Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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Per almeno 12 anni, a Villa Adriana, frazione di Tivoli alle porte di Roma, la Trelleborg, situata in pieno centro abitato, ha prodotto pneumatici agricoli senza i permessi dovuti: 73 presse di vulcanizzazione, dove viene cotta la carcassa della gomma, hanno lavorato ininterrottamente senza le necessarie autorizzazioni. Almeno 12 anni perché le presse in questione erano presenti anche durante la precedente gestione Pirelli. Non solo: “Non ci risulta che l’azienda disponga dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale della Provincia di Roma – dichiara l’ingegnere Massimiliano Ammannito, presidente del Wwf di Tivoli – e abbiamo anche richiesto al Comune di Tivoli copia dell’Autorizzazione comunale all’esercizio dell’attività, di cui finora non siamo riusciti a trovare traccia. Purtroppo dagli uffici competenti non ci hanno ancora risposto”.

Chiedono l’autorizzazione per una discarica di rifiuti non pericolosi, ma negli allegati spunta l’amianto. E’ quanto è successo nella BAT (Barletta-Andria-Trani), provincia cassata dal decreto taglia province, che esalando il suo ultimo respiro si trova a dover decidere sul futuro di un intero territorio vocato al turismo e all’agricoltura di qualità.

Dopo l’uomo morto in auto a Capalbio, ci sarebbero altre tre persone decedute a causa del maltempo nel Grossetano. Da quanto emerso si tratterebbe di persone che erano a bordo di un’auto coinvolta nel crollo del ponte sul fiume Albegna, a Marsiliana, nel comune di Manciano, nella tarda serata di ieri. I soccorritori avrebbero individuato i corpi. C’è sempre attenzione, poi, per tre persone che risultano disperse nelle campagne di Albigna. I morti nel grossetano salgono così a quattro, dopo il 73enne deceduto ieri a Capalbio, mentre si trovava in auto, travolto da un torrente in piena. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Rosario Crocetta non fa eccezione. Spoil sistem anche per lui. Stavolta però quello che è successo a Palazzo d’Orleans sa di antica vendetta. Sabato il presidente si è insediato, domenica ha riposato e lunedì ha già fatto saltare la prima testa. E’ quella di Michelangelo Lo Monaco nominato commissario straordinario della provincia di Catania soltanto il 5 novembre scorso. A Catania Lo Monaco è stato messo da Raffaele Lombardo che dopo l’elezione di Crocetta. Il presidente uscente ha sfruttato la vacatio prima dell’insediamento di Crocetta e ha piazzato un altro dei suoi uomini. Crocetta gli aveva intimato di bloccare le nomine dopo l’esito del voto ma Lombardo ha fatto finta di non sentire. Così dopo essersi insediato Crocetta ha sostituito Lo Monaco con Antonina Liotta. Ma Lo Monaco non ci sta: “”Dopo un intenso lavoro che aveva cominciato a dare i primi risultati positivi per l’Ente Provincia Regionale di Catania – dice Lo Monaco – e per la comunità e per il quale ho registrato anche il consenso dei capigruppo consiliari, spiace prendere atto che il neo Presidente della Regione onorevole Crocetta abbia adottato il provvedimento di revoca, che dubito trovi fondamento giuridico”. La guerra fra vecchio e nuovo presidente è solo cominciata.

Nuovo allerta meteo ”di criticità elevata” dalle 14 di oggi alla mezzanotte di mercoledì 14. La Sala operativa unificata della Protezione civile regionale della Toscana lancia l’allarme. “Piogge e temporali forti” sono previste dalle 14 di oggi: l’allerta è valida per tutto il territorio regionale ad esclusione della Versilia e dei bacini del Serchio e del Bassoserchio, dove viene dichiarato uno stato di criticità moderata. La situazione è particolarmente critica in provincia di Grosseto: nella zona tra Albinia e Marsiliana l’esondazione di fiumi e torrenti ha costretto alcune persone a salire sui tetti delle abitazioni. Gli elicotteri della protezione civile sono all’opera per recuperare il maggior numero di persone possibile. A Orbetello, una donna di 73 anni è stata investita da un’onda d’acqua mentre era in auto: soccorsa dal 118, è stata trasferita in gravissime condizioni all’ospedale Misericordia di Grosseto.

Roma, 12 nov. – (Adnkronos) – E’ stimata attorno ai 30 anni la vita media di una cava che, una volta esaurita, può continuare a rappresentare una ferita nel paesaggio e nell’ambiente circostante. Oppure no. In Italia non mancano i casi di cave e miniere dismesse trasformate in parchi naturali, percorsi turistici e didattici, osservatori panoramici e dedicati al birdwatching. Molti ex cantieri per l’estrazione di materie prime, sottoposti a recupero ambientale, hanno infatti riacquistato valore e ora contribuiscono alla conservazione della biodiversità locale.

Ad esempio, quella che oggi si chiama “Oasi di Baggero” nel comune di Merone in provincia di Como, abitata da anatre e cigni reali, attraversata da percorsi interni naturalistici, dotata di piazzole e punti di accoglienza per osservazione e birdwatching, una volta era una miniera per l’estrazione della marna. Un esempio perfetto di recupero naturalistico che è passato attraverso la creazione di due laghetti alimentati dalla roggia Cavolto, piccolo affluente del fiume Lambro, l’immissione di piante acquatiche e animali che hanno dato vita a un nuovo ecosistema simile a quello preesistente. Le opere di recupero sono state completate nei primi anni ’80 e hanno portato alla realizzazione del parco naturale.

L’ex cava di argilla “Lustrelle” nel comune di Cutrofiano, in provincia di Lecce, è invece diventata un’area di interesse geologico, visto che oggi ospita il Parco dei Fossili e il Museo Malacologico delle Argille. Un parco scientifico e didattico che si estende per circa 12 ettari, realizzato alla fine degli anni ’90 nella ex cava di argille dismessa alla fine degli anni ’70. Nel giacimento a cielo aperto sono esposti gli strati geologici di origine marina ricchi di fossili. Sono stati tracciati dei percorsi per i visitatori mentre nella seicentesca casa contadina vicina alla cava è stato fondato il museo che ospita la collezione di fossili di molluschi anche rari, recuperati nella zona durante l’estrazione del materiale argilloso.

Un altro esempio di recupero, anche se di natura diversa, è quello dell’ex sito estrattivo nel comune di Guiglia, in provincia di Modena che oggi ospita un impianto fotovoltaico da oltre 6 Mw su un’area di oltre 20 ettari nell’ex sito estrattivo che è stato completamente trasformato in sito di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, utilizzando infrastrutture già esistenti. L’impianto è entrato in esercizio nel secondo quadrimestre 2011 e contribuisce a soddisfare il fabbisogno energetico corrispondente al consumo annuale di circa 2.000 famiglie evitando l’immissionein atmosfera di circa 5.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno.

La cava Gavota Noisa, che interessa i comuni di Robilante e Roccavione in provincia di Cuneo, ha subito un processo di recupero ambientale con l’obiettivo di incrementare la biodiversità del sito mediante la creazione di due specchi d’acqua e il rimboschimento con piante tipiche dell’ambiente montano. Il progetto di recupero della cava ha l’obiettivo, oltre a quello di raggiungere il graduale reinserimento dell’area nel contesto territoriale, di incrementare il grado di biodiversità e il valore naturalisticoi del sito con un aumento del 160% della superficie forestale rispetto allo stato attuale.

Work in progress anche per la cava di marna e calcare Ponte Oliveti che interessa i comuni di Lasino e Calavino, in provincia di Trento, per minimizzare gli impatti visivi e attuare il graduale recupero ambientale. Il progetto iniziale, sviluppato negli anni ’60, prevedeva infatti la coltivazione della cava a gradoni, dal basso verso l’alto e, coltivando due distinti materiali, si avevano contemporaneamente più fronti di scavo aperti con un notevole impatto visivo.

Negli anni ’90 è stato rivisto il progetto di coltivazione della cava modificandolo dall’alto verso il basso e realizzando, al posto dei gradoni, delle scarpate con pendenza variabile in modo da armoinizzare la morfologia con il paesaggio circostante. Sono stati minimizzati così gli impatti visivi e avviato il recupero ambientale. Inoltre, i monitoraggi floristici e faunistici attuati, hanno registrato la presenza di 54 specie di uccelli, 8 specie di mammiferi, 6 specie di rettili, 6 di anfibi e 26 habitat.

Anche la cava di Valle Oscura nel comune di Galbiate, in provincia di Lecco, situata all’interno del parco naturale del Monte Barro, è un esempio di come si possa minimizzare l’impatto visivo della coltivazione. Il progetto di recupero ha l’obiettivo di creare un nuovo ambiente simile a quello delle aree circostanti non interessate dall’attività estrattiva attraverso un rimodellamento dell’area e il potenziamento dei valori di biodiversità presenti nell’area del parco naturale.

 

Il Veneto è pronto a chiedere lo stato di calamità. La Toscana è in ginocchio. L’Umbria è allagata e senza luce. Il Lazio sferzato dal nubifragio. La tempesta di San Martino si è fatta sentire con forza e continua a non dar tregua alle regioni del Nord Est e del Centro. ”E’ impensabile” che il governo non dia un segno concreto di un aiuto a un territorio che “paga le tasse e in misura molto superiore a quanto viene restituito”, ha tuonato il presidente della Regione, Luca Zaia. “Abbiamo chiesto, e attendiamo dai sindaci dei territori colpiti dagli eventi di questi giorni un puntuale monitoraggio dei danni. Andando in giro ieri per il territorio, ho constatato personalmente quanto le famiglie, le imprese, le aziende agricole e i Comuni siano stati danneggiati”, ha detto annunciando che la Regione si attiverà anche formalmente per chiedere lo stato di calamità”. Intanto oggi è un’altra giornata di emergenza. 

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A Venezia l’acqua alta è arrivata a un metro e 20 centimetri verso le 9.30; ieri ce n’era stata una di un metro e mezzo, tra le più importanti della storia delle maree nella città lagunare. A Latisana, in provincia di Udine, tutto è pronto per ricevere la piena del fiume Tagliamento. Oggi le piene del Bacchiglione attraverseranno la bassa Padovama, dove ieri ci sono state esondazioni del Muson. Numerose le frane nel Bellunese, nel Trevigiano e nel Trentino. E’ ancora sospesa la circolazione dei treni da Montebelluna verso Feltre. A Vicenza si è sfiorata l’esondazione, con un livello massimo di 6 metri del fiume a Ponte degli Angeli, ma l’ondata di piena del Bacchiglione è passata e la città ha tirato un sospiro di sollievo, dopo ore che avevano fatto temere il ripetersi dell’alluvione di inizio novembre 2010.

Umbria -Sono stati una cinquantina gli interventi svolti nella notte nel perugino dai vigili del fuoco. Altrettanti sono in corso in queste ore. I telefoni della sala operativa continuano a suonare e il personale libero è stato richiamato in servizio per integrare le squadre di soccorso. Numerosi gli allagamenti, che nella zona del Marscianese e di Tavernelle hanno portato anche ad evacuare alcune famiglie vicino al fiume Nestore. Black out elettrici in varie zone del perugino. Diversi tratti della Pievaiola risultano allagati. Smottamenti anche all’altezza di Montebello, dove la corsia nord della E45 è stata parzialmente chiusa al traffico. I vigili del fuoco hanno evacuato stamani diverse famiglie dalle loro abitazioni nella zona di Allerona, a Orvieto, a causa dell’esondazione del fiume Paglia. Disposta inoltre la chiusura di tutte le scuole nell’intero comune. Nella zona di Allerona alcune persone sono anche salite sui tetti delle case e vengono soccorse con mezzi aerei oltre che quelli anfibi.La chiusura delle scuole è stata disposta dal sindaco di Orvieto Antonio Concina. Il provvedimento si è reso necessario – spiega il Comune – a causa degli effetti della piena del fiume Paglia tra Allerona Scalo e Baschi, che ha esondato nella zona di Orvieto Scalo. Rendendo necessaria nelle prime ore di questa mattina la chiusura del Ponte dell’Adunata. Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e tecnici del Comune stanno tenendo sotto osservazione il tratto del fiume Paglia che attraversa il territorio comunale dove in 36 ore sono caduti 180 millimetri di pioggia.

Toscana – Circa 30 persone sono rimaste isolate in provincia di Grosseto, a causa dell’esondazione del fiume Albegna e del torrente Elsa, causata dalle forti piogge che da stanotte colpiscono la zona. Lo straripamento dei corsi d’acqua ha provocato allagamenti nei comuni di Albinia, Orbetello, Saturnia e Manciano. Alcune abitazioni di campagna sono isolate a causa degli allagamenti; i soccorritori sono in contatto telefonico con le persone non raggiungibili e alle quali hanno consigliato di salire ai piani alti delle loro abitazioni, in attesa dell’arrivo dei mezzi anfibi. Una quindicina di persone sono isolate anche nel nord della Toscana, nel comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara. Qui, ci sono zone interessate da frane e smottamenti in località Casette e Forno, in Lunigiana. Circa 5.000 gli abitanti della provincia coinvolti dall’alluvione, per il danneggiamento subito dalle loro abitazioni. Nei comuni di Massa e Carrara oggi le scuole sono chiuse. Oltre 200 gli evacuati sul territorio provinciale; in alcune aree ci sono problemi di isolamento elettrico e in alcune frazioni del comune di Carrara è vietato l’utilizzo dell’acqua a scopo potabile. A Romagnano per il maltempo è straripato un torrente travolgendo una vettura: marito e moglie che erano a bordo sono stati tratti in salvo dai vigili del fuoco. Alcune frazioni di Aulla, una delle cittadine colpite dalle alluvioni dello scorso anno, sono rimaste senza corrente elettrica, acqua e gas. Oltre un migliaio di case danneggiate dall’acqua e dal fango, la rete stradale della collina lesionata, otto ponti distrutti o da rifare, la piana tra l’autostrada e il mare ancora allagata: e’ questo un primo bilancio dei danni fatto dal sindaco di Massa, Roberto Pucci, dopo l’esondazione di alcuni torrenti. Strade allagate e ampie zone senza corrente elettrica a Pisa dove sono stati tantissimi gli interventi dei vigili del fuoco. L’onda di piena del Serchio, in provincia di Lucca, temuta sin dal mattino, è passata per fortuna senza rotture di argini. 

 

Liguria - La tempesta di San Martino, che ieri aveva portato a “blindare” Genova e la Liguria con l’allerta 2, ha colpito più duramente soprattutto il Levante ligure. Nello spezzino, le zone più colpite dalla perturbazione sono state quelle dei comuni di Sarzana, Ameglia, Ortonovo e Castelnuovo Magra; oltre un centinaio le persone sfollate nella zona per precauzione, ma quasi tutte sono gia’ rientrate nelle proprie abitazioni. 

Emilia Romagna – In Emilia Romagna la Protezione civile ha attivato la fase di preallarme per rischio idraulico e idrogeologico sull’Appennino reggiano e modenese. Dopo le piogge che hanno colpito il territorio montano, possono verificarsi – si legge nell’allerta – frane, smottamenti, straripamenti di fossi con conseguente chiusura di ponti, interruzioni della viabilità. Fase di preallarme per il fiume Enza, il confine fra Reggio Emilia e Parma e anche per le aree vicine al bacino del fiume Secchia. 

Lazio – Nubifragio si è abbattuto ieri su Roma causando un black out che ha coinvolto anche lo stadio Olimpico dove si stava giocando il derby. Sempre nella parte nord della città i vigili del fuoco sono intervenuti per alcune automobili rimaste bloccate nell’acqua, che ha raggiunto i 70-80 centimetri d’altezza, per rami caduti o pericolanti e per alcuni allagamenti ai piani bassi di edifici. Se a Roma il peggio è passato resta critica la situazione a Civitavecchia, dove tutti i quartieri delle zone basse si sono allagati stamani a causa di un violentissimo nubifragio, ed è scattata un’ allerta meteo della Protezione civile regionale per l’Alto Lazio nelle prossime 12-18 ore, in particolare per la provincia di Viterbo.

 

 

Pioggia battente e massima allerta in Liguria e Toscana e in particolare nella provincia di Massa Carrara, già duramente colpita dal maltempo nell’autunno scorso. La pioggia caduta dopo la mezzanotte ha provocato allagamenti, frane e smottamenti in buona parte del territorio. Decine gli interventi dei vigili del fuoco. Secondo un primo bilancio della Protezione civile sono 70 le persone evacuate, di cui 50 sulla costa e 20 in Lunigiana. Alcuni torrenti e canali sono esondati.

A Piacenza la cancellazione della Provincia sta facendo rumore più di altrove. L’Amministrazione provinciale di centrodestra, infatti, non si è limitata a valutare l’accorpamento più sensato all’interno della regione, ma ha promosso un referendum per far emigrare il territorio piacentino in Lombardia.

Al momento, perciò, siamo stati accorpati a Parma, ma verremo chiamati, non si sa quando, alle urne per esprimerci sul possibile cambio di regione. Il centrodestra gioca così, al contempo, la carta dell’operazione ideologica e dell’alleanza pragmatica con alcuni poteri economici del territorio. Rompere con l’Emilia-Romagna significa in primis rompere con “i comunisti”, ovvero con una regione che, malgrado tutto, ha ancora tradizioni progressiste e solide politiche pubbliche.

Donatella GalliDonatella GalliDonatella Galli consigliera leghista della provincia di Monza e Brianza su facebook ha pubblicato un’Italia a metà inneggiando all’Etna e al Vesuvio.

Che dire? La tentazione di rispondere è tanta, ma come diceva il grande Totò, “signori si nasce” e quindi non ci resta che compatire chi non ha tanta intelligenza da capire quanta gliene manca!

Intanto esce “Ce sta sempe ‘n sud”, l’ultimo disco della Compagnia Daltrocanto dove abbiamo avuto l’onore e il piacere di collaborare nella rivisitazione che hanno fatto dell’ormai classico: “Vulesse addeventare nu brigante” di Eugenio Bennato, dove abbiamo scritto un rap inedito che dedichiamo alla consigliera leghista:

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