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Il centro studi di Bersani e Visco smaschera il fallimento della spending review e dell’esperienza Monti: nel 2012 rapporto debito-Pil aumentato di 3 punti percentuali. Cresciuta anche l’evasione. Risorse scarseggiano: 17,4 miliardi di minori entrate.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Il governo Monti e i conti che non tornano

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Il redditometro, più volte annunciato nei mesi scorsi, partirà dall’analisi delle spese compiute per internet e telefono. Dal 23 ottobre i dati telefonici e di internet di tutti gli Italiani dovranno essere trasmessi all’Agenzia delle entrate.

Il direttore dell’Agenzia Attilio Befera ha firmato infatti il 6 settembre scorso il provvedimento di acquisizione definitiva dei dati telefonici e di internet che rende obbligatorie, a carico di tutti gli operatori telefonici, mobili e fissi, di tutti gli internet service provider anche wi fi, e di tutti i rivenditori di traffico telefonico, l’obbligo di comunicare tutte le informazioni relative agli abbonati: contratti, consumi e credito telefonico, attraverso internet, all’Agenzia delle entrate.

In principio erano i cartoni del latte, oggi nell’era dell’informazione digitale gli annunci sulle persone scomparse corrono sul web. A stupire non è tanto la tendenza di ricercarle attraverso internet e i social network, quanto farlo sfruttando spazi altrimenti vuoti e inutilizzati. Ad avere nuova vita sono i così detti “dead links – collegamenti morti”: tutte quelle pagine il cui contenuto è stato rimosso o per qualche ragione non sono state raggiunte correttamente. Al posto del più classico “Errore 404” il progetto NotFound ha proposto l’inserimento di fotografie e numeri di riferimento di minori scomparsi: “Pagina non trovata, nemmeno questo bambino”. Un servizio che nasce in Europa dalla collaborazione di Missing Children Europe, Child Focus e la Federazione europea per i bambini scomparsi o sfruttati sessualmente.

Non è ancora in vigore, ma dicono che non dovremo aspettare molto.

Taglia di qua, aggiungi di là, modifica su, rimodifica giù, pare sia stato fatto un buon lavoro e con soddisfazione di molti.

Provate a leggere il testo del disegno di legge  che “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale” approvato il 19 settembre e indovinate chi potrebbe essere il più soddisfatto:

Il Senato della Repubblica, il 19 settembre 2012, ha approvato il seguente disegno di
legge d’iniziativa del Governo, già approvato dalla Camera dei deputati, modificato dal Senato, nuovamente modificato dalla Camera dei deputati, ulteriormente modificato dal
Senato e di nuovo modificato dalla Camera dei deputati:

Il 5 Settembre è stato approvato il Decreto Legge sulla Sanità firmato dal Ministro Renato Balduzzi che contiene importanti novità sul gaming finalizzate ad arginare il rischio di ludopatia, che il governo vorrebbe giustamente inserire nei livelli essenziali di assistenza.

In conferenza stampa alla presenza del presidente del consiglio Mario Monti sono stati spiegati gli obiettivi e le modalità di tali provvedimenti: “limitare la pubblicità dei giochi con vincite in denaro con particolare riguardo alla tutela dei minori, esplicitare le probabilità di vincita e il rischio di dipendenza dal gioco, vietare l’accesso dei minori alle sale ovvero alle aree destinate al gioco, effettuare controlli mirati per verificare il rispetto di norme a tutela dei minori, rivedere, limitatamente alle nuove concessioni, anche su indicazione dei Comuni la dislocazione di punti di raccolta del gioco evitando la prossimità a luoghi sensibili (scuole, università, nosocomi, luoghi di culto)”.

Due gemelline di tre mesi sono state costrette a vivere in auto, in un passeggino singolo, a causa di una situazione familiare a dir poco difficile. E’ successo a Piacenza e la vicenda è stata scoperta dalla sezione Minori della Questura della città che, insieme al servizio tutela minori dei servizi sociali del Comune emiliano, ha trovato una soluzione, sistemando la madre e le piccole in una struttura protetta e il padre dovrà trovarsi una sistemazione. Intanto, la Procura dei minori di Bologna ha aperto un’inchiesta. I genitori, due trentenni originari di Crotone, da anni girano l’Italia senza fissa dimora e senza occupazione, utilizzano le mense Caritas vivendo in una Fiat station wagon o in alloggi di fortuna. A maggio la donna aveva dato alla luce le gemelline e da poco meno di due settimane la famigliola aveva raggiunto Piacenza. Ricevuta una segnalazione che riferiva delle neonate costrette a vivere nell’abitacolo di una vettura, la polizia ha avviato immediatamente le ricerche, in collaborazione con i servizi sociali. Dopo qualche giorno di ricerche, la famiglia è stata rintracciata nella mensa dei frati cappuccini.

Dalla vicenda di una madre italiana che non si è mai rassegnata al fatto che i suoi figli siano stati assegnati dalla giustizia all’ex marito tedesco, fino alla scoperta di una vera e propria organizzazione internazionale capace di rapire in giro per il mondo i bambini ‘contesi’ tra coniugi separati. Così le indagini sul caso di Marinella Colombo hanno portato ad una serie di arresti in diverse parti d’Europa, su richiesta della Procura di Milano. Un francese, due tedeschi e una americana sono finiti in carcere, su mandato d’arresto europeo (all’inchiesta ha collaborato Eurojust), perchè farebbero parte di un’associazione per delinquere che metteva in atto rapimenti di figli di coppie divorziate, su commissione e dietro pagamento dei coniugi a cui non erano stati affidati i bambini dalle autorità di diversi Paesi, in particolare la Germania.

I vescovi non hanno l’obbligo di denunciare i preti pedofili. Devono tuttavia dare piena collaborazione alla giustizia civile sugli abusi sessuali di sacerdoti nei confronti dei minori. Sono alcuni punti fondamentali delle “linee guida”  della Cei sulla pedofilia di cui dà conto il quotdiano Repubblica.  Il documento della Conferenza episcopale italiana è in buona parte l’applicazione della Lettera circolare della Congregazione, l’ex Sant’Uffizio, per anni guidato da Jospeh Ratzinger prima di diventare Papa. Quando nel 2010 scoppiò lo scandalo pedofilia l’allora Ratzinger, non ancora Papa, chiese  tutte le conferenze episcopali di trattare il fenomeno con tolleranza zero. E si decise di elaborare delle nuove norme. Uno delle prime norme è quello dell’ascolto delle vittime o dei parenti delle vittime stesse. Determinante è l’assistenza psicologica ai minori. D’altronde lo stesso benedetto XVI durante i suoi viaggi all’estero, dalla Germania alla Gran Bretagna, ha incontrato le vittime di abusi. Previsti anche programmi educativi di prevenzione, sia per aiutare i giovani che per sostenere i genitori. Prevista anche la cooperazione con la giustizia civile: Si è deciso però di superare la normatvianazionale che per l’Italia prevede l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria solo per i pubbilci ufficiali e non lo prevede per i casi di abuso di cui venissero a conoscenza i vescovi. La denuncia spetta alle vittime. 

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