Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

settimana

Effetto primarie. O effetto Renzi? La cosa certa è che il Partito Democratico dopo il “bagno” di partecipazione fa il boom. Secondo le rilevazioni e le elaborazioni dell’istituto Emg per il Tg La 7 i democratici se si andasse al voto oggi raccoglierebbero il 34,6 per cento dei voti, oltre un terzo del totale dell’elettorato. Un’esplosione di consenso avvenuta nell’ultima settimana: solo sette giorni prima i sondaggi dello stesso istituto davano al Pd il 4,3 per cento di voti in meno. A oggi, dunque, se davvero passasse la riforma della legge elettorale con il premio di maggioranza per la coalizione che raggiunge il 40 per cento, Pd insieme a Sinistra Ecologia e Libertà e Partito Socialista potrebbero raggiungere quella che fino a qualche settimana fa sembrava irraggiungibile. Il partito di Nichi Vendola, infatti, raccoglierebbe il 6 per cento dei voti (flessione dello 0,1%), mentre i socialisti di Nencini l’1,3 (variazione in positivo: +1,3%).

Ha avuto inizio oggi a Doha la seconda settimana di negoziazioni alla COP18, con l’arrivo al Qatar National Convention Center di ulteriori delegati che indirizzeranno le discussioni sugli aspetti politici.

La prima settimana, caratterizzata principalmente da meeting tecnici, ha visto un sostanziale stallo nelle negoziazioni per il secondo periodo d’impegno del Protocollo di Kyoto (KP). Canada, Russia, Giappone, Nuova Zelanda e Turchia si sono aggiunti agli Stati Uniti nella lista dei paesi che non vi aderiranno, lasciando così la palla in mano ad Unione Europea (che ha riconfermato il pledge del 20%, già raggiunto nel 2011), Cina ed Australia, con quest’ultima che però ha presentato un obiettivo di riduzione irrisorio: 0,5% di riduzione delle emissioni entro il 2020.
Mantenere in vita il Protocollo di Kyoto è fondamentale, in quanto rappresenta l’unico accordo globale legalmente vincolante in merito a misure di mitigazione.

Nella striscia satirica di questa settimana, Stefano Disegni parte dalle dichiarazioni del premier Monti sul sistema sanitario “a rischio”. E immagina il dialogo tra un’anziana paziente e un infermiere che le spiega perché l’operazione prevista non si potrà fare. “C’è la crisi….del resto l’Italia non può mica rinunciare al suo ruolo internazionale per trovare i soldi per la sanità”…

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Sono 285 i vicentini che dovranno restituire il rimborso per i danni subiti durante l’alluvione di Vicenza, nel novembre 2010. Da una settimana è scaduto il termine per presentare scontrini e fatture a giustificazione delle spese sostenute per il ripristino delle condizioni pre-evento, in pratica per dimostrare di aver speso in opere, l’anticipo sul rimborso accordato dal Comune. C’è grande rabbia in quelle 200 famiglie e 85 aziende che, oltre al danno economico e morale, ritengono di subire anche la beffa, nel dover restituire alle casse comunali l’aiuto ricevuto due anni fa dopo aver perso, in molti casi, praticamente tutto. Si ripete, con identico svolgimento, la trama di quanto successo per i proprietari di automobili distrutte da acqua e fango, ora riuniti in una class-action.

Lo S&P 500 chiude la settimana con un guadagno di +0,4%, e il mese di novembre in crescita +0,2%. Scambi in calo, a un valore inferiore -15% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni. VIDEO: RUMOR SUL FISCAL CLIFF

pubblicato da Wallstreet Italia
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Wall Street piatta, calo spese consumi più forte da maggio

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A Doha, Qatar, si avvia verso la fine la prima settimana di negoziati della 18^ sessione della Conferenza ONU (COP18) sul cambiamento climatico, comunemente nota come COP18. Fino al 7 dicembre 193 nazioni discuteranno per trovare un accordo per un trattato internazionale sul cambiamento del clima entro il 2015. La prima settimana vede chiudersi i tavoli tecnici preliminari dove i paesi presentano le rispettive posizioni. «Il negoziato procede lentamente denuncia Mohamed Adow, di Christian Aid, unendosi al coro di Ong del gruppo Climate Action Network (CAN) un network globale di oltre 700 NGOs associazioni che promuovano azioni locali e governative contro il cambiamento climatico ed a favore dello sviluppo sostenibile.

 

Niente primarie. Il sipario sulle consultazioni azzurre è calato nel corso della puntata di Porta a Porta di mercoledì sera con l’annuncio di Maurizio Lupi. Di sicuro non si faranno il 16 dicembre. E quasi altrettanto sicuramente non si faranno mai. Nel day-after del crollo del “sogno” di Angelino Alfano (e Giorgia Meloni, che ancora non si arrende) le dichiarazioni lasciano poco spazio ai ripensamenti. Eccone una breve rassegna. Altero Matteoli: “Penso che non si facciano le primarie, i presupposti sono cambiati”. Mariastella Gelmini: “Niente primarie? Sì, l’orientamento è questo. C’è poco tempo e a differenza del Pd non si trattava di primarie di coalizione ma di partito”. Michaela Biancofiore: “Per me l’uncio candidato è Berlusconi, in alternativa vedrei solo Franco Frattini“. Michela Brambilla: “Le primarie non sono mai state nella nostra tradizionie. Noi stiamo lavorando a un rinnovamento e a un programma che risponda in modo concreto a quanto ci chiede il popolo del centrodestra, che ha sempre seguito il presidente Berlusconi”.

La nota di Alfano – Già, Berlusconi. Con lui in campo le consultazioni sono impossibili. Né il 16 dicembre né mai. Ne ha preso atto anche Angelino Alfano, che si arrende dopo aver battagliato negli ultimi giorni per salvaguardare queste consultazioni ad alto rischio-flop. In una nota diffusa nella serata di giovedì 29 dicembre, il segretario spiega: “Ho sentito il presidente Silvio Berlusconi e abbiamo concordato di convocare, la prossima settimana, l’ufficio di presidenza per assumere le decisioni riguardo le primarie e l’assetto migliore da presentare nella prossima campagna elettorale”. Poche righe che di fatto ufficializzano la data in cui verrà celebrato il “funerale” delle primarie mai nate: avverrà in un giorno della prossima settimana. Magari proprio a ridosso dell’annuncio del ritorno in campo di Berlusconi (con il suo nuovo movimento? Con Forza Italia? Sempre con il Pdl? Lo scopriremo). E’ alta, dunque, la probabilità che il “funerale” delle primarie coincida con il ritorno di Berlusconi e la con il conseguente eclissarsi di Alfano, costretto a cedere nuovamente il passo al Cavaliere. Un’amara parabola discendente, per l’ex Guardasigilli che in veste di segretario ed (ex) delfino ufficiale non è riuscito a dare una sferzata agli azzurri.

I malumori – Il partito è in ebollizione, minato dalle correnti e dalle divergenze di pensiero. E’ una netta minoranza, ma c’è anche chi s’arrabbia per le primarie cancellate con un gesto di spugna. E’ il sindaco “formattatore” di Pavia, Alessandro Cattaneo: “Deluso? No, sono arrabbiato. Ma voglio ancora sperare”. Speranza vana. Poi c’è chi, come Renato Schifani, spiega che “il Pdl è il mio partito e lì intendo restare”. Il presidente del Senato aggiunge che la sua “costituente dei moderati”, “non era una proposta politica, ma un appello alle forze moderate ad aggregarsi”. Peccato però che la fisionomia di questo Pdl debba essere ancora definita: ecco perché forse nemmeno Schifani sa se potrà rimanerci davvero, negli azzurri che saranno. Quindi Maurizio Lupi, l’uomo che, di fatto, ha ufficializzato l’addio alle consultazioni: “Mi dispiace molto che sia andato in scena il miglior spot per il Pd. Mentre Renzi e Bersani si confrontavano su scuola, lavoro e giovani, noi sembravamo marziani che discutevano ancora delle primarie, se farle o no, delle discussioni tra Berlusconi e Alfano”.

La grana Bondi – E in una giornata già particolarmente difficile per il Pdl, scoppia anche la grana dei temi etici. Galeotta fu l’intervista concessa da Sandro Bondi a La Stampa, in cui il coordinatore individua negli ex An e nei cattolici del partito i responsabili del mancato rinnovamento. Bondi tira in ballo il caso di Eluana Englaro, sul quale gli azzurri nel (suo) mirino ebbero “posizioni di radicalismo religioso alla Tea party, in contrasto anche con il cattolicesimo”. Un’affermazione che ha scatenato un bombardamento di dure reazioni contro Bondi. Per primo Maurizio Sacconi, che invita di fatto il coordinatore ad andrsene. Quindi Gaetano Quagliariello, che lo rimprovera per il voltafaccia sul caso Englaro. E avanti così, con le secche prese di posizione di Eugenia Rocella, Viviana Beccalossi, Carlo Giovanardi e di tutti coloro che non hanno gradito l’attacco di Bondi che, da par suo, si unisce al coro  - quello sì, quasi unanime – di chi dice che “l’unico candidato è Berlusconi”.

 

Un ministro in tour. Elsa Fornero passa più tempo in giro a fare conferenze, interventi, convegni che nel suo ufficio al ministero del Lavoro. La sua agenda è fittissima. Ecco, andando a ritroso, la settimana del nostro ministro gaffeuse

Mercoledì 28 novembre All’associazione stampa estera di Roma per partecipare alla presentazione del libro di Antonio Polito, “Contro i papà”

Martedì 27 novembre Fornero presenzia al convegno la “violenza sulle donne nei luoghi di lavoro” organizzato dalle tre sigle sindacali

Lunedì 26 novembre  Fornero è a Torino, alla cerimonia di consegna delle onoreficenze “al merito della Repubblica Italiana”

Domenica 25 novembre Elsa Fornero, è al Lingotto a Torino per la consegna dei Premi alla fedeltà a lavoro della Camera di Commercio di Torino al Lingotto.

Venerdì 23 novembre  Elsa è a Verona e interviene al convegno Job & Orienta

Giovedì 22 novembre  Elsa Fornero, parlando è al  convegno organizzato dall’istituto Stensen a Firenze

Mercoledì 21 novembre Elsa Fornero è al ministero della Salute per incontrare il ministro Balduzzi e per la conferenza sull’Amianto. Poi si va in Rai, a registrare la puntata di «Porta a Porta» – un dovere quando si è star -, e solo alle 18.30 Fornero raggiunge Monti e Passera a Palazzo Chigi, per siglare l’accordo sulla produttività. Ma qui fortunatamente la trattativa era già conclusa: convenevoli, firma e alle 21 era già in conferenza stampa, ai soliti orari strampalati in cui questo governo relaziona sui suoi passi più importanti, fuori dalla portata dei tiggì e in modo che nessun giornale abbia tempo d’approfondire.

Martedì 20 novembre Il ministro è a  Roma. Al lavoro? Sì; beh, forse, negli avanzi di tempo tra il Workshop “Beni culturali e imprese. Musei aperti, musei chiusi” e l’intervento conclusivo al Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Inps. Quindi, giusto il tempo di una colazione e già incombeva la Riunione plenaria di insediamento del Comitato Interministeriale di Coordinamento per la Lotta alla Pedofilia.  

Lunedì 19 novembre Il ministro era a Trento a un convegno di Confindustria, per spiegare ai giovani come «far ingranare il futuro». Ma martedì era già a Roma. Al lavoro? Sì; beh, forse, negli avanzi di tempo tra il Workshop “Beni culturali e imprese. Musei aperti, musei chiusi” e l’intervento conclusivo al Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Inps. Quindi, giusto il tempo di una colazione e già incombeva la Riunione plenaria di insediamento del Comitato Interministeriale di Coordinamento per la Lotta alla Pedofilia.  

 

In settimana atteso voto del parlamento tedesco su accordi su Grecia. Euro prossimo ad 1,29. Rendimenti decennali in rialzo al 4,74% in attesa della nuova asta di titoli di stato italiani.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Bankitalia: reddito famiglie cala per il quinto anno di fila

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Lo dice un sondaggio. Il valore del petrolio scambiato a New York potrebbe superare i $90 al barile questa settimana. I dati dalla Cina intanto migliorano. In Usa focus su fiscal cliff e consumi.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Alert greggio: crisi Medioriente rischia di far schizzare prezzi

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