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A Lione è in corso la manifestazione di protesta contro la realizzazione della Tav, a circa un chilometro dalla prefettura du Rhone, sede del vertice Italia-Francia che ha confermato la realizzazione dell’opera. Qualche tafferuglio è scoppiato a Lione nella piazza davanti alla vecchia stazione ferroviaria des Brotteaux, dove sono riuniti un migliaio di oppositori italiani e francesi alla Torino-Lione. Arrivati con 12 pullman, circa 600 italiani dalla Val di Susa hanno provato ad unirsi ai 300 francesi per inscenare un corteo, ma la manifestazione non è stata consentita dall’importante schieramento di gendarmi e polizia in assetto antisommossa.

A Livorno, al termine di un corteo non autorizzato, scatta l’assalto alla prefettura: sotto assedio.


pubblicato da Libero Quotidiano

Livorno, assalto alla prefettura: sotto assedio

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Le tensioni con le forze dell’ordine erano cominciate due giorni fa quando era stato impedito ad una trentina di persone di entrare all’interno del terminal del porto di Livorno per contestare il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Sabato un presidio-corteo non autorizzato, convocato da parte di antagonisti proprio per i fatti accaduti venerdì e a cui avevano aderito gli anarchici, era finito con uno scontro tra manifestanti, polizia e carabinieri con due anarchici finiti in ospedale. Ieri pomeriggio la protesta è sfociata in un assedio alla prefettura da parte di 600 manifestanti tra antagonisti e anarchici che avevano sfilato in città dietro lo striscione “Livorno non si piega”. 

Assalto alla prefettura – Tutto è accaduto intorno alle 18: sotto il Palazzo del Governo sono state lanciate pietre, mattoni, bombe carta, palloncini pieni di vernice bianca, anche un transenna, contro polizia e carabinieri, poi riparatisi dentro la prefettura. Alcuni agenti sono stati medicati per qualche contusione dalle ambulanze intervenute, in 7 sono stati accompagnati al pronto soccorso per essere refertati. Secondo gli organizzatori della protesta, anche due manifestanti sono rimasti feriti. In una nota firmata da Collettivo anarchico libertario e della Federazione anarchica livornese, i manifestanti hanno dichiarato: “I fatti del pomeriggio di sabato sono di una gravità estrema: quella a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria aggressione a freddo da parte di polizia e carabinieri, qualcosa a cui la città di Livorno non è certo abituata”, con un carica partita “in modo del tutto immotivato” e nelle quale “vengono manganellati alla rinfusa manifestanti e passanti. Due persone finiscono all’ospedale”. “Ma forse – conclude la nota – è proprio l’anomalia Livorno che va normalizzata in un momento in cui le direttive governative sono chiaramente indirizzate in senso repressivo verso qualsiasi tipo di manifestazione di dissenso”. Secondo le forze dell’ordine, i manifestanti però erano armati di spranghe e bastoni.

Attacco squadrista – “I poliziotti sono stati vittime di un attacco vigliacco, squadrista e gratuito. Gente che si definiva pacifica è venuta armata di bastoni, picconi e taniche di vernice che ci ha tirato addosso”, ha affermato il segretario provinciale del sindaco di polizia Sap di Livorno Luca Tomasin. “Dobbiamo ringraziare il questore vicario, Paolo Rossi”, ha spiegato Tomasin, “per come ha gestito la situazione e l’intero servizio, altrimenti sarebbero potute finire peggio per noi. La polizia si è comportata nel miglior modo possibile, nessuna provocazione da parte nostra e chi lo dice mente sapendo di mentire. È stata scritta una pagina nerissima oggi a Livorno dove a subirne le spese sono stati ancora una volta i poliziotti. Siamo già al lavoro per assicurare i colpevoli alla giustizia”.

Assedio alla prefettura di Livorno. Protagonista un corteo di circa 200 persone riconducibili agli ambienti anarchici e antagonisti che sotto il Palazzo del Governo ha lanciato pietre, mattoni, bombe carta e palloncini pieni di vernice bianca contro polizia e carabinieri: agenti e militari hanno dovuto riparare all’interno della Prefettura. Alcuni poliziotti sono rimasti contusi e sono stati curati da sanitari del 118: 7 di loro sono stati accompagnati al pronto soccorso per essere refertati. Anche due fotografi sarebbero stati aggrediti e ad uno è stato rotto l’obiettivo della macchina fotografica. Il corteo (che in tutto contava circa 600 persone, 200 delle quali hanno partecipato all’assedio della prefettura) aveva sfilato in centro dietro lo striscione “Livorno non si piega” dopo un primo corteo non autorizzato sfilato sabato sera per fermare il quale le forze dell’ordine avevano caricato. La manifestazione di oggi, insomma, è nata come ulteriore reazione dei partecipanti a quella prima protesta. 

Ministero della Difesa, dei Beni Culturali, dello Sviluppo Economico, dell’Economia. Ma anche Rai, Comune di Roma, Regione Lazio, Inps e altri. Su tutti questi vigila la Sipro alla quale però è stato sospeso il certificato antimafia. Di certo la sicurezza dei palazzi di queste istituzioni non è mai stata messa a repentaglio, ma restano i dubbi. Sul punto hanno insistito di nuovo nei mesi scorsi due deputati del Pd, Jean Leonard Touadi e Walter Veltroni, con un’interrogazione al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. A distanza di cinque mesi però dal Viminale ancora nessuna risposta. L’occasione venne data dall’arresto, avvenuto in quei giorni, nell’ambito di un’operazione antiusura, di Vittorio Di Gangi, detto Er Nasca, vicino alla banda della Magliana. Vittorio è il fratello di Salvatore Di Gangi, ex patron della Sipro, e anche lui in passato avrebbe avuto frequentazioni con la mala romana (socio nel consorzio Pegaso del prestanome del cassiere della banda della Magliana, Enrico Nicoletti). La Sipro però – come ha prontamente fatto sapere la stessa – non è stata minimamente coinvolta nelle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, che hanno portato all’arresto di Er Nasca.

Altri guai lambiscono l’immagine “senza macchia” di Beppe Grillo. L’ultimo cattivo pensiero glielo “regala” la figlia, Luna Grillo, che nel corso di un controllo è stata trovata con due dosi di cocaina, rispettivamente da 0,3 e 0,16 grammi. La figlia del leader del Movimento 5 Stelle è stata segnalata alla Prefettura di Rimini come assuntrice di sostanze stupefacenti, il provvedimento amministrativo che scatta quando un soggetto viene trovato con dosi di droga che rientrano nei limiti dell’uso personale. Luna, cantante di 32 anni, è stata fermata da una volante della Questura di Rimini nella serata del 7 novembre, ma la notizia si è diffusa soltanto oggi, mercoledì 15 novembre. Nel dettaglio, la notizia è stata riportata dalla stampa locale. La figlia di Beppe Grillo si trovava in auto in piazzale Tripoli. Fermata dai poliziotti, ha consegnato di sua spontanea volontà i due involucri con la modica quantità di coacaina, che deteneva, ha specificato, per “uno personale”. In automatico, come detto, è scattata la segnalazione alla Prefettura.

 

 

Al “no” della Prefettura alla richiesta di status da rifugiati politici hanno cercato un altro modo per restare in Italia: farsi arrestare. Per questo una trentina di migranti nordafricanti hanno fatto irruzione nei locali dell’Ufficio immigrazione della Questura di Napoli in via Galileo Ferraris: il bilancio è stato di circa dieci agenti feriti, un’auto della polizia danneggiata e alcuni immigrati contusi. Gli extracomunitari fanno parte di un gruppo di 1.200 persone alloggiato in strutture ricettive di Melito, comune a Nord del capoluogo partenopeo, in attesa dell’esito di un ricorso presentato dopo un primo rifiuto della commissione territoriale alla concessione dello status di rifugiato. Ora chiedono di essere arrestati per poter rimanere in Italia; in questo contesto potrebbe essere nata l’idea del blitz alla Questura.

“Perché io so io, e voi non siete un cazzo”! La lezione del Marchese del Grillo è sempre attuale. Da Palazzo della Foresteria, sede della Prefettura di Napoli, ce ne arrivano le dimostrazioni. Peccato per il signor prefetto di Napoli, Andrea De Martino, che dopo anni di onorata carriera sta per andare in pensione ma verrà ricordato solo per i disastrosi autogol che hanno marchiato gli ultimissimi giorni di permanenza in carica.

Prima quel terribile e sproporzionato cazziatone contro un mite, amato e coraggioso parroco di periferia, don Maurizio Patriciello, che combatte i roghi tossici della Terra dei Fuochi contro la violenza della camorra e i ritardi delle istituzioni, quelle stesse istituzioni che il signor prefetto ritiene vengano ‘offese’ perché il prete si è rivolto verso la dottoressa Pagano chiamandola ‘signora’ e non ‘signora prefetto’.

“L’ordine pubblico è regolato dalla prefettura e dalla questura, solo loro hanno il potere di fermare un evento come quella del circo”. Dopo la manifestazione degli animalisti, che ieri sera hanno chiesto lo sgombero del tendone di Aldo Martini, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, difende l’operato del Comune. E spiega perché, nonostante l’ordinanza municipale, gli spettacoli con gli animali siano proseguiti regolarmente. “Noi, come Comune, siamo andati avanti dal punto di vista delle denunce – ha chiarito – perché l’ordinanza vieta di portare animali sul territorio di Parma. Ma non possiamo bloccare nessuno. Quello è un compito che spetta solo a prefettura e questura”.

E’ praticamente blindato sin dalle prime ore di stamani gran parte del centro di Taranto per il vertice in prefettura sull’Ilva con i ministri dell’Ambiente Clini e dello sviluppo Economico Passera. Tutte le strade e l’area intorno alla Prefettura sono delimitate da transenne e sorvegliate da un imponente schieramento di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Misure particolari sono state decise dal questore di Taranto Enzo Mangini per evitare che vi siano tensioni in concomitanza con le manifestazioni già annunciate dei vari gruppi ambientalisti come era avvenuto il 2 agosto, quando l’iniziativa promossa dai sindacati fu interrotta da alcune decine di contestatori.

Gli incontri in prefettura avranno inzio alle 11,30 e andranno avanti sino al primo pomeriggio. Sono previste una serie di audizioni a cominciare dai rappresentanti di Regione Puglia, Comune e Provincia di Taranto, Autorità portuale. Successivamente sarà ascoltato il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante e a seguire Confindustria e sindacati nazionali e, infine, l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro che ha più volte sottolineato la necessità di tenere insieme il lavoro e l’ambiente.   La manifestazione degli ambientalisti si svolgerà a circa 6-700 metri di distanza dalla Prefettura in piazza Immacolata. Qui è previsto un presidio di Legambiente per consegnare ai cittadini e alla stampa la lettera inviata dal presidente nazionale Cogliati Dezza ai ministri Clini, Passera e Severino. 

In piazza Immacolata manifesteranno anche quanti aderiscono alla protesta del comitato “Cittadini liberi e pensanti” che inizialmente aveva scelto piazza Castello dov’è la sede del Municipio. Da qui sarebbe dovuto partire un corteo diretto verso la Prefettura ma è stato vietato dal questore per motivi di sicurezza. Sono già in piazza tanti giovani con magliette verdi del comitato liberi e pensanti o con scritte “stop all’inquinamento” e “Taranto ribellati”.   Infine i sindacati metalmeccanici Fim Cisl e Uilm hanno indetto per stamani dalle 10 alle 12 altre due ore di sciopero all’Ilva con assemblea sulla statale Appia all’altezza del siderurgico.

 Intanto sono saliti a 13 gli indagati nella fase 2 dell’inchiesta della Guardia di Finanza sull’Ilva di Taranto. Nel mirino chi doveva controllare e invece non lo ha fatto. Accanto ai vecchi dirigenti dell’Ilva, ci sono politici e funzionari pubblici: per loro il reato contestato è corruzione e concussione. Leggendo le pagine del rapporto dell’aprile del 2011 depositate al Tribunale del Riesame appare chiaro come l’Ilva sia riuscita a “legare alla sedia” gli ispettori. E a controllare sempre i controlli. E i controllori.

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