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interrogazione

Ho letteralmente divorato il recentissimo volume di Salvatore Patriarca, La filosofia del gatto (Newton Compton Editori, Roma, ottobre 2012); volume senz’altro riuscito per il percorso tracciato: dall’esperienza vissuta all’interrogazione filosofica, come suggerisce lo stesso autore nella Premessa: “Filosofia, nel senso platonico, significa sorpresa, meraviglia. E il gatto, nella vita di tutti i giorni, è proprio meraviglia, sorpresa. Una filosofia del gatto è dunque uno stupore dello stupore, una sorpresa della sorpresa” (p. 7). Molto intense le pagine dedicate a Miciolino, Irene, al senso della perdita e, infine, alla scoperta del terzo gattino, registrato come “Lorelay Rory Patriarca”; di qui alle astrazioni: il gatto e il tempo, il gatto e lo spazio, l’etica del gatto, l’estetica del gatto.

Un’interrogazione parlamentare al Ministro Gnudi sulla discriminazione delle squadre meridionali nel campionato di calcio femminile. L’iniziativa è della A.S.D. Pink Bari, che accusa la Divisione calcio femminile di adottare criteri iniqui nella formazione dei gironi del torneo di Serie A2. Un disagio che parte da lontano, e che è esploso definitivamente quest’anno, quando è stato annunciato il calendario della prossima stagione. Alessandra Signorile, presidente della Pink, spiega il perché a ilfattoquotidiano.it: “In A2 ci sono 44 squadre, che vuol dire in teoria quattro gironi da 11. Dopo l’esperienza poco positiva dell’ultimo campionato – in cui c’erano tre gironi da 14 e solo il nostro da 11 – questa era l’unica richiesta che avevamo avanzato. E invece non è cambiato nulla: due gironi da 12, uno da 11, nel nostro solo 9 squadre. Allora abbiamo deciso di dire basta”.

Un esposto alla Procura di Roma e un’interrogazione al ministro della Giustizia Paolo Severino. Li presenterà il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica dopo quanto raccontato sul fattoquotidiano.it: cioè la privatizzazione della società termale di Tivoli, la Acque Albule, sulla base di bilanci falsi. Nell’esposto ai pm romani si fa riferimento all’ex sindaco di Tivoli e ora assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Roma, Marco Vincenzi. Mentre nell’interrogazione alla Severino si chiede di verificare eventuali mancanze della Procura di Tivoli sulla vicenda.

Tempi e modalità di trasferimento materiale delle risorse programmate per il Sud “e di cui, ad un anno dalla prima Delibera Cipe e a 6 mesi dalla registrazione della Corte dei Conti, neanche un euro è arrivato alle Regioni”. La richiesta arriva da Raffaele Fitto, insieme con altri 70 parlamentari Pdl, in una interrogazione parlamentare al ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca. “Apprendiamo che nella prossima riunione del Cipe – sottolinea Fitto – potrebbero essere approvate le delibere di assegnazione alle Regioni del Sud di circa 4 miliardi di euro programmati dal precedente Governo, e che in questi giorni sta per essere finalmente sottoscritto il primo Contratto Istituzionale di Sviluppo necessario a far partire cantieri di opere programmate sempre da noi, ma questo non basta a rassicurarci posto che ad oggi su un totale di 16 miliardi di euro da noi programmati non è stato ancora materialmente trasferito neanche un euro”. L’urgenza di avere risposte a questa interrogazione, ricordano i parlamentari meridionali, deriva anche da alcuni provvedimenti recentemente assunti (come quello sul possibile utilizzo del Fas da parte delle Regioni per coprire eventuali debiti delle Ferrovie concesse o del taglio delle risorse in caso di inadempimento delle stesse Regioni sull’efficientamento della spesa disposta dal decreto spending review) e che “alimentano dubbi sulla certezza delle risorse”.

Sito archeologico di Pompei, nuova interrogazione della senatrice del Pdl Diana De Feo, che questa volta volta chiede al governo di procedere alle necessarie segnalazioni alla Corte dei Conti. “Non è più tollerabile – spiega la De Feo – che un’intera area archeologica come Pompei, che potrebbe sfruttare le enormi ricchezze del patrimonio storico e architettonico per soddisfare le richieste turistiche che provengono da tutto il mondo, continui ad essere gestita in maniera così, a dir poco, ‘approssimativa’. Gli ultimi casi riguardano le improvvise chiusure dell’Anfiteatro Flavio a causa delle malattie degli addetti alla sorveglianza: basta l’assenza di uno solo di detti sorveglianti per provocare la chiusura del sito”. La Corte dei Conti va attivata, aggiunge l’esponente pidiellina visto che “le chiusure improvvise dei siti archeologici e dei monumenti arrecano un grave danno alle casse dello Stato”.

Pressing sul Governo per combattere la piaga dei roghi di rifiuti in Campania. Con un’interrogazione parlamentare presentata ai ministri competenti il senatore Ignazio Marino del Partito Democratico chiede espressamente conto di quanto accade in regione e auspica provvedimenti in tempi brevi. Il riferimento principale è all’incendio appiccato il 18 giugno scorso nell’area di Afragola e Caivano oltre che alla situazione in cui versano i siti di Acerra, Frattamaggiore, Nola e Pomigliano d’Arco, tutti in provincia di Napoli. Del rogo di Caivano il senatore Marino dice che “si configura come ennesimo attacco chimico all’aria, alla terra, all’ambiente e a chi è costretto a viverlo in condizioni così inaccettabili”. Al Governo viene ricordato che “il ripetersi di questi accadimenti rappresenta un progressivo avvelenamento dell’ambiente che espone anzitutto le popolazioni residenti a rischi di gravi patologie”. Marino chiede espressamente “quali misure siano state adottate per contrastare il fenomeno delinquenziale della guerra chimica al territorio, in questo caso della Campania”. Infine, nell’interrogazione, si invita l’Esecutivo a fornire notizie sulle azioni intraprese per contrastare la gestione illegale dello smaltimento dei rifiuti e per coordinare gli interventi tra i vari livelli istituzionali e tra questi le forze dell’ordine.

 

 

Gianluigi Nuzzi “crimonoso”, “anti-costituzionale”, da imbavagliare con un’interrogazione in Parlamento. L’onda d’urto scatenata dall’ultimo libro dell’inviato di Libero Sua Santità sul Vaticano ha prodotto, come prevedibile, l’effetto di ritorno contro il giornalista. Trema la Santa Sede, tremano i fedelissimi di Papa Ratzinger che dalle parole del corvo (anzi, dei corvi, almeno una ventina attivissimi in questi giorni anche dopo l’arresto del maggiordomo di Benedetto XVI Paolo Gabriele) appaiono intenti a tramare l’un contro l’altro per accaparrarsi potere, trema certa parte del mondo cattolico, nel giornalismo e in politica, più interessato a difendere il buon nome di facciata dell’istituzione ecclesiastica che a far luce su vizi e condotte discutibili. 

Bavaglio cercasi – L’ultima offensiva in ordine di tempo arriva da Paola Binetti, parlamentare dell’Udc, che a La Zanzara su Radio 24 attacca: “L’articolo 15 della nostra Costituzione impone il diritto alla privacy della corrispondenza privata. Non esiste un diritto di cronaca nei fatti privati”. Nuzzi ha violato la Costituzione, deve essere punito. Monsignor Giovanni Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana, ha chiesto ai giornalisti “un sussulto etico, il coraggio di una presa di distanza netta dall’iniziativa di un loro collega che non esito a definire criminosa”. Prima ancora, il 23 maggio tre deputati di Grande Sud hanno presentato una interrogazione (firmata dal capogruppo Arturo Iannaccone) in cui si chiede al premier Monti “quali iniziative per quanto di competenza intenda intraprendere per far sì che pubblicazioni analoghe non abbiano a ripetersi nel futuro”. Tradotto: un bavaglio su misura per impedire che un giornalista possa trovare notizie di interesse pubblico e renderle note. Iannaccone e i suoi parlano di “discutibile iniziativa giornalistica”, “improvvida” perché in grado di procurare “ripercussioni di carattere internazionale”. E il cardinale tedesco Brandmuller avvertiva a proposito dei documenti fatti trapelare all’esterno: “Non si aiuta il Papa commettendo crimini”. Forse, e questo è un messaggio a politici e giornalisti, non si capisce nemmeno la realtà chiudendosi occhi e orecchie. 

 

 

“Abbiamo presentato stamattina, come Italia dei Valori, una interrogazione urgente al ministro dell’Economia sulla spiacevole vicenda che ha colpito oltre 10mila risparmiatori della Deiulemar compagnia di navigazione spa di Torre del Greco, dichiarata fallita lo scorso 2 maggio dal tribunale di Torre Annunziata, che verrà discussa domani, in diretta tv, durante il Question time alla Camera”. Ne dà notizia, attraverso un comunicato stampa, l’onorevole Nello Formisano, vicepresidente della Commissione bicamerale per la

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Istituzione del registro tumori in Campania. Dopo il via libera della V Commissione Sanità procede a rilento l’iter per il passaggio in Aula del progetto di legge regionale. Il nodo da sciogliere è la copertura economica del progetto in tempi di vacche magre che colpiscono soprattutto. Sul punto c’è da registrare l’interrogazione al governo della senatrice del Pdl Diana de Feo. De Feo chiede di sapere come il governo intenda intervenire al fine di consentire che tutte le regioni italiane, in maniera proporzionale all’estensione territoriale e al numero di abitanti, siano dotate dell’apposito registro tumori. Diana de Feo, inoltre, nella sua interrogazione al ministro della sanità chiede l’intervento del governo per garantire maggiore efficienza all’Airtum al fine di disporre di maggiori informazioni epidemiologiche utili alla comunità scientifica e alla popolazione italiana.
L’Airtum è l’Associazione italiana registri Tumori, nata nel 1997 per promuovere e coordinare le attività dei registri presenti in Italia, i cui soci sono i ricercatori e il personale tecnico operanti presso i registri territoriali. Si tratta di strutture impegnate nella raccolta di informazioni sui casi di tumore nella popolazione residente in un determinato territorio. Quel che è certo è che i registri tumori sono indispensabili per l’inquadramento epidemiologico laddove in Italia nessuna struttura ospedaliera, pubblica o privata, ha l’obbligo di svolgere detta attività di raccolta dati. Dati raccolti sono assolutamente indispensabili per programmare le cure.

La bonifica dei territori e uno studio di profilo epidemiologico da affidare ad un istituto scientifico “di chiara fama internazionale” per stabilire l’eventuale nesso di causa ed effetto tra la presenza di rifiuti e i danni alla salute patiti dalla comunità che vive in provincia di Napoli, ed in particolare nella vasta area compresa tra i Comuni di Acerra, Nola e Marigliano. Sono le richieste contenute nell’interrogazione a risposta immediata al ministro della Salute, Renato Balduzzi, presentata dal presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo. Nel corso del question time il parlamentare del Pdl insiste sui danni sferrati all’ambiente e causati non solo da ecomafie e colletti bianchi ma anche “dalle sciagurate gestioni amministrative. Insiste in quell’area – evidenzia ancora il parlamentare – un sito da bonificare da oltre 10 anni denominato Agrimonda, deposito di materiali chimici per il quale, dopo la caratterizzazione, ben poco è stato fatto. Ed insistono in quella stessa area: diversi siti di stoccaggio provvisorio di rifiuti urbani, pari a circa 300mila tonnellate, tritovagliati ed imballati, che attendono da oltre 5 anni di essere smaltiti, il termovalorizzatore di Acerra e ben tre discariche non bonificate che negli ultimi trenta anni hanno ingoiato i rifiuti, non solo urbani, dell’intera provincia di Napoli per un totale di oltre 4 milioni di tonnellate”.
Si proceda subito con le bonifiche, è la richiesta di Russo, “con interventi che riguardino in particolare il sito di interesse nazionale litorale domitio flegreo, agro aversano ed area acerrano-nolana”.

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