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Raee

Roma, 21 nov. – (Adnkronos) – L’Italia rispetto all’Europa non se la cava bene nella raccolta dei Rifiuti elettrici ed elettronici domestici (Raee). C’è, infatti, una significativa quantità di Raee generati che oggi sfugge al Sistema Raee. A tracciare il quadro sulle quantità di Rifiuti elettrici ed elettronici domestici che si generano ogni anno in Italia, è un’indagine realizzata da United Nations University, il Centro Accademico di Ricerca dell’Onu, in collaborazione con Ipsos e con il Politecnico di Milano, presentata da Ecodom, il Consorzio italiano di recupero e riciclaggio degli elettrodomestici.

L’obiettivo primario della ricerca è stato di definire e quantificare i Raee domestici che ogni anno gli italiani producono. Un dato che rappresenta un punto di partenza per i decisori istituzionali, che nei prossimi mesi saranno chiamati, attraverso il recepimento della nuova direttiva europea sui Raee, a decidere quale modalità utilizzare per fissare gli obiettivi di raccolta di questa tipologia. Gli Stati Membri dovranno infatti scegliere tra un obiettivo calcolato come 85% dei Raee generati oppure come 65% della media di Apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) immesse sul mercato nei tre anni precedenti.

Nel 2011 è stata immessa nel mercato una quantità di Aee pari a 18,3 kg per abitante. La ricerca ha poi evidenziato che ogni anno sono prodotti dagli italiani 16,3 kg/abitante di Raee. E’ stato stimato che i Centri di raccolta e i distributori intercettino complessivamente 11,2 kg/abitante, ma solo il 38,3 % di questi (pari a 4,29 kg/abitante) è stato consegnato ai Sistemi Collettivi. Esiste quindi una significativa quantità di Raee generati che oggi sfugge al Sistema Raee.

In particolare dalla ricerca emerge che: 6,91 kg/abitante sono stati conferiti dai Centri di raccolta e dai distributori direttamente agli impianti di trattamento; 2,3 kg/abitante sono stati smaltiti in modo non corretto dai cittadini; 2,1 kg/abitante sembrano essere stati riutilizzati dai consumatori. Di questi però solo 1,4 kg/abitante è stato effettivamente riusato, mentre 0,7kg/abitante sono stati esportati come ‘Aee usate’. C’è poi uno 0,6 kg/abitante che restano abbandonati in abitazioni secondarie. I flussi più difficili da intercettare sono quelli dei Raee appartenenti ai raggruppamenti R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni, cappe, scalda-acqua) e R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica).

Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla nuova direttiva europea (che si attestano tra i 12 e i 13,8 kg/abitante in base alla modalità di definizione del target di raccolta) il Sistema Raee deve poter contare su una completa tracciabilità di tutti i flussi in cui i Raee sono raccolti, gestiti e trattati; inoltre è indispensabile che tutti questi flussi garantiscano i medesimi standard qualitativi dal punto di vista ambientale.

“Questo studio ha evidenziato come i nuovi obiettivi fissati dall’Unione Europea saranno difficilmente raggiungibili se i singoli Stati membri non si assumeranno la responsabilità e il compito di individuare e tracciare tutti i Raee, che oggi si disperdono in molteplici flussi, alcuni spesso illegali, rappresentando una seria minaccia ambientale oltre che una significativa perdita economica” afferma Paolo Falcioni, vice presidente di Ecodom. Ogni Paese dell’Unione Europea, aggiunge Falcioni, “sarà chiamato, a partire dal 2019, a raccogliere l’85% dei Raee che annualmente si generano nel proprio territorio o il 65% dei prodotti immessi sul mercato: il Sistema Raee italiano rischia di non trovarsi pronto per quella data”.

Roma, 19 nov. – (Adnkronos) – Mettere insieme le scuole della provincia di Roma allo scopo di individuare percorsi didattici condivisi volti alla riduzione dei rifiuti (in particolare elettrici ed elettronici, i cosiddetti Raee), al loro riciclo e alla prevenzione del loro abbandono. E’ l’obiettivo dell’associazione Reloader onlus che anche quest’anno partecipa alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (che si chiuderà il 25 novembre), con una serie di eventi articolati in tre giornate di festa, il 20, il 22 e il 23 novembre, in collaborazione con il Liceo Scientifico Majorana di Roma e gli Istituti comprensivi di Ladispoli e di Castelnuovo di Porto.

L’iniziativa punta anche a investire gli allievi delle scuole elementari, medie e superiori della carica di ‘ambasciatori’, presso le proprie famiglie e la popolazione, impegnandosi nella tutela dell’ambiente. L’evento si svolgerà con la collaborazione dei comuni di Ladispoli e Castelnuovo di Porto. Grazie alla partecipazione del consorzio Ecolamp, sarà possibile promuovere la raccolta non solo dei Raee più grandi e di lampadine e altre sorgenti luminose.

Il programma rientra nell’ambito del progetto “Un quartiere per l’ambiente, l’esempio viene dalle scuole”, organizzato presso l’Istituto Majorana di Roma nell’ambito della Serr 2011 e risultato candidato per il premio europeo, e prevede un calendario di iniziative divise in più sessioni. In ogni scuola si svolgeranno workshop per gli allievi, aperti al pubblico, sulla riduzione e il recupero di imballaggi, materiali e Raee e ai quali parteciperanno come relatori anche gli studenti del quinto anno del Majorana che esporranno i risultati delle ricerche condotte nell’ambito dei loro percorsi didattici dello scorso anno.

Rimini, 8 nov. – (Adnkronos) – Per incentivare la raccolta dei rifiuti elettronici, basta ‘parcheggiarli’. Per smaltire piccoli elettrodomestici, cellulari, lampadine a risparmio energetico, televisori, monitor e pile, i cittadini non saranno più costretti a rivolgersi ai centri di raccolta comunali, ma potranno usufruire di speciali cassonetti intelligenti, automatici e in grado di assicurare la tracciabilità dei rifiuti. E’ il nuovo ‘Raee Parking’, prototipo per la raccolta dei rifiuti elettronici di piccole e medie dimensioni e delle pile esauste che il consorzio Ecolight presenta a Ecomondo, la fiera in corso a Rimini fino al 10 novembre.

“L’obiettivo di questo progetto sperimentale è incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici, in particolare quelli di piccole dimensioni che sono anche i più difficili da intercettare. Per fare questo sono stati studiati degli innovati metodi di raccolta per garantire anche una completa tracciabilità dei Raee conferiti”, spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. L’obiettivo è recuperare quanti più Raee possibili, non solo perché così si evita che siano disperse nell’ambiente sostanze inquinanti, ma anche perché da un loro corretto trattamento è possibile ricavare significativi quantitativi di materie prime seconde.

Il Raee Parking è un contenitore al quale si accede utilizzando una tessera di riconoscimento, si indica poi la tipologia di Raee da conferire e il contenitore procede a pesare il rifiuto e a censirlo. Quindi in automatico, si aprirà una porta dove il rifiuto potrà essere conferito. Tutti i Raee raccolti saranno così tracciati e gestiti da un computer centrale e, una volta che i contenitori interni saranno pieni, sarà il computer a registrare e inviare la richiesta di svuotamento e sostituzione.

Viste le sue dimensioni (7 per 2,5 metri), il Raee Parking è stato pensato per essere posizionato in grandi spazi, possibilmente in prossimità di grandi centri di vendita per coinvolgere anche il circuito della distribuzione. Tra le possibilità, quella di prevedere per esempio, carte di riconoscimento elettroniche affiliate allo punto vendita, innescando scale virtuose di accumulo di punti oppure per accedere ad una particolare scontistica.

Il Raee Parking si aggiunge al “Raee mobile”, camion itinerante attrezzato per ricevere qualsiasi tipo di Raee, e al cassonetto stradale dedicato ai piccoli rifiuti elettrici, entrambi promossi da Hera. Tutti saranno utilizzati nella fase sperimentale del progetto europeo. A partire dal 2013 e per circa due anni, infatti, saranno posizionati nei territori di Bologna, Ravenna, Castenaso e Lugo, oltre nell’area di Saragozza in Spagna nell’ambito del progetto Identis Weee che si concluderà nel 2015 con la raccolta dei dati e una valutazione della sperimentazione.

Rimini, 7 nov. – (Adnkronos) – Artisti e detenuti insieme per un progetto di reinserimento sociale dedicato all’arte. A Ecomondo, la fiera in corso a Rimini fino al 10 novembre, il Museo del Riciclo del consorzio Ecolight mette in mostra le opere di artisti del riciclo assieme a quelle del progetto “Raee in Carcere”. Da vecchi pc sono nati collier e orecchini; da televisori e computer bracciali e anelli; da bottiglie di plastica preziose spille e da ricercati bottoni dei gemelli.

“Sono solamente alcuni esempi di come i rifiuti possono diventare oggetti di design e arte; ma al contempo, questa è l’occasione per stimolare una maggiore sensibilità ambientale ricordando che la buona pratica del riciclo può e deve diventare una forma d’arte quotidiana”, spiega Walter Camarda, presidente di Ecolight, il consorzio nazionale che si occupa della gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle pile e degli accumulatori a fine vita.

Cinque gli artisti selezionati che espongono le loro creazioni: Maria Chiara Belotti, Ludovica Cirillo, Marta Mongiorgi, Wanda Romano e Cristian Visentin. In più, uno spazio è stato riservato al progetto “Raee in Carcere”: lo stand del Museo del Riciclo ospita anche alcuni bijoux realizzati all’interno del laboratorio della cooperativa sociale Gulliver di Forlì dove persone in esecuzione penale sono impegnate nello smontaggio di Raee non pericolosi. Si tratta di un progetto sociale con una spiccata finalità ambientale che è sostenuto dal consorzio Ecolight e attraverso il quale è emersa la creatività di alcuni dei detenuti coinvolti.

“Il progetto Museo del Riciclo è nato due anni e mezzo fa con il preciso scopo di dare valore al lavoro dei molti artisti che, utilizzando materiali di scarto, arrivano a realizzare delle opere – prosegue il presidente di Ecolight – E’ un modo per stimolare e accrescere la sensibilità sul tema dei rifiuti, in particolare sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche”. I Raee infatti rappresentano una delle sfide più interessanti per l’Europa e l’Italia.

“Partendo dalla consapevolezza che gli oggetti elettronici caratterizzano quasi ogni momento della nostra vita, diventa quindi necessario raccoglierli e riciclarli non solamente per fornire importanti materie prime seconde, ma anche limitare la dispersione di sostanze inquinanti”, continua il direttore generale del consorzio Ecolight, Giancarlo Dezio. Con il laboratorio Raee in carcere, accanto a queste finalità, si aggiunge lo scopo sociale: permettere il reinserimento lavorativo delle persone in esecuzione penale. Il laboratorio di Forlì impegna 5 persone detenute. Complessivamente il laboratorio ha lavorato circa 450 tonnellate di Raee.

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