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La mia parte indignata è morta, se mai sia vissuta. Non me ne importa delle lauree dei famigli, delle macchine sgargianti e rombanti, del giro della Rosi (che naturalmente deve lasciare la carica senatoriale seduta stante), della moglie arpia, dei poteva o non poteva non sapere a proposito di un uomo che è stato grande nella salute e grandioso nella malattia. Bossi non lo vedo da quasi vent’anni, quando mollò il primo governo Berlusconi lo chiamai in faccia in tv «la cara salma», e mai previsione fu più azzardata.

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Il mondo del calcio è sotto shock per i recenti sviluppi dell’inchiesta sul calcio scommesse. Secondo le ultime rivelazioni, nel campionato di serie A dello scorso anno potrebbero essere ben 4 le partite concluse regolarmente senza alcuna combine.

In diverse intercettazioni telefoniche ora al vaglio degli inquirenti, alcuni giocatori farebbero riferimento a partite del girone di ritorno commentandole esclusivamente da un punto di vista tecnico senza usare nomi in codice né alludendo a denaro.

Noi siamo ancora sulla torre-faro della stazione centrale di Milano. La nostra protesta di ferrovieri dei treni notte iniziata l’ 8 dicembre prosegue. La sorpresa pasquale a noi è arrivata in anticipo di qualche settimana.

Ad alcuni colleghi che si sono recati al colloquio di lavoro promosso dal gruppo Trenord (società mista che gestisce il servizio regionale) sono state promesse assunzioni a tempo determinato per un anno. In cambio però è stato chiesto loro di rinunciare a qualsiasi vertenza legale contro Trenitalia. Che dire?

Alla luce di tutti i castelli di carte che stanno crollando e che rivelano le disgustose pratiche dei partiti politici italiani, ultimo in ordine di tempo il duro e puro baluardo della Lega Nord, con il suo leader storico ormai sempre meno duro e sempre meno puro Umberto Bossi, mi ritorna dirompente alla mente la puntata di Servizio Pubblico del 29 marzo e quel grido di dolore e disperazione di Massimiliano, l’operaio di Sestri Ponente che con foga, con rabbia e frustrazione nei microfoni di Sandro Ruotolo ai politici urlava tutto il suo dolore. Quel “Gli avete mangiato il cuore, siete delle merde” superava come una bomba quella sottile linea della “buona educazione” e del “rispetto” a cui Michele Santoro faceva appello, rimproverando in modo insopportabile e arrogante l’operaio che evidentemente non sa stare nei salotti della televisione.

Non è tutto qui. Al contrario: le tre inchieste che hanno portato alla luce la gestione della cassa della Lega Nord potrebbero accelerare già dopo la fine delle feste pasquali. Un cambio di passo che potrebbe portare a nuove iscrizioni nel registro degli indagati: d’altronde quelle che potevano sembrare solo parole in libertà, nelle telefonate intercettate nelle ultime settimane, sono state confermate per filo e per segno davanti agli inquirenti dalla dirigente amministrativa Nadia Dagrada e dalla segretaria particolare di Umberto Bossi, Daniela Cantamessa, che hanno pure fornito cifre precise (le lauree, il terrazzo, la scuola e via andando).

E’ un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet.
“Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it“.

E’ questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.

L’accordo siglato il 19 marzo scorso nello stabilimento di Forlì del Gruppo Marcegaglia “non rispetta il patto regionale”. Quello “per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” stipulato il 28 giugno 2011 dall’Emilia Romagna, per la precisione, alla presenza di tutto il sistema economico, sociale e delle autonomi locali, riunitosi in viale Aldo Moro. A darne notizia è il consigliere regionale dell’Italia dei valori Sandro Mandini, che in un’interrogazione alla Giunta della Regione Emilia Romagna, ha sottolineato come il documento, firmato dalla direzione del colosso siderurgico e dai sindacati Cisl e Uil in maniera separata, la Cgil – Fiom non ha partecipato, violerebbe il patto sottoscritto lo scorso settembre. L’intesa interconfederale, firmata anche da Confindustra, infatti, “prevede che gli accordi sindacali hanno valenza per tutti i lavoratori solo se approvati da parte della maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette”. Le 8 Rsu presenti in azienda, quindi, di cui però solo 4 l’avevano siglato. “Non ci sono quindi i termini per sottoporre tale patto” ha aggiunto Mandini.

Un anno fa era stata aperta in pompa magna la nuova sede della Lega Nord di Malnate. Segni particolari: il segretario di sezione era una donna di origine tunisina (guarda il video de ilfattoquotidiano.it il giorno dell’inaugurazione). Oggi, con il Carroccio travolto dagli scandali, quella sezione (che nel frattempo ha cambiato segretario) annuncia la chiusura della propria sede in netto contrasto con la condotta dei vertici del partito.

ABUJA – Una forte esplosione è stata sentita nel nord della Nigeria, nei pressi di una chiesa, secondo quanto riferito da alcuni abitanti.

tovato su: Il Gazzettino

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ROMA – Il legame della Lega con la ‘ndrangheta, almeno in tema di investimenti di cassa, risale all’era precedente della gestione Belsito. Quando il tesoriere era Maurizio Balocchi, morto nel 2010.

tovato su: Il Gazzettino

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