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Roma, 5 dic. – (Adnkronos) – Il programma di difesa del Territorio (da dettagliare ogni anno definendo gli interventi in programma) sarà finanziato usando una parte dei proventi, il 40%, delle aste per i permessi di emissione di anidride carbonica, che la legge destina per almeno il 50% ad azioni contro i cambiamenti del clima. Un’altra quota delle risorse potrà venire dai carburanti, rimodulando diversamente gli oneri a parità di peso fiscale. E’ quanto prevede la bozza sulle ‘Linee strategiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio’ che il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha inviato al Cipe.

Nuova beffa del governo Monti: salta il fondo taglia-tasse nelle delega di riforma del fisco approvata dal consiglio dei ministri. La misura prevedeva di destinare i proventi della lotta all’evasione a futuri sgravi fiscali ma nella nota di Palazzo Chigi non ce ne è traccia. E il governo cerca di rendere più dolce l’ennesimo boccone amaro spiegando che “la delega verrà attuata a parità di gettito e quindi non si attende alcun aumento di pressione fiscale. Ovviamente – prosegue la nota di Palazzo Chigi – razionalizzare il prelievo in funzione dell’equità e della rimozione di distorsioni comporterà una redistribuzione del prelievo, ma questa resterà confinata all’interno dei singoli comparti”. L’esecutivo dei tecnici, insomma, garantisce di non aumentare ulteriormente la pressione fiscale per attuare la legge delega sul fisco, ma vaporizza la speranza di chi attendeva un fondo taglia-imposte da finanziare con i proventi dalla lotta all’evasione.

Tracciabilità pagamenti – Tra le altre novità previste nella legge delega, quella del potenziamento della “tracciabilità dei pagamenti e l’utilizzo della fatturazione elettronica”. La delega fiscale, inoltre, definisce metodologie di stima e rilevazione dell’evasione di tutti i principali tributi, attraverso il confronto tra i dati di contabilità nazionale con quelli dall’anagrafe tributaria. Questi risultati saranno calcolati e pubblicati ogni anno, con   partecipazione dell’Istat, dell’Amministrazione finanziaria e di altre  Amministrazioni pubbliche. Il provvedimento introduce anche l’obbligo   di redigere un rapporto annuale, all’interno della procedura di bilancio, sulla strategia seguita e sui risultati conseguiti.

Rapporto spese fiscali – Nell’ambito del monitoraggio e riordino dell’erosione fiscale, viene istituto l’obbligo di redigere, all’interno della procedura di bilancio, un rapporto annuale sulle spese fiscali (dove, per spese fiscali si intende qualunque forma di   esenzione, esclusione, riduzione dell’imponibile o dell’imposta, regime di favore) che sarà confrontato con i programmi di spesa. Si prevede la possibilità di costituire una commissione indipendente e di eliminare, ridurre o riformare le spese fiscali che appaiono in tutto o in parte ingiustificate alla luce delle mutate condizioni socio-economiche. E’ comunque fatta salva la tutela dei diritti fondamentali e delle finalità meritevoli: la famiglia, la salute, le situazioni di svantaggio economico o sociale, il patrimonio artistico e culturale, la ricerca e l’ambiente. Verrà anche razionalizzato e stabilizzato l’istituto del 5 per mille.

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