Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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“One more thing”. Quando Tim Cook dice che c’è ancora una cosa da vedere con una frase ormai celebre per i fan Apple – utilizzata per la prima volta dalla scomparsa di Steve Jobs – il Flint Center di Cupertino è in delirio. E’ il momento della presentazione dell’Apple Watch, il nuovo smartwatch della Mela anche se alla fine rimane un po’ di delusione. Fra iPhone e Apple Watch è mancato il colpo d’ala.

E’ il 13-esimo anniversario dell’11 settembre 2001. E io continuo a seguire il lavoro dal team Consensus911 (ai cui materiali rimando, in questo caso al punto Flt-4v, Unexplained Black Box anomalies…)

Premetto che, sebbene io abbia seguito questo lavoro collettivo, durante tutti questi anni, ogni volta che ne approfondisco  gli aspetti,  rimango stupito della impressionante evidenza: l’intera storia raccontata al mondo dai ministeri della propaganda (cioè dal mainstream occidentale) è una gigantesca presa in giro della più elementare intelligenza. Eppure il mondo intero è stato convinto che gli asini volano. E, dopo 13 anni, ancora lo rimane.

I gol, le parate, le azioni salienti, le emozioni degli stadi. Tutte le immagini delle 380 partite della Serie A 2014/2015 su ilfattoquotidiano.it. E non solo: le reti della Champions League, quelle della Serie B, le videonotizie sui principali campionati calcistici d’Europa e su tutti gli altri sport, nessuno escluso.

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Lavavetri schedati con tanto di foto da inviare all’indirizzo email istituzionale di Forza Italia. E’ la proposta del consigliere comunale di Bologna Michele Facci che con un post su Facebook ha lanciato la sua personale iniziativa contro il degrado: “Ai semafori delle strade di Bologna”, ha scritto sul social network, “gli automobilisti sono sempre più presi d’assalto dai lavavetri, alcuni anche molto aggressivi. La Polizia municipale è assolutamente assente e comunque tollerante”.

Una situazione che secondo il consigliere sarebbe diventata insostenibile tanto da richiedere un intervento: “Da oggi faremo un censimento completo della città, con tanto di fotografie, per documentare a Giunta comunale e Autorità di polizia la diffusione di un fenomeno di impunita illegalità e crescente degrado. Aiutateci. Segnalateci i semafori interessati, possibilmente con fotografie. Inviare mail a gruppoforzaitalia@comune.bologna.it oppure michele.facci@comune.bologna.it”.

(AdnKronos) – “Occorre una vera rivoluzione nei sistemi di gestione della politica del danno e della stessa pratica zootecnica in alcuni territori per poter dire che l’Italia è un paese anche per gli orsi, animali di elevatissimo valore per la biodiversità europea”. E’ quanto si legge in una nota de

pubblicato da Libero Quotidiano

Il Wwf rilancia la ricetta 'salva-orso'

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Ferguson dà l’ultimo saluto a Michael Orlandus Darrion Brown Junior, il 18enne afroamericano ucciso da un poliziotto il 9 agosto scorso mentre era disarmato. Oggi doveva essere il suo primo giorno al college e invece è stato seppellito a St. Louis davanti a migliaia di persone. La sua uccisione ha provocato la violenta protesta della comunità afroamericana. Ci sono stati scontri, saccheggi e arresti durante le manifestazioni, tanto che il governatore del Missouri, Jay Nixon, è stato costretto prima a far intervenire la guardia nazionale e poi ad imporre il coprifuoco per tre giorni. Alla fine la situazione è tornata alla normalità grazie anche all’intervento del ministro della Giustizia, Eric Holder, mandato da Obama a Ferguson la settimana scorsa per informarsi delle indagini e per incontrare la famiglia di Mike Brown.

Massimo Moratti a raccogliere gli applausi di San Siro in vista del suo passaggio di mano all’indonesiano Thohir, l’Inter batte il Verona e torna alla vittoria dopo due pareggi intervallati dalla sconfitta interna con la Roma. Una vittoria larga, 4-2, che permette agli uomini di Mazzarri di scalzare i gialloblu di Mandorlini dal quarto posto in classifica, a 18 punti, alle spalle del duo Juve-Napoli.

I gol – L’Inter ha sempre avuto in mano il controllo della gara, messa subito in discesa da due errori in serie del Verona che, maidoma dalla meta’ campo in su, paga altro il dazio delle disattenzioni difensive sui calci piazzati. Cosi’ maturano le prime due reti nerazzurre, il vantaggio (9′) e’ opera di Jonathan (grazie alla deviazione di Moras decisiva), mentre il raddoppio (12′) e’ invece un guizzo di Guarin che trova la respinta di Jorginho sulla linea di porta, il rimpallo pesca il corpo di Palacio che manda in rete. 

Il jolly – Il Verona si organizza e al 26′ arriva la prima occasione con Toni. Alla mezzora Palacio segna di nuovo (assist di Guarin) ma e’ fuorigioco. Dal possibile K.O. il Verona pesca il gol con Martinho, bravo a capitalizzare una bella sponda dell’iperattivo Toni. I gialloblu sembrano prendere coraggio ma proprio nel loro momento migliore arriva il 3-1 nerazzurro. Lo segna Cambiasso, lesto a gettarsi sulla palla dopo un palo di Nagatomo. La carta jolly di Mazzarri e’ pero’ Guarin, che danza tra le linee e spacca in due il Verona. Nella ripresa un suo tiro dalla distanza costringe subito Rafael alla deviazione in corner.All’8′ altro gol di Palacio, ancora annullato da Celi (che lo ammonisce per aver proseguito), anche se stavolta e’ il fuorigioco e’ dubbio

La reazione – Il Verona reagisce con un tacco che da’ il la al gol in mischia di Rolando, alla sua prima marcatura in Serie A. Un 4-1 che contenta Mazzarri, che toglie Palacio (entra Belfodil) e lascia l’Inter senza punti di riferimento in attacco. Questo, e la stanchezza dei nerazzurri, lanciano il Verona nel finale. I gialloblu trovano anche il 4-2 con Romulo, poi mettono paura con Toni a cui viene annullata la rete per un presunto fallo su Ranocchia. Reazione tardiva, per l’Inter e’ aria fresca, per il giovane e frizzante Verona un’altra lezione per crescere

Il governo vuole privatizzare, dismettere, far cassa. Una vecchia storia: tante parole ma, fino ad adesso, pochi fatti (e non si parla soltanto del governo Letta). Una speranza, però, arriva dalle parole di Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, che ospite a Che tempo che fa su Rai3 spiega: “Sono sotto esame tutte le varie ipotesi” di privatizzazione. Compresa quella di privatizzare la Rai stessa, nonché quella di vendere una quota in Eni. Nel dettaglio, su Viale Mazzini, Saccomanni ha spiegato: “E’ una società di cui lo Stato è azionista, stiamo guardando ogni possibile soluzione, l’obiettivo è dare una mano alla riduzione del pubblico”. Alla domanda se comunque rimarrebbe pubblica, Saccomanni ha risposto affermativamente. Ma, forse, in Rai qualcosa si potrebbe muovere.

Moggi porta l’Italia davanti alla Corte Europea – Luciano Moggi ha proposto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro le sanzioni inflittegli dalla giustizia sportiva e che hanno trovato sostanzialmente conferma a Napoli nella sentenza di primo grado del processo penale su Calciopoli
Ne ha dato notizia il legale di Moggi, avvocato Federico Tedeschini.
Sono numerose le violazioni contestate da Moggi e riguardano gli articoli 6 (diritto a un equo processo), 13 (diritto a un ricorso effettivo), 14 (divieto di discriminazione), 17 (divieto dell’abuso del diritto) e 18 (limite all’applicazione della restrizione dei diritti) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel ricorso viene sottolineata  ”non solo la gravità delle sanzioni inflittegli in violazione del principio di proporzionalità ai fatti contestati, ma anche che tali sanzioni siano frutto della scelta delle autorità sportive e giudiziarie nazionali di non tutelare i diritti dell’esponente riconosciuti dalla Convenzione”.
Moggi chiede dunque alla Corte Europea di “dichiarare la responsabilità della Repubblica italiana per le violazioni lamentate e, a titolo di riparazione, di condannare l’Italia ad adottare tutte le misure necessarie a ripristinare il suo ‘status’ prima delle lamentate violazioni, accordandogli pure un’equa riparazione”.
Essendo stata richiesta la trattazione prioritaria del ricorso, l’avv. Tedeschini si è detto fiducioso che la Corte Europea si occupi della incresciosa vicenda entro sei mesi.
 
Moggi: Chiedo equità di giudizio – E’ lo stesso Luciano Moggi a spiegare in un’intervista a ‘Panorama’ la situazione che lo ha indotto a rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo allo scopo di ottenere finalmente un giudizio equo. “Ho fatto quello che praticamente i diritti dell’uomo stabiliscono circa come debbano essere trattate le persone – dice Moggi – Penso ci debba essere equità nei giudizi”.
Quell’equità che in Italia è stata la grande assente: “Siccome è stato un processo basato sulle intercettazioni, chi ha avuto la bontà di leggerle sa perfettamente cosa è successo. Se c’era una società al di fuori di Calciopoli era proprio la Juventus. Guarda caso, il processo sportivo ha stabilito che non c’era nessuna partita truccata. Idem il processo penale”. E aggiunge: “Ci sono 170mila telefonate e purtroppo sono state ascoltate soltanto quelle che facevano comodo e da queste ultime sono stati ritagliati dei pezzi. Lei avrà letto le motivazioni del primo grado, dove si dice che sono stati fatti tagli a misura dell’accusa. Lo dice la motivazione, non lo dico io”.
E  Moggi per far emergere la verità ha lottato e combattuto, a spese sue, non solo per se stessa, ma per la Juve e per quanto sono stati ingiustamente coinvolti in questa faccenda e, come l’ex dg bianconero, ne sono usciti con le carriere distrutte e le vite ribaltate: “Ho fatto tanti sacrifici economici, per me, certo, ma soprattutto per tutti quelli che non hanno colpa e che sono stati distrutti da queste cose. Per i giovani arbitri che proprio non c’entravano niente e che ora sono rimasti con i figli piccoli a pagare il mutuo. L’ho fatto per loro. Prima li conoscevo soltanto attraverso il fischietto, ora sono diventato anche loro amico. E’ una vergogna quello che è stato fatto nei confronti di gente che non ha colpa alcuna”.
fonte: www.ju29ro.com

La Sampdoria sfata il tabù dello stadio Ferraris e riesce a vincere il suo primo match casalingo della stagione superando 1-0 l’Atalanta. A decidere l’incontro la rete messa a segno su colpo di testa da Mustafi al 56′. Con la vittoria odierna i doriani si portano a 9 punti in classifica, ferma a 12 la squadra di Colantuono costretta allo stop dopo 3 vittorie consecutive.

Primo tempo – La prima opportunità di andare a rete è per i doriani con l’ex Gabbiadini che al 4′ di gioco, lanciato da Costa, non riesce a controllare la sfera. Ma l’Atalanta è ben messa in campo e comincia a pungere con Denis che al 5′ mette Carmona nelle condizioni di andare al tiro: nulla di fatto. Sei minuti dopo sempre il Tanque si gira in area ma non impatta con la sfera. Al 40′ ospiti vicini al vantaggio con una azione corale conclusa da Raimondi che da buona posizione spara alto sopra la traversa. Passano 5 minuti e Raimondi impegna severamente Da Costa di testa, la palla viene toccata dal portiere finendo poi sulla traversa.

La ripresa – La ripresa vede una Samp più decisa, al 51′ è Eder a tentare la via del gol con un rasoterra facile preda di Consigli. Il portiere dell’Atalanta è decisivo al 54′ su azione di Obiang che entra in area e tira ma Consigli para di piede. Sul successivo angolo la Samp sblocca il risultato: Mustafi colpisce di testa e insacca nonostante il disperato tentativo di Cigarini di deviazione col braccio sulla linea di porta. Si fa dura per l’Atalanta al 63′ quando Nica ferma in maniera fallosa un contropiede di Eder, per l’arbitro è espulsione. Traballa la retroguardia bergamasca al 67′, Eder dal vertice destro dell’area lascia partire un tiro rasoterra neutralizzato da Consigli con l’aiuto del palo. All’88′ l’Atalanta ha la palla del pari sui piedi di Denis che raccoglie la sfera al limite dell’area e prova a piazzare ma il tiro termina a lato: il match finisce 1-0 per la   Sampdoria.

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