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A Napoli ci sono calciatori che stringono amicizie pericolose con elementi della tifoseria organizzata, infarcita di ultrà estremisti e personaggi contigui alla camorra, perché così “giocano con minore pressione” (parole di un vecchio verbale dell’ex difensore azzurro Fabiano Santacroce) o perché, come fece capire il procuratore aggiunto di Napoli Giovanni Melillo in una conferenza stampa, certe frequentazioni possono tornare utili quando bisogna andare a ridiscutere i contratti con la società.

Cose emerse da un’inchiesta della Procura di Napoli sulle violenze del tifo organizzato che nel febbraio scorso culminò in 11 arresti nel gruppo ‘Bronx’, il cui capo era collegato al clan Mazzarella. Riflettiamoci su, e ora andiamo al Tribunale di Napoli, dove stamane Ezequiel Lavezzi ha deposto in qualità di testimone nell’ambito del processo sul riciclaggio dei soldi del clan Lo Russo nei ristoranti del lungomare partenopeo.

Sono cominciati gli scavi nel mausoleo di Ramallah per l’esumazione dei resti di Yasser Arafat. Al termine degli scavi, tra un paio di settimane, un equipe di tecnici svizzeri che aveva scoperto le tracce di polonio – lo stesso materiale radioattivo utilizzato per uccidere il dissidente russo ex KGB Alexander Litvinenko - sugli effetti personali del leader palestinese, preleverà dei campioni che saranno analizzati per provare la tesi di avvelenamento. L’inchiesta è stata aperta ad agosto, dopo la denuncia per omicidio fatta dalla vedova del premio Nobel, Suha Arafat, costituitasi anche parte civile. Incaricati del caso sono i magistrati del tribunale francese di Nanterre, gli esperti svizzeri, e anche il governo russo con la supervisione dell’Anp. Arafat, leader storico palestinese e fondatore dell’Olp, morì l’11 novembre 2004 quando era presidente dell’Autorità nazionale palestinese. Era malato da tempo, ma le cause della morte non sono state mai chiarite. Pochi giorni prima del decesso fu ricoverato in un ospedale militare alla periferia di Parigi. 

L’annuncio del rinvio della tradizionale diretta tv di Vladimir Putin con i cittadini, spostata da fine anno alla bella stagione, ha rinfocolato i sospetti che il presidente russo non stia bene. Secondo indiscrezioni riportate oggi dal quotidiano ‘Vedomosti’, il capo di Stato russo è stato costretto dai medici a limitare i suoi spostamenti in aereo, dopo che a settembre il suo ormai celebre volo in deltaplano per accompagnare la migrazione di uno stormo di gru gli è costato il peggioramento di una vecchia ferita. 

La prima a parlare di problemi di salute per Putin è stata di recente l’agenzia di stampa ‘Reuters’, in seguito a una serie di visite ufficiali rimandate dal Cremlino, e il fatto che molti avevano notato il presidente zoppicare in occasione del summit Apec di Vladivostok, il mese scorso. Da allora non solo varie missioni all’estero annullate, ma anche una permanenza prolungata nella residenza di Novo Ogarevo, e da ultimo la cancellazione della maratona televisiva con i connazionali, ormai una tradizione da dieci anni, non hanno fatto altro che alimentare perplessità.

Il portavoce Dmitri Peskov ha sempre puntualmente smentito tutto. Prima ha spiegato che l’andatura zoppicante di Putin a Vladivostok era dovuta a una vecchia lesione riportata facendo sport, e poi che il botta e risposta con i russi in tv è solo rimandato alla bella stagione, in modo che durante i collegamenti con il presidente, di solito allestiti all’aperto e negli angoli più remoti del Paese, i cittadini non si congelino “piedi e orecchie” nell’attesa di poter formulare le loro domande. Ufficialmente, invece, sarebbe un gesto di magnanimità verso i moscoviti quello che spinge Putin a rimanere a Novo Ogarevo, evitando così di ingolfare il traffico della capitale con il corteo presidenziale, il cui passaggio ogni volta blocca le arterie vitali della città. Sono però tutte motivazioni che non convincono la stampa. Stando altresì a voci riportate da un altro giornale, ‘Kommersant’, sarà rinviato anche il tradizionale discorso alla Nazione, per consuetudine pronunciato dal presidente a novembre. In questo caso, tuttavia, la decisione non sarebbe imposta da problemi di salute, bensì dalla difficoltà di trovare un accordo nelle stanze del potere sui contenuti del discorso: il primo dal ritorno di Putin alla guida del Cremlino. 

Si sono perse le tracce di una nave cargo con la stiva carica di 700 tonnellate d’oro. La Amurskaya, imbarcazione della flotta del gruppo minerario russo Polymetal, ha lanciato l’sos nella serata di domenica mentre navigava tra la costa russa e l’isola giapponese di Hokkaido. Poi più nulla. L’esercito russo ha organizzato squadre di ricerca e ha già perlustrato 4mila metri quadri di mare, sono intervenuti mezzi anfibi ed elicotteri, ma le condizioni meteo non favoriscono il lavoro. Non è noto quante persone facciano parte dell’equipaggio (pare otto), mentre il valore del carico d’oro è di 800mila dollari.


pubblicato da Libero Quotidiano

Dalle ceneri dell’Unione Sovietica nascera’ l’unione monetaria, dice il leader russo. Primo passo l’unione doganale. Fanatismo o minaccia reale per la potenza europea occidentale in declino?

pubblicato da Wallstreet Italia
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Putin: Eurasia unita, "lo vuole Dio"

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Il presidente russo definisce la crisi economica in Europa “una crisi di sistema, e non solo una questione di debito”. “Con la dracma in Grecia oggi avrebbero potuto svalutare e riprendersi. E invece si ritrovano a mani vuote, senza strumenti, solo con debiti”.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Putin: "L'adozione dell'euro un passo più lungo della gamba"

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La crisi turco-siriana rischia di raffreddare seriamente gli ottimi rapporti tra il premier turco Tayyip Erdogan e il presidente russo Vladimir Putin. Il rilascio e la prosecuzione verso la destinazione finale del volo Mosca- Damasco, dopo l’atterraggio forzato di ieri pomeriggio ad Ankara, non ha soddisfatto il governo russo che per bocca di Alexander Lukashevich, portavoce del ministro degli Esteri, ha espresso preoccupazione per lo stato di salute dei 17 cittadini russi a bordo dell’Airbus 320 della Syrian Airline bloccato per otto ore senza aver «concesso ai passeggeri accesso a cibo, acqua e personale medico».

Il partito gli sta scoppiando tra le mani, il suo Milan è alla frutta, le grane giudiziarie non si contano, eppure Silvio Berlusconi ieri ha mollato tutto per volare a San Pietroburgo a festeggiare il sessantesimo compleanno dell’amico Vladir Putin. Il presidente russo aveva annunciato nei giorni scorsi che avrebbe organizzato una sobria festa nella dacia “con suoi familiari più stretti” e tra questi ha voluto includere Silvio. Del resto l’amicizia con lo ‘zar’ è di antica data. Politica, economia e business il filo rosso che li ha sempre uniti. A partire dallo storico  vertice di Pratica di Mare (maggio 2002), con la firma dell’accordo tra la Nato e la Federazione russa. Ma anche la passione per il mare, quello di ‘Sochi’ per il capo del Cremlino, e quello verde smeraldo di  Villa La Certosa a Porto Rotondo per il Cavaliere. Molti gli episodi, anche curiosi, che hanno segnato il loro rapporto più che decennale: dalla foto in colbacco alla gaffe del mitra.

L’ultimo incontro tra i due leader, naturalmente top secret, risale ai primi dell’agosto scorso, sotto il sole del Mar Nero. Qualche mese prima, il 7 maggio, l’ex premier era in terra russa, tra gli ospiti vip alla cerimonia di insediamento al Cremlino di Putin, mentre dall’Italia giungevano i risultati delle elezioni amministrative, dove il Pdl incassò una sonora sconfitta. In quella occasione il Cav ebbe il tempo anche per assistere a una partita di hockey (all’arena Megasport di Mosca) in cui giocava il  neo presidente russo, che vestiva la maglia della Lega degli amatori russi (nella gara Putin segnò una rete, firmò un assist e realizzò un rigore). Un’altra visita privata, stavolta a Sochi, c’è stata lo scorso marzo. Con tanto di foto che ritraggono Silvio, Vladimir e Dmitri Medvedev sulla neve di Krasnaja Poliana, località che nel 2014  ospiterà le Olimpiadi invernali.

Certamente lo scatto più famoso resta quello dove i due leader sfoggiano un pesante colbacco di pelliccia per coprirsi dal freddo polare (21 gradi sotto zero), durante una cena nella foresta di Zavidovo (era il febbraio del 2003): in quel momento il problema centrale era la crisi irachena, la prospettiva di un conflitto imminente e dopo un giro di consultazioni tra Londra e Washington, il Cav aveva l’incarico di mediare con il leader russo. Nell’estate dello stesso anno Putin è in Sardegna, di nuovo i colloqui sono concentrati sull’Iraq. Nell’aprile 2004 la città russa di Lipetsk viene rimessa a nuovo per accogliere i due leader che inaugureranno uno stabilimento Merloni. Nell’agosto del 2005 Putin   chiede al capo del governo italiano -di nuovo in Russia- di consentire  a Gazprom di fare maggiori investimenti in Italia, nelle reti di   distribuzione del gas. A sua volta, raccontano i giornali di allora, Berlusconi lavora per rafforzare la presenza delle compagnie   energetiche italiane in Russia.

Nell’aprile del 2008 Berlusconi conquistò le prime pagine dei giornali per una gaffe a difesa dell’amico Vladimir. Il presidente russo è a Porto Rotondo per un ‘bilaterale’. In quei giorni circolano  voci di una sua relazione con la giovane deputata Alina Kabaeva.   Durante una conferenza stampa al termine del vertice, Putin viene   incalzato da una giornalista e smentisce ogni rumors. “Non c’è una parola di verita”, taglia corto quando gli chiedono di confermare o meno le indiscrezioni su un suo prossimo matrimonio con la deputata di  Russia Unita, ex campionessa olimpica, e di un divorzio già avvenuto dalla moglie Ljudmila. Prima che Putin risponde, un Cavaliere sorridente mima con le mani un mitra e lo indirizza verso la cronista. Putin se ne accorge e annuisce.

La smentita è categorica: “In relazione all’articolo apparso quest’oggi in prima pagina su Libero dove si afferma che Villa Certosa sarebbe stata venduta, bisogna osservare che trattasi di notizia totalmente destituita di ogni fondamento.Villa Certosa non è in vendita e conseguentemente non ci sono trattative in corso”. Parola dell’avvocato e parlamentare del Pdl, Niccolò Ghedini. Uno dei legali storici di Silvio Berlusconi interviene su un gossip che da settimane riguarda la residenza sarda dell’ex presidente del Consiglio. 

Anna Dello Russo sa fare il suo mestiere, senza dubbio. Ex fashion editor di Vogue Japan, quotatissima consulente di moda, in questi giorni protagonista delle pagine di costume dei quotidiani di mezzo mondo, la Dello Russo sa esattamente che il cattivo gusto, oggi, vende bene.

Il trash piace, l’eccesso conquista, l’esagerazione ammalia.

Lady Gaga, al di là del valore reale della sua produzione musicale, è una rappresentazione dell’eccesso praticamente perfetta (Miss Ciccone ha insegnato bene): la gente ama il cattivo gusto portato all’esasperazione, i dettagli trash che lei introduce con disinvoltura, i suoi look iperbolici, visti come una forma di creatività, o di provocazione.

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