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Ocse

L’Ocse conferma la stima di una contrazione del Pil italiano dell’1,8% nel 2013. Il dato italiano è l’unico tra i Paesi del G7 a essere negativo per l’anno in corso. “Alta disoccupazione e bassa crescita sono suscettibili di aggiungere tensioni sociali nelle economie avanzate e in quelle emergenti”, avverte l’organizzazione internazionale nel rapporto pubblicato oggi sottolineando la necessità di riforme per affrontare le “disparità”.

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All’Italia non servirà una manovra correttiva nel 2014 e il bilancio dello Stato sarà in pareggio “anche” in quell’anno. Lo afferma il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, commentando, da Milano, le stime del World Economic Outlook dell’Ocse diffuse oggi, secondo le quali per l’Italia potrebbe rendersi necessario un inasprimento della pressione fiscale nel 2014 per raggiungere il previsto obiettivo di riduzione del debito. ”Io ritengo che non sia necessario (un ulteriore intervento, ndr) – dice Grilli – se hanno messo dei condizionali, dovrei guardare con attenzione quello che dicono. Però ritengo che, così come dai nostri scenari, è chiaro che noi abbiamo un bilancio in pareggio   anche nel 2014″. E sul sistema finanziario generale italiano assicura: “Abbiamo le carte a posto, gli investitori possono stare tranquilli”. ”L’Italia – ha spiegato – ha le finanze pubbliche a posto e abbiamo impostato una strategia di lungo periodo perché rimangano a posto. Quindi chi ha investito può stare tranquillo perché l’Italia ha le carte a posto”.

La scena finale del film “Il Caimano” di Moretti presagiva che Berlusconi pur di rimanere abbarbicato al potere, tenere sotto scacco la magistratura e assicurarsi l’impunità avrebbe scatenato un putiferio di scontri violenti. Per fortuna il Grande Caimano per il momento è stato costretto a ritirarsi nell’ambiente palustre melmoso da cui era emerso senza colpo ferire. In compenso un putiferio lo stanno scatenando i piccoli caimani che si pasturano dei brandelli di potere marcio nel Pd meno elle. 

 

Per l’Italia “quell’esito drammatico” che si paventava mesi fa “sembra ora più lontano”, “l’italia ha potuto togliersi dalla lista” dei Paesi “con problemi nella Ue”. Lo dice il Presidente del Consiglio, Mario Monti, aprendo insieme al segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE) Josè Angel Gurria, i lavori della conferenza internazionale sulle Riforme strutturali in Italia. “Senza ‘Salva-Italia’ avremmo perso sovranità”, fa notare il Professore, per gli italiani “c’è stato un trattamento molto incisivo sulle misure” ma “stanno dimostrando di non essere particolarmente ostili” nei confronti dell’esecutivo. “Siamo determinati a fare scelte nel breve periodo per guardare a obiettivi a lungo periodo, è stata una scommessa sull’Italia, sulla sua capacità di reagire, di cambiare rotta, di costruire un futuro di crescita”, afferma il premier. “E’ troppo presto abbandonare il rigore, va sempre mantenuto”, puntualiza Monti aggiungendo che “gli italiani pur sottoposti a un trattamento incisivo e pesante di misure, stanno dimostrando di non essere particolarmente ostili a coloro che hanno dovuto persuaderli di farlo nel loro interesse di lungo periodo”. 

L’azione realizzata in questi mesi, secondo il presidente del Consiglio, “produrrà nei prossimi 10 anni un aumento di 4 punti percentuali del Pil”. “Il 2013 sarà un anno in crescita” anche se “il motore dell’economia si riavvierà lentamente, trattenuto dal peso del passato”. Monti ha poi parlato dell’incontro avuto con i vertici della Fiat: “Incontro lungo, approfondito, di analisi delle tendenze, delle strategie. Non è stata chiesta cassa integrazione in deroga, non sono state chieste concessioni finanziarie e non sarebbero state accolte”, dice il premier invitando tutte le parti in causa a interpretare “l’esito dell’incontro” di due giorni fa “come una scommessa”. 

 

Il sospetto serpeggiava già da tempo, ma ora a certificarlo è persino l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Le scuole del Regno Unito sono le più classiste di tutte quelle dei paesi cosiddetti “sviluppati”. E l’Ocse pubblica numeri, cifre e casi di studio che stanno mettendo a dura prova, in questi giorni, il governo di David Cameron, pressato da più parti sul fronte dell’educazione. Il classismo britannico si fonda, chiaramente, anche sull’etnia. Secondo l’Ocse, che ha analizzato la situazione dal 2008, quindi dall’inizio della crisi a oggi,  l’80% degli studenti con un “background etnico” (espressione politicamente corretta per dire “figli di immigrati”)  frequenta le scuole nel fondo della classifica per qualità di strutture e insegnamento. E sempre l’80% di essi frequenta scuole dove gli studenti di origine straniera sono la maggioranza. La tanto sbandierata integrazione della società britannica pare tale solo sulla carta. Se sei di un altro gruppo etnico starai sempre coi tuoi simili, almeno fino all’università.

L’Italia non ha fatto abbastanza per la competitività. Lo dice l’Ocse, che ha ribassato le stime per il Pil italiano nel 2012, prevedendo un -2,4%. Lo riporta l’ultimo Interim Assessment dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo. Nelle stime emesse a maggio, la previsione era di un -1,7%. L’Italia subirà insomma una forte recessione e registra il peggiore risultato tra i paesi del G7.

Nel 2011 il Pil dell’Italia era cresciuto dello 0,5, con un netto peggioramento nel secondo semestre, in cui si registravano già due contrazioni trimestrali consecutive. La recessione, secondo le stime dell’Ocse, ha toccato il suo picco nel primo trimestre di quest’anno, con un Pil in contrazione del 3,3%, perdura nel secondo e nel terzo trimestre, con due secchi -2,9% e inizierà a “migliorare” nel quarto trimestre, quando il Pil attenuerà la sua contrazione a -1,4%. 

Lo ha riferito nel corso di una intervista il capoeconomista e segretario generale dell’Ocse, Piercarlo Padoan. Riguardo all’Italia, sulla spending review, “c’e’ ancora molta strada da fare”.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

"Crisi troppo estesa, impossibile uscita ordinata da euro"

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Presentato il rapporto su prospettive del lavoro: ‘I giovani pagano il prezzo più alto della crisi’: precario uno su due. Una notizia positiva: il numero dei morti sul lavoro si e’ ridotto del 5,4% rispetto al 2011.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Alert Ocse: in Italia disoccupazione salira’ ancora, in Spagna al 25,4% nel 2013

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Ridotta fertilità e situazione occupazionale sono motivo di preoccupazione. In Italia, il tasso di fertilità femminile è sceso in maniera preoccupante. Le italiane, penalizzate dalla politica e dai mariti, riescono con difficoltà a conciliare lavoro e figli.

Testata: NZZ
Data di pubblicazione: 18/04/2012
Traduzione di Claudia e Cristina per italiadallestero.info
Articolo originale di Nikos Tzermias

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