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Qualche giorno fa, Jihad Makdissi, portavoce del Ministero degli esteri siriano dal 1998 al 2012, ha defezionato dal regime e sembra che ora si trovi a Londra. Il governo siriano, dal canto suo, ha dichiarato, tramite la televisione Al Manar, organo informativo di Hezbollah, che Makdissi sarebbe stato licenziato dal Ministero. Una dichiarazione (giustificazione) analoga era stata data dal governo quando Ryad Hajab, ex Primo ministro, aveva disertato le fila del regime riparando con tutta la famiglia in Giordania.

Paolo Brosio domenica non è riuscito a votare per le primarie del centro sinistra perchè era fuori Italia. Domani, però, vorrebbe andare al seggio e scegliere il suo candidato premier: Matteo Renzi. In attesa di sapere se potrà farlo, ha spiegato a “La Zanzara” su Radio24 il perché: “Sono un fervente cristiano e Renzi e la sua famiglia sono andati spesso a Medjugorie in pellegrinaggio, anzi il papà organizza questi viaggi”. 

A cena insieme – Insomma è la Madonna, quel qualcosa in più che il sindaco di Firenze ha rispetto al segretario del Pd Bersani. “Nel 1992 ho fatto tutta Mani Pulite e per tanti anni non ho più votato, schifato dalla corruzione e dalle ruberie. Ora mi sono riavvicinato, anche se la musica non è cambiata”, spiega il giornalista. “Mi piace Renzi”. “Il papà e il fratello mi chiamano spesso e anche Matteo è andato dalla Madonna. Ci è andato anche quando non era sposato per chiedere lumi alla Madonna e allo Spirito Santo per indirizzarlo a una vita matrimoniale santa, una cosa meravigliosa. Non vedo tante persone che difendono i valori cristiani”. Poi Brosio rivela: “Siamo stati a cena insieme e Matteo mi sembra valido, capace, trasparente. Vorrei andare al ballottaggio, ma domenica ero fuori Italia. Vediamo”. 

Consiglio a Berlusconi – Secondo, però, il giornalista tutti i politici dovrebbero andare in pellegrinaggio, perché “nella politica di oggi c’è il demonio”. “Medjugorie”, spiega Brosio, “è un luogo di profonda spiritualità, che porta la pace nel cuore. Anche a Berlusconi. A Medjugorie si va non solo per gli atti impuri, per il Bunga Bunga ma anche per i peccati della disonestà, le bugie, i peccati della mancanza di chiarezza. Ci dovrebbe andare mezzo parlamento. Ci si mette di fronte alla verità, le bugie non contano più. Ti porta a cambiare lo stile di vita, a essere sincero coi comandamenti”. “Ho saputo che anche Bossi va a Medjugorie, meno male che va di moda. Si sale la collina e anche se uno è ateo ti scendono le lacrime dagli occhi”.

Che Berlusconi fosse contro la libertà di stampa era pleonastico, ma che il governo Monti facesse ostruzionismo francamente non me l’aspettavo”. Frank La Rue, il relatore speciale dell’Onu per la protezione della libertà d’espressione e di stampa, è uno che viene “di solito accolto bene in giro per il mondo: tranne che nel mio Paese, il Guatemala”.

La Rue, in Italia non sono proprio impazienti di riceverla.
Durante il governo Berlusconi ho provato molte volte a farmi invitare ufficialmente per investigare sullo stato di salute della stampa italiana: è andata malissimo.

In che senso?
Ricordo quando Berlusconi chiese al Parlamento di vietare la pubblicazione di leak e di foto. Io fui critico e l’allora ministro degli Esteri si infuriò.

Le hanno puntato la pistola alla tempia davanti alle due piccole figlie e per farsi consegnare pochi spiccioli le hanno fracassato il naso e poi l’hanno massacrata di botte. L’escalation delle violente rapine si registra soprattutto nella notte di Halloween. Al gioielliere hanno sparato all’inguine dopo una rapina, al supermercato hanno sfondato la vetrina con l’auto, a una donna incinta hanno puntato il taglierino alla gola.

Immagina un giorno senza quelli che assistono i disabili, integrano le mancanze della scuola, assistono a domicilio le persone bisognose: gli educatori, spesso precari, molte volte in condizioni contrattuali e lavorative tremende. Venerdì 30 novembre gli educatori del consorzio CoDeBri che lavorano in Brianza saranno in sciopero. Chiedono rispetto: lavorano senza contratto da mesi, vengono pagati a cottimo e non hanno garanzia di reddito a fine mese. Non solo percepiscono 6/7 euro l’ora. Se un alunno disabile è assente da scuola non vengono pagati. Se c’è la gita scolastica, non vengono pagati. Abbiamo intervistato un educatore precario.

Esistono luoghi che prima di assumere una precisa connotazione geografica sono luoghi della memoria, spazi che sono anche un tempo, momento storico definito e al contempo universali depositari di una particolare condizione umana. A pochi metri di distanza dalle rocce dure del Carso, vicino alle trincee ungarettiane della Grande Guerra, nel Friuli viscerale paradiso perduto di Pasolini, Paolo Rossi c’è nato, ma come spesso capita solo la distanza può aiutare a recuperare uno sguardo distratto su ciò che è più familiare e quotidiano. Così ha deciso di tornare in teatro e portarci la sua terra, in un anelito di necessità di catarsi, sulle orme del passato, in previsione di una rinascita.

Nello sviluppo normale dell’individuo, secondo alcune teorie psicoanalitiche, occorre che avvenga un parricidio psicologico. Per divenire adulto e autodeterminarsi il giovane deve mettere in discussione le regole, gli insegnamenti e l’autorità che fino a quel momento le figure paterne gli avevano trasmesso. Questa presa di distanza spesso sfocia in un conflitto doloroso in cui sembra che non ci sia mediazione. I genitori di figli adolescenti, che vivono questo momento conflittuale, spesso soffrono perché non capiscono come mai il loro figliolo, che fino ad allora era così dolce e carino, improvvisamente divenga un mostro che li aggredisce e li mette in discussione.

Esco ora da un dibattito sulla violenza alle donne in consiglio regionale a Firenze e sono piena di progetti positivi e di ottimismo.

Primo: tra il foltissimo pubblico c’erano molte ragazze e molti ragazzi. Un 17enne ha preso la parola: sicuro, per nulla imbarazzato ci ha spiegato che questo problema lo riguarda e a scuola, Il Machiavelli, ci lavorano, discutono, sviscerano le problematiche sottese.

Secondo: Con me al tavolo dei relatori Riccardo Iacona che con piglio concreto ha presentato il suo libro “Se questi sono gli uomini”. E’ importantissimo che gli uomini comincino a parlare del tema del femminicidio, non per sentirsi in colpa ma al contrario, per iniziare un proficuo dialogo tra i generi, senza il quale non andremo da nessuna parte.

Annibale era un nord africano. Ebbe a che dire con l’impero romano per alcuni anni. Per molto tempo, dopo la sua dipartita, nell’impero romano per terrorizzare i bambini si era solito dire “Annibale è alle porte”.

I media occidentali di tanto in tanto sono soliti sventolare lo stesso concetto usando lo spauracchio dello scontro di religioni e l’invasione occidentale da parte del mondo islamico. Forse sarebbe opportuno comprendere cosa stia succedendo nel mondo islamico prima di cedere a facili paure.

L’entrata è imponente: marmo, parquet e acciaio. Le pareti sono chiare con stampe delle bellezze di Roma. L’illuminazione è calda, l’insieme di design. Mobili etnici sapientemente intarsiati. Le stanze vanno dai 75 ai 150 euro. La cordiale ragazza alla reception mi dice che bisogna prenotare con un po’ d’anticipo, perché spesso sono al completo. Su Tripdavisor (370 commenti) ricevono tre stelle e mezza. Strano. La posizione è ottima. Centrale e a due passi dalla metropolitana. Forse il problema è il rumore. Molte stanze affacciano, infatti, sul cortile di un oratorio e spesso ci sono dei bambini che giocano. “Lasciate che i bambini vengano a me”, certo. Ma non viene detto: “In silenzio e non dalle 14.00 alle 16.00”. 

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