Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

polizia

 

In Egitto la tensione ormai è salita alle stelle. La polizia ha sparato lacrimogeni sui manifestanti davanti al palazzo del presidente egiziano Mohamed Morsi mentre tentavano di scavalcare le barriere in filo spinato. Alcune persone sono rimaste intossicati dai gas. Il presidente egiziano Morsi, valutando la situazione come rischiosa, ha lasciato il palazzo presidenziale dopo che manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia. “Il presidente ha lasciato il palazzo”, ha detto una fonte presidenziale, che non ha voluto essere identificata. Anche una fonte della sicurezza ha detto che il presidente ha lasciato l’edificio. Alcuni manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia che stava proteggendo il palazzo e sono arrivati a protestare sotto le mura del palazzo. Insomma Morsi sarebbe fuggito in un luogo più sicuro. Le forze di sicurezza si sono ritirate dal perimetro esterno del palazzo presidenziale di Mohamed Morsi dove si sono radunate decine di migliaia di manifestanti. Lo riferisce la tv di stato egiziana. ”Il popolo vuole la caduta del regime”, “vattene“, “Sei tu che te ne devi andare , noi restiamo”,  hanno gridato i manifestanti. In movimento varie marce organizzate dal Fronte di salvezza nazionale per protestare contro il decreto presidenziale di Morsi e la costituzione approvata quattro giorni fa. Morsi ha intanto presieduto una riunione al palazzo presidenziale di Ittahadeya in vista del referendum costituzionale del 15 dicembre. 

 

Doppio allarme bomba a Torino. Un pacco sospetto, dal quale spuntano alcuni fili elettrici, è stato scoperto nei pressi della stazione Marconi della metropolitana, non lontano dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia. Per precauzione la stazione è stata chiusa, ma la metropolitana continua a funzionare.

In contemporanea, un secondo pacco sospetto è stato trovato nei pressi del dehors di un bar, in via Silvio Pellico, quartiere di San Salvario, non lontano dalla stazione della metropolitana dov’è stato trovato il primo pacco. Anche in questo caso è in corso l’intervento degli artificieri. Per precauzione l’intera area è stata isolata in attesa delle verifiche della Polizia. I vigili urbani stanno deviando il traffico nelle vie limitrofe. Sul posto anche vigili del fuoco e sanitari del 118.

È lunedì mattina, sono le cinque. Il cielo è terso, si vedono tutte le stelle, non le riconosco ma fa lo stesso. E c’è una bella fetta di luna calante. Oggi è un buon giorno per manifestare.

Alle 6.30 il nostro pullman parte da Bussoleno. Del Legal Team siamo in tre. Di pullman ce ne sono ben undici, da cinquanta e passa persone ciascuno. Siamo consci dei nostri diritti: possono chiederci la carta d’identità, ma se vogliono prenderci impronte digitali e fotografarci, ci rifiutiamo e chiamiamo il Consolato.

 

Faceva il guardialinee per il campionato dilettantistico di calcio. E’ stato ucciso a calci e pugni da baby giocatori inferociti. I protagonisti di questa assurda tragedia è Richard Nieuwenhuizen, un uomo di 41 anni e alcuni ragazzini di età compresa fra i 15 e i 16 anni che giocano nell’Amsterdam Nieuw Sloten. La polizia ne ha già arrestati tre, sospettati di avere partecipato al brutale pestaggio durante una partita giocata domenica ad Almere, vicino ad Amsterdam, nella quale giocava anche il figlio

Non ha nulla a che fare con lo sport – “E’ scappato ma i ragazzi lo hanno inseguito e picchiato”, ha spiegato un portavoce della polizia. L’uomo, un padre di famiglia, è stato colpito con calci e pugni alla testa, riportando gravi danni cerebrali. Trasportato d’urgenza in ospedale, Nieuwenhuizen si è spento dopo poche ore. La notizia della sua morte è stata data dal club Buitenboys presso il quale lavorava come dirigente. La polizia non ha escluso ulteriori arresti. La notizia, intanto, ha provocato lo sdegno delle istituzioni e delle autorità olandesi. “Tutto ciò non ha niente a che fare con lo sport e in nessun   caso si può tollerare”, ha affermato il ministro dello sport olandese  Edith Schippers. Diversi partiti hanno chiesto sanzioni più severe   per arginare il fenomeno della violenza nel calcio dilettantistico. Anche la federcalcio olandese ha condannato l’episodio. “E’ un fatto terribile”, ha detto un portavoce della Knvb.

 

Le tensioni con le forze dell’ordine erano cominciate due giorni fa quando era stato impedito ad una trentina di persone di entrare all’interno del terminal del porto di Livorno per contestare il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Sabato un presidio-corteo non autorizzato, convocato da parte di antagonisti proprio per i fatti accaduti venerdì e a cui avevano aderito gli anarchici, era finito con uno scontro tra manifestanti, polizia e carabinieri con due anarchici finiti in ospedale. Ieri pomeriggio la protesta è sfociata in un assedio alla prefettura da parte di 600 manifestanti tra antagonisti e anarchici che avevano sfilato in città dietro lo striscione “Livorno non si piega”. 

Assalto alla prefettura – Tutto è accaduto intorno alle 18: sotto il Palazzo del Governo sono state lanciate pietre, mattoni, bombe carta, palloncini pieni di vernice bianca, anche un transenna, contro polizia e carabinieri, poi riparatisi dentro la prefettura. Alcuni agenti sono stati medicati per qualche contusione dalle ambulanze intervenute, in 7 sono stati accompagnati al pronto soccorso per essere refertati. Secondo gli organizzatori della protesta, anche due manifestanti sono rimasti feriti. In una nota firmata da Collettivo anarchico libertario e della Federazione anarchica livornese, i manifestanti hanno dichiarato: “I fatti del pomeriggio di sabato sono di una gravità estrema: quella a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria aggressione a freddo da parte di polizia e carabinieri, qualcosa a cui la città di Livorno non è certo abituata”, con un carica partita “in modo del tutto immotivato” e nelle quale “vengono manganellati alla rinfusa manifestanti e passanti. Due persone finiscono all’ospedale”. “Ma forse – conclude la nota – è proprio l’anomalia Livorno che va normalizzata in un momento in cui le direttive governative sono chiaramente indirizzate in senso repressivo verso qualsiasi tipo di manifestazione di dissenso”. Secondo le forze dell’ordine, i manifestanti però erano armati di spranghe e bastoni.

Attacco squadrista – “I poliziotti sono stati vittime di un attacco vigliacco, squadrista e gratuito. Gente che si definiva pacifica è venuta armata di bastoni, picconi e taniche di vernice che ci ha tirato addosso”, ha affermato il segretario provinciale del sindaco di polizia Sap di Livorno Luca Tomasin. “Dobbiamo ringraziare il questore vicario, Paolo Rossi”, ha spiegato Tomasin, “per come ha gestito la situazione e l’intero servizio, altrimenti sarebbero potute finire peggio per noi. La polizia si è comportata nel miglior modo possibile, nessuna provocazione da parte nostra e chi lo dice mente sapendo di mentire. È stata scritta una pagina nerissima oggi a Livorno dove a subirne le spese sono stati ancora una volta i poliziotti. Siamo già al lavoro per assicurare i colpevoli alla giustizia”.

La “rivoluzione dei gelsomini” a Siliana, nella Tunisia sudoccidentale, non pare mai arrivata, e non solo per la crisi economica. Circa 300 persone sono rimaste ferite a causa dell’uso eccessivo della forza da parte della polizia, nelle manifestazioni convocate dall’Unione generale dei lavoratori tunisini, manifestazioni che dal 27 novembre al 1° dicembre hanno attraversato e bloccato la città.

I manifestanti, che chiedevano le dimissioni del governatore locale, un piano di sviluppo economico e il rilascio di 13 dimostranti arrestati nel corso delle proteste dell’aprile 2011 e mai processati, sono stati affrontati dalle forze di polizia con gas lacrimogeni e armi da fuoco.

Assedio alla prefettura di Livorno. Protagonista un corteo di circa 200 persone riconducibili agli ambienti anarchici e antagonisti che sotto il Palazzo del Governo ha lanciato pietre, mattoni, bombe carta e palloncini pieni di vernice bianca contro polizia e carabinieri: agenti e militari hanno dovuto riparare all’interno della Prefettura. Alcuni poliziotti sono rimasti contusi e sono stati curati da sanitari del 118: 7 di loro sono stati accompagnati al pronto soccorso per essere refertati. Anche due fotografi sarebbero stati aggrediti e ad uno è stato rotto l’obiettivo della macchina fotografica. Il corteo (che in tutto contava circa 600 persone, 200 delle quali hanno partecipato all’assedio della prefettura) aveva sfilato in centro dietro lo striscione “Livorno non si piega” dopo un primo corteo non autorizzato sfilato sabato sera per fermare il quale le forze dell’ordine avevano caricato. La manifestazione di oggi, insomma, è nata come ulteriore reazione dei partecipanti a quella prima protesta. 

Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti ha proposto uno “scambio” alle forze dell’ordine che devono eseguire l’ordine di carcerazione. Su Twitter ha scritto: “Voi non violate la sede de Il Giornale, io mi consegno a San Vittore e poi fate quel che volete”. 

Ha quindi cambiato idea Sallusti che la scorsa notte aveva twittato: “Notte al giornale. Se vogliono mi arrestano qui. Grazie a tutti”. Condannato definitivamente a 14 mesi di carcere per diffamazione, il giudice della sorveglianza di Milano ha dispostogli arresti domiciliari, ma il giornalista li ha rifiutati ribadendo la sua volontà a voler andare in carcere. Nel frattempo alla redazione di via Negri è arrivata anche Daniela Santanchè.

Lo denunciavano da tempo molti cittadini. Alcuni di loro già feriti. Come Ester Quintana che, alla manifestazione dello scorso 14 novembre a Barcellona, ci ha perfino rimesso un occhio. Durante le cariche dei Mossos d’esquadra è stata colpita da una pallottola di gomma che le ha spezzato il nervo ottico, come racconta in un video al quotidiano El País. Ma la polizia iberica ha sempre smentito. Adesso però, per la prima volta, l’accusa è arrivata dagli stessi membri delle forze dell’ordine. “Se continuate così rischiamo di essere tacciati come polizia franchista”, hanno detto. Il sindacato unificato della polizia spagnola (Sup) ha infatti mandato una dura lettera di denuncia al ministro degli Interni (qui), Jorge Fernández Díaz. Tutto dopo l’ennesimo incidente. Stavolta nel corso di un allenamento nel centro militare di Linares, in Andalusia.

“Non vogliamo spiegazioni, non vogliamo giustificazioni, non vogliamo scuse, vogliamo il ripristino immediato della Catturandi. Non ci sono alternative”. Salvatore Como, segretario generale del Sindacato italiano appartenenti polizia (Siap), commenta in modo molto duro la decisione del questore di Palermo che, già lunedì, ha iniziato il trasferimento di agenti di una squadra della “Catturandi” in altri reparti, cosa che potrebbe compromettere il funzionamento della cosiddetta “macchina perfetta”, stando alla definizione dell’attuale vice capo della Polizia Alessandro Marangoni quando fu questore della città.

Archivi