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“Avevo davvero riposto in lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene, che difendesse la nostra Costituzione. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la vita e non la morte. E invece ha firmato la nostra condanna”. Inizia così la lettera che una mamma di Taranto, Tonia Marsella, ha inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la firma del decreto legge sull’Ilva, lettera che è stata diffusa dal comitato ambientalista “Donne per Taranto”.

Germana Giordano si batte ogni giorno nella Grande Mela per cercare di aiutare gli italiani che, ignari delle leggi Usa, finiscono nelle mani della giustizia. Quattro le ragioni principali: urinare in pubblico, rubare nei negozi, bere e fumare in luoghi dove è proibito

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

L'avvocato speciale che soccorre gli italiani a New York

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Quotidiani

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Faccio outing anch’io: soffro di una malattia del sangue, il linfoma, ormai tremendamente diffusa, eppure ancora ignota ai più. Confessarlo mi costa: un blogger con un tumore diventa automaticamente patetico. Ma ho tre buone ragioni per farlo: intanto, promuovere la raccolta di fondi dell’Areo, Associazione per la Ricerca emato-oncologica; poi, dare qualche consiglio utile, invece dei soliti cattivi esempi; infine, rigraziare quanti (medici, infermieri, ricercatori, famiglia, amici, colleghi…) mi danno aiutato e mi aiutano ancora. In ogni caso, vi racconto com’è andata; quanto al blog, continuerò come sempre, giocandomi la mamma per una battuta.

Saranno 1.400 i candidati che parteciperanno alle elezioni on line del Movimento 5 Stelle indette dal 3 al 6 dicembre. Lo si legge sul sito di Beppe Grillo in un post in cui vengono riportate tutte le regole delle “primarie” dei militanti del M5S.

Roma, 29 nov. -(Adnkronos) – Oltre il 30% del cibo prodotto ogni anno (1,3 miliardi di tonnellate), finisce nella spazzatura: 4 volte la quantità necessaria a nutrire gli 868 milioni di affamati. Uno spreco paradossale se si calcola che ciò che consumiamo oggi è decisamente più di quanto la Terra riesca a rigenerare e che per mantenere questo stile di vita sarebbero necessari 3 pianeti nel 2050. Ogni anno, poi, 36 milioni di persone muoiono per mancanza di cibo e 29 milioni per eccessiva alimentazione. Questi i temi al centro del confronto organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition a Milano, alla sua seconda giornata presso l’Università Bocconi.

L’iniziativa spazia dalla green economy ai casi concreti per una filiera agroalimentare sostenibile fino alla Doppia Piramide alimentare e ambientale ideata dal Barilla Center per mettere in relazione gli alimenti con il loro impatto ambientale. In programma oggi un intervento di Lester Brown, fondatore del WorldWatch Institute e presidente dell’Earth Policy Institute di Washington; la sessione dedicata al tema “Mangiare nel 2030: il futuro dell’alimentazione tra stili di vita e innovazione”, in cui mondo scientifico, industria, scienze sociali e consumatori discuteranno di quali saranno i grandi cambiamenti che nel prossimo futuro modificheranno il nostro modo di rapportarci con il cibo; e la sessione dedicata proprio allo spreco alimentare.

Nel pomeriggio, la cerimonia di premiazione prima edizione di “Bcfn Yes! Young Earth Solutions”, il bando internazionale del Barilla Center creato per dare voce alle migliori proposte dei giovani sul tema “Cibo e sostenibilità: come ridurre il nostro impatto ambientale, garantendo salute e accesso al cibo per tutti”. Sarà premiato l’autore dell’idea vincitrice, che nel 2013 parteciperà ad un progetto di studio del Bcfn.

Un decreto legge. Due articoli. Molti dubbi. Il provvedimento ‘ad Ilvam‘ in via di approvazione per consentire di risolvere la situazione del siderurgico di Taranto apre il campo a scenari inediti che coinvolgono il rapporto tra potere legislativo e giudiziario. Il conflitto è nelle parole utilizzate della bozza del dl. Che di fatto, col via libera del parlamento, renderà legge l’Autorizzazione Integrata Ambientale per 24 mesi, autorizzando “in ogni caso la prosecuzione dell’attività” per tutta la durata stabilita, “salvo che sia riscontrata l’inosservanza anche ad una sola delle prescrizioni impartite nel provvedimento stesso”. L’esatto opposto di quanto previsto dalla Procura ionica, che il 26 agosto aveva sequestrato gli impianti senza facoltà d’uso, un paio di settimane fa aveva impedito all’azienda l’approvvigionamento di materia prima e lunedì scorso aveva sequestrato i ‘prodotti finiti’ dell’Ilva. Lamiere e lavorati d’acciaio “illegali” perché prodotti nonostante il sequestro e, come ha scritto il gip nella sua ordinanza, “sulla pelle dei tarantini”. Perché l’Ilva, quando produce, inquina. E uccide. 

L’Autorizzazione Integrata Ambientale, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto legge e per 24 mesi,  ”esplica in ogni caso effetto” e perciò, dopo l’ok al decreto, “è in ogni caso autorizzata la prosecuzione dell’attività”  per tutta la durata stabilita “salvo che sia riscontrata l’inosservanza anche ad una sola delle prescrizioni impartite nel provvedimento stesso”. E’ quanto prevede la bozza di decreto sull’Ilva, che dovrebbe essere varato venerdì per trovare una soluzione alla chiusura dello stabilimento di Taranto

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini si tratta di un provvedimento “subito operativo” per assicurare la piena attuazione delle disposizione dell’Aia, rilasciata all’Ilva il 26 ottobre scorso. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Sabato scorso sono stato a San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi insieme a Papa Leu, Rankin Lele e Morello Selecta. Avevamo appuntamento con i Boomdabash per promuovere “Siamo tutti parte offesa”, la campagna di informazione promossa da No al Carbone, Medicina Democratica e Salute Pubblica.

Motivo di questa campagna è sensibilizzare e invitare tutti i cittadini a costituirsi anch’essi parte civile nel processo del 12 Dicembre 2012 contro dirigenti e dipendenti dell’Enel (tredici in tutto) e due imprenditori, chiamati dal Tribunale di Brindisi a rispondere di reati connessi alla dispersione di polveri di carbone dal carbonile scoperto e dal nastro trasportatore della centrale Federico II a Cerano.

Primo mese di lavoro in Guatemala. Contrariamente a quanto ritengono i soliti benpensanti che pensano sempre male delle persone perbene, qui si lavora e si lavora duro su casi difficili. E le difficoltà, anche qui, non sorgono tanto nelle indagini sul narcotraffico. Quelle, almeno a parole, le vogliono tutti. E tutti chiedono massima severità contro i narcos. Tolleranza zero. Un po’ come in Italia nei confronti dei soliti noti, i Riina e i Provenzano. I macellai, sporchi e cattivi, contro i quali indirizzare la sacrosanta richiesta di giustizia degli italiani indignati per lo strapotere di mafie che ancora oggi spadroneggiano nei territori, nell’economia e nella politica. L’importante è che i soliti ignoti stiano al sicuro. Impuniti. È proprio per combattere l’impunità dilagante che qui è nata la CICIG, l’organismo dell’Onu dove ricopro l’incarico di capo delle investigazioni.

Per i 783 dipendenti di Brunello Cucinelli Babbo Natale è già arrivato. E ha portato un sacco zeppo di euro. L’azienda umbra (che produce capi in cashmere e accessori e conta una sessantina di negozi in più di 50 paesi sparsi nel mondo) ha infatti deciso di destinare i 5 milioni di utili (conseguiti anche grazie al recente sbarco in borsa) ai suoi lavoratori: un “regalo” da 6.583 euro a testa. “Questo vuole essere un dono di famiglia, qualcosa che va aldilà dell’azienda che è quotata in Borsa” ha detto Cucinelli, che ha fondato l’azienda dal nulla nel 1978 imponendosi negli anni come uno dei brand più apprezzati di casual chic a livello mondiale. “Abbiamo voluto dare un premio a chi è cresciuto insieme a noi e l’abbiamo comunicato ai dipendenti”.

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