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McDonald

«Protesto per una paga migliore: con quello che mi danno non riesco a comprare del cibo per i miei bambini che hanno meno di 6 anni». Sono le parole paradossali di Pamela Waldron al New York Times. Pamela lavora infatti in un Kentucky Fried Chicken della “Grande Mela” da otto anni ma guadagna poco meno di 8 dollari l’ora (5,50 euro) e per questo è in sciopero da giovedì scorso insieme ai suoi colleghi di KFC, McDonald’s, Burger King, Taco Bell, Wendy’s e a molti altri lavoratori delle catene di “fast food” o meglio “junk food” (cibo spazzatura).

La fiducia dei consumatori in vista delle festivita’ da’ slancio alla borsa. Fatturato McDonald’s in calo, un evento che capita raramente. Fiscal cliff alle porte, si teme per Tripla A. Euro debole a $1,27.

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Wall Street si rifa' al culmine di una settimana da dimenticare

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Don Thomposon, amministratore delegato del colosso, ha motivato la performance con le “sfide del mercato di oggi” e con la crisi economica. Qualche analista, tuttavia, critica la strategia del colosso.

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Crisi McDonald's: vendite in calo per prima volta in 10 anni

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«Vorrei crescesse ancora tanto, ci sono un sacco di cose da fare, in futuro. Mi sembra che il nuovo presidente, Malanca, mi voglia bene. E’ importante: io sono sensibile, in questo senso.” Così, in una recente intervista sulla Gazzetta di Parma, il Rettore della Scuola Internazionale di Cucina Italiana, Marchesi, a proposito di Alma. L’occasione è la consegna della Laurea Honoris Causa al grande chef. Bòn. Sorprende questa dichiarazione d’amore improvviso per l’attuale Presidente dell’Ascom Enzo Malanca, insediato da poche settimane anche alla presidenza della Reggia di Colorno, sede della scuola. Poco importa, anzi meno, che il Presidente uscente Albino Ivardi Ganapini sia uno dei “padri” di Alma, che dalla nascita e per dieci anni abbia guidato, assieme a uno staff eccellente, un orgoglio e un successo tutti italiani. Importa così poco che Marchesi non ritiene doverlo citare, ma l’omissione è forzata come solo un sassolino tolto dalla scarpa sa essere, voilà.

Il colosso dei fast food deve lasciare la Galleria per far posto a Prada. Hamburger, patatine e bibite gratis per dire addio alla sede storica del colosso dei fast food. Fila di 5.000 persone. Guarda i video

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McDonald's cacciata da Milano, chiesti danni per $24 milioni

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C’è un bel paio di Tod’s blu, c’è l’Iphone, c’è una fotografica digitale della Nikon, tutto con marchio in evidenza. Non nel catalogo d’un rivenditore, ma in un libro di tecnologia delle scuole medie: edito dall’Istituto Italiano Edizioni Atlas, ad opera di Sottsass (parte grafica) e Pinotti (testi). Il codice di autoregolamentazione del Settore Editoriale Educativo è chiaro a riguardo: sono vietati i messaggi promozionali espliciti o le forme di esempi pubblicitari che stimolino i consumi giovanili. Eppure sfogliando il volume di scuola media, al capitolo sulle tecniche di lavorazione del cuoio e della pelle, sono riportate foto della scarpe italiane coi brand “Tod’s” e il marchio “I love Italian shoes” che è un rivenditore online. D’altra parte la foto di un paio di “Tod’s” si trova anche nel paragrafo delle proiezioni ortogonali, come esempio di applicazione del metodo. Si trovano poi foto dell’iPhone, al centro del paragrafo sui cellulari, e di una reflex Nikon, nel paragrafo delle fotocamere digitali. Il logo non è mai oscurato. Inoltre, nel paragrafo sulle etichette alimentari, si riportano foto di pacchi di “farfalle” della Barilla, così come nella parte della produzione alimentare c’è una pagina intera sulla dieta dei fast-food accanto al marchio della multinazionale McDonald’s.

Certo, McDonald’s è uno dei simboli della globalizzazione e delle corporations. Ma in centro a Milano era rimasto forse l’unico luogo dove si poteva pranzare (panino, bibita, patatine) con meno di 5 euro. Da martedì prossimo non sarà più così: in seguito a un contenzioso con il Comune di Milano, il colosso dell’hamburger lascerà la prestigiosa sede in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Un luogo in cui da almeno trent’anni era possibile acquistare il panino Usa, visto che prima di mcDonald’s i locali erano “abitati” dalla catena francese Quick. Via i burgers, arriverà un marchio del lusso. L’ennesimo, in Galleria. Più consono a vicini come Gucci e o il ristorante Savini del profumo (che qualcuno potrebbe definire “puzza”) di patatine fritte. “Un luogo in più per il lusso, uno in meno per la socialità alla portata di tutti” dice Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald’s Italia. E proprio martedì 16, dalle 13 alle 15, McDonald’s celebrerà il suo addio alla Galleria offrendo un pasto gratis a chiunque si metta in fila: hambuger, patatine e bibita senza sborsare nemmeno un euro. “Vogliamo restituire un po’ dell’affetto che abbiamo ricevuto nei passati 20 anni” spiega ancora Masi. 

Coniglietti burloni, simpatici panda, caprette che brucano l’erba, ma anche i personaggi più popolari delle tv per bambini: attraverso di loro i giganti dell’intrattenimento e del fast food “rubano” i dati personali dei loro piccoli fan su Internet. La denuncia, firmata da venti associazioni che si battono per la tutela dei minori, è stata depositata ieri alla Federal Trade Commission, l’agenzia del governo statunitense che si occupa della difesa dei consumatori e del rispetto delle regole del commercio. A finire sul banco degli imputati, scrive il New York Times, sono tra gli altri McDonald’s e le tv Nickelodeon e CartoonNetwork: “Ingannano i bimbi chiedendo loro di fornire gli indirizzi mail dei loro compagni di giochi senza il consenso dei genitori”. Negli Usa non si può se il piccolo in questione ha meno di 13 anni, lo vieta una legge federale.

Mucche a terra incapaci di camminare, tirate per la coda e picchiate con pungoli elettrici, un bovino morente soffocato da un operaio con un piede, altri destinati alla macellazione ancora coscienti. Queste le immagini del video choc che sta facendo indignare gli Stati Uniti. Il filmato, girato da alcuni attivisti del gruppo Compassion Over Killing ha scatenato una bufera sull’azienda di macellazione bovina Central Valley Meat Company in California. Il mattatoio è stato chiuso dal Dipartimento per l’Agricoltura con l’accusa di crudeltà nei confronti degli animali e sono in corso ulteriori verifiche sulla salute degli animali macellati sugli eventuali rischi per la salute dei consumatori. Subito dopo la diffusione del video, McDonald’s ha sospeso gli acquisti presso l’azienda incriminata.

La reazione di McDonald’s – La catena di fast food, cliente dell’azienda, ha annunciato immediatamente la sospensione dell’acquisto di carne dal quel mattatoio. “Dalle immagini emergono comportamenti che sembrano inaccettabili e non aderenti agli standard che ci chiedono i nostri fornitori” hanno comunicato i vertici della compagnia. Anche il Dipartimento per l’Agricoltura, che nel 2001 aveva acquistato dall’azienda 21 milioni di tonnellate di carne per le mense scolastiche, ha sospeso i rifornimenti.

Non è la prima volta – Nel 2008, sempre in California, un video girato sotto copertura negli stabilimenti della Hallmark Meat Packing Co portò al più massiccio ritiro dal mercato di carne bovina: 65 mila tonnellate potenzialmente dannose per i consumatori perché provenienti da bovini maltrattati, torturati e probabilmente malati.

Un esperimento che coinvolge 30 negozi in tutta la Francia e che, secondo una portavoce di McDonald’s, dovrebbe portare all’adozione della tecnologia “entro 24 mesi”. La collaborazione tra PayPal e la catena consentirà ai clienti del fast food di ordinare online il loro pranzo e pagare, tutto da smartphone. L’accordo segna un bel punto a favore dell’azienda specializzata in transazioni online, che dopo aver consolidato il suo predominio nel settore, sta puntando con decisione sui pagamenti mobile. Sul fatto che le tecnologie di pagamento tramite smartphone e tablet siano destinate a un luminoso futuro non ci sono dubbi. L’incertezza, per il momento, riguarda solo il tipo di tecnologia che utilizzeremo e chi riuscirà a imporsi come gestore del sistema di pagamento.

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