Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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E’ la perdita dell’innocenza. La sinistra a Taranto, permanentemente latitante sui temi dell’inquinamento e dell’impatto dell’Ilva, esce sfregiata e vergognosamente compromessa.

Le intercettazioni gettano una luce inquietante su uomini chiave che ricevevano telefonate dall’Ilva per accordarsi e parare i colpi dell’offensiva ambientalista sulle tematiche della salute. Si parlava della vita e della morte e loro non erano con i cittadini. Su quelle tematiche autorevoli uomini della sinistra stavano dall’altra parte, con l’azienda che inquinava da morire.  La sinistra lo sapeva, e taceva.

Chi è ammalato, si si ammalerà, chi teme di ammalarsi oggi sa che la sinistra stava lavorando dall’altra parte.

Quando i Repubblicani vogliono terrorizzare la gente citano le passivita’ fluttuanti derivanti dal sistema di assistenza sociale. Il problema quando si prova a calcolare il bilancio da qui a 75 anni e’ che si finisce per avere numeri che non significano nulla ora. Converrebbe invece mettersi al lavoro: di tempo ce n’e’.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Ma il debito Usa è veramente pari a $100 trilioni?

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Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Una band, la loro, divenuta icona della musica alternativa mondiale grazie alla commistione tra world music ed elettronica, proponendo un funk che scorre lungo l’oceano, fluttuando tra Africa e Caraibi, con elementi techno che sposano sonorità hip hop, un cocktail creativo che le cui radici affondano nel suono “Kuduro”, un genere che nasce in Angola negli anni ’80 e si affina in Portogallo vent’anni dopo, la cui peculiarità consiste nel miscelare ancestralità africana a innovazioni elettroniche.
 
Questa formula unica e musicalmente esplosiva è stata la chiave del successo dei Buraka Som Sistema, stimati tra i più innovativi musicisti della scena ibrida elettronica internazionale insieme a M.I.A, Major Lazer e pochi altri.
Hanno pubblicato due album “Black Diamond” e “Komba”, brillantemente accolti dalla critica di tutto il mondo, grazie ai quali hanno suonato in occasione di importanti festival tra cui Glastonbury e Roskilde.

Finalmente anche l’Italia avrà modo di conoscere tutta la loro energia dal vivo e non un semplice dj set ma un vero e proprio live!
 
BURAKA SOM SISTEMA – live –
1/12/12 | Leoncavallo, Via Watteau 7

Start h 22:30 | € 10

Ecco l’ultimo messaggio del governo. Costa troppo la salute, ovvero il Sistema sanitario nazionale. Costa troppo il sistema previdenziale, cioè le pensioni. Costa troppo un Paese che invecchia. Costano troppo le malattie di tutte le disabilità. Ci sono due strade per parlarne. Una è di constatare lo strano modo di operare del governo, che calcola insieme cose e persone, senza badare al disordine logico e allo squilibrio morale. E produce decisioni che sconvolgono l’equilibrio sociale senza smuovere di un millimetro la distanza dalla famosa fine del tunnel. Invia annunci che generano non solo panico, ma anche un pericoloso senso di alienazione e di solitudine, dalla “non sostenibilità dei costi della salute” all’abbandono dei malati di Sla , fino alla tragica iniziativa dell’“esperto di tagli” Bondi di rendere impossibile il funzionamento dell’Ospedale di Santa Lucia, in Roma, centro di alta specializzazione per le disabilità infantili. La ragione è: manca il sostegno finanziario.

Allora è importante far notare che questo nuovo governo di “tecnici” sta usando antichi moduli di bilancio che servivano per vita e successo di un Paese completamente diverso, dove la potenza contava più del benessere, le cose più dei cittadini, le armi più del lavoro. Era il modulo di bilancio di tempi in cui, per la salvaguardia dei confini e delle coste, non si poteva badare a spese. A questo modello, che in parte era imposto dalla necessità, in parte dall’errore culturale (immaginare il futuro come il presente) si è aggiunta l’influenza potente della riforma Reagan-Bush: privatizzare ogni aspetto della vita delle persone, dalla scuola di ogni livello alle malattie di ogni gravità e costo, e socializzare i benefici accordati alla ricchezza: tutti rinunceranno a qualcosa per tagliare le tasse alle imprese e ai milionari, uniche fonti di arricchimento per tutti. L’arricchimento per tutti, come è noto, non c’è stato. E il presidente Obama è stato rieletto per tentare di rimediare al disastro sociale Reagan-Bush nel suo Paese. Adesso, a quel disastro sociale, sembra avviata l’Italia, con tre cattivi risultati: spaventare i cittadini, smontare la fiducia sulla capacità dei “tecnici”; spingere, data la solitudine, alla ribellione. La somma di tali risultati è un costo ben più grande dei tagli gravissimi (e irrilevanti per la salvezza del Paese) che ci vengono continuamente annunciati.

Il Premier torna sull’argomento diventato un caso quando ha detto che il sistema sanitario pubblico rischia di scomparire per carenza di fondi, senza assumersi la responsabilita’ per l’impatto deleterio delle misure di austerita’ imposte dal suo governo.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Monti: salvare sanità non vuol dire privatizzarla

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Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Molti del mio ambiente mi sfottono chiamandomi il “profeta”. Ovviamente non ho nessuna “celeste ispirazione” per esserlo e meno che mai so prevedere il futuro rivelando verità nascoste. Mi limito a  frugare nella pancia della sanità rovistando tra i tanti interessi e le tante contraddizioni che la riempiono, per realizzare il sogno di un diritto alla salute uguale per tutti. Se critico, se mi agito, se scrivo dei post, degli articoli, dei libri, se giro per conferenze e congressi è perché tento nel mio piccolo di oppormi a tutto quanto può nuocere a questo sogno. Niente di più. Ho imparato che il diritto alla salute più che essere difeso va costantemente costruito e che per costruirlo ci vuole un pensiero riformatore. Ho anche capito che chi non è in grado per tante ragioni di pensare questo pensiero suo malgrado diventa prima ancora di qualsiasi problema sanitario il primo vero grande nemico del diritto. Non sono tanto i problemi  “oggettivi” della sanità a mettere in pericolo il diritto alla salute delle persone, ma i modi sbagliati con i quali si cerca di affrontarli. Il problema non è il problema ma il problem solver. 

Dall’Afghanistan ai territori occupati in Palestina, l’utilizzo dei droni (velivoli senza pilota, ndr) per eseguire attacchi “mirati” è una pratica costante, così come lo è il conto delle vittime civili coinvolte negli attacchi portati dagli aerei comandati a distanza. Nel futuro lo scenario potrebbe però peggiorare, con l’utilizzo di armi completamente autonome in grado di portare a termine gli attacchi senza l’intervento umano o addirittura capaci di decidere quando e come agire sul campo di battaglia.

Roma, 21 nov. – (Adnkronos) – L’Italia rispetto all’Europa non se la cava bene nella raccolta dei Rifiuti elettrici ed elettronici domestici (Raee). C’è, infatti, una significativa quantità di Raee generati che oggi sfugge al Sistema Raee. A tracciare il quadro sulle quantità di Rifiuti elettrici ed elettronici domestici che si generano ogni anno in Italia, è un’indagine realizzata da United Nations University, il Centro Accademico di Ricerca dell’Onu, in collaborazione con Ipsos e con il Politecnico di Milano, presentata da Ecodom, il Consorzio italiano di recupero e riciclaggio degli elettrodomestici.

L’obiettivo primario della ricerca è stato di definire e quantificare i Raee domestici che ogni anno gli italiani producono. Un dato che rappresenta un punto di partenza per i decisori istituzionali, che nei prossimi mesi saranno chiamati, attraverso il recepimento della nuova direttiva europea sui Raee, a decidere quale modalità utilizzare per fissare gli obiettivi di raccolta di questa tipologia. Gli Stati Membri dovranno infatti scegliere tra un obiettivo calcolato come 85% dei Raee generati oppure come 65% della media di Apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) immesse sul mercato nei tre anni precedenti.

Nel 2011 è stata immessa nel mercato una quantità di Aee pari a 18,3 kg per abitante. La ricerca ha poi evidenziato che ogni anno sono prodotti dagli italiani 16,3 kg/abitante di Raee. E’ stato stimato che i Centri di raccolta e i distributori intercettino complessivamente 11,2 kg/abitante, ma solo il 38,3 % di questi (pari a 4,29 kg/abitante) è stato consegnato ai Sistemi Collettivi. Esiste quindi una significativa quantità di Raee generati che oggi sfugge al Sistema Raee.

In particolare dalla ricerca emerge che: 6,91 kg/abitante sono stati conferiti dai Centri di raccolta e dai distributori direttamente agli impianti di trattamento; 2,3 kg/abitante sono stati smaltiti in modo non corretto dai cittadini; 2,1 kg/abitante sembrano essere stati riutilizzati dai consumatori. Di questi però solo 1,4 kg/abitante è stato effettivamente riusato, mentre 0,7kg/abitante sono stati esportati come ‘Aee usate’. C’è poi uno 0,6 kg/abitante che restano abbandonati in abitazioni secondarie. I flussi più difficili da intercettare sono quelli dei Raee appartenenti ai raggruppamenti R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni, cappe, scalda-acqua) e R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica).

Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla nuova direttiva europea (che si attestano tra i 12 e i 13,8 kg/abitante in base alla modalità di definizione del target di raccolta) il Sistema Raee deve poter contare su una completa tracciabilità di tutti i flussi in cui i Raee sono raccolti, gestiti e trattati; inoltre è indispensabile che tutti questi flussi garantiscano i medesimi standard qualitativi dal punto di vista ambientale.

“Questo studio ha evidenziato come i nuovi obiettivi fissati dall’Unione Europea saranno difficilmente raggiungibili se i singoli Stati membri non si assumeranno la responsabilità e il compito di individuare e tracciare tutti i Raee, che oggi si disperdono in molteplici flussi, alcuni spesso illegali, rappresentando una seria minaccia ambientale oltre che una significativa perdita economica” afferma Paolo Falcioni, vice presidente di Ecodom. Ogni Paese dell’Unione Europea, aggiunge Falcioni, “sarà chiamato, a partire dal 2019, a raccogliere l’85% dei Raee che annualmente si generano nel proprio territorio o il 65% dei prodotti immessi sul mercato: il Sistema Raee italiano rischia di non trovarsi pronto per quella data”.

L’hacker che cancellò in un misterioso attacco informatico l’archivio sanitario e amministrativo del Pio Albergo Trivulzio di Milano è stato arrestato. Lo riferisce il Corriere della Sera scrivendo che Giovanni Fredducci, 48 anni e dipendente della direzione economica e finanziaria, è riuscito fra il 13 e 15 agosto del 2011 a violare il sistema del Pat schermando il suo attacco grazie a un complicato sistema. Ora bisogna capire  se l’uomo abbia agito su commissione; tra i dati rimossi c’erano anche quelli riguardanti la gestione del patrimonio immobiliare dell’istituto al centro dello scandalo ‘Affittopoli’, l’indagine principale che ha generato quest’ultima sul pirata informatico.   

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