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La Commissione industria del Senato ha approvato all’unanimità, contro il parere negativo del governo, l’emendamento che proroga di 5 anni le concessioni demaniali balneari come fa sapere il relatore del Pd, Filippo Bubbico, dopo il via libera della commissione al decreto sviluppo.

L’emendamento presentato in commissione Industria dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, più compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del governo con la Commissione europea che pretende invece l’indizione di un’asta.

La Commissione industria del Senato ha approvato all’unanimità, contro il parere negativo del governo, l’emendamento che proroga di 5 anni le concessioni demaniali balneari come fa sapere il relatore del Pd, Filippo Bubbico, dopo il via libera della commissione al decreto sviluppo.

L’emendamento presentato in commissione Industria dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, più compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del governo con la Commissione europea che pretende invece l’indizione di un’asta.

Magdi Cristiano Allam si candida come premier di un’Italia «libera, sovrana, federalista». Corre in solitaria perché «il quadro politico è degradato» e serve «un’alternativa che risolva il problema alla radice: il riscatto della sovranità monetaria che si traduce nell’uscita dall’euro». Dal suo partito, Io Amo l’Italia, un no secco a Mario Monti tanto quanto a Beppe Grillo: «Entrambi, per ragioni diverse, non si presenteranno alle elezioni. Così rischiamo di avere sia a capo del governo che dell’opposizione personalità estranee e non legittimate dal voto». ”Condividiamo una sana follia”, è stato il titolo della manifestazione organizzata a Milano sabato scorso per presentare il nuovo soggetto politico supportato da altre personalità della società civile e istituzionale, che si propone di fare chiarezza in mezzo a tanti dubbi nel panorama elettorale.

Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto legge per l’Ilva. Lo si apprende da fonti di governo. Il decreto varato oggi dal Consiglio dei ministri “stabilisce che la società Ilva abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell’Aia”, cioè l’autorizzazione integrata ambientale. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto varato oggi dal governo sull’Ilva introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall’Aia.

Via libera del Bundestag tedesco al terzo pacchetto di aiuti per la Grecia. Il Parlamento lo ha approvato ad ampia maggioranza, anche col sostegno dei partiti di opposizione Spd e Verdi. Le misure di agevolazioni dovrebbero consentire al debito greco di scendere al 124% del Pil nel 2020. Prima del voto è intervenuto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il quale ha chiesto il voto a favore sull’aiuto economico ai parlamentari, ribadendo che ”resta il principio delle condizioni per la Grecia: per Atene è possibile avere delle concessioni solo se porta avanti le riforme passo dopo passo in modo coerente”. 

Il cda della Rai ha dato via libera alle proposte del direttore generale Luigi Gubitosi per i nuovi direttori delle tre reti generaliste.

A Rai1 arriverà dunque come previsto Giancarlo Leone, che sostituirà Mauro Mazza; a Rai2 è stato nominato Angelo Teodoli al posto di Pasquale D’Alessandro; a Rai3 Andrea Vianello succederà ad Antonio Di Bella.

Per Mazza si profila una destinazione alla presidenza di Rai Cinema, mentre Pasquale D’Alessandro pare destinato a un canale tematico e digitale Rai. Antonio Di Bella sembra invece prossimo a ricoprire il ruolo di corrispondente Rai da Parigi.

Da un lato il segretario nazionale Angelino Alfano afferma che è venuto il momento di finirla con nomi compromettenti e invoca per il Pdl facce nuove e pulite. Dall’altro Francesco Nitto Palma puntualizza che il decreto sulla incandidabilità “non riguarda i rinvii a giudizio”. E’ un via libera agli inquisiti in lista quello che il commissario del Pdl campano consegna nell’intervista al Corriere del Mezzogiorno. Titolo: “Nitto Palma: elezioni, ricandido Cosentino e gli altri inquisiti”. Con buona pace di Alfano il cui peso politico in Campania appare scarso. Ad agosto il segretario diede il via libera alla nomina di Fulvio Martusciello e Daniela Nugnes ad assessori regionali, ma non aveva fatto i conti col diktat di Cosentino, contrario all’ingresso della Nugnes in giunta. Alla fine il governatore Stefano Caldoro si è limitò a inventare per i due il ruolo di ‘consiglieri del presidente’, finti assessorati che timbrano l’immutato potere del deputato di Casal di Principe all’interno del Pdl campano.

Isabella Bertolini, vicepresidente del Pdl alla Camera, e coordinatrice del partito in Emilia-Romagna, fonda il movimento. Lasciano il partito anche Gaetano Pecorella, Giorgio Stracquadanio e altri due parlamentari.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Pdl a pezzi: venti di scissione, nasce Italia libera

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Isabella Bertolini, vicepresidente del Pdl alla Camera, e coordinatrice del partito in Emilia-Romagna, fonda il movimento. Lasciano il partito anche Gaetano Pecorella, Giorgio Stracquadanio e altri due parlamentari.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Pdl a pezzi: scissione di ex berlusconiani, nasce Italia libera

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La pasionaria Isabella Bertolini, l’ex legale Gaetano Pecorella, il pasdaran Giorgio Stracquadanio e altri due parlamentari del Pdl, Roberto Tortoli e Franco Stradella. Ci sono diversi ormai ex ultrà berlusconiani in “Italia libera“, il nuovo soggetto politico promosso dalla Bertolini. La vicepresidente del Pdl alla Camera, e coordinatrice del partito in Emilia-Romagna, ha spiegato all’Adnkronos le ragioni del distacco dopo anni di militanza azzurra: “Siamo pronti alla sfida. Usciremo dal Pdl. Vogliamo costruire l’area dei liberaldemocratici che in Italia ormai non esiste più, pur di non lasciare l’Italia in mano a Bersani e a Vendola. Daremo vita a una componente autonoma”.

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