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notte

La notte scorsa (fra il 2 e il 3 di dicembre) a Case Basse, vicino a Montalcino, l’intera produzione di Brunello dell’azienda Soldera è finita dispersa sul pavimento e quindi nelle fognature. Ignoti hanno difatti sfondato una porta-finestra con vetro antisfondamento, si sono intrufolati nella nota cantina dell’azienda aprendo i rubinetti delle botti di legno in cui stavano maturando i vini delle ultime annate di Brunello che Soldera avrebbe dovuto imbottigliare: 2007-2008-2009-2010-2011-2012. Per oltre 600 ettolitri.

Un danno inestimabile per un’azienda famigliare con pochi ettari di vite, che ha per più di trent’anni prodotto solo dalle 10 alle 15mila bottiglie l’anno. Un atto, sembra, fatto a scopo intimidatorio, giacché nella cantina non è stato rubato nulla: né vini imbottigliati né attrezzature.

Varanasi, come un santo col ventre aperto: vedi gli intestini, vedi una luce sopra la sua testa, chi la chiama aura, chi aureola, ma devi vedere anche lo sterco, è quello della vacca, e le ghirlande di fiori arancioni, e  i cani rognosi che di certo non hanno fatto l’antirabbica.

Qui si bruciano i morti, e Shiva sussurra all’orecchio, per questo i culti tantrici onorano Kali con la sua collana di teschi. Gli Agor portano fino in fondo la teoria, tutto è manifestazione del divino, e allora si abbracci il lebbroso, il più impuro di tutti.

Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti ha proposto uno “scambio” alle forze dell’ordine che devono eseguire l’ordine di carcerazione. Su Twitter ha scritto: “Voi non violate la sede de Il Giornale, io mi consegno a San Vittore e poi fate quel che volete”. 

Ha quindi cambiato idea Sallusti che la scorsa notte aveva twittato: “Notte al giornale. Se vogliono mi arrestano qui. Grazie a tutti”. Condannato definitivamente a 14 mesi di carcere per diffamazione, il giudice della sorveglianza di Milano ha dispostogli arresti domiciliari, ma il giornalista li ha rifiutati ribadendo la sua volontà a voler andare in carcere. Nel frattempo alla redazione di via Negri è arrivata anche Daniela Santanchè.

 

Ha passato la notte al Giornale Alessandro Sallusti. D’altronde l’aveva detto in conferenza stampa che rifiutava la sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che non sarebbe andato ai domiciliari e che se voleva il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati poteva mandargli i carabinieri in redazione per portarlo in carcere. “Notte al giornale, se vogliono mi arrestano qui. Grazie a tutti”, ha twittato il direttore alla fine di una giornata in cui ha atteso l’arresto per l’esecuzione dell’ordine di carcerazione nei suoi confronti dopo che ha rifiutato gli arresti domiciliari. Ieri mattina  si è presentato come ogni giorno a lavoro nella redazione del quotidiano in via Negri 4 a Milano. Una volta arrivata la notifica, Sallusti dovrà scontare la condanna ai domiciliari nella casa di Daniela Santanchè, in via Soresina (zona corso Vercelli). Il direttore ha deciso dio non mollare la redazione e così rischia anche una condanna per evasione. Lui ha aspettato tutta la notte che lo andassero a prendere, ma la notte è passata tra pizza, birra la solidarietà degli amici e dei lettori e la rabbia per una vicenda “vergognosa”. “Una mascalzonata, una grande porcata”, come ha detto Sallusti.  Lui è determinato. Non andrà a casa, resterà in redazione.

Braccio di ferro Ormai è  braccio di ferro tra Alessandro Sallusti e la magistratura milanese. Con il giudice della sorveglianza che ha disposto per il direttore del Giornale la detenzione domiciliare, e  lui che vuole scontare in carcere i 14 mesi di condanna definitiva per diffamazione. Si tratta di un braccio di ferro che, nonostante Sallusti abbia trascorso l’intera giornata in redazione in attesa di ricevere dalla Digos la notifica del decreto con tanto di motivazioni del giudice per essere, poi, accompagnato a casa, non è  ancora finito. I suoi legali, infatti, dovrebbero depositare un’istanza con cui chiedere la revoca della misura dei domiciliari per ottenere quella in carcere. 

 

La terra torna a tremare in Emilia Romagna e questa volta lo fa sugli Appennini romagnoli, nella provincia forlivese.

Sette le scosse registrate ufficialmente dall’Ingv, tutte attorno ai 3 gradi della scala Richter, avvenute in un arco di tempo che va dalla mezzanotte alle otto del 30 novembre 2012, sequenza sismica che è stata avvertita dalla popolazione, ma senza causare danni a cose e persone. Diversi gli epicentri delle varie scosse: Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano e Tredozio.

Salgono a 81 persone le persone evacuate a Massa Carrara in seguito alle forti e intense piogge che stanno flagellando la Toscana da questa notte. Tre le persone che hanno dovuto lasciare la propria casa a Massa in località Romagnano; 28 a Carrara in seguito all’esondazione del torrente Carrione e del Parmignola che hanno causato una serie numerosa di allagamenti, e 50 in Lunigiana, nella frazione di Monzone dove il fiume Lucido ha rischiato di tracimare minacciando alcune case. Dopo ore di pioggia battente la situazione sta lentamente tornando alla normalità e presto gli abitanti di Manzone, fanno sapere dala protezione civile, potranno rientrare nelle loro case. Nel territorio circostante franano ancora le colline del Candia a Massa teatro di violenti smottamenti solo alcune settimane fa in seguito all’alluvione. La situazione continua ad essere molto critica in tutta la provincia apuana dove si stanno monitorando tutte le aree segnate dalla pioggia. Problemi alla viabilità, cantine, garage e scantinati allagati nella zona di costa. La strada 445 per Cerreto, in Lunigiana, è chiusa, disagi per raggiungere le frazioni del Comune di Carrara di Gragnola e Noceto.

Firenze e il Grossetano – A ripreso a piovere a Firenze e in provincia. I livelli idrometrici dei fiumi sono in leggero incremento ma sono tutti sotto il primo livello di criticità. Il personale del Servizio di Piena e della Protezione Civile provinciale continua il monitoraggio sul territorio. Secondo quanto si legge in una nota della protezione civile della Provincia di Firenze la strada 86 è stata riaperta pertanto tutte le strade di competenza provinciale sono transitabili. Permane la chiusura per frana della strada comunale via Villamagna (Bagno a Ripoli) e via Castellana (Incisa Valdarno). L’ondata di maltempo non ha risparmiato il grossetano e, in particolare, le zone di Albinia e Orbetello, colpite duramente dall’alluvione del 12 novembre scorso. Secondo quanto riferisce la sala operativa della protezione civile della Provincia di Grosseto, in alcuni poderi agricoli intorno ad Albinia a scopo precauzionale alcune famiglie sono state fatte evacuare dalle loro abitazioni. Al lavoro squadre di vigili del fuoco e uomini del comune di Orbetello.

La circolazione – Circolazione rallentata dalle 6 di questa mattina fra le stazioni Massa Centro e Carrara Avenza, sulla Direttrice Tirrenica Genova-Pisa, per l’esondazione dei torrenti Carrione e Parmignola. Lo rende noto Rfi spiegando che il traffico ferroviario era stato sospeso alle 0.55 della scorsa notte, ma l’intervento delle squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana ha permesso la riattivazione del binario in direzione Sud alle 6. In particolare, spiega ancora la nota, l’Intercity Notte 799 Torino Porta Nuova-Salerno è stato deviato sulla linea Pontremolese per poi proseguire su Salerno via Firenze-Roma con un allungamento dei tempi di viaggio di circa 120 minuti. L’Intercity Notte 796 Salerno-Torino Porta Nuova è stato deviato sulla linea Pisa-Firenze-Bologna- Piacenza-Genova con un allungamento dei tempi di viaggio di circa 120 minuti. Solo alcuni treni del traffico regionale sono attestati a Sarzana e Massa Centro, previsti tra le due città servizi con autobus sostitutivi. Tutte le informazioni utili ai viaggiatori vengono comunicate a bordo dei treni e nelle stazioni interessate. 

Tre giovani sono stati arrestati dalla polizia di Bologna la scorsa notte dopo aver compiuto un attentato incendiario ai danni della sede di Casapound in via Malvolta. Con una molotov è stata danneggiata una saracinesca. Nelle fasi dell’arrestato due poliziotti della Digos sono rimasti feriti, con ecchimosi e contusioni, con prognosi di 10 e 5 giorni. Uno dei due ha riportato una lesione alla fronte su cui sono stati applicati alcuni punti di sutura.

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C’è chi arriva a programmare la sua vita con la mappa delle toilette in tasca, non potendo allontanarsi troppo a causa di un ‘misterioso’ fastidio. Eppure basterebbe una visita urologica per svelare la presenza di una patologia che interessa 14 italiani su 100, superati i cinquant’anni. E’ l’ipertrofia prostatica benigna (IPB) che dà segno di sé con disturbi della minzione di giorno e di notte. Chi ne è affetto è costretto ad alzarsi più volte nel corso della notte per andare in bagno; mentre di giorno lo stimolo della minzione arriva imperioso, urgente e di frequente. E ogni volta poi è come se non si riuscisse a svuotare del tutto la vescica.

“La presenza anche di uno solo di questi sintomi – spiega il dottor Luigi Schips, Primario del dipartimento di Urologia dell’Ospedale San Pio di Vasto (Chieti) – potrebbe essere indicativa di ipertrofia prostatica benigna e dovrebbe portare l’uomo a parlarne prima con il proprio medico di famiglia, e quindi a rivolgersi all’urologo”. E invece nella realtà di tutti i giorni capita che la gente ‘accetti’ questi disturbi come scotto inevitabile del processo naturale di invecchiamento. Così, solo una persona su due ne parla col proprio medico, lasciando passare tempo prezioso. Si, perché il ritardo diagnostico e quindi di trattamento, causa un aggravamento di questa patologia e può condurre ad una riduzione del getto urinario, fino alla ritenzione urinaria acuta. E a quel punto non resta che l’intervento chirurgico.

Da queste considerazioni è nata l’esigenza di mettere a punto un test, facile ma preciso, che consenta al medico di famiglia di dare corpo al sospetto di un’ipertrofia prostatica benigna.
Messo a punto dagli esperti della Società Italiana di Urologia, si chiama “Quick prostate test” e consiste in tre domande che tengono conto dei tre principali sintomi e disagi dell’IPB:

  1. Nell’ultimo mese si è alzato almeno due volte a notte per urinare, da quando va a letto la sera, fino a quando si alza al mattino? (NICTURIA)
  2. Nell’ultimo mese ha avuto più volte difficoltà a trattenere l’urina nell’arco della giornata? (URGENZA)
  3. Nell’ultimo mese ha mai la sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica? (DISURIA)

Una risposta positiva anche ad una sola di queste tre domande, dovrebbe mettere in guardia il medico sulla possibilità che il paziente sia affetto da IPB.

Il test dunque è pronto, ma come arriverà negli studi dei Medici di Medicina Generale e quindi ai pazienti? “In un primo tempo – spiega il dottor Ciro Niro, Medico di Medicina Generale presso l’ASL di Foggia, Tesoriere e Responsabile Nazionale dell’Area Uro-Andrologia della SIICP (Società Italiana Interdisciplinare per le Cure Primarie) – miriamo a raggiungere il maggior numero possibile di Medici di Medicina Generale con il Quick Prostate Test in formato cartaceo, mentre le prospettive future sono quelle di diffonderlo in maniera capillare anche attraverso i più importanti mezzi media, web e tv, e le piattaforme più frequentate, Facebook e Twitter”.

“Il Quick Prostate Test – afferma Vincenzo Mirone, professore ordinario di Urologia presso l’Università Federico II di Napoli e Segretario generale della Società Italiana di Urologia – è uno strumento estremamente utile per facilitare il dialogo tra medico e paziente sia nella prima visita che nelle successive visite di follow-up, e consente anche di monitorare gli effetti della terapia. Tra le varie opportunità terapeutiche per l’IPB, la principale è l’associazione di dutasteride (inibitore delle 5-alfa-reduttasi) e di tamsulosina (alfa-bloccante), da effettuare in presenza di sintomi urinari moderati o gravi e di un aumento significativo delle dimensioni della prostata. Lo studio CombAT ha dimostrato che questa associazione determina un miglioramento dei sintomi costante nel tempo ed una riduzione significativa del rischio di ritenzione urinaria acuta e della chirurgia correlata all’IPB, rispetto ai pazienti in monoterapia. Per questo, le attuali linee guida internazionali per il trattamento dell’IPB, raccomandano la terapia di combinazione in tutti i pazienti con sintomi urinari da moderati a gravi, che presentino un elevato rischio di progressione (con prostata di dimensioni > 30 cc, PSA > 1.5 ng/ml)”. (LORENZO VALLE)

E’ arrivato in fin di vita ed è morto all’ospedale di Castel San Giovanni, nel piacentino, un ragazzo di 18 anni, Gianluca Serpa, portato dal padre e dal fratello in ospedale attorno alle 2,30 della notte. E’ stato il genitore a trovarlo ferito in gravi condizioni vicino a casa a Chignolo Po, in provincia di Pavia. 

Le indagini – La dinamica è tutta da chiarira. Al momento si sa che Gianluca è stato colpito a morte da una sola coltellata al petto. I carabinieri di Pavia e di Stradella stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo, in particolare vogliono capire come ha trascorso la serata e le modalita del suo arrivo a casa. Pare, infatti, che ci siano versioni discordanti. 

La famiglia – Secondo il sito Ansa.it non si escluderebbe, secondo alcune indiscrezioni, che la vicenda possa essere maturata proprio in ambito familiare. Il padre e il fratello, infatti, sentiti nella notte dopo aver accompagnato il parente al pronto soccorso, non hanno fornito informazioni chiare e spesso si sono contraddetti. Nella famiglia della vittima, di origine calabrese, sarebbero presenti anche alcuni soggetti con precedenti.

Un diciottenne, Gianluca Serpa,è morto la scorsa notte all’ospedale di Castel San Giovanni, nel Piacentino, dove era stato accompagnato dal padre che lo aveva trovato poco prima in gravi condizioni con una ferita da taglio al petto nei pressi della propria abitazione a Chignolo Po (Pavia). Sono in corso indagini sul movente e l’autore dell’omicidio. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Pavia e dalla Compagnia di Stradella.

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