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manifestazioni

La “rivoluzione dei gelsomini” a Siliana, nella Tunisia sudoccidentale, non pare mai arrivata, e non solo per la crisi economica. Circa 300 persone sono rimaste ferite a causa dell’uso eccessivo della forza da parte della polizia, nelle manifestazioni convocate dall’Unione generale dei lavoratori tunisini, manifestazioni che dal 27 novembre al 1° dicembre hanno attraversato e bloccato la città.

I manifestanti, che chiedevano le dimissioni del governatore locale, un piano di sviluppo economico e il rilascio di 13 dimostranti arrestati nel corso delle proteste dell’aprile 2011 e mai processati, sono stati affrontati dalle forze di polizia con gas lacrimogeni e armi da fuoco.

Nelle manifestazioni terzomondiste di un tempo si dileggiava la bandiera statunitense. Nei cortei di chi si sentiva più sensibile alla questione medio-orientale, si vandalizava quella israeliana (in segno di solidarietà “al popolo palestinese”). Gli studenti italiani, oggi, trovano una nuova bandiera da bruciare: quella del Partito Democratico. Sfilando per le strade di Roma, i manifestanti hanno steso e incendiato il vessilo bianco, verde e rosso del Pd. Tempi moderni.

 

(foto da www.fanpage.it)


pubblicato da Libero Quotidiano

Studenti in marcia, bruciata la bandiera del Pd

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La protesta silenziosa I poliziotti si sentono traditi. Dopo le polemiche per gli scontri di Roma e Palermo, le forze dell’ordine sono sul piede di guerra. Abbandonati dal ministro Cancellieri e anche dal loro capo Manganelli, ora provano a far sentire la loro voce in punta di piedi e nel rispetto delle regole. I funzionari e gli agenti del reparto mobile hanno deciso di mettersi in ferie in blocco sabato prossimo. la scelta del giorno non è casuale. Proprio in quel giorno sono attesi nuovi cortei e nuove manifestazioni di protesta a Roma. Un gesto estermo quello dei poliziotti che peò esprime il momento di tensione che si respira per ora in via Arenula. La richiesta delle ferie di massa è stata annunciata dal Coisp, il sindacato dei poliziotti. ”Il personale dei Reparti mobili – questo l’annuncio del Coisp – sta chiedendo un giorno di ferie per non partecipare ai servizi di ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza in programma sabato nella capitale. I nostri colleghi lo hanno deciso per protestare contro l’assurdo linciaggio che avviene al termine di ogni manifestazione”. Ancora più duro è un’altra sigla sindacale il Siulp che sposa la  richiesta di ferie per sabato: “E’ giusto chiedere le ferie perchè 1.500 poliziotti feriti negli ultimi due anni sono troppi. Questo è un segnale corretto ma forte anche a chi nella propria amministrazione li ha completamente scaricati. Facciano queste manifestazioni senza la polizia e, al suo posto, a controllare le piazze, siano inviate le sopraffine penne di alcune testate giornalistiche, così come i commentatori di alcune emittenti che in questi giorni, senza dire almeno una parola contro la violenza inusitata e organizzata dei professionisti del disordine, hanno dipinto i poliziotti come le SS dell’armata del Terzo Reich”.

Un premio per i poliziotti Sabato a Roma sfileranno studenti, Cobas e Casapound. Un mix esplosivo. I poliziotti molto probabilmente saranno costretti a tornare in pioazza per difendere l’ordine pubblico. Bisogna capire a quale prezzo e con quali rischi. Intanto Manganelli pensa ad un tavolo per ”individuare e proporre alle apposite Commissioni per le ricompense gli uomini che durante i servizi di ordine pubblico si sono particolarmente distinti per coraggio, correttezza e capacità di mediazione”. Un premio a “quei poliziotti – ha spiegato Manganelli – che hanno saputo sviluppare le sensibilità che consentono ogni giorno in Italia di manifestare per la difesa dei propri diritti e delle proprie idee”. L’idea piace al Sap: “Il 99,99 per cento degli agenti che lavorano nei cortei – sottolinea il sindacato – si comporta con grande professionalità, correttezza e capacità. 

La soluzione può essere l’arresto differito, come si fa per le violenze da stadio. Sull’onda lunga degli incidenti che hanno sconvolto le principali città italiane in occasione dello sciopero europeo del 14 novembre, il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri torna a parlare di ordine pubblico. “Nelle manifestazioni in cui ci sono partecipanti che intervengono con caschi o passamontagna – dice – non si può far altro che farli partecipare perché i danni sarebbero peggiori. Una soluzione a questo problema, anche se parziale c’è – aggiunge -, e io intendo portarla avanti: l’arresto differito”. Il riferimento è all’istituto della flagranza differita, introdotta nella legislazione italiana nel 2003 per consentire di arrestare entro le 48 ore dal fatto i responsabili di disordini durante le manifestazioni sportive. Al vaglio del Viminale c’è la possibilità di estendere il Daspo (l’interdizione dagli stadi per chi si rende responsabile di violenze) anche alle manifestazioni: “E’ uno strumento molto efficace – sostiene il ministro – che negli stadi ha già dato delle risposte positive. Stiamo facendo delle valutazioni perchè ci sono degli aspetti costituzionali che dobbiamo chiarire”. 

Sabato si avvicina e l’ombra di nuove manifestazioni avanza. ”Dobbiamo evitare che diventi una giornata di scontri, ma deve essere una giornata in cui saremo chiamati a garantire il diritto di esprimere il dissenso, oltre a garantire il diritto a vivere senza costrizioni per il cittadino che ritiene di non dover dissentire” dice il capo della polizia, Antonio Manganelli. Sabato è in programma la giornata di mobilitazione studentesca a Roma. E ieri dai sindacati di polizia era arrivata la provocazione: reparti mobili in ferie. “La paura non fa parte della categoria di cui mi occupo da 28 anni di servizio di ordine pubblico e di investigazione” continua il prefetto che di sabato prossimo pensa sarà una giornata “che ci induce a stare molto attenti perché ogni tensione può alimentare un momento di ulteriore particolare tensione”.

Puntualmente, dopo ogni manifestazione, anziché concentrarsi sul motivo dello scontento che ha dato luogo alla manifestazione, si finisce per contare i feriti o per condannare l’uso della violenza da parte di questo o quell’elemento. Ciò avviene perché non siamo una civiltà matura anche se crediamo di esserlo.

L’idea della Forza Pubblica è un’idea democratica, nata durante la rivoluzione francese. Si avvertiva la necessità di una Forza che contrastasse non solo i crimini dei poveri cristi, ma che contrastasse il crimine di chiunque, anche dei potenti, una Forza che mettesse tutti sullo stesso piano e che permettesse ai poveri di appellarsi alla giustizia anche contro chi aveva la possibilità di pagare guardie armate. La Forza Pubblica doveva permettere alla contadina stuprata di non sentirsi minacciata in caso di denuncia nei confronti di un nobile, doveva consentire il ricorso alla giustizia all’uomo umile che si vedeva depredato ingiustamente di un campo, o dei suoi pochi mezzi di sostentamento.

In futuro i cortei dovranno durare sempre meno, a seconda della velocità con cui si esaurisce una carica della polizia. La presenza fisiologica dei violenti renderà necessarie misure sempre più preventive: le forze di polizia saranno autorizzate (istituzionalmente deresponsabilizzate) a menare per legittimo sospetto. Tra i pacifici manifestanti sarà estratto a sorte un numero variabile di innocenti, a seconda di quanti violenti avranno il diritto fisiologico di screditare la folla.

Nel giorno delle manifestazioni europee contro l’austerity anche la Spagna è stata teatro di scioperi, cortei, scontri e violenze di piazza tra i manifestanti (giovani, studenti, lavoratori). Questo video choc, che sta facendo il giro del web, ha scandalizzato l’opinione pubblica non solo iberica: a Tarragona un bambino di 14 anni è stato ferito dagli agenti che l’hanno preso a manganellate insieme ad altri giovanissimi che si stavano allontanando dai luoghi caldi della mobilitazione. Foto-simbolo della giornata nera di Tarragona: il suo viso coperto di sangue. Nel filmato, girato dall’agenzia spagnola Acn, i poliziotti in assetto antisommossa colpiscono alle spalle con inaudita violenza. 

Guarda il video delle violenze su LiberoTv

Scioperi generali in Spagna e Portogallo, le economie più colpite dalla crisi. Ma interruzioni anche in Grecia e in Italia, manifestazioni in Germania e Polonia. Il popolo è stanco, frustrato, e soprattutto è in collera contro il sistema.

pubblicato da Wallstreet Italia
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L'Europa scende in piazza e dice no all'austerità

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Con le manifestazioni anti-austerity che si stanno diffondendo in tutta l’Europa meridionale, da Atene a Madrid passando per Lisbona, l’enclave nota per la sua neutralita’ ha preso precauzioni estreme.

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Svizzera: esercito in allerta per prepararsi a crollo area euro

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