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Legambiente

Dopo i consiglieri di amministrazione espressi da Vito Gamberale, anche Legambiente Lombardia denuncia la quotazione in Borsa della Sea. L’associazione ha infatti presentato oggi alla Consob un esposto in cui gli ambientalisti sostengono di ritenere di “essere stati danneggiati dalla sottoscrizione iniziale delle azioni della società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa”. A consegnare questa mattina l’esposto sono stati il responsabile dei trasporti di Legambiente Lombardia Dario Balotta, in quanto azionista Sea e da Barbara Meggetto, direttrice regionale a nome dell’associazione ambientalista.

I prodotti italiani sono quelli maggiormente contraffatti.

La produzione e commercializzazione di generi alimentari contraffatti o adulterati sono sempre più prosperi in Italia. I più interessati da questo fenomeno sono i prodotti più rinomati della cucina italiana. La criminalità organizzata si nasconde dietro queste redditizie attività.

Mozzarella di bufala campana con la Denominazione di Origine Protetta prodotta a Milano con latte vaccino proveniente dall’estero, miscele di diversi olii comuni  venduti come olio extravergine d’oliva. Ogni giorno in Italia gli scandali alimentari occupano le prime pagine dei giornali. Nel 2011 il numero di reati in questo ambito è aumentato in modo vertiginoso: sono stati registrati infatti quasi 14000 casi. Il business dei generi alimentari contraffatti o adulterati è triplicato rispetto allo scorso anno.

Prato, 21 nov. – (Adnkronos) – Nuova edizione per “EnergicaMente. A scuola di energie rinnovabili” la campagna sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale ideata da Estra, in collaborazione con Legambiente e Giunti Progetti Educativi, rivolta a tutte le classi delle scuole medie e alle V classi delle scuole elementari di Toscana, Umbria, Marche, Molise e Abruzzo.

L’obiettivo del progetto è promuovere tra i più giovani e le loro famiglie una cultura del risparmio energetico e informare sulle tecnologie che utilizzano energie rinnovabili. La campagna EnergicaMente. A scuola di energie rinnovabili è uno dei progetti educativi più significativi per Estra, nonchè uno dei più radicati sul territorio in cui l’azienda opera.

L’edizione 2012/2013 vedrà coinvolte oltre 500 classi di Toscana, Umbria, Marche, Molise e Abruzzo. Di queste 250 hanno scelto di fare anche percorsi didattici in classe mentre altre 250 lavoreranno con il kit didattico con gli insegnanti). Sempre in aumento le adesioni: in questo anno scolastico, infatti, sono 82 (10 in più dell’edizione 2011/2012) le classi delle scuole primarie e secondarie di I grado che hanno aderito, delle province di Prato (46, le stesse della passata edizione), Firenze (22 contro le 18 dell’anno scorso) e Pistoia (14 rispetto alle 8 della passata edizione).

La campagna prevede kit didattici realizzati da Giunti Progetti Educativi e dei percorsi didattici a cura di Legambiente. Il kit, in particolare, è composto dal volumetto per i ragazzi Quante energie! Conoscerle e usarle bene, da una guida per l’insegnante con consigli e proposte per attività didattiche e da un calendario perpetuo da appendere in classe, con vignette e piccoli consigli sul risparmio energetico.

Il progetto prevede inoltre due concorsi uno dedicato alle scuole e uno alle famiglie dei ragazzi che aderiscono alla campagna con in palio buoni per la fornitura di gas metano. Tra le novità di questa edizione, la realizzazione di un sito internet (www.energicamenteonline.it) in cui le scuole possono interagire, chiedere informazioni e scaricare materiali utili, e una serie di laboratori teatrali gestiti in collaborazione con l’educatore Giuseppe Severi (Energia del teatro solo per le scuole della Toscana) sempre legati al tema delle energie rinnovabili.

“Estra ha scelto da tempo di farsi conoscere anche per l’attività di sensibilizzazione all’uso consapevole dell’energia – ha dichiarato Paolo Abati, direttore generale di Estra – può sembrare strano per un’azienda il cui core business è il mercato del gas e dell’energia elettrica ma il fatto che i nostri soci siano i Comuni ci rende ancora più sensibili alla promozione del rispetto dell’ambiente e al risparmio energetico”.

“In tempi di ristrettezze economiche come questi è importante per Legambiente riuscire a portare avanti attività educative così significative visti i temi che trattano e il target di riferimento – ha aggiunto Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – e siamo grati a Estra che continua a credere in Energicamente investendo quindi sulle nuove generazioni verso uno stile di vita più consapevole”.

“Il successo di questo progetto lo dimostrano i numeri – ha concluso Simona Merlino, responsabile Promozione e Sviluppo di Giunti Progetti Educativi – per la scuola che sta vivendo un momento difficile, avere strumenti utili per realizzare attività didattiche è fondamentale ed Energicamente in questo è un valido contributo grazie ai tanti materiali che mette a disposizione”.

Roma, 19 nov. – (Adnkronos) – Oltre 500 eventi in tutta Italia per celebrare tutti insieme la Festa dell’Albero, in programma il 21 novembre. Giunta alla 18esima edizione, anche quest’anno la campagna di Legambiente dedicata alla riqualificazione del verde urbano coinvolgerà cittadini, studenti e amministrazioni locali nella piantumazione di alberi all’interno delle scuole, nei parchi pubblici e nelle aree degradate della città. In particolare l’edizione di quest’anno vuole promuovere la co-gestione delle aree verdi urbane, sollecitando amministrazioni ed enti ad affidare questi spazi ad associazioni e cittadini che ne fanno richiesta, seguendone poi insieme la gestione.

Il 21 novembre, spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, “saranno coinvolte circa 2000 classi e 50mila bambini, perché la tutela del verde deve riguardare prima di tutto i più giovani. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della gestione e della conservazione degli spazi verdi, luoghi di socializzazione e d’incontro che oggi tendono a scomparire”. Ad aprire il 21 novembre le celebrazioni della Festa dell’Albero, saranno alcuni eventi all’insegna della co-gestione. In Campania, l’appuntamento è nel Parco Eco-Archeologico di Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, dove verranno messi a dimora nuovi arbusti.

In Emilia Romagna, a Parma, i volontari del Cigno Verde, insieme ad alcune cooperative sociali di tipo B aderenti al Consorzio Solidarietà Sociale, e ai bambini della ludoteca ‘L’isola che non c’è’, pianteranno alcuni esemplari di alberi da frutto e piante autoctone presso l’area verde che circonda la sede Legambiente di via Bizzozzero. Invece a Bologna, la Festa dell’Albero si celebrerà a Piazza XX settembre, dove saranno distribuite specie autoctone da parte del vivaio regionale e dieci giovani alberi da parte di Legambiente per fari rifiorire i cortili scolastici.

Invece in Lombardia, a Mortara (Pv), i volontari del Cigno Verde in collaborazione con gli studenti della scuola media, la Provincia di Pavia, il comune di Mortara, si daranno appuntamento presso l’istituto scolastico “Josti Travelli” per piantumare nuovi alberi. In Veneto, a Lama Polesine (Ro), il 25 novembre la Festa dell’Albero verrà ripulita l’area dell’ex scalo ferroviario, a fianco della stazione dei treni di Lama Polesine, e verranno piantati alberi da frutto e arbusti locali.

Durante la Festa dell’Albero, ci sarà anche un doppio ‘taglio del nastro’ per l’inizio di un percorso di co-gestione di aree verdi urbane. In questa occasione Legambiente metterà a dimora diverse specie arboricole: in particolare a Cori (Lt) con la firma di un protocollo di intesa con l’amministrazione per la gestione di diverse aree verdi; mentre ad Aprilia (Lt) inizierà la gestione del Parco della Lirica, un’area di 5 ettari che sarà progettata e gestita dai volontari dell’associazione ambientalista insieme alle scuole del territorio.

Infine anche quest’anno Legambiente, per coinvolgere sempre più attivamente le scuole, ha indetto due concorsi: il primo è un concorso letterario di scrittura dal titolo, ‘L’albero racconta’, ed è rivolto ai bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni che vorranno esprimersi con un racconto. La seconda, novità di quest’anno, è un concorso giornalistico, ‘Storia di un Parco’, aperto ai ragazzi dagli 11 ai 18 anni. L’obiettivo è di stimolare lavori di sensibilizzazione sul degrado delle aree verdi urbane attraverso articoli e video. I lavori dei vincitori saranno pubblicati sul sito di Legambiente. Tutti gli appuntamenti dettagliati della Festa dell’Albero su www.legambiente.it

Genova, 19 nov. – (Adnkronos) – Sostenibilità ambientale, biodiversità, denuncia, sensibilizzazione e salvaguardia, queste le parole chiave della quarta edizione di Fidra, il Festival internazionale del reportage ambientale nato nel solco del Genova Film Festival, dal 22 al 24 novembre al Science Center Muvita di Arenzano in provincia di Genova. Più di 100 i film visionati per selezionare le 10 opere che faranno parte del concorso nazionale e presentare la miglior produzione italiana di documentari e reportage d’inchiesta dedicati all’ambiente.

Tra le novità di questa quarta edizione, il focus internazionale sull’Ecuador e sul Parco Nazionale Yasunì, riserva ecologica amazzonica dichiarata dall’Unesco riserva Mondiale della Biosfera. All’Ecuador sono dedicati “I discendenti del giaguaro”, documentario sulla lotta della comunità nativa dei Sarayaku per difendere i loro diritti dalle speculazione della grandi aziende petrolifere, e “Crude Amazon”, reportage fotografico di Massimo Clausi sullo Yasunì che si estende su circa 980.000 ettari di foresta amazzonica. Il Focus Ecuador è una sorta di anteprima del primo Ecuador Festival, manifestazione dedicata alla cultura del Paese sudamericano (Genova, 14-16 dicembre).

Il programma di Fidra prevede anche il workshop dedicato agli operatori del settore audiovisivo, dal titolo “Raccontare il territorio” (24 novembre), a cura del regista Gianfranco Pannone che approfondirà il rapporto tra documentarista e territorio, analizzando le possibili strade da percorrere nella progettazione di un documentario. Ci sarà anche una vetrina dedicata al Clorofilla Film Festival, la manifestazione cinematografica estiva di Legambiente.

Le 10 opere in concorso raccontano la mala gestione della raccolta dei rifiuti nell’isola di Stromboli, le discariche in Irpinia e in Abruzzo, il progetto idroelettrico della valle del Magdalena in Colombia, il traffico di rifiuti europei in Cina, ma anche la gestione condivisa dei pozzi d’acqua nel sud dell’Etiopia, l’arrivo dell’elettricità in remoti villaggi indiani e il recupero delle specie ittiche del golfo di Siracusa. I film selezionati per il concorso competono anche per il premio assegnato dalla Green Jury composta da un gruppo di membri delle più importanti associazioni ambientaliste italiane (Fai, Italia Nostra, Legambiente e Wwf).

Novità di quest’anno l’Occhio del Pavone, il premio del pubblico assegnato da una giuria popolare, con un richiamo ai pavoni in libertà nel parco di Villa Negrotto Cambiaso, sede del comune e simbolo di Arenzano. In occasione del festival sarà anche presentato il progetto Corem (Cooperazione delle Reti Ecologiche nel Mediterraneo) finanziato dall’Unione Europea e dedicato al tema della cooperazione tra i territori di Corsica, Liguria, Sardegna e Toscana. Organizzato dal Genova Film Festival/Associazione Culturale Cinematografica Daunbailò, con il sostegno di Arpal, Regione Liguria, Ecocart e la collaborazione di Amnesty International, Fai, Italia Nostra, Legambiente, Università degli Studi di Genova, Usei e Wwf.

Arenzano è il luogo simbolo di questo festival dedicato all’ambiente: il sito, dove fino a qualche anno fa era attiva la fabbrica di cromo Stoppani, oggi è in via di bonifica, mentre la petroliera Haven, affondata al largo della costa il 14 aprile del 1991, è stata invece trasformata un’oasi-rifugio con un ecosistema ricchissimo. Il comune ligure ospita anche Muvita, centro di animazione scientifica, il primo in Italia interamente dedicato al rapporto tra uomo, energia e clima.

Roma, 13 nov. – (Adnkronos) – Oltre 500 le donazioni raccolte, più di 7mila le adesioni libere provenienti da dodici nazionalità diverse, e l’acquisto del primo lotto di terra previsto per la prossima estate. Questo il risultato ottenuto dalla campagna nazionale ‘Paestumanità’, lanciata da Legambiente lo scorso marzo. Si tratta di un azionarato ambientale finalizzato all’acquisto di terreni compresi nell’area archeologica di Paestum. Lo scopo del progetto, si legge in un comunicato stampa, è infatti “acquistare i terreni privati ricadenti all’interno delle mura della città della Magna Graecia, dichiarata patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, e sviluppare, d’accordo e in sinergia con le istituzioni competenti, tutte le azioni possibili tese, oltre che alla piena tutela, alla valorizzazione dell’intera area archeologica”.

“La parte attualmente visitabile della colonia achea – continua il comunicato – è chiusa all’interno dei soli 25 ettari di proprietà dello Stato sui 120 totali, i quali sono sottoposti a pesanti attività antropiche, che mettono a rischio la salvaguardia delle evidenze archeologiche ancora non portate alla luce”. Il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo ha dichiarato che “entro gennaio l’iniziativa sarà lanciata a livello internazionale grazie al supporto di partner stranieri”.

Di questo si parlerà quindi giovedì 15 novembre in occasione del convegno ‘Paestumanità. Patrimonio, territorio, partecipazione’, all’interno della XV edizione della ‘Borsa internazionale del Turismo archeologico’, a Paestum. L’intento del convegno, conclude il comunicato, è dimostrare come il progetto di azionariato popolare lanciato da Legambiente possa rappresentare una forte spinta di valorizzazione e marketing territoriale. Al progetto hanno aderito finora numerose personalità della cultura del giornalismo e dell’arte, da Andrea Camilleri a Gillo Dorfles, da Gianantonio Stella a Gianluigi Nuzzi, nonchè artisti come Vinicio Capossela e Daniele Silvestri.

Milano, 13 nov. – (Adnkronos) – Oggi 1,3 miliardi di persone vivono senza elettricità, mentre 2,7 miliardi si affidano a biomasse tradizionali per cucinare e per il riscaldamento: il 95% di questi vive nei paesi in via di sviluppo, dove ogni anno circa 1,4 milioni di persone muoiono a causa dell’uso domestico di biomasse tradizionali. Per garantire a miliardi di persone l’accesso a servizi energetici moderni, senza conseguenze sul fronte del cambiamento climatico Eni e Legambiente, in collaborazione con l’Università Luigi Bocconi di Milano, organizzano mercoledì 21 novembre la V Conferenza Internazionale Energythink (www.energythink.it) dedicata alla sfida sull’accesso universale a servizi energetici sostenibili.

L’obiettivo è promuovere una riflessione, a partire dagli studenti che parteciperanno al convegno, su uno dei nodi principali dello sviluppo e gettare le basi per nuove iniziative di cooperazione internazionale e pubblico-private a supporto dell’energia sostenibile. In questa prospettiva Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione interverrà nella prima parte della conferenza. La sessione tematica sarà invece aperta dall’intervento di Barbara Buchner, Direttore Climate Policy Initiative Europe, che approfondirà le relazioni tra le politiche climatiche e l’accesso all’energia.

A seguire, il ricercatore del Ghana, George Yaw Obeng, direttore del Centro per la consulenza tecnologica ghanese, si soffermerà sull’importanza dei partenariati internazionali per l’accesso all’energia, mentre Paolo Frankl, capo della Divisione energie rinnovabili dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) esporrà le soluzioni tecnologiche per migliorare l’accesso ai servizi energetici moderni. Chiuderà la sessione Vijay Modi, docente dell’Earth Institute della Columbia University che racconterà l’esperienza del progetto Millenium Villages, nato per sostenere lo sviluppo sostenibile di villaggi in condizioni di estrema povertà attraverso il coinvolgimento attivo e la formazione delle comunità locali al fine di renderle promotrici e protagoniste del loro sviluppo.

Rimini, 7 nov. – (Adnkronos) – Rendere più sostenibili le attività estrattive di cave e miniere attraverso misure da adottare nelle fasi di progettazione, gestione e recupero, per ridurre gli impatti su atmosfera, ambiente idrico, suolo e sottosuolo, rumore e vibrazioni, paesaggio, flora e fauna. Questo l’obiettivo delle “Linee guida sulle aree estrattive” presentate oggi alla fiera Ecomondo di Rimini dall’Aitec, l’Associazione italiana tecnico economica del cemento, e Legambiente, nell’ambito dell’incontro “Gestione sostenibile e recupero delle aree estrattive”.

“Siamo consapevoli di come l’attività estrattiva causi inevitabilmente un cambiamento dello stato dei luoghi – spiega Giuseppe Schlitzer, consigliere delegato Aitec – generando impatti sull’ambiente. Vogliamo mettere in campo tutte le azioni che possano non solo mitigare gli impatti, ma rendere possibile un recupero ambientale tale da creare nuovo valore naturalistico, apportare benefici alla biodiversità e agli ecosistemi, offrire nuovi spazi fruibili alla collettività”.

Per il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, non è fermando le cave in Italia o delocalizzando le attività, che si darà risposta ai problemi. Anzi, “le attività estrattive sono un tema importante per guardare al futuro del nostro Paese e l’impostazione che proponiamo con Aitec guarda da subito a come quell’area tornerà alla comunità. Perché sarà inevitabilmente diversa ma non degradata, anzi valorizzata da un punto di vista delle potenzialità ecologiche”.

Il ministero dello Sviluppo Economico è disponibile a collaborare come collettore di dati e di esigenze di tutte le parti interessate per definire una nuova legge quadro e una politica mineraria nazionale. Intanto, nelle linee guida si elencano le misure da adottare nelle varie fasi. Per ridurre l’impatto sull’atmosfera e limitare l’emissione di polveri, le linee prevedono di orientare i fronti di scavo in funzione della direzione dei venti, bagnare piste e piazzali percorsi dai mezzi da cava, sospendere le operazioni nei giorni troppo ventosi.

Per tutelare le acque si realizzano apposite canalette, si controllano gli scarichi di acque su corsi d’acqua superficiali, si effettua periodica manutenzione dei mezzi in aree attrezzate per evitare sversamenti di sostanze inquinanti. Lo scavo deve essere progettato in modo che la modificazione della morfologia risulti compatibile con l’assetto dei luoghi, conservando il suolo asportato in fase di scopertura per le opere di recupero ambientale. Sul fronte del rumore, devono essere utilizzati macchinari nuovi che producano emissioni ridotte e pannelli fonoassorbenti per gli impianti.

A tutela del paesaggio, si devono privilegiare coltivazioni dall’alto verso il basso con cantieri “schermati”, prevedendo soluzioni per minimizzare l’impatto morfologico degli scavi; deve essere valutata l’alterazione dell’habitat, l’eventuale riduzione del patrimonio forestale, la modifica degli elementi che costituiscono l’ecosistema.

La vita media di una cava è di 30 anni, ma seguendo le indicazioni delle linee guida è possibile restituire il territorio alla collettività in tempi molto più brevi, iniziando gli interventi di recupero ambientale contestualmente alla lavorazione dei terreni.

A rafforzare i principi proposti da Aitec-Legambiente, i casi virtuosi di cave e miniere dismesse che sono state già trasformate in aree protette, parchi naturali, percorsi turistici e didattici, osservatori panoramici e dedicati al birdwatching. Molti ex cantieri per l’estrazione di materie prime, sottoposti a recupero ambientale, hanno infatti riacquistato valore e ora contribuiscono alla conservazione della biodiversità locale.

Roma, 2 nov. – (Adnkronos) – Sono 41.588 gli abusi edilizi hanno sfregiato il Lazio tra il 2004 e il 2009, periodo nel quale non agisce alcun condono edilizio, un numero pari quindi a 18,9 abusi al giorno. Lo rileva Legambiente accogliendo con soddisfazione l’avvio della demolizione di due degli scheletri abusivi di Quarto Caldo nel cuore del Parco Nazionale del Circeo. Dopo oltre 35 anni, concluso il lungo iter burocratico, il Comune di San Felice Circeo ha acquisito di diritto e gratuitamente l’area e inviato le ruspe per la demolizione, grazie alla collaborazione dell’Ente Parco e dell’Ufficio Vigilanza sull’abusivismo della Regione Lazio.

In generale, Legambiente rileva che il 25% degli abusi (ossia 10.397 abusi su 41.588) deturpa aree vincolate, mentre ben 9.149 (22%) hanno riguardato comuni costieri del Lazio e 14.430 abusi (il 30% del totale) sono compiuti nella Capitale.Oltre al caso di San Felice Circeo, dunque, restano ancora altri Ecomostri da demolire.

Solo nel 2011, molteplici casi indagini, abusi e sequestri hanno evidenziato decine di casi: proprio a San Felice Circeo sono scattati i sigilli a una villa del valore di 400 mila euro a quanto pare senza nessuna concessione, a Formia a 16 appartamenti del valore di circa cinque milioni di euro sorti in violazione dei piani territoriali a due passi dal mare, in località Acquatraversa.

E ancora: le ruspe sono ferme di fronte a diversi ecomostri, primo tra tutti le 285 unità abitative della lottizzazione abusiva Bella Farnia ancora a Sabaudia, in attesa del giudizio della Cassazione, così come i dieci villini della lottizzazione abusiva nella piana di Sant’Agostino a Gaeta e gli abusi del camping Santa Anastasia di Fondi, come nel caso del parcheggio sulla spiaggia a Lavinio (Roma) abbandonato da molti anni.

Nell’area romana, una lottizzazione abusiva è sorta alla luce del sole su un’area di quattro ettari a Pomezia (Roma), mentre un’altra indagine ha disposto ad Ardea (Roma) il sequestro di un’area agricola di circa 35 mila metri quadri sulla quale sono stati realizzati 168 manufatti destinati ad abitazioni civili.

Nella Capitale, poi, sono stati sequestrati 33 ettari all’interno dell’area protetta della pineta di Castelfusano per opere abusive nel campeggio, denunciate da Legambiente sin dal 2004, su cui insistono circa 800 unità abitative, numerosissimi ormeggi per circa 200 imbarcazioni. E secondo l’ex direttore dell’ufficio condono edilizio gli abusivi avevano un vero e proprio listino prezzi da 5 mila euro per una veranda in periferia, a 250.000 euro per una mini lottizzazione.

Roma, 2 nov. – (Adnkronos) – Le ordinanze di demolizione per abusi edilizi emesse in Italia dal 2000 al 2011 sono ben 46.760, mentre solo 4.956 sono state le ordinanze eseguite (il 10,6%). Il dato emerge dal Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente che ha monitorato la situazione di 72 città capoluogo di provincia su 104. La città che ha più immobili soggetti a ordinanza di abbattimento è Napoli con 16.837 ordinanze e solo 710 abbattimenti eseguiti (il 4,2%).

Verona, Prato e Genova sono i Comuni che hanno registrato il maggiore numero di demolizioni. (Fonte: Abbatti l’abuso, campagna nazionale di Legambiente contro l’edilizia illegale, su un campione di 72 città capoluogo di Provincia). In senso opposto Reggio Calabria che, sempre nel periodo 2001-2011, su 2.989 ordinanze di abbattimento registra zero demolizioni effettuate. Anche a Palermo sono zero le demolizioni effettuate su 1.943 ordinanze.

Il sud Italia, dunque, è più colpito dal fenomeno dell’abusivismo ma con qualche differenza. Mentre nelle medie città del nord come Treviso, Trieste e le città toscane la tipologia di abuso riguarda l’ampliamento delle case, nel centro sud e nelle zone costiere, invece, le case vengono costruite ex novo. Le coste, dunque, sono il bersaglio preferito. Secondo gli studi del Cresme, dal 2003 (anno dell’ultimo condono edilizio) al 2011 sono sorti in Italia 258mila case abusive per un giro d’affari illegale (basato sui valori medi di mercato) di circa 18,3 miliardi di euro. A questa colata di cemento illegale va aggiunto il vecchio abusivismo, quello costruito prima del 2003, ma insanabile.

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