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Rete

Il prossimo 12 dicembre Il Fatto Quotidiano organizza due ore di trasmissione in streaming e su diverse emittenti private sul tema “Chi vuole la libertà?”. Perché nessuna televisione nazionale o grande giornale si sia accorto in questi anni di dove stava andando a finire il nostro paese?

Una bella iniziativa, utile però non solo per fare un’analisi della devastazione che ha colpito negli ultimi decenni il sistema dell’informazione italiano ma anche per denunciare la mancanza di un impegno serio del governo e della politica per la cancellazione della Gasparri. Soprattutto la vergogna televisiva è stata infatti il frutto della mancanza assoluta di legalità. Non è che le leggi non ci fossero ma esse sono state sempre leggi di favore, applicate ancora peggio. Nonostante le ripetute pronunce della Corte Costituzionale non è stato possibile approvare una riforma moderna e pluralista della Rai e dell’emittenza televisiva, e questo anche per colpa del centrosinistra.

Le tinte sono le stesse, bianco, rosso e blu: un po’ democratico, un po’ repubblicano, in ogni caso molto american style. Anche lo slogan della testata “Cambiamo l’Italia Adesso!” fa parte del panorama noto del sindaco toscano. Colpisce il tempismo scelto per il lancio di un sito sponsorizzato, il cui link appare in cima alle preferenze dopo la più semplice tra le ricerche su google: “Matteo Renzi”. Tra i risultati compare in bella evidenza un inatteso annuncio pubblicitario: “Una lista indipendente per Matteo Renzi? Facci sapere come la pensi!”. Inatteso perché appena resi noti i risultati che davano la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del centrosinistra, lo sconfitto assicurava di non aver alcuna intenzione di formare una propria lista. 

Tu vuofall’americano ma si’ nato in Italy!”, canterebbe, Renato Carosonone, se gli si raccontasse quanto sta accadendo in queste ore nella Rete italiana a seguito dell’ordine con il quale la Procura della repubblica di Vallo della Lucania ha imposto a tutti gli internet services provider italiani di impedire ai loro utenti di raggiungere i siti torrentreactor.net e torrents.net, ritenuti responsabili di concorso nel reato di diffusione al pubblico abusiva di film, musica, software e libri.

La vicenda ricorda – molto alla lontana per la verità – il recente caso Megaupload Conspirancy che ha, a lungo, tenuto banco, sui media di mezzo mondo, nei mesi scorsi.

In questa logica, quello che succede è semplice e complicato allo stesso tempo. Infatti, nello scenario che stiamo delineando, è sempre più difficile formare (e quindi disporre) giovani che abbiano, oltre a capacità e talento, anche la “giusta” motivazione. Che si traduce prima di tutto nella disposizione a cercarsi un maestro. Ciò accade perché i loro interessi e le loro aspettative sono ormai legati in qualche modo a quello che succede all’esterno del nostro piccolo paese. E ciò che possiamo chiamare ’esterno’, nel loro caso, proviene soprattutto dal mondo dei media; da ciò che i media fanno passare o trapelare fino alla periferia (perché di periferia si tratta, con buona pace dell’”assenza di centro”, e dunque di periferie, che avrebbe dovuto caratterizzare la società globalizzata). Si tratta invece proprio di periferia; proprio se considerata da un punto di vista globale (che è poi il punto di vista della televisione, e anche di internet).  

‘Il futuro di Internet passa per Dubai’ è la frase che ha accompagnato l’apertura della Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali. Negli Emirati Arabi Uniti oltre duemila delegati di 193 Paesi si sono riuniti oggi per negoziare gli aggiornamenti alle Regole internazionali delle telecomunicazioni (Itrs), ossia il documento che regola il funzionamento delle reti a livello internazionale e nazionale, datato tuttavia 1988, epoca in cui internet non era ancora diffuso.

Saranno 1.600 le unità impiegate nel mondo rispetto alle poche centinaia attuali. Priorità: monitoraggio gruppi islamisti attivi in Africa, contenzioso nucleare in Iran e Corea del Nord, ma anche i piani di ammodernamento degli arsenali cinesi.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Il Pentagono sfida la Cia: potenziata rete di spionaggio

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Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

 

Si è appena candidato e già è stato malignamente battezzato “Il sindaco tronista”. Alfio Marchini, 47 anni, erede della famiglia di costruttori ribattezzata  ”Calce e martello” ha deciso di candidarsi a sindaco di Roma. Aiutato dagli esperti di comunicazione di Obama, Marchini ha annunciato la sua discesa in campo alla trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata. “Mi candido – ha spiegato – con una lista civica, primo passo verso un Movimento metropolitano”. Ammette di non aver votato alle primarie ma di averne apprezzato lo spirito, dice: “Non mi sento vicino al centrodestra. Speravo che Alemanno potesse essere il Petroselli di destra, ma il suo fallimento è acclarato”. Poi ha aggiunto: è arrivato il momento di qualcosa di nuovo perché nell’offerta politica non c’è nulla che soddisfi le aspettative del 30, 40 o 50% delle persone”. A Grillo riconosce la capacità di creare un movimento che non è antipolitica. “Manca però concretezza nelle soluzioni”, sottolinea.

La rete delle amicizie  Nella sua avventura politica Marchini può contare su un’ampia rete di amicizie, tra cui quella con Francesco Gaetano Caltagirone ereditata dal nonno che Alfio, è amico di Massimo D’Alema e l’ex consigliere della sua fondazione Italianieuropei (la sede è in un palazzo della famiglia Marchini), e quando l’ex premier era segretario del Pds, Alfio investì per breve tempo anche nell’Unità. Ha buoni rapporti con Giuliano Amato, Mediobanca (era uno dei preferiti di Enrico Cuccia), il Vaticano, e un’amicizia con l’ex premier israeliano Shimon Peres, che gli ha aperto le porte del mondo ebraico. 

 

Maurizio Crozza stavolta fa il serio e risponde seccamente a Matteo Renzi. “Cari amici della rete, è il comandante Crozza che vi parla”. Il comico genovese scrive ai suoi fan e al sindaco di Firenze. “Molti passeggeri della nave si lamentano perché il mio faccione compare sulle pagine Facebook di alcuni comitati pro Matteo Renzi, con una mia battuta di Ballarò. Ora, amigos, voi sapete che in rete c’è di tutto: quelli che si fidanzano con i gattini, quelli che rubano le moto, e anche quelli di Matteo Renzi. Io, tra l’altro, l’ho saputo da uno che mi ha telefonato e mi ha detto: cos’è questo endorsement per Renzi? E così la telefonata è durata mezz’ora: 29 minuti per capire cosa vuol dire endorsement e uno per mandarlo a cagare. Però so apprezzare la coerenza: solo un comico può tentare di strumentalizzare la battuta di un comico”. E per prendere ulteriormente le distanze da Renzi Crozza precisa ancora una volta il suo punto di vista: “Insomma, tutti avvisati: la battuta di Crozza rubata dal comitato per Renzi è satira, vale una metafora di Bersani, un non voglio che mi si dica grazie di Marchionne o un sciogno di Briatore. Ora me ne vado. Torno a bordo, cazzo. Se vedete Renzi, i renziani e i renzini salutatemeli”.

Bere acqua per dimagrire, è l’autorevole suggerimento di Kim Kardashian per tornare in forma dopo i bagordi delle feste. Curiosando in rete, grazie a Twitter mi sono imbattuto in un articolo della bellissima star della Tv americana che per affrontare il post-Ringraziamento si è lanciata, fasciata in un’aderentissima tuta sportiva, in un rapido elenco di trucchi per smaltire gli eccessi. Certo, dall’alto di un fisico imponente, testimoniato non solo da foto quotidiane ma anche da un illuminante sextape che ha fatto il giro del mondo, sembra più facile riuscire a rimanere magri e belli. Magari è più difficile se sei tarchiato, grassoccio e spesso sottomesso ai morsi di una fame atavica.

Nascono in Puglia gli sportelli informativi per il microcredito. Obiettivo: promuovere l’autoimpiego attraverso un percorso di informazione e formazione mirati a recuperare quella fascia non bancabili della società, come disoccupati di lungo periodo e donne over 50, ma anche ad aiutare tutti coloro che vogliano avviare microimpresa in condizioni di difficoltà. E’ quanto prevede il progetto “Microcredito e Servizi per il Lavoro”, attuato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, e presentato a Bari presso l’hotel Parco dei Principi nel corso del convegno “Una rete di sportelli informativi per il microcredito in Puglia: l’autoimpiego quale strumento per combattere la crisi”. 

Il progetto – Il progetto, che si inserisce nell’ambito delle attività cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo per il periodo di programmazione 2007-2013, mira infatti a creare una rete di servizi informativi, di orientamento e di accompagnamento sullo strumento del microcredito presso alcuni Centri per l’impiego, presso Comuni, Camere di Commercio delle Regioni di Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. I Comuni che hanno risposto all’avviso della manifestazione di interesse, pubblicato a fine settembre con scadenza il 30 novembre sono il Comune di Monopoli, Torremaggiore, Torre S. Susanna, Nola, Mola, Conversano. Ad aderire è stata anche la Provincia di Lecce con dieci Centri per l’impiego. Ad aprire i lavori è stato il Capo progetto  Mario Esposito, illustrando la mission del servizio offerto mentre a spiegare strumenti e finalità del piano è stata  la responsabile Osservatorio Microcredito e Politiche Comunitarie Tiziana Lang.  “Il progetto nasce per promuovere e diffondere il microcredito e mira, in collaborazione col Ministero del lavoro, a rafforzare le competenze degli attori nell’intermediazione del mercato del lavoro. Lo scopo è quello di costruire una rete attorno alle nuove competenze ed aiutare il disoccupato nel mercato del lavoro. Lang ha perciò spiegato come  sia necessario stimolare nelle quattro regioni obiettivo Convergenza (Puglia, Campania, Sicilia, Calabria) dei processi per facilitare la pianificazione di politiche per il microcredito. L’esperta di microcredito ha elencato gli obiettivi specifici delle diverse linee di intervento del Progetto, le esigenze e le modalità operative per l’attuazione del progetto. Al seminario  hanno  partecipato l’assessore provinciale di Bari Sergio Fanelli, il consigliere comunale Massimo Maiorano e il segretario generale dell’ENM Riccardo Graziano che ha sottolineato come l’Ente dia il suo rilevante contributo ai soggetti istituzionali. La tavola rotonda, moderata dal giornalista di Telenorba Stefano Mastrolitti, è proseguita con i contributi di  Andrea Vernaleone, direttore generale Puglia Sviluppo, Teresa Masciopinto, referente Banca Popolare Etica, Don Domenico Francavilla, della Caritas Diocesi di Andria, Pasquale Ribezzo, segretario generale CNA Puglia, Andrea Magistrale, commercialista e revisore contabile.

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