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Interromperanno lo sciopero della fame. Secondo quanto ha dichiarato Mariangela Lamanna, vicepresidente dell’Associazione 16 novembre che coordina la protesta, l’assicurazione ricevuta dal governo di raddoppiare il fondo per la non autosufficienza per ora è ritenuta soddisfacente. La Lamanna ha rivolto un appello a tutti i malati pregandoli di interrompere lo sciopero: “Abbiamo ricevuto delle risposte. Il Senatore Ignazio Marino si è preso personalmente carico di parlare con il ministro Renato Balduzzi. Ha ammesso insieme al sottosegretario Polillo che i 200 milioni sono una cifra inconsistente e il governo si è impegnato a portare il fondo a 400 milioni di euro“.

Per la Sanità, per le persone che hanno bisogno di cure, di assistenza, di aiuto è proprio un gran brutto momento. I cittadini sono sempre più spaventati dall’intrusività violenta che le decisioni sulla sanità hanno nella loro vita e cominciano a rendersi conto come i sacri valori di cui tutti si riempiono la bocca, dignità, autonomia, diritti, vita, alla fine siano in mano ad una politica incosciente al confronto della quale l’uomo di latta del mago di Oz appare più umano di noi.

I primi a fare le spese della crisi? C’è da stare certi che saranno i malati. La conferma, dopo il balletto governativo sui fondi per i malati di Sla, arriva dalle statistiche che evidenziano come la tendenza a fare cassa risparmiando sulla salute nell’area Ocse sia iniziata da un pezzo e in Italia siamo solo ai primi assaggi.  A certificarlo è lo studio “Health at a Glance Europe 2012”, realizzato congiuntamente dall’Ocse e dalla Commissione Europea, secondo il quale è iniziato tutto nel 2010. Anno nel quale, per la prima volta negli ultimi 35 anni, gli stati dell’Unione Europea hanno tagliato la spesa sanitaria.

Nel futuro della cura del cancro, la radioterapia potrebbe battere il bisturi. Si tratta infatti di una tecnica sempre più importante, al punto che entro 10 anni si stima che verrà utilizzata nell’85% dei malati di tumore, e sarà sempre più sostitutiva di chirurgia e chemioterapia, anche grazie alla maggiore efficacia e ai costi inferiori rispetto alle altre due modalità alternative di cura meglio conosciute. La radioterapia oncologica, anche se ‘nell’ombra’, potrebbe essere già oggi l’alternativa principale nella cura dei tumori, e la sua importanza è destinata a crescere anche grazie alla continua evoluzione delle tecnologie. Delle prospettive di questa specialità, ma anche dei problemi e delle necessità attuali, a partire da un adeguamento della dotazione tecnologica, si parlerà al congresso dell’Associazione italiana di radioterapia oncologica (Airo) a Roma dal 17 al 21 novembre.

I medici ci raccontano che nei loro ambulatori si riversano le richieste più strane e più disparate, accanto naturalmente a necessità molto serie. Ci raccontano anche che il giorno dopo certe trasmissioni televisive sulla medicina, i loro malati accusano tutti i sintomi delle malattie trattate in quelle trasmissioni, chiedendo di esserne curati. Se a questo aggiungiamo la pressione esercitata sulle persone sane da un gigantesco fenomeno di medicalizzazione sociale che spinge attraverso i media milioni di persone a loro volta a farsi medicalizzare per niente e l’estendersi smisurato di quell’area definita di “automedicazione” cioè di gente che attraverso internet si cura da sola, abbiamo una idea di quanta domanda inutile e impropria viene rivolta alla medicina.

Un banchetto con decine di piante di marijuana è stato allestito dai Radicali italiani davanti la sede della Camera dei Deputati a piazza Montecitorio, per sostenere l’uso terapeutico della cannabis e per la depenalizzazione dei reati legati all’uso personale. Centinaia le persone presenti, che con urla e cori hanno fatto sentire la loro voce. Tra i politici presi di mira il presidente della Camera Gianfranco Fini e l’ex sottosegretario del governo Berlusconi Carlo Giovanardi invitati a ‘farsi una canna’.

Durante la manifestazione ‘Cannabis: Italia chiama Usa’ i radicali hanno anche donato simbolicamente alcune piantine ai malati su sedia a rotelle presenti. La deputa Radicale Rita Bernardini da mesi, e pubblicamente, conduce una azione di disobbedienza civile coltivando alcune piantine di marijuana sul proprio terrazzo. “In Italia migliaia di malati, nonostante la legge lo consenta – afferma – non riescono ad avere accesso a cannabis terapeutica. Sono malati di Sla, tumore e Aids, e sono incredibili gli ostacoli frapposti a questo tipo di terapia farmacologica”.

In sanità vi sono fattori che condizionano la possibilità e la capacità di accedere alle cure delle persone. Come ad esempio se un cittadino non sa o sa di certe possibilità; o se un cittadino si può o non si può permettere certe prestazioni;o se vi è una lista di attesa più o meno lunga; o se per curarsi il cittadino deve andare in altre regioni o all’estero; ed infine gli orari di funzionamento dei servizi con i quali il cittadino deve fare i conti .

Fondi garantiti per i non autosufficienti e i malati di Sla. Il ministro dell’Economia Vittorio Grilli interviene a margine dei lavori del G20 dove risponde a una domanda sui fondi per i malati di sclerosi amiotrofica laterale spiegando che le risorse potranno arrivare dal fondo di 900 milioni già previsti nel ddl di Stabilità. ”Volevo rassicurare – ha detto – non c’è ne una dimenticanza né un’assenza di risorse”. 

”Nel ddl – ha spiegato Grilli – è previsto un fondo da 900 milioni da destinare a diverse priorità, la prima delle quali sono le politiche sociali e al loro interno c’è la questione della non autosufficienza e quindi della Sla”. Il ministro ha poi specificato che si tratta di una risorsa “ben identificata che fa parte di questi 900 milioni. Ne ho parlato con i relatori e c’è il consenso di destinare parte di questi 900 milioni per questa gravissima esigenza. Ci sarà senz’altro la finalizzazione di queste risorse”.

E’ bello ciò che ha scritto Antonio Padellaro oggi su il Fatto Quotidiano. La parola caz….usata in chiusura del suo editoriale è musica per le orecchie di noi tutti.

All’interno delle Associazioni che si sono costituite in contrasto al terrorismo mafioso siamo molto sensibili alla tragedia di vita dei malati di Sla e davvero non possiamo che apprezzare chi alza la voce in loro difesa.

300 milioni sono briciole come ben dice il direttore de Il Fatto Quotidiano, rispetto allo scialacquare del denaro pubblico nei Palazzi che rappresentano il Governo, eppure non si pensa minimamente a non cadere in errori tanto gravi, come quelli che il governo tecnico del 2012 ha scaraventato contro i più deboli.

“Weeping Fornero”, la potremmo chiamare, per farle il verso usando la lingua inglese che le piace tanto (forse per emulazione del suo capo Mario Monti). Elsa, infatti, c’è ricascata: il 4 dicembre 2011, a poche settimane dall’entrata in carica come ministro del Lavoro, lasciò tutti di stucco piangendo alla presentazione del decreto “Salva-Italia”. Imbarazzo tra i presenti, in primis il premier Mario Monti che le sedeva accanto davanti ai giornalisti. Ieri il bis. Durante la seduta del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, la Fornero e il ministro della Sanità Balduzzi hanno fatto squadra per avere da Monti e Grilli (ministro delle finanze) i fondi necessari a ripristinare l’assistenza domiciliare ai malati di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Non a caso, visto che da giorni numerosi malati hanno avviato uno sciopero della fame per protestare contro i tagli del governo. e ieri pomeriggio, proprio dopo il Cdm, i due ministri erano attesi a Cagliari per vedere alcuni dei malati impegnati nella protesta, tra i quali Salvatore Usala che nei giorni scorsi aveva scritto un’accorata lettera alla Fornero. Quando ha capito che nè Monti nè Grilli erano disposti a sganciare un euro, Elsa è scoppiata in lacrime davanti ai colleghi ministri allibiti. Il Prof, però, non s’è fatto commuovere: Fornero e Balduzzi sono volati a Cagliari a mani vuote.

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