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pubblicato da Libero Quotidiano

Quasi sicuro: nel 2013 si voterà col Porcellum. Siete contenti?

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Quella esercitata dalla Federazione italiana hockey e pattinaggio (Fihp), guidata da quasi vent’anni dall’onorevole del Pdl Sabatino Aracu, è l’esempio “di mala gestio” che, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012, il procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis, aveva citato nella sua relazione. Accuse che tuttavia non hanno fatto desistere il deputato pidiellino dal ricandidarsi per l’ennesima volta alla presidenza della Federpattinaggio. E lo scorso 25 novembre l’assemblea ordinaria elettiva – visto che era l’unico candidato – non ha potuto che confermarlo per un altro quadriennio. Il suo sembra quasi un atto di gratitudine verso quello sport che gli ha dato tante soddisfazioni: atleta in nazionale per dieci anni e quattro volte campione d’Europa. “Il pattinaggio mi ha dato tutto”, confessa Aracu a ilfattoquotidiano.it. Anche un posto in parlamento: “Sono uno sportivo che ha trovato sbocco in politica”.

Un trionfo quello di Pier Luigi Bersani alle primarie del Pd. Il segretario ha vinto in quasi tutte le regioni rosse, tranne la Toscana quasi tutta renziana (il sindaco ha vinto con il 54,3% dei coti contro il 45,6% di Bersani) tranne le eccezioni di Livorno, Massa e Pisa. Il candidato premier del Pd è andato più che bene nel Lazio con il 67% dei voti contro il 33% del sindaco. Ovviamente ha stravinto con il 61% in  Emilia contro il 38,8% di Renzi, con il 61,5% della sua Piacenza. Rinconquistate anche le province perse al primo turno, come Forlì e Cesena al 54,5% e Modena al 57%.   Il segretario ha vinto in tutto il nord. In Liguria 65,8-34,1, in Piemonte ha rimontato 58-42, in Lombardia e’ andato al 60,5% contro il 39,5% di Renzi, stesse percentuali del Veneto.

Record al Sud  Ma ancora una volta è stato il Sud a dare al segretario le maggiori soddisfazioni: Bersani ha ottneuto al ballottaggio delle primarie cifre sopra il 70% per cento. Incredibilmente il record spetta alla Calabria dove è arrivato al 75,78% contro il 24,22% di Renzi. Ma il vero trionfo si consuma nella città di Vibo Valentia dove il segretario strappa oltre l’85% dei consensi contro il 14% di Renzi. Un risultato incredibile che fa nascere una domanda: che cosa ha promesso Bersani a Vibo Valentia? 

“Caro Bersani, siamo entrambi a Milano. Ci prendiamo un caffè insieme e facciamo un appello alla serenità per domani?”. E’ l’invito, via twitter, che Matteo Renzi rivolge al rivale per frenare lo scontro in corso sulle regole in vista del ballottaggio di domani. Una mano tesa dopo la lite quasi “h24″ che ha contraddistinto gli ultimi tre giorni e questo quasi esclusivamente sulle regole per votare. Renzi era arrivato a parlare di “rischio brogli”. Dall’altra parte Bersani aveva chiesto di non “sfregiare” la portata della grande mobilitazione di domenica scorsa.

Il settore accelera di quasi il 3% a Piazza Affari: nuova dimostrazione di quanto i mercati siano distaccati dalla realta’. In un mese depositi -26,4 miliardi a quota 1.441 miliardi. I gruppi fanno fatica a finanziarsi e il governo non centrera’ gli obiettivi di bilancio.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Banche corrono in borsa, ma depositi calati 26,4 miliardi

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I prodotti italiani sono quelli maggiormente contraffatti.

La produzione e commercializzazione di generi alimentari contraffatti o adulterati sono sempre più prosperi in Italia. I più interessati da questo fenomeno sono i prodotti più rinomati della cucina italiana. La criminalità organizzata si nasconde dietro queste redditizie attività.

Mozzarella di bufala campana con la Denominazione di Origine Protetta prodotta a Milano con latte vaccino proveniente dall’estero, miscele di diversi olii comuni  venduti come olio extravergine d’oliva. Ogni giorno in Italia gli scandali alimentari occupano le prime pagine dei giornali. Nel 2011 il numero di reati in questo ambito è aumentato in modo vertiginoso: sono stati registrati infatti quasi 14000 casi. Il business dei generi alimentari contraffatti o adulterati è triplicato rispetto allo scorso anno.

Il rendimento dei Bonos al minimo in quasi due settimane. Recupero dei titoli bancari sul Ftse Mib: Intesa e BPM oltre +1%. Dati Ocse: nel secondo trimestre Pil Italia ha registrato il calo più forte dopo il Giappone, ma è migliorato rispetto a secondo trimestre.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Borsa Milano +1%, su parole Merkel e tassi Spagna

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La crisi economica ha colpito la società trasversalmente, ma c’è chi ne sta scontanto gli effetti in maniera più evidente: sono i ‘vecchi poveri‘, coloro che già versavano in condizioni economiche difficili e che non riescono più a rialzarsi. Il Rapporto sulle povertà stilato dalla Caritas parla chiaro: negli ultimi dieci anni i cosiddetti ‘poveri cronici’ sono quadruplicati. Si tratta di chi si rivolge all’assistenza per almeno due anni consecutivi, non trovando risposte definitive dal mondo del lavoro. Nel 2002 i vecchi assisititi rappresentavano il 16% sul totale, oggi costituiscono il 40% di chi chiede aiuto. Nei primi anni del nuovo millennio, i centri di assistenza incontravano soprattutto ‘facce nuove’, poi la crisi economica ha stravolto lo scenario. L’inversione di tendenza nel 2010, quando il numero di vecchi assistiti è aumentato in solo un anno di circa il 20%, a fronte di un numero totale di utenti stabile.

A sud di Roma, esiste una serie di centri moderni che s’insediano più o meno direttamente su città antiche. Ciascuna con un territorio di riferimento nel quale rimangono straordinarie testimonianze della fase romana. Nonostante la dissennata urbanizzazione avviata negli anni settanta del Novecento abbia spesso consumato importanti porzioni di suolo. E con esso abbia fatto tabula rasa di monumenti di ogni tipo. Tutto questo ad Ariccia. Quasi esemplarmente. Nel paese celebre per la Collegiata di Santa Maria Assunta, del Bernini, e i prodotti della gastronomia locale, come la porchetta, e le fraschette, luoghi nei quali bere e mangiare, la storia antica rimane in un angolo. D’intralcio per gli abitanti e di peso per gli amministratori. Come dimostra l’indifferenza dei primi e il distacco con i quali i secondi se ne occupano. Sostanzialmente una risorsa sprecata.

Quel che è andato in scena ieri al teatro Eliseo, a Roma, il sunto di tutto quello che la Cultura non dovrebbe essere. E sfortunatamente quasi sempre è. Un evento preparato con le migliori intenzioni da parte del Sole 24 Ore, con il contributo dell’Enciclopedia italiana Treccani e l’Accademia dei Lincei. Un meritorio impegno preso nei confronti dei tantissimi firmatari del Manifesto lanciato nel passato febbraio. Persone che, unite nelle diverse specificità, hanno creduto davvero che si potesse cambiare. Scrivere una storia nuova. Che riguardasse ognuno di Loro e il Paese. Archeologi, architetti, storici dell’arte, musicisti, attori e artisti convinti che fosse “la volta buona”. Per uscire dall’emarginazione alla quale l’hanno relegata decenni di cattiva politica.

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