Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

slitta

Slitta alla prossima riunione del Consiglio dei ministri il provvedimento sull’incandidabilità dei condannati. Lo riferiscono fonti governative. La discussione in aula del decreto era prevista per oggi, ma il Cdm ha preferito rimandarla a mercoledì prossimo per valutare al meglio il dossier sull’Ilva di Taranto.

Slitta tutto in Senato, pure tempo e buon gusto. Slitta il decreto Sviluppo, che resta in commissione fino a lunedì, slitta quello sui costi della politica negli enti locali, su cui si doveva votare la fiducia alle 18 di ieri e invece rimarrà a bivaccare nell’aula deserta fino a martedì. I senatori sostengono che c’entra la politica, che è la ribellione al governo che non ha rispettato il lavoro delle commissioni di merito. Ma tra le motivazioni portate dalla Lega nella riunione dei capigruppo di palazzo Madama per chiedere il rinvio c’è nientemeno che “lo sciopero dei trasporti”. Spiegazione: se la fiducia si fosse votata nella serata di ieri, il Senato si sarebbe dovuto riunire anche domani per gli ordini del giorno e il voto finale sul provvedimento. Roba di poco, una mezza giornata appena, solo che i senatori già non sono abituati a stare in aula di venerdì, figuriamoci a rimanere a Roma fino a sabato, per di più per colpa di uno sciopero.

Slitta al 4 febbraio il termine per la presentazione della dichiarazione Imu relativa al 2012. L’iniziale termine era fissato al 30 novembre. Lo rende noto il ministero dell’Economia in un comunicato. “L’articolo 9 del Dl 174 del 2012, come modificato durante l’iter parlamentare di conversione – si legge nella nota – ha fissato il termine per la presentazione della dichiarazione Imu relativa all’anno 2012 a 90 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto che ha approvato il modello di dichiarazione Imu, avvenuta lo scorso 5 novembre. Pertanto, l’attuale termine del 30 novembre per la presentazione della dichiarazione Imu relativa all’anno 2012, stabilito dall’articolo 13 del Dl 201 del 2011, è posticipato al 4 febbraio 2013, poiché il 3 febbraio cade di domenica”. 

Salta in aria un autobus in una via commerciale: numerosi feriti, almeno 20. E’ stata una ragazza a lasciare la bomba. Finora i raid israeliani sono costati la vita a 140 palestinesi. Guerra anche cybernetica, Anonymous e altri hacker contro siti Israele.

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Gaza: slitta la tregua, bomba esplode a Tel Aviv

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Finora gli attacchi sono costati la vita a 140 palestinesi. Guerra anche cybernetica, Anonymous e altri hacker attaccano siti Internet israeliani. Afghanistan: Kamikaze si fa esplodere a Kabul, nella zona delle ambasciate.

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Slitta la tregua, nuovi raid sulla Striscia di Gaza

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Comincia proprio col piede sinistro l’avventura di Giovanna Melandri alla direzione del Maxxi. Anzi, comincia con un giallo: ma siamo sicuri che la  pensionata della politica, la donna che ha rinunciato al Parlamento per essere prontamente riciclata in un incarico di prestigio dal governo dei Prof, sarà alla direzione del museo del XXI secolo? Rumors vogliono che dalla Melandri siano già in arrivo le dimissioni pre-insediamento. La conferenza stampa di presentazione, cui è prevista anche la partecipazione di colui il quale l’ha nominata a quella poltrona, il ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi, accumula ritardo: dacché era prevista per le 11 30 del mattino, è stata spostata alle 14. A che servono due ore e mezza in più di preparazione? Forse proprio a preparare la lettera di dimissioni. Secondo quanto riporta il Messaggero, la nomina della bionda democratica, oltre che tanti imbarazzi, avrebbe aperto un caso all’interno dell’esecutivo: il premier Mario Monti non avrebbe gradito l’autonomia con la quale il ministro Ornaghi ha preso la decisione. Insomma, è vero che il Maxxi dipende dal Mibac, ma il presidente del Consiglio si aspettava di essere almeno consultato. Ora che la nomina è partita, però, non ci sono soluzioni se non una “spontanea” lettera di dimissioni della stessa Melandri. 

Polemiche e disappunto – Non è piaciuta a nessuno, ma proprio a nessuno, la nomina della Melandri alla guida di quello che dovrebbe essere il più importante museo italiano d’arte contemporanea (fondato nel 2010 e già commissariato per dissesto finanziario). Gli ultimi a intervenire nella querelle sono stati il vicepresidente dei senatori della Lega Roberto Mura (“Ornaghi dice che se non abbiamo un’etica non abbiamo valori politici. Dopo la nomina della Melandri, che faccia tosta!”) e Raffaele Lauro del Pdl (“Si deve dimettere non solo la Melandri dal Maxxi, ma anche il ministro Ornaghi che l’ha nominata”), ma il dissenso è bipartisan. Idv, Udc, Movimento 5 Stelle, qualche imbarazzo nel Pd: le condanne sono arrivate da dentro e fuori l’arco istituzionale. Anche Nichi Vendola si è sentito in dovere d intervenire: la scelta della Melandri è un “problema difficile da digerire e non si è trattato di un bel gesto da parte del governo”.

I motivi del maldipancia – Perché la Melandri al Maxxi proprio non piace? Per più di una ragione. Spulciando i commenti, si capisce innanzitutto che rappresenta un precedente sgradito di “rottamazione”: via dal Parlamento per finire in un altro tipo di incarichi pubblici. Poi perchè questa scelta perpetua le pratiche di lottizzazione della politica. Infine, perchè la Melandri, laureata in Economia, non sembra la più titolata a guidare un museo di arte contemporanea.

 

Slitta al 5 settembre il Consiglio dei ministri, in origine previsto per domani, anche se non ufficialmente convocato, che aveva come principale provvedimento in discussione il decreto sanità. A quanto apprende l’Ansa da fonti di governo, i tecnici sono al lavoro per trovare una soluzione ai nodi sollevati da diversi dicasteri. Soprattutto mancherebbero le coperture finanziarie relative ad alcune proposte come la riforma della medicina territoriale.

E’ stato presentato un nuovo ricorso alla Corte tedesca da un gruppo guidato dal giurista euroscettico Markus Kerber. Potrebbe ritardare la pronuncia del 12 settembre, stando a indiscrezioni stampa.

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Fondo salva-stati a rischio, slitta sentenza?

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E’ stato presentato un nuovo ricorso alla Germania da un gruppo guidato dal giurista euroscettico Markus Kerber. Potrebbe ritardare la pronuncia attesa per il 12 settembre. Lo rivelano indiscrezioni stampa.

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Fondo salva-stati a rischio, slitta sentenza corte?

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Non c’è accordo sulla variazione di Bilancio e sugli interventi urgenti di finanza regionale firmati dall’assessore Gaetano Giancane: slitta a domani il Consiglio regionale convocato per oggi, con lo stesso ordine del giorno. Sul testo si era già verificato un primo braccio di ferro ieri in Commissione Bilancio: sotto accusa i numerosi emendamenti al provvedimento presentati dai consiglieri. Correttivi che nulla hanno a che vedere con la necessità di una variazione per far quadrare i conti: nuove assunzioni all’Arpac, esclusione dei consiglieri dalle incompatibilità sancite dal decreto legislativo 267 del 2000, con le cariche di presidente e assessore provinciale, sindaco e assessore comunale, nuovi distacchi dalla Giunta al parlamnetino campano, nomina di sub commissari negli Iacp su indicazione dei sindacati maggiormente rappresentativi.

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