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Banca del tempo, è iniziato l’esame in Aula della delibera consiliare proposta da Elena Coccia. Nel deliberato, che siamo in grado di anticipare in esclusiva, sono precisati i presupposti funzionali dell’innovativo strumento. L’obiettivo è agevolare lo scambio di tempo tra i soci. Per aderire alla banca del tempo bisogna essere soci di una struttura ad hoc che rappresenterà l’ossatura della banca. L’unità di misura sarà l’ora. Ogni richiesta di servizio sarà definita in ogni aspetto dal competente ufficio di Palazzo San Giacomo al fine di evitare inutili controversie tra le parti. La contabilizzazione del dare e avere di ogni socio è gestita dallo stesso ufficio. Il rapporto tra i soci è paritario e si basa sui princìpi di scambio e di reciprocità. I saperi comunicati e gli scambi di prestazioni avvengono dunque sotto forma di aiuto reciproco. Sono pertanto escluse le prestazioni sotto forma di certificazione che hanno valore legale. Sarà inoltre predisposto, al fine di rendere funzionale la banca, un apposito libretto di assegni personale ovvero attribuito a ogni famiglia socia. L’assegno deve essere compilato per ogni richiesta per comunicare alla banca e al socio ricevente la prestazione e la tipologia di servizio. Gli assegni saranno pertanto stampati con due matrici: una di queste potrà essere consegnata alla banca per la contabilizzazione. Periodicamente sarà inoltre emesso un estratto conto. Non sono previsti interessi di alcun tipo ed entro un anno ciascun correntista dovrà chiudere i conti in pareggio. La gestione della banca sarà affidata a un coordinatore e i contatti per lo scambio di prestazioni avverranno tramite la banca del tempo.

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