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mamma

“Avevo davvero riposto in lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene, che difendesse la nostra Costituzione. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la vita e non la morte. E invece ha firmato la nostra condanna”. Inizia così la lettera che una mamma di Taranto, Tonia Marsella, ha inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la firma del decreto legge sull’Ilva, lettera che è stata diffusa dal comitato ambientalista “Donne per Taranto”.

Un nuovo stile sobrio per Fabrizio Corona che oggi, accompagnato dalla mamma, si è presentato in Tribunale. Il giudice Mariolina Panasiti deciderà infatti sulla sua richiesta di affidamento ai servizi sociali, dopo le condanne definitive a due anni e otto mesi di carcere per il caso Vallettopoli. E lui abito elegante grigio e modi low profile annuncia: “Non voglio tornare in carcere, sono assolutamente cambiato. Chiedo che si applichi la legge”.

“Preoccupato non sono mai stato – spiega l’ex fotografo dei vip – ma ho 30 impiegati, un figlio, pago le tasse”. In attesa di due processi in Cassazione, in programma il prossimo anno, “sono convinto di farcela, di essere innocente. Sono assolutamente cambiato e bisognerebbe paragonare il Corona di oggi a quello di tre anni fa”. Accompagnato dalla madre, “una garanzia affettiva”, Corona dice: “In carcere non ci voglio tornare. Rischio di uscire a 44 anni e di avere la vita rovinata”.

Sulla sua ex fidanzata Belen Rodriguez, invece, che ha annunciato di aspettare un figlio da Stefano De Martino, Corona sceglie il silenzio: “Oggi non le do spazio”.  


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Laura Barriales, shopping con mamma e papà

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“Mamma la scuola brucia”. Si certo. Ti piacerebbe, ricordo di aver pensato. “No mamma la scuola brucia per davvero… guarda lì!”. Sono trascorsi due giorni da quando l’asilo Do Re Mi Diverto ha preso fuoco e l’aria intorno puzza ancora. Puzza di marcio, più che di fumo, perché a ridurre in macerie l’ex scuola materna del XIII municipio di Roma è stato il marcio che la circonda. E’ un marcio fatto di abbandono e di amianto, di bimbi trasferiti, di classi smembrate e di studenti sparpagliati altrove in attesa dei lavori di bonifica, demolizione e ricostruzione. Da più di un anno la scuola era chiusa perché piena d’amianto e perciò pericolosa per la salute pubblica, per gli interventi erano stati stanziati 2 milioni e mezzo di euro con tanto di comunicato stampa in pompa magna. Ma i lavori non sono mai decollati, nonostante il progetto messo nero su bianco, il finanziamento cospicuo e le richieste dei genitori e degli insegnanti che nel frattempo avevano raccolto 1200 firme per chiederne la riapertura.


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Mamma Uma Thurman dal dottore con la figlia appena nata

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In un mondo sempre più tecnologico, dove smartphone e telofoni di ultima generazione la fanno da padroni, non poteva mancare l’applicazione capace di monitorare gli spostamenti dei figli. Bastano un telefonino e pochi euro e i genitori più ansiosi potranno controllare le mosse dei loro ragazzi. Si tratta di software che identificano l’esatta posizione di un oggetto utilizzando il sistema Gps. Mamma e papà possono scaricare l’app nei vari negozi virtuali dove possono trovare decine di programmi ad hoc per la geolocalizzazione. Inizialmente erano state progettate per tenere in contatto amici o parenti ma uno dei nuovi target di mercato è costituito appunto dai genitori apprensivi che vogliono avere sotto cotrollo la giornata dei loro figli. Le app che hanno vari nomi, da Footprints (Impronte) a SecuraFone, passando per Glypse o Lookout, si possono acquistare sborsando una cifra che di solito non supera i dieci euro. Esistono varie versioni, le più complete offrono molte funzionalità, tra le opzioni c’è anche la possibilità di rendere il telefonino dei figli visibile solo ed esclusivamente ai genitori. E se i figli dovessero ribellarsi? Per il ragazzo basterebbe semplicemente spegnere il cellulare e il gioco è fatto ma c’è una soluzione: quando si perde il segnale mamma e papà vengono informati con l’ultima posizione disponibile.

 

Macaulay Culkin, l’indimenticabile protagonista del film cult Mamma ho perso l’aereo, è finito nuovamente nei guai. Recentemente, il sito radaronline.com ha rivelato che il giovane attore, enfant prodige degli anni ’90, sarebbe totalemnte schiavo dell’eroina e di oxycodone, un potente antidolorifico, per i quali spenderebbe cifre che arrivano fino a 6 mila dollari al mese. Secondo i ben informati, le condizioni dell’attore sarebbero peggiorate dopo la rottura con l’attrice Mila Kunis


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Macaulay Culkin: dalla fama alla droga, il declino di una star

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Una causa di lavoro al giorno e Mamma Rai continua ad indebitarsi. La fotografia scattata da Sergio Rizzo alla tv di Stato è quella di un pozzo senza fondo dove finisconiscono milioni e milioni di euro: la posizione finanziaria netta alla fine del 2011 era negativa per 272 milioni con un peggioramento dell’indebitamento di 118 milioni sull’anno precedente. Di sicuro pesa il costo del lavoro che ha superato il miliardo di euro: 1.027 milioni, contro 1.014 un anno prima. Cifre destinate a salire a causa delle vertenze che continuano ad arrivare sui tavoli degli avvocati di viale Mazzini. Il rapporto, secondo quanto riportato dal Corriere è di uno a dieci: nel 2010 ne sono arrivate 285 nuove di zecca, 73 in più rispetto al 2009. La conclusione è che alla fine di quell’anno la Rai ne aveva aperte ben 1.309, a fronte di 13.313 dipendenti in tutto il gruppo. Il risultato è che le assunzioni aumentano e aumenteranno nei prossimi anni, nonostante i tagli previsti che verranno compensati dai nuovi contratti. Nel solo 2010 le assunzioni a tempo indeterminato in tutta l’azienda sono risultate 430, una novantina in più rispetto a due anni prima, di cui 296 precari stabilizzati. Dal 2008 al 2010 hanno avuto il posto fisso in Rai 1.121 persone: l’11 per cento di tutti gli attuali dipendenti a tempo indeterminato. 

Canone evaso e disdette – Se la Rai non naviga nell’oro, dipende anche dagli evasori di canone. Un fenomeno che, secondo la Corte dei Conti, avrebbe raggiunto 450 milioni l’anno.  Stime aziendali, riportate da Sergio Rizzo, parlano di un tasso medio del 26,7 per cento, e crescente: era al 26,1 nel 2008 e al 26,5 nel 2009. Nelle Regioni meridionali tocca punte mostruose. In Campania siamo al 44,5%, in Sicilia al 42,2, in Calabria al 39,7. A questi si devono aggiungere le mancate entrate dei canone “speciale”, quello dovuto dagli esercizi commerciali: i mancati introiti qui sarebbero dell’ordine del 60 per cento. Ma con le attività di recupero non riuscirebbe a coprire il disavanzo visto che a fronte dei circa 400 mila abbonamenti l’anno recuperati è appena superiore a quello delle disdette che arrivano ogni dodici mesi: 310.368 nel 2010, 323.545 l’anno precedente e 294.382 nel 2008. Dalla contabilità separata si ricava che con i soli incassi del canone la Rai non riuscirebbe a coprire i costi delle attività del cosiddetto “servizio pubblico”. Il disavanzo, secondo i dati ufficiali, sarebbe stato di 364 milioni nel solo 2010.

Tra ricavi e costi vincono i costi – Altro capitolo particolarmente dolente per Mamma Rai è il costo astronomico dei programmi. Dice la Corte dei conti che c’è un “persistente sbilancio negativo fra ricavi e costi, le cui ripercussioni negative sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della società stanno assumendo carattere strutturale e dimensioni preoccupanti”. Secondo i magistrati contabili “tutte le voci di entrata evidenziano problematiche”. E lo “sbilancio”, fa notare Rizzo sul Corriere della Sera, “non risparmia nemmeno le trasmissioni che dovrebbero fare, immaginiamo, soldi a palate”. Il Festival di Sanremo, ad esempio, in soli due anni, nonostante introiti pubblicitari per 24 milioni 850 mila euro, la Rai ci ha rimesso la bellezza di 17 milioni 424 mila euro: 9 milioni 580 mila nel 2009 e 7 milioni 844 mila nel 2010. Le perdite causate da uno degli eventi televisivi più importanti della stagione sono stati praticamente pari alle royalty intascate dal Comune di Sanremo, che ha una convenzione in base alla quale la tivù di stato corrisponde al municipio ogni anno per l’esclusiva del festival qualcosa come 9 milioni di euro.


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Mamma elefante salva il piccolo

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Da Londra il video di questo bambino di due anni che rischia di cadere da un balcone altro circa 30 metri. Intervistato dal Daily Mail, un vicino racconta: “Mi sono voltato e ho visto il ragazzo lassù da solo a giocare sul balcone senza protezione, ho pensato che stesse per cadere, ero sicuro che sarebbe morto”. L’uomo, visibilmente scioccato ha poi aggiunto: “La polizia è arrivata dopo circa sei minuti, ma sono dovuto tornare a casa per cercare di calmarmi perché non riuscivo a guardare”. Una volta arrivata, la madre ha confessato di essersi distratta e che il bambino era riuscito ad uscire da una porta appena accostata. Intervistata ha poi raccontato: “Non lo perderò mai più di vista, ringrazio i vicini per aver lanciato l’allarme”.

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