Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

mani

“In queste pagine è raccontata la storia, non solo politica, di Roberto Formigoni, detto il Celeste, che la politica l’ha cominciata a fare più o meno nel Sessantotto (un Sessantotto su misura per Cl), ha poi attraversato la Prima e la Seconda repubblica, per affondare alle soglie della Terza”. Inizia così, l’ultimo lavoro di Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto Quotidiano e autore di molte inchieste e libri di successo, tra cui Le mani sulla città (Chiarelettere, con Davide Milosa), Il grande vecchio (Bur Rizzoli), Mani pulite e mani sporche (Chiarelettere, con Peter Gomez e Marco Travaglio).

“Vogliono avere le mani libere per la campagna elettorale, non si sa più chi rappresenti il Pdl, peccato che chi ci va di mezzo sono i contribuenti e le imprese”. Lo sfogo del sottosegretario dell’Economia. Salta la delega fiscale.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Blitz della Casta: scontrini e costi politica, misure a rischio

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Antonio Di Pietro ha spiegato che l’assemblea generale dell’Idv sarà l’occasione per “vedere chi ci crede” e per “mostrare i muscoli”. Ahilui, ora del 15 del mese prossimo, potrebbero bastargli le dita delle mani per contare i fedelissimi dell’Italia dei valori. Quanto ai muscoli, rischiano di essere belli flaccidi. Oggi, infatti, il partito dell’ex campione di Mani pulite ha perso altri due pezzi alla Camera e potrebbe perderne tra poco un altro al Senato. Le defezioni odierne, che si aggiungono a quelle dell’ex capogruppo Massimo Donadi, Nello Formisano e Fabio Evangelisti delle scorse settimane, sono quelle di Gaetano Porcino e Giovanni Paladini, che con ogni probabilità entreranno nel gruppo misto. A Palazzo Madama, riferiscono fonti ex Idv, sarebbe imminente l’addio di Stefano Pedica. A Montecitorio i dipietristi sono in tutto 17. Numero che, oltre a non portare esattamente fortuna (il sondaggio del Tg di La7 di lunedì scorso dava l’Idv in crollo verticale al 2,8%) è di tre unità al di sotto di quello minimo previsto per la sussistenza di un gruppo (20). Lo stesso Di Pietro ha smentito però di aver chiesto una deroga al presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale per parte sua non ha fin qui battuto ciglio. 

Giorgio Silli, assessore comunale del Pdl a Prato, commenta gli scontri del 14 novembre

 

Renzi e "I fantastici 5". Per una volta tocca dargli ragione

 

Formigoni l'ammeregano

 

Flavia Vento e una cena tra 16mila intimi "affezzionati"

La Santanchè e la matrimoniale

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Se non è facile per gli elettori di centrosinistra orientarsi tra i cinque candidati alle primarie del 25 novembre, in loro aiuto arriva una app. Matteo Renzi contro Pierluigi Bersani, Nichi Vendola l’outsider, Laura Puppato la quota rosa e Bruno Tabacci il disturbatore: chi preferire? In soccorso ai sinistri ancora in stato confusionario, arriva Affinità Elettive, app gratuita per iPhone e iPad. Il programma propone all’utente un questionario sugli argomenti più vari (diritti civili, lavoro, economia) con risposte multiple. Dal confronto con i programmi dei cinque candidati, l’app calcola in termini percentuali con chi l’elettore condivide più posizioni. Più che da confronti in tv, il chiarmiento di idee per i sinistri possono venire dalla tecnologia.

Metti Vittorio Sgarbi a stretto contatto con John Peter Sloan e si scatena la rissa. Al Cristina Parodi Live su La7 è andata in scena un altro siparietto decisamente violento. Una decina di giorni fa nel salotto della Parodi era toccato all’amazzone del Pdl Micaela Biancofiore prendersela con il professore d’inglese per una parola di troppo su Silvio Berlusconi. La Biancofiore, veemente, aveva parlato di offesa all’Italia intera e di mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni.

Biancofiore contro Sloan: guarda il video su LiberoTv

Oggi il tema era ancora il Cavaliere e in particolare le feste ad Arcore, tra Olgettine e Ruby. Sloan parte all’attacco, ricordando che l’accusa per l’ex premier è grave: “Qua si parla di prostituzione minorile!”. E Sgarbi non ci vede più. “Capra, capra! Anche Pasolini e Moravia andavano con minorenni, e allora?”. Il tono è esagitato e Sgarbi, ancora infortunato per il grave incidentemente automobilistico in cui è rimasto coinvolto, addirittura si alza e si avvicina minaccioso a Sloan, per la verità piuttosto pacato. In studio si teme che Vittorio, fuori di sé, aggredisca il professore inglese. E Cristina Parodi? Sconvolta, prima volta le spalle agli ospiti quasi in preda a una crisi di pianto e lacrime, poi riprende la situazione in mano ma, invece che placare le ire di Sgarbi, decide di zittire Sloan con un deciso “Shut up!”, in italiano un eloquente “Stai zitto”. Chiosa finale della conduttrice che, rivolgendosi a Sgarbi, gli chiede di scusare il loro “amico inglese”. E Vittorio, da par suo, mette il cappello al tranquillo pomeriggio di terrore (di Sloan): “E’ inglese? Sembrava napoletano”.

 

La difficoltà in cucina non esiste se siete ben consapevoli della meta da raggiungere, dei mezzi a disposizione e del percorso da seguire. A maggior ragione se si tratta di dolci, sarà inderogabile seguire pedissequamente la mappa, senza deviare per scorciatoie apparentemente facili ma pericolosamente ingannevoli. Vi starete probabilmente domandando il perché di tante raccomandazioni: già in passato vi ho avvertito che la pasticceria è scientifica; non vi avevo ancora detto che può portare all’esasperazione quando i passaggi diventano molteplici e ripetitivi.

Addio Coppa America, addio cartolina di Napoli con le vele spiegate nel golfo. Soprattutto, addio spot elettorale. A sette mesi dalle World Series dell’America’s Cup, Luigi de Magistris si trova con una grana tra le mani: gli organizzatori americani, l’Acea, hanno annullato in maniera unilaterale il secondo appuntamento napoletano con le regate, in programma il prossimo maggio. Il sindaco di Napoli, che poco più di un anno fa si era aggiudicato l’evento in cordata col presidente della Provincia (Luigi Cesaro), quello della Regione (Stefano Caldoro) e dell’Unione Industriali cittadina (Paolo Graziani), si vede sfilarsi il giocattolo dalle mani. Ora gli tocca raggranellare al più presto i soldi per concorrere (ancora una volta) con Venezia per ospitare l’unica tappa italiana messa in calendario dall’Acea per il 2013.

Giggino e il mare – Eppure ci aveva puntato molto de Magistris sulle World Series. Lui voleva il piatto ricco, le regate più prestigiose che poi si è aggiudicata Venezia, ma era contento lo stesso. Quando ad aprile, per qualche giorno, Napoli è stata il teatro delle regate esclamò soddisfatto: “Napoli è ripartita grazie all’America’s Cup. Se cliccate su internet non troverete più le immagini della spazzatura – il bilancio del sindaco non si fermava a questo -. Abbiamo messo le mani nel territorio rivoluzionando – non un verbo scelto a caso – mobilità e trasporti”. Giggino faceva riferimento al fiore all’occhiello della sua esperienza da sindaco: Ztl del mare e pedonalizzazione di via Caracciolo (quello che lui ama definire “il lungomare liberato”). Provvedimento nato per essere straordinario, ma poi piaciuto così tanto alla giunta da divenire ordinario. 

Problemi di cassa – I motivi dell’annullamento delle regate non sono noti (così come non sono noti i termini della nuova trattativa). A quanto pare, malgrado il bilancio presentato dall’unione Industriali dicesse che nel primo appuntamento, a fronte dei 12 milioni investiti, se ne fossero ricavati 36, la “cordata campana” sta incontrado difficoltà a racimolare i soldi necessari. La fidejussione per garantire il pagamento, richiesta dall’Acea per aprile (scadenza poi più volte prorogata), ancora non è arrivata. A settembre la Regione aveva attinto al Fondo di riserva per le spese obbligatorie per garantire la sua quota da 2 milioni, mentre la Provincia, il cui presidente è dimissionario, non darebbe garanzie, essendo in via di dissoluzione per lasciare spazio all’area metropolitana. Eppure l’ente ha anticipato il pagamento della sua quota per garantire il Comune, nel frattempo con problemi di liquidità.

Fretta – Di certo, al momento, c’è che l’Acea ha cancellato l’appuntamento napoletano dal sul suo sito. Quante possibilità abbia Luigi de Magistris di garantirsi le sue regate non è chiaro. Un nuovo appuntamento tra i campani e gli organizzatori è in programma il 12 novembre: per quella data va versato un altro milione di euro. Sarà con ogni probabilità il primo aut aut.  

 

di Maurizio Belpietro

C’è uno schema che dentro il Pdl è diventato più importante di un programma. La prima volta che l’ho visto lo aveva tra le mani Angelino Alfano: due linee incrociate su un foglio, con annotate di fianco alcune parole. Martedì sera lo ha poi lasciato in un ristorante di Montecatini lo stesso Silvio Berlusconi, il quale lo ha personalmente disegnato su un tovagliolo del locale in cui ha cenato. È probabile che nei prossimi giorni lo si ritrovi anche altrove, magari sulle scrivanie dei colonnelli del Popolo della libertà, ai quali verrà affidato come se fosse una bussola, affinché si orientino meglio. Ma che cosa rappresenta il misterioso schema? Facile rispondere: si tratta delle  linee guida della prossima campagna elettorale, che secondo i vertici del centrodestra si dovrà muovere su quelle direttrici. In pratica, è il disegno di un piano cartesiano, con l’asse delle ascisse e quello delle ordinate. Il primo corrisponde al pulito e allo sporco, mentre lungo l’asse delle seconde si muovono il nuovo e il vecchio. Sono queste secondo i capi del Pdl le parole chiave con cui si conquisteranno  gli elettori. Chi si presenta come vecchio perde e chi non ha un’immagine pulita è morto e sepolto. Non so chi per primo abbia disegnato lo schema, se Alfano o Berlusconi. Però pare che sia l’uno che l’altro abbiano ben chiare le parole con cui dovranno convincere gli italiani.

A qualche lettore forse tutto ciò potrà sembrare un gioco o magari una perdita di tempo. Sta di fatto che con questo trucchetto un tipo come Matteo Renzi, che fino a prima sembrava un ragazzo dell’oratorio, ha fatto fuori due vecchie lenze ex comuniste come D’Alema e Veltroni, i quali sono stati rottamati proprio perché sono apparsi troppo vecchi. E non in senso anagrafico, ma vecchi perché da tempo sulla scena. In Sicilia uno come Grillo, che pure giovane non è, ha vinto presentandosi come nuovo e con le mani pulite, lontano da ogni scandalo politico e senza compromissione alcuna, non essendo paragonabile a nessuno degli attori consumati che da anni recitano nel teatrino della politica. Il comico ha soddisfatto entrambi i requisiti richiesti dagli elettori, i quali al momento appaiono poco interessati a sapere se tra una battuta e l’altra egli sappia anche governare. Non è tanto come guiderà il Paese che interessa, ma piuttosto che lo guidi senza avere le mani lerce e senza alcuna responsabilità con il passato. 

Tutto ciò forse potrà apparire un po’ limitato, se non addirittura pericoloso per il Paese: un conto è amministrare un comune come Parma, o essere il primo partito in Sicilia, e un altro è far funzionare una nazione di 60 milioni di italiani. Vero, ma questo è ciò che richiede al momento il mercato della politica. E, dopo gli scandali Fiorito e Zambetti, forse non a torto. Risultato: Angelino Alfano e Silvio Berlusconi provano ad attrezzarsi, orientando il timone per cogliere il vento del cambiamento, evitando di esserne travolti e mandati a fondo. Basterà lo schemino a salvarli e a salvare il partito dei moderati? Personalmente nutro qualche dubbio, perché per presentarsi come nuovi e privi di ombre nel Popolo della libertà c’è da lavorare parecchio, usando senza risparmio la ramazza. Nel Pdl, oltre ad alcuni vecchi arnesi che risalgono al periodo neolitico della Prima Repubblica, ci sono anche qualche canaglia e un certo numero di dirigenti da troppo tempo chiacchierati. Lucidare le insegne per farle sembrare nuove o pulire le vetrine per fare apparire lindo il negozio dunque non può bastare: se si vuole dare un’immagine nuova e rompere con il passato c’è bisogno di una disinfestazione vera, che non risparmi nessuno. Avranno la forza Berlusconi e Alfano di andare fino in fondo? Di mettere in pratica senza esitazioni ciò che disegnano sui tovaglioli e sui fogli volanti di un dopo pranzo? Io mi auguro di sì, ma purtroppo nutro poca speranza. Temo anzi che, per darsi una patina di novità senza dover far strage di onorevoli, alla fine i due si lascino tentare dall’idea di appoggiare Monti per l’eternità, trasformandolo nel candidato del centrodestra. Il che sarebbe una sciagura. Non tanto per il Pdl, che magari potrebbe perfino guadagnare qualche punto percentuale nei sondaggi, ma per il Paese, il quale sarebbe condannato ad una lenta agonia, la stessa che ci accompagna da un anno. Per cui, cari amici del Popolo della libertà, se questa è la prospettiva, se Monti è il nuovo, beh, preferiamo tenerci il vecchio. Però almeno portatevi via lo sporco. 

 

A rischio il futuro del simbolo della tradizione francese nell’abbigliamento sportivo. Ad approfittare delle divergenze familiari può essere il gruppo elvetico Maus Freres, che detiene già il 35% di Lacoste.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Lacoste: lite tra gli eredi, marchio rischia di finire in mani svizzere

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Archivi