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presidente

 

In Egitto la tensione ormai è salita alle stelle. La polizia ha sparato lacrimogeni sui manifestanti davanti al palazzo del presidente egiziano Mohamed Morsi mentre tentavano di scavalcare le barriere in filo spinato. Alcune persone sono rimaste intossicati dai gas. Il presidente egiziano Morsi, valutando la situazione come rischiosa, ha lasciato il palazzo presidenziale dopo che manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia. “Il presidente ha lasciato il palazzo”, ha detto una fonte presidenziale, che non ha voluto essere identificata. Anche una fonte della sicurezza ha detto che il presidente ha lasciato l’edificio. Alcuni manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia che stava proteggendo il palazzo e sono arrivati a protestare sotto le mura del palazzo. Insomma Morsi sarebbe fuggito in un luogo più sicuro. Le forze di sicurezza si sono ritirate dal perimetro esterno del palazzo presidenziale di Mohamed Morsi dove si sono radunate decine di migliaia di manifestanti. Lo riferisce la tv di stato egiziana. ”Il popolo vuole la caduta del regime”, “vattene“, “Sei tu che te ne devi andare , noi restiamo”,  hanno gridato i manifestanti. In movimento varie marce organizzate dal Fronte di salvezza nazionale per protestare contro il decreto presidenziale di Morsi e la costituzione approvata quattro giorni fa. Morsi ha intanto presieduto una riunione al palazzo presidenziale di Ittahadeya in vista del referendum costituzionale del 15 dicembre. 

 

E’ uscito, in questi giorni, il primo libro di Alessandra Pauncz, psicologa fiorentina,operatrice, per 15 anni, del Centro Antiviolenza Artemisia, presidente del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti (C.A.M.) prima realtà italiana ad occuparsi della presa in carico degli uomini autori di comportamenti violenti. Il libro Trasformare il potere è edito da Romano Editore presso cui è reperibile oppure è ordinabile in tutte le librerie.

Il titolo è indicativo di cosa succeda all’interno di una relazione affettiva quando la violenza prende parte alle dinamiche di coppia. Il maltrattamento è uno squilibrio di potere. Trasformare il potere si riferisce sia allo spostamento necessario perché la relazione diventi egalitaria, sia alle trasformazioni sociali necessarie perché la violenza contro le donne venga eliminata.

Quella esercitata dalla Federazione italiana hockey e pattinaggio (Fihp), guidata da quasi vent’anni dall’onorevole del Pdl Sabatino Aracu, è l’esempio “di mala gestio” che, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012, il procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis, aveva citato nella sua relazione. Accuse che tuttavia non hanno fatto desistere il deputato pidiellino dal ricandidarsi per l’ennesima volta alla presidenza della Federpattinaggio. E lo scorso 25 novembre l’assemblea ordinaria elettiva – visto che era l’unico candidato – non ha potuto che confermarlo per un altro quadriennio. Il suo sembra quasi un atto di gratitudine verso quello sport che gli ha dato tante soddisfazioni: atleta in nazionale per dieci anni e quattro volte campione d’Europa. “Il pattinaggio mi ha dato tutto”, confessa Aracu a ilfattoquotidiano.it. Anche un posto in parlamento: “Sono uno sportivo che ha trovato sbocco in politica”.

“La sanità pubblica chiamata a ripensarsi in vista di una rimodulazione e di adattamenti di cui dobbiamo avere consapevolezza. Dobbiamo imparare a gestire il divenire del processo demografico in corso in modo più efficiente“. E’ quello che ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo alla cerimonia di chiusura dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo. Il capo del governo torna quindi a parlare del sistema sanitario nazionale dopo che qualche giorno fa ha lanciato l’allarme giudicandolo a rischio.

Non sappiamo se il presidente Napolitano deciderà di dare la grazia al direttore Sallusti. Peraltro i comportamenti tenuti dal direttore del Giornale, la finta evasione, l’arresto successivo rischiano di rendere, anche dal punto di vista tecnico, difficile la concessione della grazia medesima.

Nel frattempo il giudice Cocilovo, proprio quello che era stato diffamato dal Giornale e che non hai mai ricevuto un biglietto di scuse, ha dichiarato: “Non ho intenzione di porre ostacoli, non credo al carcere come strumento di educazione…”. Se e quando dovesse essere concessa la “grazia” a Sallusti, sarà davvero il caso di concedere a Cocilovo almeno un “grazie”.

 

«Napolitano tiralo fuori». Con questo titolo, domenica, «Libero» ha rivolto formalmente al capo dello Stato domanda di grazia per Alessandro Sallusti, il direttore del «Giornale» arrestato per un commento che non ha scritto. Subito è arrivata anche la risposta dei lettori: in migliaia ci hanno scritto per sottoscrivere l’appello al presidente della Repubblica. 

“Sallusti Libero”, appello a Napolitano:
scrivete una mail con nome e cognome
a sallustilibero@liberoquotidiano.it

oppure spedisci un fax: 02 999 66 264

Ecco il primo elenco di nomi:

Bianca Abruzzese

Flavia Agostinelli

Maria Pia Agostini

Nadia Agosto

Ruggero Agrati

Rocco Albarosa

Flavio Alessandro Amoroso

Cecilia Ampollini

Gianfranco Andreazza

Fernando Andrini

Angela Angeli

Massimo Angellotti

Vittorio Emanuele Angiolin

Valentina Annichiarico

Angelo Antonacci

Stefano Antonelli

Felice Antonini

Micaela Arboscelli

Emanuela Argenti

Edoardo Argentino

Augusto Armand

Bruno Babini

Giorgio Bacigalupi

Nicola Kramer Badoni

James Baker

Claudio Baldini

Roberto Balena

Marco Balestra

Maurizio Ballarin

Anna Bani

Giorgio Bandera

Franco Barbazza

Barbara Barisani

Marianna Baroli

Mariella Baroli

Luciano Bartoccini

Roberta Bartolini 

Franca Baroni Battelli

Maria Grazia Bazzardi

Roberto Becchetti

Michele Bechis

Maria Antonietta Bellisari

Gabriella Belluati

Paolo Beltrame

Luca Berardi

Oscar Bertagnin

Antonio Bertocci

Valter Bertoli

Bruna Bertolino

Federico Bertolino

Barbara Bertuzzi

Barbara Binda

Emilio Boccaletti

Maurizio Boldrini

Emanuela Boletta

Roberto Bolgia

Riccardo Bonfanti

Emilio Borghini

Natalina Boschi

Elisabetta Boschieri

Pietro Bramanti

Igor Brumana

Romolo Bruttomesso

Enrico Buoncompagni

Claudia Calciano

Giorgio Cadadei

Valeria Cadoni

Lucia Calderaro

Franca Calò

Elda Calza

Margherita Campanella

Giuseppe Camporeale

Giovanni Canali

Bruno Cannizzaro

Marta Cantoni

Laura Canu

Giancarlo Caporali

Ottavio Cappellini

Simonetta Capri

Carlo Carapelli

Maria Antonietta Cardarilli

Claudio Carioni

Domenica Carrara

Giovanna Carrara

Giuseppina Carta

Sebastiano Carta

Stefano Carta

Tania Carta

Stefania Casalbuoni

Tiziano Casarini

Aldo Castellari

Fabio Castiglione

Claudia Castiglioni

Manlio Casula

Fabio Catania

Pietro Cattaneo

Andrea Cau

Elena Cavalieri

Sara Cavina

Luigi Cazzola

Paolo Cecco

Giuseppe Celeste

Claudio Ceria

Carlo Cerofolini

Eugenio Cervo

Cinzia Chendi

Maristella Chiarello

Antonio Chiechio

Franco Chini

Fabrizio Ciampoli

Simone Ciccioli

Enrica Ciocca

Paolo Cipolla

Fabrizio Cobru

Stefano Colombara

Mattia Colombo

Anna Maria Corolaita

Chiara Corolaita

Carmen Cavuoto

Claudio Corti

Azzurra Cortinovis

Antonio Costantino

Maurizio Cova

Maria Ernestina Crosta

Daniela Cucchio

Elio Culot

Marina D’Agosto

Giuseppe D’Eredità

Anna Maria D’Urbano

Paola Dal Col

Aldo Dal Gobbo

Alex De Berti

Franco De Felice

Francesco De Florio

Silvana De Gasperin

Vittorio De Rasis

Giampaolo Del Mastio

Ada Comei Dell’Oro

Katia Dell’Orto

Cesco Della Zorza

Corrado Deiana

Patrizia Di Dio

Carmela Anna Di Grazia

Luciana Di Marco

Andrea Di Pauli

Andrea Di Tomasi

Silvano Donati

Agnese Econimo

Giovanni Elena

Carmine Elia

Giovanni Esempio

Maria Rita Esempio

Paola Esposito

Silvia Esposito

Natalia Fabbro

Piergiorgio Falcade

Massimo Falci

Mauro Farina

Luigi Fassone

Luigi Favali

Damiano Favaloro

Adele Ferraro

Benny Ferraro

Luisa Ferretti

Franco Ferri

Giuseppe Ferrone

Mario Fila

Angelo Filippazzi

Giovanni Filippone

Giancarla Fini

Maria Gabriella Finizio

Raffaele Fiocca

Filippo Fois

Andrea Formiconi

Fernando Fornaciari

Daniela Foti

Agostino Franco

Antonio Fronzuti

Luisa Frossi

Pietro Gagliardi

Marco Gaiani

Paolo Galassi

Filippo Mattia Galletti

Antonio Gallo

Silvia Garnero

Marie Francoise Geronimi

Diana Ghillany

Matteo Giacalone

Francesco Giannatiempo

Gemma Gianola

Fabio Giarda

Davide Gigli

Eugenio Giussani

Franco Gonzato

Fabio Gordini

Annalisa Grego

Giuseppina Grossi

Luisa Gualdi

Paola Fantoni Guerci

Maria Teresa Guerra

Bruno Guerriero

Daniela Guerrini

Antonio Iannaccone

Giovanni Indulti

Giuseppe Infante

Serafino Introcaso

Maria Ioppi

Guido Iusso

Tatjana Josipovic

Rosario La Delfa

Giuseppe Lucio La Pila

Paola Laghi

Gianluigi Laguardia

Valter Lamberti

Agostino Landoni

Luisa Lattenero

Sergio Lenassi

Stefania Lensi

Roberto Lenzi

Barbara Leoni

Giampiero Leoni

Vittorio Liberanome

Lorena Lion

Antonietta Lissoni

Gianna Liverani

Maurizio Lo Verso

Benedetto Loffredo

Marco Lombardi

Antonella Luppoli

Massimo Luzi

Maria Maddalena Maino

Virginio Maggi

Franco Maiani

Brunella Mainardi

Antonio Malavasi

Giuseppe Mallarino

Filippo Maltempi

Laura Manca

Isabella Manfredini

Francesco Mangascià

Franco Mantovani

Giuseppina Manzoni

Anna Marchese

Paolo Augusto Marchiol

Giuliano Marconi

Ugo Marconi

Bruno Carapellese Marino

Marilena Marsalona

Arnaldo Martegiani

Dario Boggio Marzet

Ottavio Meggiorin

Roberto Melis

Paolo Melli

Anna Merli

Luca Merli

Ivana Merlonghi

Marinella Meroni

Luca Meschiari

Giorgio Diego Mesiti

Pietro Meucci

Barbara Micheletti

Luigina Michelon

Fulvio Michieli

Aris Mihich

Luca Miorini

Paolo Molin

Oscar Moccia

Antonia Monteleone

Giampaolo Monteleone

Francesco Monti

Giovanna Monti

Rita Monti

Simona Monti

Gabriella Monticelli

Raffaella Morabito

Lucia Morandi

Angelo Morelli

Luca Morelli

Maurizio Moretti

Walter Moretti

Gianni Moretto

Silvia Moretto

Olimpia Morollo

Gualtiero Mortini

Rodolfo Moschetta

Gavino Mura

Giuseppa Naldoni

Romeo Nardin

Giulio Nava

Vittorino Navarra

Roberto Neri

Valente Nicastro

Francesco Nicolosi

Carlo Giovanni Nobile

Piera Nocchi

Tristano Onofri

Nello Oprandi

Stefano Oradini

Giorgio Ottaviani

Gabriella Pacchioni

Giuseppe Pagliarini

Galgano Palaferri

Bianca Palazzin

Vincenzo Palazzo

Cinzia Paltretti

Nicola Pambakian

Tullio Papa

Alfredo Parlavecchio

Giorgio Parodi

Paolo Pascucci

Rossana Patelli

Nicola Paternò

Enrica Pavesi

Giovanni Pedrazzo

Ivanoe Pellerin

Arnaldo Pelliccioni

Gianna Pengo

Giuliana Peppoloni

Daniela Perissinotto

Laura Perotti

Vera Perotti

Arcangelo Perrini

Angelo Peruzzini

Maurizio Macciotti Piacenza

Fabrizio Piccinelli

Danilo Piccolo

Daniela Pierini

Claudio Pietri

Gisella Pievaioli

Marina Pinna

Fiorella Piras

Beniamino Piroddi

Libera Pirola

Marco Pisu

Italo Pizzoccheri

Felice Poggi

Daniela Portaluppi

Fabio Pozzoni

Beniamino Principe

Remo Protti

Roberto Puntoni

Michele Putzolu

Paul André Quaglia

Michele Racioppi

Giuseppe Rango

Rosanna Ramazzotti

Pietro Ranzani

Claudio Rau

Mirko Ravaioli

Giuseppe Ravasini

Miriam Ravasio

Riccardo Razzoli

Letizia Renella

Roberto Repetto

Mauro Riccadonna

Emma Virginia Ricci

Anna Maria Ricciardelli

Giacobbe Rizzato

Roberto Roccati

Gabrio Roggero

Romana Romani

Patrizia Rombolacci

Lorenzo Ronchini

Franco Luigi Rossetti

Francesco Rossi

Guglielmo Rossi

Paolo Rossi

Fabio Rossini

Alberto Rota

Stefano Rotelli

Maria Elena Ruggiano

Alberto Rocco Maria Sala

Gabriele Sagona

Marco Sandroni

Oreste Sandroni

Edda Sannicolò

Vilma Sannicolò

Gabriele Sant’Angelo

Antonio Santambrogio

Luigi Santambrogio

Stefano Santangelo

Mario Santeusanio

Michele Santillo

Carmelo Santonocito

Maria Saurgnani

Angela Scardovi

Lina Schembari

Ariella Scuderi

Tina Serra

Jan Settemberg

Rolando Shamà

Vincenzo Solla

Armando Soragni

Silvano Sotgiu

Filippo Spagnoli

Roberto Spagnoli

Gianni Spaldi

Matteo Spaziante

Luigi Spinelli

Mauro Stalder

Giuseppina Stracuzzi

Martina Strozzi

Arnaldo Tamburini

Aurelio Tinaglia

Raffaele Tiscar

Licia Tomacelli

Carlo Attilio Tommasi

Susi Tondini

Elisabetta Toniolo

Ruben Tosi

Ivica Ursic

Antonio Vacca

Susanna Valeriani

Andrea Vargiu

Alfredo Varvello

Valentino Vento

 

Il decreto Ilva è stato emanato dal capo dello Stato ed è legge. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha emanato questa sera il dl recante “disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale” nel testo trasmesso oggi dalla Presidenza del Consiglio. 

Nubi sull’antitrust. Proprio chi deve garantire la concorrenza leale nel mercato senza che qualcuno si possa avvantaggiare su qualcun’altro a quanto pare non vigila bene sui concorsi. Quelli proprio dell’antitrust. Leggendo la graduatoria del concorso per cinque funzionari a tempo determinato badito dall’Autorità garante della concorrenza, è impossibile che l’occhio non cada su un nome: Marco Lo Bue. Il nome apparentemente ai più può anche non dire niente ma se consideriamo il nome del presidente dell’antitrust, Giovanni Pitruzzella, le cose cominciano ad essere chiare. Pitruzzella è uno dei più importanti avvocati palermitani. Ha uno studio nel capoluogo siciliano. E guarda caso Marco Lo Bue è stato uno dei suoi allievi. “È essenziale che qualsiasi selezione sia imparziale e trasparente. Per garantire questo ho scelto di non avere alcun contatto con i membri della Commissione. Comunque la si voglia pensare sono certo che la Commissione abbia selezionato i candidati più meritevoli”,  afferma il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella. 

Amicizie ambigue Intanto Marco Lo Bue, nel concorso si è classificato al quarto posto, ma è il più giovane dei cinque. È nato a Palermo il 9 maggio 1984 e a dispetto dei 28 anni di età è già avvocato. La sua pagina su LinkedIn lo presenta come “avvocato presso lo studio legale Pitruzzella”. “Marco Lo Bue – precisa infatti il presidente dell’Antitrust – non ha mai svolto l’attività di avvocato presso il mio ex studio ma solo, come tanti altri giovani laureati ogni anno, una buona parte del praticantato necessario per sostenere l’esame professionale. Peraltro non mi risulta che eserciti l’attività di avvocato”. Aggiunge Pitruzzella: “Ovviamente lo conosco, perché nel 2009 sono stato per un periodo suo tutor nel ciclo di studi per il conseguimento del dottorato. Conosco, com’è noto, anche il padre con il quale ho fatto per circa un anno regate su una barca posseduta in società e di cui ho ceduto da tempo la proprietà”.  C’è un altro elemento che però getta ombre sulla correttezza del concorso. Il padre di Marco Lo Bue si chiama Giovanni Lo Bue. Insieme a Lo Bue senior, Giovanni Pitruzzella possedeva dal marzo del 2010 una società battezzata Vela e Natura. Lui aveva il 55 per cento, il padre di Marco Lo Bue il restante 45. A Vela e Natura avevano intestato la loro barca da regata. Poi Pitruzzella è stato nominato dal presidente della Camera Gianfranco Fini e da quello del Senato Renato Schifani presidente dell’Antitrust. A quel punto si è disfatto della partecipazione nella società. Il 25 novembre 2011, quattro giorni prima del suo insediamento all’authority. Indovinate  chi ha comprato il suo 55 per cento di Vela e Natura. Marco Lo Bue. Il giovane figlio del suo socio di regate, che un anno dopo avrebbe vinto il concorso da funzionario all’Antitrust.

Arriva il lombard. La nuova moneta, complementare e non sostitutiva dell’euro, sarà lanciata domani dal vice presidente e assessore all’Industria e all’Artigianato della Regione Lombardia, Andrea Gibelli. II circuito monetario locale imita esperienze già avviate in Europa come quelle del Wir svizzero, il Nantò francese, il Chiemgauer bavarese e il Bristol Pound inglese. “Il Lombard è pensato per le imprese, per immettere liquidità e risolvere uno dei problemi che attanagliano l’economia Lombarda” spiega Gibelli. “Una moneta virtuale che aiuterà l’economia reale, e che poi potrà essere convertita direttamente in euro tramite la Regione Lombardia, ma che nel frattempo potrà aiutare la circolazione di capitali”. In Svizzera il Wir è una moneta complementare utilizzabile dal 1934, riconosciuta da circa 75 mila imprese, e può contare sulla presenza di una Banca Wir, che offre servizi in franchi svizzeri ed in buoni Wir. 

Non si ferma la fuga dall’Italia dei valori. Dopo i deputati Massimo Donadi, Aniello Formisano, e il senatore Stefano Pedica, anche Franco Grillini, consigliere regionale dell’Emilia Romagna, ha annunciato di voler abbandonare il partito di Antonio Di Pietro. La scelta è già stata presa. “Ho comunicato ieri le dimissioni al presidente Di Pietro e alla coordinatrice regionale Silvana Mura. Ma si tratta di una separazione consensuale, da signori”.

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