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scadere

di Vanni Zagnoli

 

Il Sassuolo di Eusebio Di Francesco somiglia alla versione Pea, batte l’Ascoli costruendo appena due palle gol. Meglio il Livorno, brillante a Crotone con il capocannoniere Siligardi, e secondo in classifica. Immeritato il successo del Verona, terzo e premiato allo scadere da Bojinov.

 

Sassuolo–Ascoli 1-0 (33’ Boakye). Mezz’ora senza emozioni, poi Catellani converge e serve l’ex juventino, destro dal limite in caduta, angolato, e match deciso. In panchina a lungo il capocannoniere Pavoletti, parate di Pomini su Fossati e Zaza, subentrato a Soncin. I marchigiani meritavano davvero il pari.

Crotone–Livorno 1-2 (40’ Gabionetta; 21’ Luci, 88’ Siligardi). Parata del toscano Mazzoni su Gabionetta. Mister Davide Nicola arretra Lambrughi, rispetto al solito, segna il capitano amaranto Luci, su angolo respinto. Maiello avvicina il pareggio, Siligardi il raddoppio da fuori. L’1-1 su incursione centrale di Gabionetta, poi Calil si fa notare su punizione. Ripresa più appassionante, pericoloso il Livorno, anche con la traversa di Dionisi, e legno pure del calabrese Ciano. Nel finale sinistro imprendibile di Siligardi.

Verona–Bari 1-0 (88’ Bojinov). Lamanna nega il vantaggio a Laner, su punizione, Hellas pericoloso da fuori. Dopo l’intervallo pungono i pugliesi Bellomo, Galano, Ceppitelli e Caputo, con due parate di Rafael. Entra Bojinov nell’ultima mezz’ora, decide la gara, è la sua prima rete in gialloblù, su cross di Cacciatore. Il Bari perde l’imbattibilità, eppure meritava di vincere.

Juve Stabia–Padova 1-0 (64’ Mbakogu). In avvio palo di Cuffa, di testa, su punizione di Cutolo per i biancoscudati. Erpen è in formissima e da fuori sempre pericoloso, la Juve Stabia avvicina così il vantaggio. Il portiere del Padova Anania a metà primo tempo viene ammonito dal suscettibilissimo Baracani, l’arbitro è accerchiato perchè per una parolaccia bissa il cartellino e dunque lo espelle. Il Padova fatica a portare il pallone oltre la metà campo, Zè Eduardo alleggerisce la pressione. Traversa del brasiliano Mezavilla per i campani, che passano su suggerimento di Genevier, con incertezza della difesa, in particolare di Feltscher. Prima vittoria per gli stabiesi, a digiuno da aprile, proprio da analogo successo.

Novara – Ternana 1-2 ( 77’ Gonzalez; 13’ Nolè, 49’ Litteri). Rovesciata in area piccola e prima rete per l’attaccante della promozione rossoverde. Gonzalez è pericoloso da fuori, ma i piemontesi a lungo sono irriconoscibili. Gli umbri hanno la miglior difesa del campionato, dopo il Sassuolo e con quella reggono bene. Il Novara avvicina il pari, ma alla ripresa è infilato da Litteri, poi viene fermato dalla traversa su colpo di testa. Tardivo il gol del cannoniere Gonzalez, nel diluvio, allo scadere salvataggio di Ambrosi. Espulso Alhassan, allo scadere.

Empoli – Brescia 1-1 (7’ Maccarone;  19’ Lasik). I toscani interrompono la serie di 4 sconfitte di fila, “big Mac” festeggia la 100esima partita nell’Empoli, su azione da sinistra. Pareggia lo slovacco Richard Lasik, alla prima rete, destro da fuori, il portiere Dossena è troppo avanti. Caracciolo per due volte con il pallonetto avvicina la porta, poi di testa meriterebbe il vantaggio. Replica Maccarone scheggiando la traversa, quindi Valdifiori su angolo quasi la mette dentro. Pericoloso Zambelli, alla ripresa, servito da Daprelà.

Spezia – Reggina 1-0 (56’ Sansovini). Gli aquilotti si riprendono dopo 3 battute d’arresto di seguito, un punto in 5 gare per i calabresi, emergono i limiti del debuttante Dionigi, con alle spalle appena un campionato e mezzo al Taranto, in Prima Divisione. Palo dell’amaranto Ceravolo, il migliore del primo tempo. Di Gennaro dall’angolo, Sansovini di testa arriva nel plotone di vicecapocannonieri, con 5 reti. Dopo un’ora espulso Armellino, fra i liguri. Traversa di Sansovini nel finale.

Vicenza–Grosseto 2-1 (88′ Plasmati, 95′ rig. Pinardi; 36’ Sforzini). Bremec evita il vantaggio del veneto Malonga, in una partita non bellissima, sbloccata da Sforzini (in campo con la maschera per proteggere il naso), di testa su assist mancino di Lupoli. L’arbitro Pairetto vede bene una deviazione di testa e non con la mano nell’area del Grosseto. Il pari grazie al destro da fuori di Pinardi, palo e sulla respinta il tapin è facile. Al 48’ Iorio trattiene Plasmati, è un rigore fiscale ma legittimo.

Lanciano–Modena 1-1 (26’ Mammarella; 48’ Signori). A Pescara, gli abruzzesi non bissano il primo successo, la gara è a ritmi bassi. Alla prima occasione, l’esterno mancino Mammarella realizza la sua terza rete. Al 41’ la seconda ammonizione per Vastola, espulsione eccessiva, ma la Pro è in dieci. Leali nega il pari a Lazarevic, lo ottiene Signori, conclusione a giro alla ripresa. Ardemagni manca il gol vittoria, poi lo segna ma in fuorigioco.

Il Settebello tradisce le attese e perde l’appuntamento con la storia: Londra per la nostra pallanuoto non è sempre d’oro. Dopo le vittorie su Ungheria (11-9) nei quarti e Serbia (9-7) in semifinale, non si ripete con la Croazia, che in finale vince meritatamente: 8-6, un punteggio finanche generoso con gli azzurri. Non è oro dunque, come a Londra 1948, quando la leggenda ebbe inizio. Stavolta gli azzurri devono accontentarsi dell’argento, che va a impreziosire un medagliere olimpico molto ricco per il Settebello, l’unica nazionale azzurra capace di qualificarsi a tutte le fasi finali delle Olimpiadi. Londra 2012 è quindi argento, dopo gli ori di Roma 1960 e Barcellona 1992, quando sulla panchina azzurra sedeva quel Ratko Rudic che guidava la Croazia che ha domato i ragazzi di Campagna, già giocatore e allievo di Ratko e ora maestro al suo pari. Nel carnet anche l’argento di Montreal 1976 e i bronzi di Helsinki 1952 e Atlanta 1996.

La partita coi campioni croati, che si sono presentati alla finale avendo vinto tutte le partite del torneo, è stata tiratissima: punteggio basso, difese aggressive, molta tattica in acqua. Il Settebello parte bene e si porta a +2 in avvio con una doppietta Gallo-Felugo, ma prima dello scadere del primo quarto la Croazia concretizza una superiorità numerica e accorcia le distanze. Nel secondo quarto i croati mettono in campo l’esperienza e la calma dell’allenatore-guru Rudic e si portano sul 3-2 con un parziale di 2-0 mentre il Settebello non riesce a concretizzare due superiorità numeriche e una straordinaria palombella azzurra si ferma sulla traversa. Un palo di Felugo allo scadere nega poi ancora il gol agli azzurri. Il Settebello viene comunque tenuto in partita dalla difesa e dalla grande prestazione del portiere Tempesti.

Il terzo tempo si apre con un siluro di Felugo dalla distanza che vale il pareggio, ma è l’ultimo acuto azzurro della gara. La Croazia non molla e si riporta subito in vantaggio con una magistrale azione corale che esalta le doti di palleggio della squadra di Rudic e allunga con un rigore. E’ il momento più duro della gara per gli azzurri, che colpiscono anche un palo in un’azione sottoporta, giocano sul boa ma sembrano nuotare a luce spenta. 

Nel quarto tempo i giochi sono ormai fatti. I croati allungano ancora e poi dilagano: 7-3. Valgono solo per l’onore l gol di Giorgetti che chi portano prima sul 7-4 poi sull’8-5) e quello allo scadere di Felugo per l’8-6 finale. L’Italia, scoraggiata e con poche idee, deve inchinarsi al suo antico maestro e allenatore Rudic, che vince la sua quarta Olimpiade da tecnico con la terza squadra (Serbia 1984-1988; Italia 1992; Croazia 2012). Campagna ora ha 4 anni per trovare i sostituti di Felugo e di Perez e allestire una nuova squadra per Rio 2016.

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