliori scuole in diplomifici inutili. Vi accuso di aver nascosto la verità mentre sperperavate mille miliardi di euro in dodici anni finiti nell’attuale voragine del debito pubblico. Vi accuso – s’alza il grido digitale del blogger forcaiolo – di aver condannato un popolo alla miseria per decenni per onorare 100 miliardi di euro di interessi annui sui titoli di Stato, soldi sottratti alle spese sociali, ai diritti primari di ogni cittadino. Vi accuso di aver rinnegato la Costituzione ogni volta che vi è stato possibile”.

“Non ve la caverete così” – Poi Grillo sposta il mirino: dopo la politica scende nel dettaglio e inizia a ringhiare contro i partiti. “Vi accuso – riconmincia lo sproloquio -  di aver occupato ogni spazio della società con la vostra voracità, le vostre mandibole, le vostre tangenti. Insaziabili come una metastasi. Vi accuso di essere dei mentecatti, dei dilettanti, dei signor nessuno che hanno vinto il biglietto della lotteria in Parlamento, gente che solo un anno fa negava la crisi. La carica pubblica per voi è l’unica risorsa possibile. Fareste qualunque cosa, come avete già fatto in passato durante l’oscura Storia della Repubblica, per non perderla”. Poi le minacce da bullo di periferia: “Ehi! Non pensate di cavarvela così. Con qualche comparsata televisiva e un Rigor Montis radiocomandato, mantenendovi a distanza di sicurezza dai cittadini sparando frasi fatte sull’antipolitica. Lo so che confidate nella memoria breve degli italiani. Vi volete ripresentare, riverginati dai media, alle elezioni 2013. Avete il terrore di perdere il controllo delle operazioni. Sapete bene cosa vuol dire non disporre più di giornali e televisioni infarciti di servi e senza le forze dell’Ordine ai vostri comandi. Vuol dire essere messi sotto processo dalla Nazione che avete distrutto”.

E così, secondo Swg il terzo partito italiano sarebbe quello fondato da Beppe Grillo. C’è qualcosa che si ripete in questo movimento tellurico profondo, ancora una volta, nella storia dell’Italia repubblicana. E insieme c’è qualcosa di assolutamente nuovo e inedito.

C’è, nei sondaggi che segnalano una avanzata tumultuosa del Movimento Cinque stelle una sorpresa che non è una sorpresa, perché sempre i media e i commentatori non hanno mai capito da dove arrivava la novità elettorale, il ruggito di protesta, l’invenzione che scompiglia le carte sulla scena. È successo tante volte, e accade ancora, ma la storia si ripete con caratteristiche assolutamente originali: nel momento della sua massima forza, il movimento Cinque stelle sta affrontando la sua prima vera crisi di crescita. Si trova a un bivio fra il salto di qualità e la precipitazione nelle spinte centrifughe.

Sorprende ancora la fazione di Beppe Grillo. Sondaggio SWG sulle intenzioni di voto degli italiani: testa a testa Pd-Pdl. Il partito di Bersani è al 25,2%, quello di Alfano al 24,9%. Continua a perdere la Lega.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Movimento 5 Stelle terzo partito d’Italia

“Dopo la Lega toccherà a Di Pietro e poi a noi”. Beppe Grillo ne è sicuro: in questo momento chi fa opposizione, chi non si siede in sala the con ‘Rigor Montis’ per firmare cambiali in bianco al “governo delle banche”, è destinato a finire triturato. Dagli odiati mass media, innanzitutto. Ieri Grillo era in tour nel napoletano per sostenere le liste del Movimento 5 Stelle in occasione delle prossime amministrative (guarda il video) e quando ha visto i taccuini dei cronisti e le telecamere dei videoreporter in parata nel cortile di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano – dove era atteso per un’iniziativa con il candidato sindaco Danilo Cascone – ha provato a dribblarli come il Maradona dei bei tempi. La manovra però, non è riuscita del tutto. A quel punto Grillo ha detto qualcosa sui “nemici nuovi, i giornalisti, i giornali, i mezzi di comunicazione, una feccia alternativa alla feccia della politica”. “Parla con i ragazzi, dai”, ha poi esclamato quando abbiamo provato ad avvicinarlo. A comizio concluso, alla richiesta di chiarimenti ha precisato di “salvare una decina di giornalisti al massimo” e che tanto “i giornali chiudono”.

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