Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Oltre

Sono 4.028 le eccedenze assolute del personale ‘non dirigenziale’ della pubblica amministrazione. Di questi 3.236 sono impiegati dei ministeri. E’ quanto emerge dall’incontro in corso al ministero della Funzione pubblica tra il ministro Filippo Patroni Griffi e sindacati. 

Secondo quanto si apprende il provvedimento riguarda 50 amministrazioni pubbliche. In questo dato non sono state ancora conteggiati gli esuberi dei ministeri della Giustizia, degli Esteri e dell’Interno e gli enti pubblici ‘non economici’ (Inps e gli enti parco, Croce Rossa e Ice, Pcm, Forze armate). 

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Il calcio italiano, in crisi di appeal e di risultati a livello continentale, assiste impotente alla fuga degli spettatori dagli stadi. E la desertificazione degli spalti si ripercuote a sua volta, causa minori introiti, sul livello di competitività delle squadre in Europa. Domenica, per esempio, c’erano solamente 12.313 spettatori paganti a San Siro per la sfida del Milan contro la Fiorentina, che aggiunti ai poco meno di 24mila abbonati (in netto calo rispetto agli oltre 30mila delle stagioni precedenti, e in assoluto il record negativo dell’era Berlusconi) riuscivano a stento a riempire lo stadio per metà della sua capienza. Ma il problema non è certo del Milan, che anzi con 39mila spettatori di media è la seconda squadra con più pubblico dopo l’Inter. Quello degli spalti vuoti, che si giochi il campionato, la Champions League, o sia ospitata la Nazionale, è un problema che coinvolge l’intero paese.

Da oltre un mese compare tra gli annunci di vendita degli immobili di lusso di Milano. E’ una casa stupenda, eppure il deputato Santo Versace non riesce a disfarsene. Sul sito Sotheby’s la villa, che si trova in via dei Giardini, nel centro della città, è la prima nell’elenco di quelle in vendita nel capoluogo lombardo con una descrizione che richiama l’attenzione sul “mix di glamour e raffinatezza che rende Milano la capitale mondiale della moda”. Duemilacento mq di superficie, 442 mq di giardino privato, oltre ai 300 mq di terrazza panoramica, la casa era stata progettata dagli architetti Carlo De Carli e Antonio Carminati. La dimora è su 4 piani, più un piano seminterrato per il personale. Ma sembra non interessare nessuno. Sarà per il prezzo? La villa viene infatti messa in vendita per 23mila euro al metro quatro. Il che equivale a dire oltre 49 milioni di euro. Chi può permettersi tanto?

Se si votasse oggi non ci sarebbe partita, ma non potrebbe governare. I rischi sono astensione e ombra di un Monti-bis. Come in Sicilia potremmo vedere una partecipazione sotto il 50%. Stasera dibattito Tv tra i candidati alle primarie centrosinistra (foto).

pubblicato da Wallstreet Italia
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Pd oltre il 30%: ad oggi l'unica grande forza politica in Italia

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Sei mesi fa la sua elezione è stata la sorpresa più eclatante della tornata delle comunali, oggi la fiducia dei suoi cittadini è immutata. Se non crescente. Parma è soddisfatta di Federico Pizzarotti, almeno stando al sondaggio realizzato da Epokè con metodo metodo Cawi (1820 contatti, 700 risposte valide, 3,5% margine d’errore e interviste via web realizzate nella seconda metà di ottobre). 

 

Una lezione sulla fedeltà da Tinto Brass non te l’aspetti. Il maestro del cinema erotico alla soglia degli ottant’anni, pur non rinnegando il valore della trasgressione che caratterizzano tutte le sue pellicole ormai diventate cult, riscrive la sua storia di uomo innamorato con un’elogio all’amore coniugale. “Sono stato legato a una sola donna per oltre cinquant’anni, fino alla sua morte”, racconta il maestro dell’eros a Repubblica. “Mia moglie Tina è stata il motore della mia esistenza, il pozzo delle mie certezze, l’allucinogeno dei miei sogni e anche il fiammifero della mia lussuria. Con lei il dovere coniugale è sempre stato un piacere”. Tinto conobbe Carla Cipriani all’Harry’s Bar a Venezia, fu lei a rompere il ghiaccio. “C’era tra noi uno straordinario rapporto di complicità”, confessa, “un’intesa che veniva alimentata continuamente dal desiderio. Anche nella sfera sessuale ci divertivamo a spingere i nostri rapporti oltre ogni limite e tra noi il sesso è comunque restato il legame più forte”. Ecco allora la ricetta di Tinto Brass: “Se una relazione si costruisce su queste basi può durare in eterno”. Poi spiega: “Essere fedeli non significa per forza rinunciare alla gioia e all’eros. Per questo vedo nella fantasia, che infiamma i sensi e alimenta la curiosità il miglior antidoto al tradimento”. 

E se gli fanno notare che in questo modo spariglia tutte le tesi sostenute nei suoi film, il maestro chiarisce: “Non ho cambiato registro, per me l’amore è un sentimento che si esprime col linguaggio del sesso. Non basta dire ti amo. Se non c’è sesso non si può parlare d’amore. Sarà affetto, amicizia, simpatia, altre cose. Alle parole devono corrispondere i fatti e il sesso è l’amore audace, va stimolato”. 

 

Da noi sono cattedrali nel deserto, in Inghilterra le chiamano white elephants. Sono quelle opere pubbliche i cui spropositati costi di fabbricazione e mantenimento rendono a posteriori inutile, se non dannosa, la loro costruzione. E da oggi lo Stadio Olimpico costruito per Londra 2012 è ufficialmente un elefante bianco. Lo ha ammesso davanti alla commissione della London Assembly il responsabile della LLDC (London Legacy Development Corporation) Dennis Hone, che ha dichiarato: “La riapertura dello Stadio Olimpico per il 2014 è impossibile. Per il 2015 è molto difficile. Probabilmente potrà tornare in funzione al più presto per il 2016”. Ovvero oltre quattro anni dopo la cerimonia di chiusura di Londra 2012, quando saranno terminate anche le Olimpiadi di Rio 2016. E di quelle londinesi, e del loro stadio costato oltre 565 milioni di euro di soldi pubblici, rimarrà solo uno sbiadito ricordo.

Sul sito del Corriere della Sera, nella sezione inchieste, Milena Gabbanelli ha una rubrica: “Reportime”. L’altro ieri la giornalista si è cimentata in un pezzo con il quale denuncia le condizioni in cui versa El País, il giornale più letto ed importante della Spagna. L’editore, Juan Luis Cebrián, presidente del Grupo Prisa, che ha fondato il giornale nel 1976, ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede di prepensionare e licenziare 149 giornalisti, praticamente un terzo della redazione. L’articolo ha scatenato la reazione di Dagospia. “La Gabibba di via Solferino”, si legge nella homepage del sito di Roberto D’Agostino, “dimentica il disastro del gruppo Recoletos, editore del concorrente di El Pais, El Mundo, acquisito dall’Rcs che oggi pesa, in negativo, sul bilancio del gruppo per oltre un miliardi di euro”. Con la conseguenza che si sta addirittura pensando di mettere in vendita gli edifici storici di via Solferino per ripianarlo. E così Dagospia si chiede: “A quando una bella inchiesta sul ‘pacco’ spagnolo rifilato ai suoi editori?”. Dago fa di più, visto che più volte se n’è occupata nell’ultimo anno. Suggerisce alla Gabianelli una scaletta per la prossima puntata su Reportime: 1) verificare quale ruolo ha avuto la Mediobanca di Nagel, primo azionista di Rcs e advisor dell’operazione insieme alla Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti (ex Lazard), quindi in buoni rapporti con il venditore, Jaime Castellanos, numero uno proprio della banca d’affari francese. 2) chiarire l’intreccio affaristico-famigliare tra Castellanos e il discusso banchiere Emilio Botin (Santander) la cui figlia, Ana Patricias, ai tempi dell’acquisizione sedeva nel consiglio d’amministrazione delle Generali (altro azionista-pattista dell’Rcs). Emilio Botin e i suoi cari, inoltre, sono sospettati dalla Corte nazionale spagnola di frode fiscale per alcuni conti custoditi in Svizzera. 3) tra i vari conflitti d’interesse che s’intrecciano nel “pacco” Recoletos emerge pure che il Santander di Botin è sponsor della Ferrari-Fiat (50 milioni di euro), altro socio forte dell’Rcs. 4) chiedersi perché nel “pacco” e “contro-pacco” Recoletos-El Mundo gli unici a guadagnarci sono stati soltanto alcuni pattisti dell’Rcs, in primis Mediobanca di Nagel&Pagliaro. Oltre ovviamente a Jaime Castellanos, allora presidente di Recoletos, che aveva acquisito il gruppo per 900 milioni di euro rifilandolo subito dopo all’ex Rizzoli per 1.100 milioni: E potendo così incassare plusvalenze per oltre 350 milioni di euro. Il “pacco” spagnolo di Recoletos-El Mundo sembra fatto proprio su misura per le inchieste tanto care alla brava Gabanelli, conclude Dago. 

Riclaggio, ricettazione, frode fiscale ed esercizio abusivo del commercio di oro. Con queste accuse la Guardia di Finanza di Arezzo e di Napoli ha eseguito 259 perquisizioni e sequestri di beni per 163 milioni di euro nei confronti di un’associazione per delinquere. A tanto ammonterebbero gli scambi di oro e denaro sporco gestiti dal gruppo criminale soltanto in questo anno, per un volume ricostruito finora pari a 4.500 chili di oro e 11.000 chili di argento.

La rete – L’associazione criminale, a struttura piramidale, aveva il suo vertice in Svizzera e si muoveva con i “bracci operativi” di più capi-area, che agivano come “referenti” sui territori dei distretti orafi di Arezzo, Marcianise (Ce) e Valenza (Al), ai fini della raccolta di oro acquistato dagli “agenti intermediari” in contatto con una fitta rete di negozi “compro oro” ed operatori del settore, che stavano alla base della filiera dei traffici di provenienza illecita. Tutte le forniture di metallo prezioso avvenivano “in nero”, al di fuori dei circuiti ufficiali, mediante scambi di oro contro denaro contante in banconote di grosso taglio, trasportate da corrieri insospettabili usando autovetture appositamente modificate con doppifondi. Cinque interventi negli ultimi mesi avevano permesso di sequestrare oltre 63 kg di oro in lamine e verghe, più di 20 kg di oreficeria usata, oltre 450 kg di argento in grani. Sequestrata anche una villa, nei pressi del casello dell’A1 di Monte San Savino (AR), che l’organizzazione criminale utilizzava come base operativa, protetta e vigilata, tanto da essere ribattezzata “Fort Knox”.

La posizione di indagato del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per il suo precedente ruolo di amministratore delegato di Intesa Sanpaolo non è incompatibile con l’attuale ruolo governativo o con altri incarichi futuri. Lo ha detto oggi lo stesso ex banchiere rompendo oltre quattro mesi di silenzio sul suo coinvolgimento nell’inchiesta che a fine giugno ha visto la Procura di Biella iscriverlo nel registro degli indagati per le presunte irregolarità fiscali del gruppo Intesa – da lui guidato per quasi un decennio fino allo scorso anno – nel 2006-2007.

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