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Rapina ieri sera nella villa di Sergio Zavoli a Monte Porzio Catone, vicino a Roma. I rapinatori, almeno quattro con il volto coperto e armati di pistola, sono entrati nell’abitazione da una porta secondaria e dopo aver immobilizzato i domestici hanno minacciato e picchiato il giornalista che poi è stato rinchiuso in una stanza insieme ad alcuni domestici. I rapinatori hanno portato via una cassaforte. Zavoli è stato medicato al pronto soccorso dell’Ospedale di Frascati. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Frascati e dei Ris.

“Basta rinvii, si convochi questo ufficio di presidenza, si rifissi una data delle primarie, riprendiamo un percorso interrotto. Altrimenti rischia di essere devastante per il nostro schieramento”. Il giorno dopo le primarie del Pd,  Gianni Alemanno si appella al Cavaliere e al segretario Alfano affinché anche il centrodestra, come il centrosinistra, abbia le sue primarie per scegliere chi candidare a Palazzo Chigi. In un’intervista su SkyTg24 il sindaco di Roma ha spiegato che la scelta del leader da parte degli elettori sarebbe la soluzione allo stallo che il Pdl. ”A prescindere da chi ha vinto a sinistra – ha detto -, proprio per essere competitivi, è necessaria una risposta diversa. Non propongo strade anti berlusconiane, propongo strade che vadano oltre questa situazione, che poi sono le stesse che ha indicato lo stesso Berlusconi. Lui ha indicato Alfano alla segreteria del partito, ha dato l’indicazione delle primarie: deve essere coerente con se stesso. Sono berlusconiano in questa versione – ha sottolineato Alemanno – quella del superamento di questa fase. Berlusconiano di sei mesi fa”. 

“Su, David, sbrighiamoci con quella bistecca ai ferri, non è che possiamo stare qui tutto il giorno. E smetti di pettinarti quei capelli, che tanto qui in cucina non ti vede nessuno”. Ecco, la frase potrebbe essere questa, e la scena sarebbe di quelle parecchio surreali. Immaginatevi Gordon Ramsay, il più vip degli chef, che con voce decisa impartisce ordini su cottura, piatti da preparare e verdure da affettare nientemeno che a David Beckham, il più glamour dei calciatori, per l’occasione vestito non con i classici boxer da spot con un bel grembiule bianco. Ok, probabilmente non andrà così, ma quel che c’è di vero è che Ramsay e lo Spice Boy sarebbero pronti ad aprire un ristorante a Londra. A confermarlo al “Sun” è stato proprio l’ormai ex trequartista dei Los Angeles Galaxy, fresco vincitore del suo secondo titolo nella Major League Soccer americana.

 

Un Natale triste e solitario quello che si appresta a vivere Daniela Santanché. La compagna di Alessandro Sallusti costretto ai domiciliari nella sua casa si ritiene vittima “collaterale” della condanna inflitta dai magistrati al direttore del Giornale. “Adesso sarà vietato l’ingresso a tutte le persone della mia famiglia, già oggi mia madre non è potuta venire a trovarmi”, si è lamentata la pasionaria Daniela con il Corriere della Sera. Leggenda vuole che le dispense della villa in pieno centro a Milano in cui la Santanché con Sallusti trabocchino di viveri, eppure “non potrò stare con mia madre nè con i miei fratelli. Se dobbiamo trascorrere il Natale da soli, se questa è la pena, faremo Natale da soli. Mi auguro che la situazione cambi…”. 

La Russa può entrare – Sull’ordinanza del giudice infatti sono indicati i nomi e i cognomi delle persone che possono entrare nella casa bianca a due passi da via Montenapoleone: sì al figlio di Sallusti, sì al cardiologo di fiducia e agli altri abitanti della casa, cioè il figlio di Daniela che ha 16 anni, una nipote di lei che ha il domicilio in villa e il personale di servizio. Sì anche all’avvocato Ignazio La Russa che ieri dopo la partita a San Siro è passato a trovare l’amico. In realtà Sallusti ha anche due ore “d’aria”: dalle 10 alle 12 il direttore può uscire e, se ritiene, andare a dirigere la riunione di redazione del mattino. Può anche telefonare, spedire email e cinguettare con Twitter, ma ha divieto di incontrare estranei. Ieri, però ha preferito starsene a casa e trascorrere una tranquilla domenica in famiglia. “L’unico aspetto positivo di tutta questa vicenda è che possiamo stare insieme e parlarci, ché tra di noi ci capiamo”, ha detto Daniela Santanchè al Corsera. “Abbiamo tanti problemi in questo momento, tante cose da dirci e sempre poco tempo per farlo”.

 

Un allarme bomba è stato comunicato tramite una telefonata anonima giunta questa mattina poco prima delle 11 al Tribunale di Bologna in via Farini che, in via precauzionale, è stato completamente evacuato. Sul posto Carabinieri e Polizia che stanno verificando la veridicità dell’allarme e controllando tutti i locali del palazzo di giustizia per capire se c’è davvero un ordigno esplosivo. Da una prima verifica non sono state trovate tracce di esplosivo.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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“L’ho trovata brutta, aveva un cattivo odore e non mi piaceva quando ballava”. E’ il giudizio di Emilio Fede nell’aula del tribunale di Milano dove è in corso il processo sul caso Ruby che vede imputato Silvio Berlusconi. Fede, imputato in un altro processo per gli stessi fatti, risponde alle domande di accusa e difesa e non si sottrae anche a giudizi personali sulla protagonista di questa vicenda giudiziaria.

“L’ho vista complessivamente due volte ad Arcore” racconta, ma sottolinea di non avere mai saputo che era minorenne. “Non ho saputo l’età di questa ragazza, vedendola non mi sembrava minorenne. Lei diceva di avere 24 anni e di essere egiziana”. Emilio Fede ricorda anche la prima serata ad Arcore, quando “ero incuriosito in senso negativo” da Ruby perché “non la trovavo elegante” e la “ritenevo inadeguata”.

Cominciamo dai numeri, che qualche volta sanno sintetizzare il senso delle cose: a fronte di un Festival del cinema di Roma che quest’anno ha perso spettatori e pubblico (15 per cento in meno l’incasso rispetto all’anno scorso), il Torino Film Festival, che si chiude stasera, registra una crescita ancor più impressionante in periodo di crisi e di crollo generale delle affluenze in Italia: più 17,8 per cento il pubblico, più 16,2 per cento gli incassi: sarà un caso, ma l’omologia di dati a segni invertiti dice che una fetta di pubblico romano ha preso il treno one way per Torino. E questo si vede anche plasticamente entrando in quasi tutte le proiezioni: code, difficoltà per trovare un posto, perfino qualche nervosismo di spettatori non ammessi. E’ come se questa bella e non del tutto attesa folla volesse urlare la propria rabbia per un sistema di distribuzione che non lascia spazio alla differenza, alla complessità, alla non omologazione che invece si vivono e respirano a Torino.

Ieri, mentre Firenze si allagava, il suo primo cittadino era impegnato con Vespa, verga il Fatto di oggi. Soltanto un paio di anni fa, in circostanze analoghe dovute a un’emergenza neve, si scoprì che la città era pressoché priva di spazzaneve e addirittura di sale… avete capito bene di sale. Ragion per cui molte persone, per esempio alcuni abitanti di Fiesole, vista & considerata la scarsità e/o l’inadeguatezza dei mezzi di soccorso a disposizione, si ritrovarono a dover passare la notte all’addiaccio, come capitò a me fiorentino doc & sic – visto che, se l’avessi potuto avrei abbandonato già da un pezzo questa piccola e povera città, come ebbe a definirla Marchionne poche settimane fa.

E’ tornata in aula, questa volta nel tribunale di Genova, Ruby Rubacuori. La show girl è arrivata stamattina per deporre in aula come testimone al processo che vede imputato il suo fidanzato, e padre di sua figlia, Luca Risso, accusato di pornografia minorile. La giovane, come riporta il sito de Il Secolo XIX, è stata chiamata a rispondere di una festa in cui Risso avrebbe fatto esibire Ruby allora minorenne.

Ma Kharima el Marhoug lo difende a spada tratta: “Volevo far ingelosire Luca Risso perché avevo visto che parlava con la sua ex fidanzata. Ma Luca sapeva che avevo 23 anni”. “A chi mi chiedeva l’età”, ha spiegato Ruby ai giudici, “rispondevo di avere 22 o 24 anni a seconda di chi me lo chiedeva. A Risso avevo dato mille versioni, ho sempre tergiversato sulla mia età”.

Sabato scorso sono stato a San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi insieme a Papa Leu, Rankin Lele e Morello Selecta. Avevamo appuntamento con i Boomdabash per promuovere “Siamo tutti parte offesa”, la campagna di informazione promossa da No al Carbone, Medicina Democratica e Salute Pubblica.

Motivo di questa campagna è sensibilizzare e invitare tutti i cittadini a costituirsi anch’essi parte civile nel processo del 12 Dicembre 2012 contro dirigenti e dipendenti dell’Enel (tredici in tutto) e due imprenditori, chiamati dal Tribunale di Brindisi a rispondere di reati connessi alla dispersione di polveri di carbone dal carbonile scoperto e dal nastro trasportatore della centrale Federico II a Cerano.

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