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“La sanità pubblica chiamata a ripensarsi in vista di una rimodulazione e di adattamenti di cui dobbiamo avere consapevolezza. Dobbiamo imparare a gestire il divenire del processo demografico in corso in modo più efficiente“. E’ quello che ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo alla cerimonia di chiusura dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo. Il capo del governo torna quindi a parlare del sistema sanitario nazionale dopo che qualche giorno fa ha lanciato l’allarme giudicandolo a rischio.

Vi ricordate il Paradosso di Zenone? Achille insegue la Tartaruga, ma per quanto sia velocissimo non la raggiungerà mai. Per quanto corra e si danni l’anima, infatti, ogni volta che Achille, velocissimo, correrà verso di lei, la Tartaruga, lentissima, si sarà comunque spostata da dove era. Risultato: paradossalmente Achille non potrà mai raggiungere la tartaruga.

Ecco, oggi abbiamo il Paradosso della Fornero: se uno lavora in modo indefesso dovrebbe raggiungere (prima o poi) l’età pensionabile. Tuttavia, una volta arrivato alla meta, si accorgerà che la linea d’arrivo sarà stata spostata di qualche anno. Risultato: l’Achille-Lavoratore non potrà mai raggiungere la Tartaruga-Pensione.

Spesso è proprio questione di punti di vista. Non è una grande novità, molti (io no) la pensano sempre così. Ma spesso è utile saper modificare il “punto di vista”: permette di vedere le cose in tre dimensioni, qualche volta di più.

Per esempio, qualche tempo fa stavo a bordo del “Demian Bednij”, grossa nave che potrebbe fare la sua figura anche nel Mediterraneo, ma che non arriverà mai in questo mare nostrum. Forse dovrei dire anche chi era Demian Bednij che, in russo, vuol dire Demian “il povero”. Se gli hanno dedicato una grossa nave vuol dire che, per qualcuno, qualche merito lo avrà avuto. Infatti fu un grande poeta russo, che si chiamava in realtà Yefim Alekseevic Pridvorov, che fu amico di Trozkij e di Stalin, ma anche di Mandelstam, e poi odiato dal partito, ma anche il poeta preferito di Nikita Krushev. Eccetera.

Non accadeva dallo scorso mese di marzo, cioè da otto mesi: questa mattina lo spread tra Btp italiani e bund tedeschi è sceso sotto quota 300, per l’esattezza a 292 punti base. Il differenziale aveva aperto la giornata borsistica a quota 315, in media coi livelli delle ultime settimane, per poi calare progressivamente a 310, 305, 302, punti base e quindi sforare la quota simbolica dei 300. La discesa è avvenuta dopo che l’agenzia del debito greco ha ufficialmente lanciato il buyback sui bond governativi in mano ai creditori privati. Ma qualche far particolarmente sfegatato di Bersani o qualche durissimo censore di Monti potrebbe dire (riferendosi al risultato delle primarie) che persino il segretario Pd è meglio del premier.

Improvvisa ondata di Sell in avvio di seduta: tre milioni e mezzo di once vendute al Comex nel giro di qualche minuto. Una sola certezza: non si è trattato di un errore. Toccato minimo di $1.705,50 l’oncia.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Oro perde $25 in un minuto

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Antonella Luppoli

Novità sul sito di Libero (www.liberoquotidiano.it): settimanalmente sarà on line un video in cui Maurizio Costanzo commenterà, con la grande ironia che gli appartiene, le pagelle della nostra Alessandra Menzani. Cambia inoltre la collocazione della rubrica «Complimenti per la trasmissione» di Francesco Specchia: sarà pubblicata sul nostro quotidiano ogni martedì e venerdì. 

Come nasce questa iniziativa?

«È il mio modo per avvicinarmi al web. Ho sempre avuto qualche riserva nei confronti della nuova tecnologia, ma questa mi è sembrata una buona occasione per iniziare. Leggo Libero tutti i giorni, apprezzo il vostro sito Internet e le pagelle di Alessandra Menzani sono per me un appuntamento immancabile».

Da attento lettore le sarà capitato di essere in disaccordo su qualche voto.

«Sì, diverse volte. Per esempio oggi l’onorevole del Pd Paola Concia ha ricevuto un bel 5 perché riceve uno stipendio mensile di dodici mila euro lordi al mese. Ma io le avrei dato un bello zero lordo, altro che quattro».

Nonostante la voglia di avvicinarsi al web, lei continua a fare tv.

«Conduco S’è fatta notte un programma in seconda serata su RaiUno con la partecipazione di Enrico Vaime. La trasmissione è ambientata in un bar all’orario di chiusura e i clienti ritardatari si raccontano in modo sincero».

Come procede l’esperimento di VeroTV?

«È una realtà che prosegue e che si realizza a Milano. Io sono il direttore editoriale, ma in questo progetto è coinvolta tanta gente competente, da Guido Veneziani ad Anna Di Sabato, fino a Riccardo Pasini».

Guarda il primo video di Maurizio Costanzo su Libero TV

 

Pericolose le mosse delle Banche Centrali. Stare alla larga dall’azionario, a parte qualche titolo interessante. Lo stock picking è la manovra giusta, scelta selettiva anche per i bond.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Niente ripresa fino al 2022. La strategia vincente per proteggersi

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Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Mentre tutti – con qualche riserva, in realtà – credevano al suo ritiro dalle scene, il Cavaliere rifletteva su come ribattezzare il partito, sostituendone la “bad company”.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Da "Italia che lavora" a "Grande Italia". Berlusconi pensa a 7 marchi post-Pdl

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Reparti di oncologia a rischio estinzione per colpa della spending review. Sono in pericolo “un terzo delle realtà ospedaliere di oncologia medica in Italia, che prevediamo risulteranno in qualche modo indebolite”. E’ questa la stima di Roberto Labianca, presidente di Cipomo (Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri), sentito dall’Adnkronos Salute in occasione di un incontro organizzato a Milano. L’associazione, che rappresenta circa 200 primari oncologi medici in forze negli ospedali italiani, ha voluto illustrare le preoccupazioni della categoria nell’attuale momento di crisi. “Si rischia di curare peggio i pazienti, per giunta spendendo di più o comunque spendendo male”, è l’allarme di Labianca.

Alla fine hanno vinto Libero e tutti coloro che hanno sollevato lo scandalo dei ricongiungimenti onerosi. Ha dovuto alzare bandiera bianca, il ministro del Welfare Elsa Fornero, che intervistata dal giornalista di Report Bernardo Iovene ha finalmente dato qualche risposta alle domande che Libero, invano, ha posto a ministri e sottosegretari. Davanti alla telecamere, per la verità, la Fornero ha faticato per nascondere l’imbarazzo di una situazione di cui non è la principale responsabile (la legge 122 sulle ricongiunzioni è figlia del governo Berlusconi) ma che non ha fatto nulla per risolvere. Anzi, 9 mesi fa piuttosto improvvidamente il ministro del Welfare aveva commentato che “ricongiungere era un privilegio”. Oggi, sotto il peso di migliaia di casi di pensioni da 1.500 euro da riscattare a suoni di centinaia di migliaia di euro, la Fornero ammette: ”Coloro che non traggono un vantaggio evidente dalla ricongiunzione non devono pagare. Pagherà solo chi riceve pensioni alte fino a 15mila euro al mese”.

Scrivete la vostra esperienza sui ricongiungimenti 
e inviateci una mail all’indirizzo 
pensioni@liberoquotidiano.it

Meglio i cronisti dei ministri – Il faccia a faccia con Iovene, di cui Corriere.it ha pubblicato un’anticipazione, inizia con il cronista che snocciola qualche caso emblematico di lavoratori che per riscattare pochi anni all’Inps, dopo decenni di contributi ad altre casse, sono costretti a sborsare anche 300mila euro. Cifre impossibili, altro che “privilegio”. “Ho fatto alcune domande all’Inps – spiega la Fornero -. Siamo sicuri che non mandiamo lettere in cui chiediamo soldi a qualcuno che il vantaggio non ce l’ha?”. Risposta: “Sto ancora aspettando”. Ce ne sarebbe per alzare la voce, ma finora il governo ha fatto lo struzzo. Di fronte alle proteste dei contribuenti e aspiranti pensionati, Elsa invita ad “avere pazienza ancora un po’, le domande di ricongiunzione vanno ritaradte il più possibile. Non fatele a 57 anni”. Di fronte alla promessa di risolvere la questione entro la fine di questa legislatura, il ministro conclude, a intervista ultimata, rivolgendosi a Iovene: “Io scado tra qualche mese, la prossima volta che dobbiamo scrivere un provvedimento chiamerò lei che mi sembra molto ben informato, persino più informato di certi miei collaboratori”. In realtà basterebbe ascoltare le testimonianze di migliaia di italiani: non mancano e non costano un euro.

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