Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

sondaggio


pubblicato da Libero Quotidiano

SONDAGGIO: Secondo voi, con la sconfitta alle primarie, Renzi si è "bruciato" per sempre?

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

 

Da un lato il boom del Partito Democratico, che cavalcando l’effetto-primarie, secondo il sondaggio proposto da Enrico Mentana al TgLa7, flirta con il 35 per cento. Dall’altro il crollo verticale di tre vecchie volpi del Parlamento: Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro. Parte del rinnovamento, in politica, con tutta probabilità lo faranno le urne: con le percentuali di cui è accreditato, il terzetto resterà fuori dal parlamento. Nel dettaglio, l’Udc di Casini viene dato al 3,8%, sotto al 4% necessario per superare lo sbarramento. Disperata la situazione di Di Pietro (l’Idv arriva ai minimi, ossia l’1,5%) e quella di Fini, intorno al 2,5 per cento. 

E Casini parla… – Il presidente della Camera, oggi, lunedì 3 dicembre, non ha proferito parola (ma che Futuro e Libertà di futuro in Parlamento non ne abbia è cosa nota da tempo). Casini e Di Pietro, al contrario, hanno rilasciato dichiarazioni che diventano “succose” alla luce del risultato proposto dal sondaggio di Mentana. Il leader centrista ha ribadito la sua diversità da Vendola e ha poi “chiamato” Bersani: “Vogliamo dare rappresentanza ai popolari e ai moderati, che sono tanti, che vogliono continuare nella ricostruzione del Paese. Come dice Bersani siamo tranquillì bisogna stare più tranquilli“. Poi il consueto attacco a Silvio Berlusconi: “Se credo al suo ritorno in campo? Non dico che credo, non dico che non credo. Assisto un po’ confuso…”. Peccato che il Cavaliere, con una sua eventuale lista, venga dato attorno al 7%; alla guida del Pdl intorno al 18%: insomma, Berlusconi – in caso di ritorno in campo – a differenza di Casini in Parlamento ci entrerà.

Tonino disperato – Quindi le dichiarazioni di Di Pietro, sempre più disperato: “L’Italia dei Valori – ha detto Tonino – ha partecipato alle primarie del Pd per individuare non solo il candidato premier di centrosinistra, ma soprattutto quale linea politica portare avanti. Ora Bersani deve decidere se è con Monti: in tal caso noi costruiremo una proposta politica alternativa. Se, al contrario, si pone in discontinuità con Monti, saremo vicini per costruire insieme un’alternativa”. Già, “insieme”. Di Pietro cerca in tutti modi di riagganciarsi al treno della sinistra, che però, di lui, non ne vuole più sapere. Tonino straparla di alleanze, ma il suo futuro appare certo: fuori dalle stanze della politica.

 

La risposta degli analisti in un sondaggio tra gli operatori di mercato che, alla luce del miglioramento delle stime sulla ripresa 2013, indicano le mosse vincenti per i prossimi mesi.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

E' il momento di abbandonare i bond e puntare sull'azionario

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Campanello d’allarme Cosa succede in casa Grillo? In tanti nel movimento se lo chiedono. A quanto pare qualcosa comincia a scricchiolare. Ad essere troppo sicuri di vincere si rischia di scivolare prima del traguardo. Il movimeto cinque stelle da tempo è dato nei sondaggi sopra la soglia del 20 per cento. Un risultato impensabile solo due anni fa. E invece Grillo con post su facebook, adunate in piazza, e traversate in mare ha raggiunto una quota di elettorato di tutto rispetto. Ma ora il vento sembra che stia cambiando. I risultati dell’ultimo sondaggio Swg il Movimento di Beppe Grillo, per la prima volta da molto tempo, finisce sotto il 20 per cento e cala al 19,5. Qui i fatti sono due: o gli altri partiti si sono messi a fare i grillini oppure i grillini cominciano pian piano a diventare un partito come tutti gli altri. Grillo comincia a soffrire di “Savianite” acuta. Come Roberto Saviano che ha sempre il solito repertorio da anni, sembra che Beppe sia diventato un disco rotto. Polemiche contro la casta, raduni contro rigassificatori e inceneritori, attacchi ai giornalisti. Quando il disco finisce lui lo fa ricominciare subito. Un post sul blog, un attacco alla stampa, una dichiarazione contro i vitalizi e la seconda repubblica e il gioco è fatto. Ma a quanto pare il pifferaio magico comincia lentamente a perdere il suo potere da incantatore di piazza. Grillo si butta su tutto. Se c’è una fetta di populismo su cui fiondarsi lui è lì pronto a fare i suo bel discorso. Il pd ha cominciato a fare sul serio con le primarie, il pdl cerca se se stesso ma vuole cambiare marcia, in tanti creano movimenti, ad esempio De Magistris, per prepararsi alle prossime elezioni. Tutto questo movimento delle ultime settimane ha interrotto, forse, il moto perpeuto del Movimento cinque stelle. Dopo le elezioni siciliane sembravano lanciatissimi ma sono bastate solo poche settimane e la freschezza di Grillo comincia a diventare un ritornello già sentito. Beppe forse avrà peccato di presunzione. E i problemi più grossi li hanno cerati i suoi stessi grillini. Da Favia alla Salsi, le  epurazioni hanno cerato una forte disaffezione al movimento. In tanti si chiedono se le epurazioni siano casuali o siano un piano antidemocratico che caratterizza il movimento. 

E’ sempre stato violento A supporto della tesi antidemocratica ha parlato oggi a Radio24 Federica Salsi. Ancora una volta la grillina epurata per aver partecipato ad un talk show svela altri retroscena del Grillo meno conosciuto:”Grillo nei modi è sempre stato molto violento, abbiamo fatto il ‘vaffanculo day’, ma adesso i toni da sarcastici, violenti, estremamente taglienti, hanno un contenuto di cattiveria nei confronti delle persone. Ormai – ha detto la Salsi – si scende molto più nell’attacco personale piuttosto che nella critica. Questo scatena le tifoserie che si sentono legittimate ai peggiori insulti ed è molto pericoloso”. Insomma il Grillo violento spaventa forse gli elettori. Dovrà presto sentire il “boom” del tonfo nei sondaggi?

Sondaggio bene Pd dubbi Pdl I risultati sempre del sondaggio Swg  danno il Pd al 30%, con un balzo di oltre tre punti in soli sette giorni, nella settimana segnata dal dibattito televisivo tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani, domenica al ballottaggio per le primarie di partito. Guadagna qualcosa il Sel (+0,7%), raggiungendo il 6%.Il Pdl perde un punto rispetto a settimana scorsa e scende sotto il 15% (14,3%). Se il Cavaliere dovesse decidere di creare una lista “Forza Italia 2.0” avrebbe il 9,3% di voti alle prossime politiche. 

L’effetto primarie travolge il centrodestra ‘doppiato’ dal Pd, mentre il Movimento 5 Stelle, per la prima volta da sei mesi, scende sotto il 20%. Il successo delle consultazioni che domenica vedranno il ballottaggio tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, secondo quanto registra un sondaggio Swg, fa oscillare le intenzioni di voto. Un’ipotetica lista ‘Forza Italia 2.0‘ potrebbe raggiungere il 9,3 percento. Voti che, spiega il presidente Roberto Weber “proverrebbero tutti dal Pdl, che quindi scenderebbe circa al 4 per cento”. 

Occhio all’ultimo sondaggio di Bloomberg: due terzi degli 862 partecipanti hanno affermato che l’economia globale è o stabile o in via di miglioramento. Dove investire? Negli Stati Uniti.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Borsa Milano in rialzo, euro riagguanta $1,29

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Secondo i numeri del sondaggio condotto da Quorum, il sindaco di Firenze vince con il 49% contro il 38% del segretario del PD, mettendo in evidenza gli errori comessi dal centrosinistra. “Abbiamo qualcosa da farci perdonare”. Scontro su Fisco ed Equitalia. VIDEO

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Renzi vince contro Bersani nel duello in TV

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Le primarie fanno bene al Pd, ma soprattutto a Matteo Renzi. Nel tradizionale sondaggio del lunedì del TgLa7 si sente già l’effetto del primo turno della consultazione popolare dei democratici: il partito di Pierluigi Bersani (in testa con il 44% dei voti) sfonda la barriera del 30% (lunedì scorso era al 29,8%, oggi al 30,3%), merito sia dell’immagine di partecipazione popolare sia dell’esposizione mediatica massiccia. In questo senso, Matteo Renzi (secondo alle primarie con il 35%, ma in gran spolvero in vista del ballottaggio di domenica prossima) ha sfruttato al meglio tutte le occasioni. Secondo un tweet del direttore del TgLa7 Enrico Mentana (parco di dettagli per non “bruciare” l’edizione del Tg delle 20), il sindaco di Firenze e rottamatore di D’Alema, Bindi & Co. sarebbe addirittura il premier preferito dagli italiani davanti addirittura a Mario Monti, il jolly che molti (da sinistra a destra) agitano per il dopo-elezioni 2013. D’altronde un’altro sondaggio, quello Ipsos, dà il gradimento di un Monti-bis ad appena il 4 per cento. 

Udc e Idv in caduta – E gli altri partiti? Detto del Partito democratico, sempre più prima forza, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo si conferma secondo in leggerissima crescita (17,3% contro il 17,1% di una settimana fa), mentre il Pdl perde lo 0,3% (da 16,7% a 16,1%): in questo caso impossibile non pensare allo stallo assoluto del centrodestra, dilaniato dalle polemiche sulle primarie, sul peso degli ex An e i balbettii del segretario Angelino Alfano. In attesa di capire cosa farà Silvio Berlusconi (si dimetterà dalla presidenza? Fonderà una propria lista?), logico che anche gli elettori e non solo i tesserati siano disorientati. Non sono al palo, anzi affondano sempre di più l’Udc e l’Idv. Se il partito di Pierferdinando Casini sta diventando sempre più l’ombra di Monti (tanto da sembrare ai più superfluo, inghiottito dal progetto di Montezemolo) e scende al 4%, quello di Antonio Di Pietro , spaccato e infangato dagli scandali finanziari, si avvicina a numeri da prefissi telefonici: ora è al 2,1%, e la china non accetta a risalire.

Un sondaggio da paura per la nomenklatura del Pd, quello apparso oggi su Il sole 24 Ore. No, non dice che Renzi è favorito su Bersani alle primarie di domenica prossima. Anzi, fissa in dieci punti percentuali (48% contro 38%) la distanza tra i due. Però dipinge, in caso di successo del sindaco di Firenze, uno scenario che rottamerebbe davvero il maggior partito del centrosinistra da capo a piedi. La coalizione guidata da Renzi candidato premier otterrebbe, infatti, il 44 per cento delle preferenze alle politiche 2013, contro il 35% di voti che otterrebbe, alla guida della stessa coalizione, il segretario Pd Pierluigi Bersani. Il che significa che Renzi andrebbe persino sopra quel 42,5% delle preferenze che costituisce la possibile soglia per ottenere il premio di maggioranza. Risultato che lo metterebbe al riparo da qualunque ricatto da parte della nomenklatura Pd o dell’alleato Vendola. Il premier Renzi, cioè, potrebbe davvero fare quel che “minaccia”: cioè scegliere la squadra di governo in totale autonomia e mandare davvero in soffitta i “nonni” del Partito democratico. Com’è possibile che ciò accada? Per il fatto che Matteo Renzi raccoglierebbe anche i voti di una consistente parte di elettori delusi dal centrodestra: se infatti il 76% degli elettori di Bersani si professa di sinistra, solo il 43% di quelli di renzi lo fa. E sempre un 43% di sostenitori del sindaco di Firenze dice di aver votato per il centrodestra alle elezioni del 2008. 

“Le primarie di Libero”: per votare il sondaggio on line clicca qui

 Voi chi votereste a queste primarie?: inviate una email con il nome delcandidato nell’oggetto del messaggio a primariepdl@liberoquotidiano.it 
oppure ancora scrivendo il nome del vostro leader al numero di fax 02 999 66 264


pubblicato da Libero Quotidiano

Primarie Pdl, preferite il turno unico o il ballottaggio?

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Archivi