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Roma, 4 dic. -(Adnkronos) – Un terzo del cibo prodotto a livello mondiale per il consumo umano viene buttato o perso, così come le risorse utilizzate per produrlo. Le perdite e gli sprechi di cibo a livello globale ammontano a quasi 680 miliardi di dollari nei paesi industrializzati e a circa 310 miliardi di dollari nei Paesi in via di sviluppo. Con questi dati si svolge oggi presso la sede Fao di Roma il convegno “Reducing and Transforming food waste into a resource” che punta proprio ad affrontare il problema dello spreco alimentare, presentando una best practice italiana, Last Minute Market, lo spin off dell’Università di Bologna.

Secondo i dati della Fao, nei Paesi in via di sviluppo, le perdite alimentari riguardano prevalentemente i piccoli contadini. Quasi il 65% di tali perdite si verifica durante gli stadi del raccolto, del dopo raccolto e della lavorazione.

Nei Paesi industrializzati, invece, gli sprechi avvengono nelle fasi della vendita e del consumo. Il valore medio pro capite di sprechi alimentari per un consumatore europeo o del Nord America si attesta tra i 95 e i 115 kg l’anno mentre i consumatori nell’Africa Sub-Sahariana e nel Sud Est Asiatico sprecano annualmente fra i 6 e gli 11 kg di cibo pro capite.

A fronte di questo scenario la Fao ha lanciato nel 2011 la campagna “Save food” che ha l’obiettivo di ridurre l’attuale ammontare di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecate ogni anno per un valore ch si aggira attorno ai mille miliardi di dollari l’anno, in collaborazione con Messe Dusseldorff.

L’iniziativa si basa su 4 pilastri: sensibilizzare sulla questione dello spreco alimentare; avviare sul tema un partenariato globale delle organizzazioni dei settori pubblicoe privato; sviluppare strategie e politiche di riduzione; sostenere programmi di investimento e progetti.

“Lo spreco è uno dei problemi collegati alla povertà: ogni anno, una persona spreca 100 kg di cibo, ed è come se ci fosse un binario parallelo in cui ci sono, da una parte, tutti coloro che sprecano e, dall’altra, tutti coloro che soffrono la fame. Con questa iniziativa di sensibilizzazione noi cerchiamo, se non di costruire un ponte tra queste due realtà, quanto meno di rendere consapevole l’opinione pubblica sulla necessità di rispettare il cibo”. Lo dichiara all’Adnkronos Rita Mannella, della direzione Italiana Cooperazione allo Sviluppo, intervenuta alla sede romana della Fao per presentare la ‘best practice’ italiana di Last Minute Market.

“E’ una battaglia che l’Italia può intraprendere -aggiunge- presentando oggi alla Fao e ai colleghi dei paesi in via di sviluppo questa best practice e dimostrando che su questo tema siamo all’avanguardia”.

Sulla questione delle scadenze degli alimenti indicate sulle etichette dei prodotti “serve una normativa chiara, così come chiare devono essere le procedure che la riguardano, che indichi le responsabilità imputabili all’industria e punisca chi non ottempera la legge”. Così Robert van Otterdijk, rappresentante della Divisione agro- industriale della Fao e team leader per ‘Save Food’.

La Fao, specifica, è alla prima fase di uno studio dedicato alla datazione alimentare, tema considerato tra i fattori dello spreco. “La datazione è uno dei fattori che determinano la trasformazione di un alimento in rifiuto e una giusta regolamentazione sulle date di scadenza può prevenire lo spreco alimentare, coinvolgendo ispettori, industria alimentare, rivenditori e consumatori” . Per questo, aggiunge, “la normativa nazionale deve essere chiara e possibilmente internazionale, in grado di evitare che i cibi scaduti possano essere oggetto di dumping commerciale”.

Sono ben 777 mila i kg di cibo recuperati e 25.700 i pasti ‘salvati’ dalla ristorazione pubblica e privata, senza contare farmaci e parafarmaci per un valore di 100 mila euro. Tanto è stato raccolto solo nel 2011 nella Regione Emilia Romagna che dal 2007 ha adottato il progetto Last Minute Market, oggi attivo su tutto il territorio. A fornire i dati, in occasione del convegno presso la sede romana della Fao, è Maurizio Meucci, assessore Commercio e Turismo della Regione Emilia Romagna.

“Il valore dei prodotti recuperati nel 2011 ammonta a 2milioni e 800 mila euro ed è equivalente a 883 milioni di kilocalorie, cioè 1.260.000 pizze – dichiara Meucci – con il coinvolgimento di 311 enti beneficiari e 25 enti pubblici. Tutto quello che abbiamo recuperato ha avuto anche un impatto ambientale: sono stati, infatti, così evitati 1.543 cassonetti dei rifiuti e 2.500 tonnellate di Co2 e risparmiati 1.650.000 metri cubi di acqua”.

Belle e fortissime: la serba Ana Ivanovic e la russa Maria Sharapova, star del tennis mondiale, incantano il Forum di Assago (Milano) sfidando in amichevole le beniamine italiane Sara Errani e Roberta Vinci.


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Ivanovic e Sharapova incantano Milano: Forum di Assago in delirio

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La donna del giorno: Ildi Silva, bellezza… mondiale

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Brasile, Giappone e Messico saranno le avversarie dell’Italia del ct Cesare Prandelli nelal Confederations Cup 2013, che si svolgerà nel giugno 2013 in Brasile e che sarà un succoso antipasto del Mondiale brasiliano dell’estate successiva. Nell’altro girone i campioni del Mondo e d’Europa in carica della Spagna se la vedranno con i campioni del Sud America dell’Uruguay, Tahiti e i prossimi campioni d’Africa, il cui nome si conoscerà a febbraio. Nel 2009, ultima edizione del torneo Fifa, vinse il Brasile: per la Spagna di Del Bosque l’occasione di centrare un filotto impressionante: dal 2008 ad oggi le Furie rosse hanno vinto un Mondiale (2010) e due campionati europei.

Antipasto inquietante – La Confederations Cup, come detto, sarà anche un banco di prova per l’organizzazione del Mondiale 2014. In questo senso il sorteggio è stato antipasto assai poco promettente. Al Centro de Convenciones Anhembì di San Paolo, infatti, l’evento è stato a dir poco “caotico”, come ha dovuto ammettere anche il segretario generale della Fifa Jerome Valcke. Il problema è stato nella pallina che portava il nome dell’Uruguay, correttamente estratto dall’urna trasparente   corrispondente dalla modella Adriana Lima. Poi lo chef Alex Atala era il responsabile di scegliere una pallina del Gruppo B per determinare la posizione degli uruguayani nel gruppo. Ma il famoso cuoco si è sbagliato ed ha preso la pallina A3 dell’urna A. Valcke non ha notato l’errore ed ha posizionato ad ogni modo l’Uruguay nel Gruppo B, come era previsto, e nella posizione B3: visto che per regolamento non ci possono stare due squadre della stessa confederazione in un gruppo, ed in quello A già c’era il Brasile. Valcke, visibilmente nervoso, ha suggerito allo chef di preparare una caipirinha.

Il calendario – Superato il caos del sorteggio, è rimasto chiaro che, dopo il debutto con il Giappone, il Brasile giocherà il 19 giugno con il Messico a Fortaleza e chiuderà la sua fase a gruppi con l’Italia il 22 giugno a Salvador de Bahia. Dopo il debutto con l’Uruguay, la Spagna giocherà contro Tahitì il 20 giugno nel mitico stadio Maracanà di Rio de Janeiro e chiuderà il suo gruppo il 23 giugno a Fortaleza con il rappresentante della Confederazione Africana. Lo stadio Maracanà sarà lo scenario di uno dei piatti forti   del torneo, lo scontro tra Messico ed Italia il 16 giugno. I messicani  giocheranno il 19 giugno con il Brasile a Fortaleza ed il 22 giugno con il Giappone a Belo Horizonte. L’Uruguay, bicampione mondiale, avrà dopo il debutto con la Spagna il 16 giugno a Recife, un scontro con la squadra africana il 20 giugno a Salvador de Bahia e chiuderà il 23 giugno con Tahitì a Recife.

Ci risiamo. Di nuovo, nella giornata mondiale di lotta all’Aids, negli spot del ministero hanno provato a far sparire la parola ‘preservativo’. Ieri, al lancio della campagna di comunicazione – testimonial Raoul Bova – il profilattico non c’era.

È dovuta intervenire la Lila, l’associazione che da 25 anni combatte la sindrome da immunodeficienza acquisita, per dire che con quei 30 secondi loro non volevano avere niente a che fare. E per ottenere che fosse diffuso il video nella versione corretta, profilattico compreso.

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, la LILA (Lega Italiana per la lotta contro l’Aids) ha in programma numerosi eventi. Sabato 1 dicembre, nelle principali città italiane, saranno allestiti stand per la distribuzione di materiale informativo e condom. In alcune città sarà possibile fare gratuitamente il test dell’Hiv.

Ecco i principali eventi in programma (qui l’elenco completo):

Roma
Università Luiss – ore 18:30
Cineforum: l’associazione Luiss Arcobaleno organizza un cineforum in vista della Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS. Il film centrale trattato sarà “Philadelphia”. La LILA Lazio sarà presente all’evento ed effettuerà un intervento sulla condizione sociale attuale delle persone che vivono con Hiv.
Dove: viale Romania, 32 – aula 211

Non c’è sesso più si sicuro di quello fai-da-te. E’ per questo che nella giornata mondiale contro l’Aids a Shenzhen, nel sud Cina, hanno organizzato una gara di masturbazione. Come rivela Tgcom24 i partecipanti erano dieci: sette uomini e tre donne che hanno praticato l’autoerotismo davanti al pubblico del concorso. A far eccitare i partecipanti ci hanno pensato due belle ragazze con indosso dei costumi sexy e una bambola gonfiabile usata al bisogno. 


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In Cina va in scena il primo concorso di masturbazione

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Nasty games will always be played“. Ovvero: “I giochi sporchi continuano”. L’ennesimo atto di accusa verso l’Inter arriva via Twitter dalla moglie di Wesley Sneijder, Yolanthe Cabau, che già settimane fa accusò la società di avere impedito al marito di potersi esprimere sul social network. Ma dal silenzio imposto su internet, oggi si è passati a qualcosa di più serio. E l’accusa nei confronti dell’Inter è quella di mobbing: inglesismo che indica le pratiche di abuso e vessazione violenta, fisica o psicologica, messe in atto dai superiori sul luogo di lavoro. Il caso è noto, dopo un buon inizio di campionato e un lungo infortunio in cui l’Inter ha fatto bene senza di lui, il centrocampista olandese Sneijder non è più rientrato in squadra. Il perché l’ha spiegato, suo malgrado, il dt interista Marco Branca quando ha detto che finché l’olandese non avesse rinnovato il contratto in scadenza nel 2015 (con una spalmatura dell’attuale stipendio di 6 milioni l’anno fino al 2016 ndr.) non avrebbe più giocato.


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Vettel compie presunti sorpassi irregolari, ma la Ferrari è tiepida sul ricorso che potrebbe farle vincere il Mondiale: fa bene?

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100 immagini, 15 diversi fotografi, rari filmati video e l’algido sguardo di David Bowie. Sono questi gli ingredienti principali di Bowie – Berlino: a new career in a new town, la mostra fotografica che giovedì 29 novembre inaugura Ono Arte Contemporanea di Bologna, per tenerla in cartellone fino al 17 gennaio 2013.

Bowie e Berlino, insomma, il buen ritiro ancora diviso in due dal nefasto Muro, tra il 1976 e il 1979, dopo la fuga da Los Angeles, droghe e successo mondiale compresi. Da qui nacquero i tre album che cambieranno per sempre la storia della musica: Low, Heroes e Lodger. Per i più attenti, Lodger verrà registrato a Montreaux e mixato a New York, ma i prodromi del nuovo corso musicale di Bowie stanno tutti lì: tra la Porta di Brandeburgo, l’Unter den Linden e Charlottenburg.

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