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E’ di 127 morti accertati il   bilancio dei morti del tifone Bopha che ha colpito le Filippine   meridionali, ma i dispersi sono più di 200 e si teme che il numero   delle vittime possa drammaticamente salire. Lo riferiscono le   autorità locali.   Il tifone Bopha, che ha travolto ieri l’isola di Mindanao con   violente piogge e raffiche di vento, è considerato la tempesta più   forte ad aver colpito quest’anno le Filippine. Diverse aree dell’isola  sono rimaste isolate, senza comunicazioni ed elettricità, mentre più  di 120mila persone hanno abbandonato le loro case. Lorenzo Balbin,  sindaco di New Bataan nella valle di Compostela, ha riferito che nella  sua città sono stati rinvenuti 66 morti ma vi sono 230 dispers

Sale a “230 morti e centinaia di dispersi” il bilancio delle vittime causate dal tifone Bopha nel sud e nel centro delle Filippine. Lo riferiscono le autorità locali. Bopha è il tifone più potente che ha colpito l’area quest’anno: dopo aver investito l’isola di Mindanao ha devastato Palawan, nota in tutto il mondo per le sue spiagge e punti di immersione. Gli sfollati sono più di 120mila. Gran parte delle vittime abitavano nelle province di Valle di Compostela e Davao Orientale, nella parte orientale dell’isola di Mindanao, dove i venti hanno raggiunto i 175 chilometri all’ora.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Arriva finalmente anche in Italia l’ultima fatica di Wes Anderson, Moonrise Kingdom, già sottotitolata romanticamente dai distributori italiani Fuga d’amore e registra un’anteprima di lusso, martedì 4 dicembre al cinema Odeon di Bologna (ore 21) grazie a Biografilm Festival.

Presentato all’ultimo festival di Cannes, l’intimo minimalismo dell’Anderson de I Tenenbaum e Il treno per Darjeeling risplende di nuovo fulgore in una piccola cittadina su un’isola al largo delle coste del New England nell’estate del 1965. Lì, Sam e Suzy (interpretati dagli esordienti Jared Gilman e Kara Hayward) due dodicenni che si innamorano, stringono un patto segreto e fuggono insieme nella foresta. Mentre le autorità li cercano, una violenta tempesta al largo dell’isola sta per scatenarsi, e la pacifica comunità locale, con lo sceriffo Bruce Willis, il capo scout Edward Norton, Bill Murray e Frances McDormand (genitori di Suzy) e altre guest star come Harvey Keitel, Tilda Swinton e Jason Schwartzman, verrà messa completamente a soqquadro.

Un’isola artificiale al largo di Riccione, paradiso incontaminato del turismo, a breve diventerà realtà. Il nome ha il sapore straniero, T.h.e.re, “Touristic Hub Emilia Romagna Est” che ricorda le nuove Smart Cities dall’idea sostenibile, ma l’obiettivo è quello di inserirsi nel panorama romagnolo con strutture e mezzi d’avanguardia. Il progetto definitivo sarà presentato a febbraio davanti ad esperti della comunità europea e rappresentanti dei ministeri di ambiente e infrastrutture, ma l’idea generale è già chiara sulla carta. Un atollo di un chilometro di diametro a circa 5 miglia dalla costa. Porto, hotel, ristoranti, centri benessere sono solo alcune delle attrattive che potrebbe ospitare, con un’unica prerogativa: essere totalmente auto sostenibile a livello energetico.

In tempi di crisi, tasse, e sacrifici destinati, come sempre, ai soliti noti, cresce il senso di fastidio verso i soliti ignoti (al fisco) che tali sembrano destinati a rimanere, grazie soprattutto all’inerzia dei governi di tutto il mondo che, pur condannandoli a parole, continuano a tollerare l’esistenza dei paradisi fiscali e delle prassi che li caratterizzano.

Questa esasperante e ingiustificabile indifferenza è stata scossa pochi giorni fa dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (sede a Washington e aderenti sparsi in una sessantina di paesi) che ha fornito al quotidiano britannico The Guardian e ad un programma della Bbc, Panorama, i dati raccolti nel corso di un’inchiesta in grande stile nel mondo dei paradisi fiscali e delle società offshore.

 

L’esplosione è terrificante. Ad un anno e mezzo dall‘attentato di Oslo e dalla strage di Utoya, la tv pubblica norvegese, Nrk, ha diffuso un video che mostra l’esplosione del Regjeringskvartalet, il quartier generale del governo a Oslo, al di fuori dell’ufficio del Primo Ministro Jens Stoltenberg e altri edifici governativi. Poco prima, Anders Behring Breivik aveva piazzato la bomba parcheggiando un furgone proprio sotto i portici di uno degli ingressi del palazzo. In quel 22 luglio del 2011 nell’attentato di Oslo perdono la vita 8 persone. Le immagini sono state catturate dalle telecamere di sorveglianza: c’è il furgone bianco parcheggiato ai piedi della torre che ospita gli uffici del primo ministro e l’estremista di estrema destra che con una uniforme indosso, con tanto di casco antisommossa si allontana. Poi prenderà un’altra auto e scapperà. Dopo l’attentato Breivik raggiungerà  l’isola di Utoya dove aprirà il fuoco sui ragazzi riuniti ad un raduno di giovani laburisti. Moriranno altre 69 persone. Per l’attentato e per la strage sull’isola Breivik è stato condannato alla pena massima del codice penale norvegese:21 anni di reclusione.

 

“Con chi ha base alle Cayman non deve parlare nessuno”. Di più: “Chi ha base alle Cayman non deve darci lezioni”. E se non fosse chiaro: “Non si possono tollerare compromessi sui paradisi fiscali“. Un mantra ripetuto all’infinito dal segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, dopo aver scoperto che tra i collaboratori di Matteo Renzi c’era Davide Serra, operatore finanziario già capo della ricerca globale sulla finanza di Morgan Stanley, titolare del fondo di investimento Algebris con sede proprio nelle famose isole caraibiche dipendenti dal Regno Unito. Compromessi no, per carità. Ma i voti dei residenti “al sicuro”, quelli sì, ben vengano. Perché aprendo il sito delle primarie del centrosinistra (www.primarieitaliabenecomune.it ) si scopre che chi vuole votare dall’estero lo può fare, anche con una procedura piuttosto semplice rispetto agli italiani.

L’avevamo sempre descritta come un’isola felice. Forse perché le altre isole dell’arcipelago Rai, Tg1 e Tg2, erano inselvatichite, prive di nutrimento e acqua potabile. E, invece, l’isola felice del Tg3 non esiste, è un’isola che non c’è.

La sua inesistenza è stata certificata nel pomeriggio di giovedì con un comunicato del comitato di redazione che contestava la direzione triennale di Bianca Berlinguer. La “zarina” (soprannome coniato lo stesso giorno del suo insediamento) ha replicato a stretto giro di posta con una lettera conciliante, ma ormai lo scontro c’era stato e anche con toni accesi. Motivo scatenante, la nomina di Oliviero Bergamini a caporedattore della Cultura. Giusto una scusa, perché Bergamini è un giornalista stimato e – almeno all’apparenza – niente affatto assetato di potere e poltrone. E allora, se la matematica non è un’opinione, c’era altro fuoco che covava sotto la cenere. Chiamiamolo “disagio”, soprattutto – raccolto qualche sfogo – dovuto al carattere della direttora alla quale vengono rimproverati autoritarismo, poteri usati come clave, umori ondivaghi alla base dei quali, probabilmente, una percepibile insicurezza.

Il governo, su proposta del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, ha sciolto il Consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Nel comunicato, diffuso al termine del Consiglio dei Ministri, si annuncia anche la proroga di sei mesi dello scioglimento del Consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) “per completare il risanamento dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata”.

Tra Bruxelles e Cipro spuntano gli oligarchi russi. In un rapporto dei servizi segreti tedeschi (BND), pubblicato dal settimanale Der Spiegel, si legge che nell’ambito del salvataggio comunitario, ad approfittare degli aiuti europei sarebbero soprattutto gli oligarchi russi che hanno parcheggiato nelle banche dell’isola vicina alle coste della Turchia ben 20,3 miliardi di euro di fondi neri, una cifra di poco superiore all’intero Pil cipriota.

Le barbe finte tedesche sostengono inoltre che Cipro, che ha fatto richiesta di aiuto nel giugno scorso, offra ancora la possibilità di riciclare denaro sporco, nonostante abbia ufficialmente adottato tutte le misure richieste per uscire dalla black list dei paradisi fiscali, cosa che è puntualmente avvenuta. E, come se non bastasse, l’isola ha concesso ad 80 oligarchi russi la nazionalità cipriota, rendendoli così a tutti gli effetti cittadini dell’Unione Europea.

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