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Sabato si avvicina e l’ombra di nuove manifestazioni avanza. ”Dobbiamo evitare che diventi una giornata di scontri, ma deve essere una giornata in cui saremo chiamati a garantire il diritto di esprimere il dissenso, oltre a garantire il diritto a vivere senza costrizioni per il cittadino che ritiene di non dover dissentire” dice il capo della polizia, Antonio Manganelli. Sabato è in programma la giornata di mobilitazione studentesca a Roma. E ieri dai sindacati di polizia era arrivata la provocazione: reparti mobili in ferie. “La paura non fa parte della categoria di cui mi occupo da 28 anni di servizio di ordine pubblico e di investigazione” continua il prefetto che di sabato prossimo pensa sarà una giornata “che ci induce a stare molto attenti perché ogni tensione può alimentare un momento di ulteriore particolare tensione”.

Un uomo è stato ucciso a colpi di arma da fuoco per strada a Milano, in zona Lotto-Fiera. Ad avvisare la polizia sono stati alcuni passanti. Per il momento l’uomo non è ancora stato identificato, ma si tratterebbe di un individuo di carnagione chiara tra i 50 e i 60 anni. Da un primo esame è stato colpito alla testa.

L’omicidio è avvenuto attorno alle 19,30, all’angolo tra via Alberto Mario e via Mosè Bianchi. L’avventore di un bar ha raccontato di aver sentito il rumore degli spari e di aver visto, uscendo dal locale, una persona che indossava un casco, allontanarsi di corsa. Inutili i tentativi del personale del 118 arrivato sul posto pochi minuti dopo, per la vittima non c’è stato più nulla da fare.

Antonio Manganelli, intervistato ieri a Ballarò, si è detto convinto che nel 90% dei casi nelle manifestazioni di piazza non c’è abuso da parte delle forze dell’ordine. Considerato che Antonio Manganelli è il capo della Polizia, tendo a dare per scontato che la percentuale da lui riferita sia verosimile. Se questa percentuale dev’essere in qualche modo ritoccata tendo altresì a pensare che, per il corso naturale delle cose, si tratti di una stima in eccesso, cioè i casi in cui non c’è abuso da parte delle forze dell’ordine sono forse qualcosa di meno del 90% del totale. Considerato che qui non si tratta di fare la media tra i dati degli organizzatori e quelli della questura farò in modo di attenermi al dato riportato da Antonio Manganelli.

I fatti. Atroce morte su Catania-Palermo 2007, caso chiuso in Cassazione e fine della presunzione d’innocenza per Daniele Micale e Antonino Speziale (era minorenne). Inutile appello su Youtube: per la giustizia italiana, oltre ogni ragionevole dubbio, entrambi sono colpevoli dell’omicidio preterintenzionale dell’Ispettore Capo di Polizia Filippo Raciti. Niente ribaltoni, né sentenze riformate. Smontata tesi della difesa (grida allo scandalo e chiede revisione del processo) e vittoria dell’accusa, nonostante lacune testimoniali ed assenza di riprese a circuito chiuso nel momento fatale. Inammissibili superperizie di parte, controperizia RIS Parma e altre ipotesi, compreso l’impatto di un Land Rover Discovery della Mobile in retromarcia (teoria fuoco amico).

In attesa degli interrogatori, previsti per domani, dei rapitori del ragionier Giuseppe Spinelli, gli inquirenti hanno trovato un paio di pistole giocattolo. Le “armi” sono state sequestrate ad alcuni dei sei uomini, tre italiani e tre albanesi, accusati di aver rapito il contabile di Silvio Berlusconi e sua moglie. Oltre alle pistole forse utilizzate per il sequestro lampo messo a segno a Bresso nella notte tra il 15 e il 16 ottobre scorso, gli investigatori hanno sequestrato anche alcuni pc e materiale informatico ora al vaglio della polizia postale. Non risultano, invece, tracce dei documenti o del cd di cui parlano gli arrestati a Spinelli, così come non risultano i soldi di cui alcuni degli indagati parlano nelle intercettazioni telefoniche. Conversazioni che hanno spinto la Procura di Milano a ipotizzare il pagamento di un riscatto di otto milioni di euro. Il pagamento di un riscatto è stato negato dal ragioniere, ufficiale pagatore delle Olgettine nel caso Ruby, e dall’avvocato dell’ex premier Niccolò Ghedini che ha fornito, con una lunga nota, la ricostruzione della vicenda. 

A Roma, durante lo sciopero generale europeo, città invasa da studenti, circa 50 mila. La polizia ha affrontato il corteo con pesanti cariche e lanci di lacrimogeni. Nel video si vedono le forze dell’ordine bloccate da gente che urla: “Andate ad arrestare quelli che vi pagano!”

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Proteste anti-rigore: cittadini salvano studente dall'arresto

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In California dopo le presidenziali arriva una nuova tornata elettorale. I cittadini convocati alle urne sono chiamati ad esprimere il loro voto su una proposta di legge chiamata “Prop 35” con cui i condannati per reati legati alla sfera sessuale, si vedranno attribuire pene più severe e maggiori limitazioni. Tra le altre imposizioni, i condannati avranno l’obbligo di essere inseriti in uno speciale registro, chiamato dei “Sex Offenders”, oltre che a fornire alla polizia tutti i nicknames utilizzati sulla rete. Al bando l’anonimato in rete insomma che, stando alle parole dei promotori del “sì”, sarebbe la prima causa della rapida diffusione di abusi sessuali, specialmente nei confronti dei minori, oltre che al proliferare del “traffico di corpi umani”, riferito alla prostituzione e allo sfruttamento. Guardando le statistiche fornite dal sito internet “Vote Yes on 35” e osservando la proposta di legge sotto questa luce, è difficile pensare che le urne arrivino a bocciare l’iniziativa.

Contestato ovunque. Pure fra le mura amiche di casa. Il premier Mario Monti, è stato duramente contestato questa mattina durante una visita all’Università Bocconi di Milano. Monti, ex rettore dell’ateneo milanese, era stato invitato per presentare il suo libro Le parole e i fatti. Una cinquantina di giovani  lo hanno contestato al grido di “basta austerity, soldi subito, Monti a casa, Milano non ti vuole”, mostrando cartelli con la scritta “un anno di Monti, austerity, precarietà e manganellate. Auguri”. La tensione è rimasta sempre alta, con cordoni della polizia all’esterno dell’università in difesa del premier. Le forze dell’ordine, polizia e carabinieri in  tenuta antisommossa, hanno caricato i manifestanti con scudi e   manganelli, dopo che i giovani dei centri sociali avevano cercato di   sfondare la linea di contenimento creata da militari e polizia. Sul   cordone delle forze dell’ordine sono piovute verdure, uova, petardi e   vernice e poi i giovani dei centri sociali hanno cercato di forzare i blocchi. Mentre a Roma Luca Cordero di Montezemolo con la sua Italia Futura gli chiede “tecnicamente” di scendere in campo, Monti riflette e presenta le sue fatiche letterarie. Ma a quanto pare il consenso, soprattutto fra giovani, precari e studenti è ai minimi storici.

L’ennesima contestazione di questi giorni sfociata in uno scontro tra la polizia e alcuni attivisti di centri sociali che hanno protestato davanti l’Università Bocconi di Milano, dove era in corso un incontro con il presidente del consiglio Mario Monti.

Dopo circa un’ora di contestazioni verbali è iniziato un lancio di petardi e uova con vernice contro le forze dell’ordine che hanno risposto con una carica di alleggerimento. Per quattro volte i manifestanti e la mpolizia sono venuti a contatto e ci sono state anche delle manganellate. I ragazzi hanno risposto con il lancio di petardi e fumogeni. La tensione di fronte all’università si sta allentando con i manifestanti che non stanno più cercando di sfondare il cordone creato dalle forze dell’ordine.

Puntualmente, dopo ogni manifestazione, anziché concentrarsi sul motivo dello scontento che ha dato luogo alla manifestazione, si finisce per contare i feriti o per condannare l’uso della violenza da parte di questo o quell’elemento. Ciò avviene perché non siamo una civiltà matura anche se crediamo di esserlo.

L’idea della Forza Pubblica è un’idea democratica, nata durante la rivoluzione francese. Si avvertiva la necessità di una Forza che contrastasse non solo i crimini dei poveri cristi, ma che contrastasse il crimine di chiunque, anche dei potenti, una Forza che mettesse tutti sullo stesso piano e che permettesse ai poveri di appellarsi alla giustizia anche contro chi aveva la possibilità di pagare guardie armate. La Forza Pubblica doveva permettere alla contadina stuprata di non sentirsi minacciata in caso di denuncia nei confronti di un nobile, doveva consentire il ricorso alla giustizia all’uomo umile che si vedeva depredato ingiustamente di un campo, o dei suoi pochi mezzi di sostentamento.

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