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Napoli

Non lascia, ma raddoppia. Già condannato per tentata concussione resta al suo posto e ora rischia una nuova condanna per abuso d’ufficio. Il record è di Angelo Antonio Romano, sindaco di Brusciano, comune in provincia di Napoli, detto core ‘e mamma.

La Juventus prima da sola: a Torino, nell’anticipo dell’8° turno di serie A il Napoli cede 2-0 nell’ultimo quarto d’ora e vede i bianconeri scappare a 22 punti, tre in più della squadra di Mazzarri. A decidere la gara sono stati i gol di due riserve: all’80’ segna di testa su corner l’uruguayano Martin Caceres, entrato da pochi secondi al posto dell’infortunato Asamoah, tra i migliori in campo. Nemmeno il tempo di riprendersi dallo choc e il 19enne francese Paul Pogba (sostituto di uno spento Vidal) insacca il raddoppio con un gran sinistro al volo da 25 metri. Segno che i campioni d’Italia sono ancora i più forti: pur senza Buffon e Vucinic, con Pirlo, Quagliarella e Giovinco calati alla distanza, è stata la panchina a spaccare la partita. Quello che raramente succede agli avversari. E in generale, a parte una gran punizione di Cavani nel primo tempo (incrocio dei pali pieno), gli ospiti non hanno mai impensierito Storari. Al di là della sconfitta, il verdetto è chiaro: il distacco tra lo scudetto e l’undici di mister Mazzarri è più grande dei tre punti di questa partita. 

A San Giuseppe Vesuviano – comune in provincia di Napoli e feudo del clan Fabbrocino, camorra di impresa e di sangue – si vota. Le elezioni del 28-29 ottobre decideranno la nuova compagine amministrativa che dovrà guidare il Comune dopo la gestione della triade commissariale. La giunta, infatti, è stata sciolta per condizionamento camorristico nel 2009, decisione confermata dal Consiglio di Stato. Il sindaco dell’ente azzerato per collusioni era Antonio Agostino Ambrosio, detto Tonino o’ biondo, una vita in politica. Era sindaco nel 1992. L’anno dopo, con un diverso primo cittadino, San Giuseppe fu sciolto per camorra, era il 1993. Un ventennio fa. Dopo l’ultimo scioglimento, dopo la condanna, con patteggiamento (pena sospesa) per concussione (1997), dopo aver girovagato diversi partiti, Ambrosio è tornato nel Pdl che ha deciso, nonostante tutto, di ricandidarlo nella lista a sostegno di Antonio Ambrosio, solo omonimo, che nella giunta sciolta per camorra nel 2009 era assessore al bilancio.

Juventus-Napoli non solo non è sfida scudetto, ma non è neanche il big match della giornata. Ci sono anche Lazio-Mian e, soprattutto, Inter-Catania. Lo dice, in controtendenza con chi vuole quella di Torino come la madre di tutte le partite, Luciano Moggi. “Perché senza aspettative e senza clamori – spiega a LiberoTv  - la squadra di Moratti è a ridosso del primo posto e, vincendo in concomitanza di un pari a Torino, sarebbe a due punti dalla vetta”. Quindi c’è troppa attenzione sull’incontro tra bianconeri e partenopei (“due ottimi collettivi – sostiene Moggi – ma lontani parenti degli squadroni, rispettivamente, del 2006 e di Maradona”), mentre si sottovalutano le milanesi. La Lazio “è un’ottima squadra – prosegue l’ex direttore sportivo di Torino, Napoli e Juventus – ma a Roma vincerà il Milan: in casa soffre perché non ha teste pensanti, ma fuori può giocare  in contropiede e fare male”.

A Napoli riunione tra prefetto, autorità e cittadini per discutere dell’emergenza ambientale provocata dai roghi tossici. Questo video, pubblicato su Youtube e sul sito del Corriere del Mezzogiorno, la testimonianza di una scenata surreale. Un parroco di periferia, don Maurizio Patriciello di Caivano, nel Casertano, denuncia la situazione di disagio al prefetto Andrea De Martino citando il suo confronto con il prefetto di Caserta, Carmela Pagano. Don Maurizio la cita come “signora” e De Martino si inalbera: “Come signora? Lo sa di chi sta parlando? E’ un prefetto, lei deve portare rispetto per l’istituzione! Lei chiamerebbe mai ‘signore’ un sindaco? Dov’è il rispetto per le istituzioni? Se io la chiamarei (proprio così, chiamerei, a testimonianza della foga improvvisa del prefetto, ndr) ‘signore’ invece di ‘reverendo’, lei che direbbe?”. Il parroco balbetta, chiarendo che non aveva alcuna intenzione di offendere il prefetto Pagano, ma De Martino continua a protestare e tra i cittadini presenti in aula qualcuno alza la voce: “A noi cittadini sono anni che non rispetta nessuno!”.

Quello che ho sempre trovato curioso, di Scampia, è il fatto che proprio il quartiere peggiore di Napoli sia diventato l’archetipo per raccontare la Napoli di oggi.

Insomma non (più) Posillipo, Chiaia, Mergellina o anche i ‘vasci’ dei Quartieri Spagnoli: oggi vince la Kabul a portata di mano, magari anche a rischio di calcare un bel po’ la mano.
 
Striscia Scampia (II) di Mario NatangeloStriscia Scampia (II) di Mario NatangeloInsomma, Scampia batte Vomero dieci a zero. Di queste simpatiche riflessioni parlo nella seconda tavola che ho disegnato su Scampia.
p.s. La prima tavola, sui Boss e la toponomastica, la trovate qui.
 
 
 
 
 
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