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Roma, 4 dic. – (Adnkronos) – Denunciano uno stato permanente di ordinaria emergenza che dura da 3 anni, dall’ottobre 2009 con il disastro di Giampilieri e Scaletta Zanclea, al novembre 2012 con l’allagamento della Maremma: Club Alpino Italiano, Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Legambiente, Touring Club Italiano e Wwf sottoscrivono, alla vigilia della Giornata mondiale del Suolo del 5 dicembre, una Carta di intenti per la messa in sicurezza ambientale dell’Italia chiedendo che venga istituito un tavolo di confronto permanente, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tra amministrazioni competenti, organizzazioni della società civile e associazioni scientifiche e professionali perché siano garantiti fondi adeguati per le attività di prevenzione e di intervento sull’emergenza, il coinvolgimento delle popolazioni e il coordinamento degli interventi.

Le sei maggiori associazioni ambientaliste hanno chiesto in questi giorni un incontro con il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, a seguito della lettera che il Ministro ha inviato il 19 novembre scorso al Commissario europeo sul Clima, Connie Hedegaard, e al Commissario Europeo per l’Ambiente, Janez Potocnik, per chiedere di portare fuori del Patto di Stabilità i 40 miliardi di euro che dovrebbero servire per attuare la Strategia Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici e la Sicurezza del Territorio, che dovrebbe essere approvata in Cipe entro il dicembre 2012.

Nel chiedere questo primo incontro le associazioni ambientaliste rilevano che, a fronte di un impegno di 2,6 miliardi di euro l’anno per raggiungere in 15 anni i 40 miliardi di euro previsti per finanziare la Strategia, nella Legge di Stabilità 2013, non ci sono nemmeno i soldi sufficienti per gestire le emergenze: al Fondo per la Protezione Civile il prossimo anno vengono destinati 79 milioni di euro, con un taglio di 100 milioni di euro rispetto a quanto stanziato nel 2009. Una cifra che costituisce solo il 2,6% dei 2,6 miliardi di euro l’anno che si ritengono necessari per fare interventi urgenti preventivi di manutenzione del territorio e di adattamento ai fenomeni estremi, sempre più frequenti.

Nella Carta d’intenti le sei maggiori associazioni ambientaliste italiane chiedono che “la messa in sicurezza, sia considerata la vera, più grande opera pubblica a garanzia del futuro del Paese. La migliore risposta alla necessità di un rilancio economico e occupazionale dell’Italia. Solo così si avrebbe sicuramente un intervento diffuso sul territorio, ad alta intensità occupazionale, oltre che ad elevata qualificazione professionale”.

Occorrono interventi per coniugare prevenzione, informazione e coordinamento, perché il rischio idrogeologico riguarda l’82% (6.633) dei comuni italiani, come documentato nell’indagine “Ecosistema a rischio 2011” di Legambiente e della Protezione Civile, che raccoglie le risposte di 1500 comuni sulle attività di prevenzione: l’82% ha risposto di avere Piani di emergenza, ma solo il 33% svolge attività di informazione e il 29% esercitazioni di protezione civile che coinvolgano la popolazione.

Prevenzione significa anche porre un limite al consumo del suolo che, ai ritmi attuali, fagociterà 75 ettari al giorno nei prossimi 20 anni, in una situazione peculiare del nostro Paese nel quale, come documentato nel dossier “Terra rubata” di Fai e Wwf, non si può tracciare un cerchio di 10 km senza intercettare un insediamento urbano. E contrastare severamente ogni forma di abusivismo edilizio, viste le cifre impressionanti che emergono dai 3 condoni del 1984, 1994 e 2003 che hanno fatto emergere dal 1948 ad oggi 4,6 milioni di abusi edilizi – 75mila l’anno e 207 al giorno – e registrare la costruzione di ben 450mila edifici abusivi, per un totale di 1,7 milioni di alloggi abusivi abitati da circa 6 milioni di abitanti.

“Il prossimo giro non si governa senza popolo”. Pierluigi Bersani, dal palco dove Pd, Sel e Psi firmeranno la carta d’intenti per le elezioni 2013, assicura che il nuovo patto per la coalizione di centrosinistra sarà vincolante, per non ripetere l’esperienza del passato. “Governare non è facile per nessuno e non possiamo deludere il Paese – ha spiegato il segretario del Pd -. Ci siamo presi degli impegni reciproci e vincoli di organizzazione”. Bersani ha messo in guardia sui rischi di ‘regressione’ che può portare la crisi e ha sollecitato uno sforzo comune dei progressisti europei. “Attenzione che la crisi sarà lunga e possono emergere regressioni politiche e strutturali spaventose – ha detto Bersani – perché è responsabilità di tutti i progressisti europei fare fronte largo e aperto contro i rischi di regressioni”.

Chrurgia, primato del Monaldi. I dati Agenas (Agenzia nazionale sanitaria), relativi agli interventi negli ospedali italiani alla voce Chirurgia generale per uno degli interventi più diffusi (la colecistectomia laparoscopica) attribuiscono un vero e proprio primato alla Campania, in particolare all’ospedale Monaldi. Sotto la lente del ministero della Salute 4 fattori relativi alla buona riuscita dell’atto operatorio. Ebbene, la chirurgia del Monaldi diretta da Francesco Corcione risulta tra le migliori d’Italia (l’unica ad avere tre palline verdi ed una gialla), con un ottimo rapporto tra la quantità di interventi e qualità dell’atto chirurgico. Analizzando i dati, possiamo quindi affermare che anche a Napoli la Sanità si veste di eccellenze. “Un successo – sottolinea al Denaro Corcione – raggiungibile se c’è sinergia di intenti tra professionisti che hanno capacità organizzative e si dedicano con serenità ed efficacia al proprio lavoro quotidiano. Anzi quando ci sono sinergie di intenti e professionalità motivate anche a Napoli, e forse meglio che altrove, si riescono a raggiungere inaspettati obiettivi. Colgo l’occasione per rendere pubblico omaggio ai direttori generali che negli ultimi lustri si sono succeduti al timone dell’azienda Monaldi da Domenico Pirozzi a Tullio Cusano all’attuale manager Antonio Giordano”.

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