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Dopo la sentenza sfavorevole del giudice Usa Griesa (foto), il presidente della Task Force in difesa dei 53 mila risparmiatori italiani detentori dei tango bond rimasti fuori dal piano di rimborso: dal 2002 non entra più finanza nel paese. Le ultime spese Buenos Aires non le ha pagate: ecco il motivo per cui il FMI vuole vedere le carte.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Argentina: se perde causa cosa cambia per 53mila italiani

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Quotidiani

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Dopo il successo della “Guida all’iscrizione anagrafica per cittadini comunitari” mi dedico questa volta a fornire indicazioni ai cittadini italiani residenti all’estero per dare loro le informazioni utili su come fare per iscriversi all’Aire (“Anagrafe della popolazione Italiana Residente all’Estero”). 

Vivendo anch’io oltralpe ho avuto modo di notare che sono tantissimi infatti i nostri connazionali che, pur vivendo stabilmente fuori dai nostri confini, non risultano iscritti, spesso per mancanza di informazioni a riguardo e rinunciano così a tanti diritti e servizi ci cui potrebbero beneficiare, uno fra tanti (e non il meno importante) quello di poter partecipare alle elezioni. Iscriversi all’Aire è gratuito ed è un obbligo prescritto dalla legge se:

“Mi rivolgo ai lavoratori e alle lavoratrici: nessuna conquista vi è stata regalata. Avete lottato e sostenuto duri sacrifici perché vi siete trovati contro il grande padronato, le destre, i governi della Democrazia cristiana. Per ogni lotta è stata decisiva la presenza e l’azione del Partito comunista: dare voti alle destre significherebbe compromettere le conquiste raggiunte e rendere più aspre le lotte per nuovi miglioramenti che sono necessari. Dare più voti al Pci significa creare le condizioni per nuove avanzate della classe operaia, dei braccianti, dei contadini, degli impiegati, dei tecnici, del popolo del Mezzogiorno, dei pensionati. Ai pensionati la Dc ha saputo solo promettere aumenti di poche decine di lire. I pensionati sanno che l’avanzata del Pci può garantire la soddisfazione della loro aspirazione che non è quella di ricevere elemosine, ma aver diritto a una vecchiaia serena.”

Roma, 30 nov. – (Adnkronos) – Si prevede un Natale all’insegna della sobrietà: pochi regali ma utili ma non si rinuncia ai prodotti alimentari tradizionali. Complice la crisi, sotto l’albero potrebbero spuntare anche regali frutto del riciclo, riuso e baratto. Sarà così il natale 2012: pochi sprechi e acquisti più oculati. Secondo un’analisi di Coldiretti sulla base dell’indagine ‘Xmas Survey 2012’ di Deloitte, si riduce del 9% il budget degli italiani per i regali di Natale che spenderanno in media 263,6 euro.

Se, insieme ai regali si considerano anche il cibo e il divertimento, gli italiani affronteranno una spesa media di 551 euro a famiglia, in calo del 3,7 per cento rispetto allo scorso anno. Il taglio nella spesa in regali di Natale penalizza soprattutto l’abbigliamento per il quale secondo l’indagine Coldiretti/Swg il 53% degli italiani ha rinunciato o rimandato gli acquisti ma a seguire c’è anche l’acquisto di prodotti tecnologici per il 42% degli italiani.

La spinta verso regali utili peraltro premia l’enogastronomia anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento a ridurre gli sprechi che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici. In Italia, infatti, la maggioranza dei cittadini a Natale preferisce infatti spendere soprattutto nel cibo (29%) che supera i regali (28%), i divertimenti (23%) ed i viaggi (20%).

Ma la risposta alla crisi economia arriva anche dal riciclo, riuso e baratto. A rilevare com’è cambiato l’atteggiamento degli italiani nei confronti del Natale è la ricerca commissionata a Ipsos da eBay Annunci. Dopo aver dichiarato che il Natale, oggi, è soprattutto un’occasione per stare in famiglia (61%), gli italiani prendono le distanze dal consumismo sfrenato degli anni passati dichiarando che il regalo ideale del Natale 2012 deve essere soprattutto utile (46%). Non solo. Il 24% sottolinea che, per essere apprezzato e non apparire anacronistico, deve essere anche economico. Insomma, oggi conta soprattutto il pensiero.

Se da una parte gli italiani sono sempre più vicini alla pratica del riciclo, di cui si fanno portavoce al punto di dichiarare di apprezzare molto (55%) o abbastanza (17%) un regalo riciclato, dall’altra non è stato ancora del tutto abbattuto il tabù da parte di chi, il regalo, lo deve invece fare. Il 61% degli intervistati, infatti, ancora oggi reputa che regalare oggetti usati per Natale sia ‘poco carino’, a fronte di un 37% che dichiara invece sia assolutamente lecito.

Fenomeni dilaganti come quello del riuso, del riciclo e del baratto, trovano la loro dimensione ‘allargata’ proprio nel mezzo internet. Secondo l’indagine, infatti, ben il 72% degli intervistati che utilizzano tutti i giorni internet ha avuto almeno un’esperienza di compravendita di usato nella sua vita (ha quindi venduto e/o acquistato sul web). La sensibilizzazione dell’opinione pubblica, negli ultimi anni, ha portato ad un incremento delle abitudini ecosostenibili adottate nella vita di tutti i giorni.

Tanto che quasi totalità del campione intervistato (ben il 98%) ha dichiarato che ‘riciclare oggetti è un ottimo modo per rispettare l’ambiente e ridurre gli sprechi’. Ma non è tutto: più del 60% del campione afferma che “acquistando oggetti usati si fanno spesso ottimi affari: buona qualità a buon prezzo”. A confermare il propagarsi di un atteggiamento sempre più votato al riciclo, sono i dati confortanti rilasciati sempre nell’ambito dell’indagine Ipsos per eBay Annunci: ben il 35% ha dichiarato di riciclare spesso, il 52% di averlo fatto almeno una volta ma, soprattutto, il 74% degli intervistati ha dichiarato di riciclare in egual misura o addirittura di più rispetto agli anni passati.

Ma quali sono le caratteristiche che definiscono il profilo del ‘Riciclatore ideale’? Il riciclatore ideale è un individuo che ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni, che possiede un elevato titolo di studio e che occupa una buona posizione nel mondo del lavoro. E’ dirigente, imprenditore, libero professionista, impiegato o insegnante. Territorialmente risiede nelle regioni del Centro Italia (Emilia, Toscana e Marche) e si connette ad Internet tutti i giorni, più volte al giorno. Tra le categorie che più si prestano al riciclo di oggetti, in testa c’è ‘Abbigliamento e Accessori’ (71%).

Seguono Arredamento e mobili (23%) con soffitte cariche di oggetti accumulati nel tempo, che ben si prestano a essere riciclati. Infine l’Elettronica (16%), soprattutto per via della vita breve dei prodotti tecnologici che si trovano oggi sul mercato (ritrovati Apple ma non solo). Quali sono, infine, le ‘realtà’ con cui si ricicla più volentieri e senza troppi scrupoli? In testa amici e parenti, con il 30% delle preferenze, pronti a comprendere il motivo del gesto, senza lasciar spazio a inutili fraintendimenti. Seguono le Associazioni (26%) e la Chiesa (21%).

se ottenere un prestito è sempre più difficile, per un numero crescente di italiani l’unica soluzione sembra essere ridursi volontariamente stipendio o pensione: secondo Prestiti.it nell’ultimo semestre le richieste di cessione del quinto sono cresciute di oltre 3 punti percentuali rispetto a quello precedente, arrivando a rappresentare il 19,8% dei finanziamenti richiesti nel nostro Paese. I dipendenti pubblici e statali ormai rappresentano sommati solo il 23% dei richiedenti, mentre oltre la metà (58%) sono impiegati in aziende private ed addirittura il 14% sono pensionati.

Ad ottobre chi ha richiesto una cessione del quinto voleva ottenere mediamente 18.500 euro, all’atto della richiesta aveva 43 anni e intendeva restituire il finanziamento in 6 anni; gli uomini sono il 72% di chi vuole sottoscriverla Ai vertici della classifica degli importi richiesti con la formula della cessione del quinto sono la Puglia (24.000 euro), la Sicilia (22.000 euro) e la Calabria (21.900 euro). 

di Brunella Bolloli 

La pornostar americana, il vino, e un plagio colossale ai danni di due autori e produttori italiani. Ovvero: fin dove si può osare. E non stiamo parlando di sesso perché in materia Savanna Samson, al secolo Natalie Oliveros, è una vera esperta. Una sorta di Cicciolina a stelle e strisce, anche se i paragoni, nel ramo, non sono graditi. Classe ’67, ha cominciato come ballerina, ma quando il fidanzato le ha rivelato il desiderio di sposare una pornostar, lei non ci ha pensato su due volte e nel 2000 ha fatto un film con il re dell’hard, Rocco Siffredi, poi ha regalato al maritino la videocassetta per la prima notte di nozze. Una intraprendente, Savanna, perfino cattolica praticante, talmente abile da vantare un curriculum da regina sexy, con decine di riconoscimenti. Eppure, sarà che alla lunga spogliarsi in tv usura anche le star più allenate, ora il nome dell’attrice è accostato anche alla produzione di vini.

Sorpresa a New york - Apri il suo sito e appare lei nuda distesa su un tappeto di uva nera: Welcome to Savanna Samson Wines, è l’incipit. Spiega di avere lanciato il nuovo business nel 2005, con la produzione del suo primo vino, Sogno Uno, un rosso italiano, premiato con 91 punti dal potente wine critic Robert Parker. Un successone. Al punto che la signora ha registrato un marchio per la sua nuova e inebriante attività: La Fiorita. La questione, però, è che sui vini non puoi fregare gli italiani, maestri nel settore. E ora la Samson dovrà vedersela con Giovanni Negri e Stefano Milioni, autori e produttori italiani dalla trentennale esperienza, noti sia in Italia che all’estero, i quali nel 2006 hanno pubblicato “Il Romanzo del Vino” (Piemme editore), un manuale cult per gli amanti di Bacco. Con tanto di suggello di Parker in copertina.  Il caso ha voluto che qualche giorno fa Milioni, che vive a New York, sia stato invitato a un mega party per la presentazione dell’annata 2006 del Brunello di Montalcino La Fiorita. Prima sorpresa: a produrre è una famosa pornostar; dettaglio comunque trascurabile visto che Milioni ha più volte sostenuto «il ruolo positivo di stimolo dei produttori nuovi e non figli consolidati del sistema vitivinicolo». Secondo: la tizia è spalleggiata dal suo winemaker, Roberto Cipresso, con cui Milioni e Negri non si erano più sentiti da un po’ ma hanno  mandato alle stampe “Il Romanzo del Vino”. La serata è divertente, la gente glamour, il cibo ok, «insieme al Brunello scorre a fiumi anche vero Champagne», racconta l’invitato. Quando sta per andarsene, gli mettono in mano un elegante gift bag (un pacco dono). E, una volta a casa, dà una sbirciatina.

Pagine tradotte - Dentro c’è una bottiglia del neonato rosso e un libro: “Il sogno vero”, scritto da Roberto Cipresso (2012All rights riserved). Milioni guarda meglio e altra sorpresa: la copertina è simile a quella del “Romanzo” con minime varianti. La bottiglia su cui è appiccicata l’etichetta del titolo è quella de La Fiorita, la grafica è la stessa della bottiglia di Brunello appena degustata, sono spariti i nomi di due dei tre autori (lui e Negri), rimane la dizione “Introduced by Robert Parker”. Si chiede: «Almeno lui sarà stato avvisato?». Sfoglia le pagine e con stupore crescente scopre che il cadeau della signora è scopiazzato dal loro testo parola per parola, tradotto in inglese, certo, ma comunque farina del sacco italiano. Il loro libro, scritto sei anni prima, è diventato uno strumento promozionale dell’azienda vinicola dell’attrice vietata ai minori. E Cipresso non ha detto niente. Milioni diventa paonazzo (e non per i bicchieri bevuti alla festa) quando, smanettando sul pc, si accorge che l’opera sua e di Negri è in vendita in edizione pirata su Amazon e su almeno 25 siti in tutto il mondo, dal Canada, alla Gran Bretagna alla Finlandia, alla Croazia, in Nuova Zelanda e perfino in Italia, in edizione hard cover, paperback, eBook per Kindle e Nook, e perfino in pdf, scaricabile per soli 3,99 dollari. Insomma, dal sogno vero all’incubo. Una situazione surreale per i due italiani che, per tutelare la loro proprietà intellettuale, hanno intentato un’azione legale contro la Fiorita e quindi contro la Samson. Si sentono truffati e rapinati di un lavoro frutto di fatica ed esperienza vera.  

Azione legale - Milioni dagli States e Negri dall’Italia hanno uniti i loro sforzi e sono decisi a ottenere la vendita del libro-truffa, anche se l’impresa è dura nel mercato globale. «Amazon.com ci ha risposto e ha subito bloccato la vendita, ma non so ancora Amazon.it», spiega Negri, «e abbiamo dato mandato ai nostri legali di tutelare i nostri diritti». «Non è una crociata antiporno, sia chiaro», assicurano, «ma contro i banditi da strada globali». In vino veritas.

 

Pierluigi Bersani dovrebbe ringraziare tutti i giorni il Signore per avergli mandato tra i piedi un giamburrasca come Matteo Renzi. Con le sue sparate il sindaco di Firenze ha creato non pochi problemi dentro il partito, tuttavia per il segretario è stata una manna piovuta dal cielo. Non ci fossero state le primarie e le polemiche sui dirigenti da rottamare, pochi si sarebbero filati il Pd, soprattutto i progressisti non avrebbero potuto monopolizzare per giorni le prime pagine e le aperture dei tg. I confronti in tv, le interviste nei talk-show e i servizi che ogni trasmissione ha dedicato al duello fra Renzi e Bersani sono stati per il partito meglio di una campagna pubblicitaria. Linfa vitale, sfoggio di democrazia e rappresentazione di novità: un’operazione più efficace di centinaia di spot. E per di più gratis.

L’effetto è stato immediato. Per giorni si è smesso di parlare dei problemi del Paese e ci si è concentrati su quelli delle primarie. Sui meccanismi di accesso al voto, sulle metafore agricole del segretario (il canarino in una mano al posto del tacchino sul tetto) e sulle staffilate dello sfidante (caro Pier Luigi, sei stato al governo 2.547 giorni). Risultato, un partito che sembrava inchiodato al 27 per cento e che neppure il karakiri del centrodestra riusciva a smuovere, improvvisamente si è rianimato. Di colpo i sondaggisti hanno rilevato che c’era vita sul Pd e la macchina inceppata cui hanno dato vita ex comunisti ed ex democristiani di sinistra ha cominciato a muoversi. Non sappiamo da dove arrivino i voti registrati dagli esperti di flussi elettorali. Forse da gente che fino a ieri manifestava il disgusto verso la politica e dichiarava di non essere intenzionata ad andare a votare. Forse da qualcuno che era deciso a disperdere il voto scegliendo altre formazioni di sinistra, più piccole e più ideologiche. È possibile anche che tra gli italiani che si dichiarano intenzionati a mettere la crocetta sul nome di Renzi o Bersani ci sia qualche possibile elettore di Grillo, pentito d’aver scelto il comico  prima  ancora di votare. È però molto più probabile  che i sismografi  dei sondaggisti abbiano rilevato la confluenza di uomini tradizionalmente orientati verso il centrodestra, i quali per la prima volta nella loro storia stanno prendendo in considerazione l’idea di votare gli eredi del Partito comunista. Fino ad oggi i blocchi destra-sinistra apparivano immutabili: per quanto gli italiani fossero delusi dalla politica il loro credo era fedele nei secoli. La mobilità fra conservatori e progressisti era cosa inimmaginabile, come se le formazioni politiche e il loro consenso fossero cristallizzati nel tempo. Ma ora qualcosa si muove. Noi stessi abbiamo ricevuto le confidenze di molte persone da sempre liberali che si sono dette pronte a votare per il sindaco di Firenze e altre addirittura che lo hanno già fatto, partecipando al primo turno delle primarie e accettando perciò di iscriversi nelle liste del centrosinistra e di condividerne il programma. 

Più dell’appartenenza a uno schieramento, a quanto pare è il desiderio di cambiamento che sta orientando gli elettori. Una spinta che può indurre a ripensamenti parte di quel 50 per cento di italiani che si dichiara non interessato a votare. La rottamazione, la voglia di partecipare a una competizione vera e forse anche la crisi economica stanno producendo una mutazione genetica nell’elettorato, che non spinge la gente solo alla disperazione o alla protesta, cioè che non fa solo disertare le urne o votare Grillo, ma mette in discussione le convinzioni di una vita.

A fronte di tutto ciò, a fronte cioè della caduta di certezze granitiche che per qualche decennio hanno sorretto e forse condizionato il quadro politico, il Pdl che fa? A tutta prima diremmo che il partito che ha incarnato le aspirazioni liberali e conservatrici della maggioranza degli italiani, prosegue in un processo di autodistruzione che sembra destinato a condurlo se non alla sua scomparsa quanto meno a una marginalizzazione.

La rappresentazione plastica di quel che sta succedendo al Popolo della Libertà la si è potuta avere giovedì a tarda ora, nel salotto di Bruno Vespa. Subito dopo il confronto fra Renzi e Bersani mandato in onda da Raiuno, nelle case degli italiani sono comparsi i volti di Daniela Santanchè, Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni, quattro esponenti del centrodestra che hanno trascorso la serata a discutere dell’opportunità o meno di tenere le primarie. Una discussione surreale, un dibattito fuori dal tempo o, per meglio dire, fuori tempo massimo. Non ce l’abbiamo naturalmente con gli onorevoli radunati a Porta a porta, ma se c’era un modo per certificare un fallimento, i quattro l’altra sera l’hanno trovato. Per deludere gli italiani moderati, molto di più infatti non si poteva fare. 

di Maurizio Belpietro

 

Domenica scorsa si è svolta la giornata contro la violenza delle donne. Anche in medicina esiste una violenza sulle donne ancor più grave essendo più indifese nell’imminenza del parto. Questa violenza, programmata con il guadagno e con l’orologio del medico, si chiama parto cesareo. Ancora oggi la percentuale è elevatissima in tutte le regioni, al contrario delle percentuali che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera come eque, per il bene del nascituro e della puerpera.

Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha voluto “preparare” i cittadini italiani, in contraddizione con l’articolo 32 della Costituzione Italiana, alla possibilità di non riuscire a coprire i conti nazionali riguardanti la sanità pubblica.

Tre su quattro pessimisti sulle prospettive economiche: il principale timore (47%) e’ l’aumento delle tasse. Scarsa la fiducia nelle istituzioni. Due su tre “avverso al rischio”. Ma in 10 anni le azioni hanno garantito ritorni piu’ alti di liquidita’ e obbligazioni. LEGGI REPORT BLACKROCK

pubblicato da Wallstreet Italia
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Come investono gli italiani: 55% si rifugia nel cash

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Milano, 27 nov. – (Adnkronos) – Ridurre il consumo di energia e salvaguardare l’impatto ambientale. La sfida è realizzabile grazie all’autoproduzione di energia elettrica. A pensarla così è il 37% degli italiani intervistati da Nextplora per Ener20, prima società italiana per numero di impianti fotovoltaici, e la percentuale aumenta fino al 41% se si considera il genere maschile. In particolare, i più convinti sono coloro che hanno tra i 35 e i 45 anni (40%), i residenti al Sud e Isole (41%) o al Nord (40%) in comuni medio piccoli o grandi (entrambi al 42%).

Al secondo posto tra le iniziative più innovative per diminuire il consumo di energia riducendo l’impatto ambientale si posiziona, secondo gli intervistati, l’utilizzo di energie alternative. Proposta che, questa volta, trova maggior consenso da parte delle donne (37% rispetto al 31% degli uomini) e piace, in modo particolare, agli intervistati appartenenti alla fascia di età più elevata (45-55 anni) e a chi risiede al Nord.

Ben lontano ma sempre sul podio, al terzo posto viene citato l’utilizzo dell’auto elettrica: per il 16% degli italiani intervistati potrebbe essere questo un buon modo per raggiungere un Paese più green e sul quale si trovano d’accordo la stessa percentuale di donne e uomini con un picco del 30% tra i più giovani (tra i 18 e i 24 anni). Solo il 5% degli intervistati non saprebbe come affrontare il problema mentre il 4% propone di utilizzare gli elettrodomestici in orari notturni e un altro 4% di stipulare contratti per l’acquisto di energia verde.

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