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All’anno guadagnano 380mila euro lordi. Tutti insieme invece i 901 diplomatici italiani in giro per il mondo costano 184 milioni di euro allo Stato. Difficile da credere ma il loro stipendio è più alto di quello dei capi di Stato.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Italia: ambasciatori prendono più dei capi di Stato

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Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

In un post precedente, vi ho raccontato qualcosa dei meccanismi per i quali si prendono molto spesso decisioni sbagliate. Oggi, volevo ritornare su questo argomento entrando un po’ più nei dettagli.

E’ una storia che ha inizio con l’ingresso dei computer digitali nella ricerca scientifica e che ha cambiato profondamente tante cose. Avrete certamente sentito parlare di caos, frattali, sistemi auto-organizzati e cose del genere. Sono tutte cose che vengono da studi fatti al computer – non sarebbe mai stato possibile scoprirle usando carta e penna.

Babbo Natale si porterà via il programma di Geppi Cucciari, G’Day in onda tutti i giorni su La7. Gli ascolti del resto sono molto deludenti, inchiodati al 2,2% di share, anche se il programma è ben fatto e condotto. Per questo Paolo Ruffini, direttore della rete, riporta oggi il Corriere della Sera, ha comunicato che “nel 2013 nell’ambito di un ridisegno complessivo del palinsesto, Geppi Cucciari sbarca in prima serata con un programma tutto suo, sia in primavera che in autunno”. 

G’Day, invece, “si ferma il 21 dicembre”. Al suo posto, da gennaio, ci saranno le sorelle Parodi che diventeranno le signore del pomeriggio. Sia il programma di Cristina (che avrà uno studio rinnovato) sia quello di Benedetta, si allungheranno fino a lasciare il posto al tg di Enrico Mentana. In realtà anche gli ascolti delle due Parodi non si discostano molto da quelli di Geppi ma evidentemente la rete, crede che il pomeriggio in versione più familiare possa far crescere il numero di telespettatori.

La crisi secondo Michaela Biancofiore. La fedelissima di Silvio Berlusconi, ospite del programma L’aria che tira su La7, torna sull’argomento prendendosela con i clienti di un bar di Roma: “C’era gente che alle 10 del mattino beveva un cappuccino invece di lavorare”. 

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Un anno dopo la famosa frase sui “ristoranti sempre pieni” dell’ex premier, l’onorevole, ospite della giornalista Myrta Merlino esprime il suo parere sulla crisi e spiazza tutti. 


pubblicato da Libero Quotidiano

Biancofiore come Berlusconi: "Ma quale crisi? Alle 10 tutti prendono cappuccio e brioche al bar"

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“Cisl e Uil servi dei padroni”. E’ lo striscione esposto dai manifestanti aderenti al ‘Collettivo Militant’ che questa mattina hanno partecipato al blitz presso le sedi della Fim Cisl e della Uilm di Roma. “Questa mattina una ventina di precari, disoccupati e lavoratori a nero hanno accolto i continui   inviti di padroni e governo ad essere meno choosy nella scelta del lavoro e si sono reinventati come interior designer della sede romana   di Fim e Uilm – si legge in un volantino del Collettivo Militant -. Visto l’amore per il giallo padronale di Bonanni ed Angeletti i militanti hanno dato un tocco di colore a dei locali altrimenti cupi aggiungendo delle nuance di giallo uovo e giallo vernice e qualche tocco di rosso kaki”.

Il bilancio è stato di un impiegato spintonato e gli uffici dei due sindacati danneggiati con vernice rossa sui muri e vetri rotti alle porte e alle finestre. Di “aggressione squadristica” parla una nota congiunta di Fim- Cisl e Uilm-Uil di Roma. “Si tratta di un episodio di violenza e   di intimidazione grave e preoccupante – evidenziano le due confederazioni – che ancora una volta colpisce le sedi sindacali della  Cisl e della Uil, alla vigilia di una giornata di mobilitazione europea sui temi del lavoro a cui tutti i sindacati hanno aderito”. Cisl e Uil, assicurano, “non si faranno intimidire da chi vuole  seminare un clima di paura, di intolleranza e di odio nel nostro   paese”. Per protestare contro questo ennesimo vile episodio, Cisl e   Uil hanno organizzato stasera un presidio alle ore 18,30 davanti alla   sede del Ministero dell’interno a cui parteciperanno anche i segretari  generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Immediata solidarietà anche da parte del segretario delal Cigl, Susanna Camusso che ha assicurato la partecipazione del suo sindacato alla fiaccolata. 

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Brasile 2014, gli stadi del mondiale prendono forma

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Un prefetto è per sempre. E allora, sotto con altri trenta. Il governo mette alla porta 24mila dipendenti pubblici e la lascia aperta per pochi, costosissimi, dirigenti del Viminale. In Gazzetta Ufficiale spunta un bando di concorso per 30 posti per “l’accesso alla qualifica iniziale della carriera prefettizia”, uno schiaffo alla spending review e al fantomatico piano per la riduzione delle province. Lì si licenzia, qui si assume. Un privilegio concesso ai rappresentanti di una casta di Stato rimasta nell’ombra e resistente a tutto, anche alla scure dei tecnici. Intoccabili, ben pagati e spesso impuniti se condannati e perfino premiati.

I potenziali acquirenti prendono la decisione più saggia per fare cassa: vendere l’ormai vecchio modello del tablet – uscito appena sei mesi fa -, nell’attesa che il prossimo 2 novembre esca l’ultima versione.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Esplode la febbre per il mini iPad: rivendite online balzano +1.000%

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“Mi hanno detto 6.800 euro, una cifra molto modesta”. Non si vergogna di dirlo Mario Tassone, deputato dell’Udc ospite a “24 Mattino” su Radio 24 che ha risposto così alla domanda su quanto ammonti il vitalizio che lo attende. 

“Se lei pensa quanto prendono gli amministratori dell’Enel, delle ferrovie – ha aggiunto Tassone -. Dopo quarant anni prendo cosa? 6.800 euro, peraltro lordi con altre situazioni che porteranno a decurtazioni. Vorrei avere l’indennità di un direttore di un giornale”. Infine, con insistenza: “Lei lo sa che i direttori, soprattutto della Rai, prendono 15, 20 mila euro anche quando non sono più direttori?”. Verrebbe da dirgli: “Lei lo sa come fa a campare un vecchietto con la minima?”. 

 

Il governo aumenta le tasse, taglia tutto, parla di spending review e rigore e il Parlamento cosa fa? Stanzia cinque milioni e mezzo di euro per un parcheggio. Ma non un parcheggio che serve ai romani, ai pendolari, ai disabili. Bensì a loro soltanto. Perché parliamo del posteggio di Montecitorio. Un tot di posti auto che andranno a migliorare la qualità della vita dei “poveri” deputati che la macchina non sanno proprio dove metterla. Perché, “i deputati devono pur essere messi in condizione di andare a lavoro”. Prendere i mezzi pubblici neanche a parlarne, tanto i deputati se pure mettono la macchina dove non devono non prendono nemmeno le multe perché i vigili chiudono un occhio o li avvisano direttamente al telefono. 

Che gentilezza – Ne parla candidamente a Il Messaggero un deputato del Pdl, fra i firmatari del bilancio della Camera: “Dei 360 deputati in 300 raggiungono la Camera in auto o moto, poi ci sono gli impiegati. Prima parcheggiavamo in uno spazio sulla piazza, poi ci fu tolto con una delibera del I municipio”. Del resto “i mezzi pubblici non funzionano bene e dobbiamo consentire ai deputati e agli impiegati di andare a lavoro”. Che i cittadini “normali” si sveglino presto e si arrangino, poco importa. Loro devono mantenere i propri privilegi. Compreso il fatto di trasgredire il codice della strada e uscirne indenni. “Dobbiamo ringraziare i vigili urbani della zona che sono molto cortesi: spesso e volentieri prima di fare la multa ti chiamano e ti dicono di spostare la macchina”. 

Conclusione: “C’era l’ipotesi di creare un parcheggio multipiano in un edifico abbandonato vicino, ma sa, con la spending review mica ce l’abbiamo i soldi”. Cinque milioni e mezzo di euro, poi, rischiano di “non bastare”. 

 

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