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Faceva il guardialinee per il campionato dilettantistico di calcio. E’ stato ucciso a calci e pugni da baby giocatori inferociti. I protagonisti di questa assurda tragedia è Richard Nieuwenhuizen, un uomo di 41 anni e alcuni ragazzini di età compresa fra i 15 e i 16 anni che giocano nell’Amsterdam Nieuw Sloten. La polizia ne ha già arrestati tre, sospettati di avere partecipato al brutale pestaggio durante una partita giocata domenica ad Almere, vicino ad Amsterdam, nella quale giocava anche il figlio

Non ha nulla a che fare con lo sport – “E’ scappato ma i ragazzi lo hanno inseguito e picchiato”, ha spiegato un portavoce della polizia. L’uomo, un padre di famiglia, è stato colpito con calci e pugni alla testa, riportando gravi danni cerebrali. Trasportato d’urgenza in ospedale, Nieuwenhuizen si è spento dopo poche ore. La notizia della sua morte è stata data dal club Buitenboys presso il quale lavorava come dirigente. La polizia non ha escluso ulteriori arresti. La notizia, intanto, ha provocato lo sdegno delle istituzioni e delle autorità olandesi. “Tutto ciò non ha niente a che fare con lo sport e in nessun   caso si può tollerare”, ha affermato il ministro dello sport olandese  Edith Schippers. Diversi partiti hanno chiesto sanzioni più severe   per arginare il fenomeno della violenza nel calcio dilettantistico. Anche la federcalcio olandese ha condannato l’episodio. “E’ un fatto terribile”, ha detto un portavoce della Knvb.

 

Alzi la mano chi ha mai pensato che il nuoto sincronizzato possa essere uno sport anche per maschi. Nessuno? Niente di strano, dato che la disciplina richiama alla mente solo immagini di snelle fanciulle in costumi decorati di strass, con i capelli elegantemente raccolti all’indietro e i volti truccati con largo uso di prodotti waterproof.

L’ex assessore allo sport della regione Lombardia Monica Rizzi è stata assolta dall’imputazione di abuso di titolo relativo ad una presunta laurea in psicologia. Il giudice per l’udienza preliminare di Brescia Paolo Mainardi ha ritenuto che il fatto non sussiste. La vicenda era nata dopo la pubblicazione di un servizio del Fatto Quotidiano nel luglio del 2011 ed era proseguita fino a marzo di quest’anno, quando in diverse occasioni pubbliche l’ex membro dell’esecutivo di Formigoni aveva esibito il titolo di studio.

Le partita delle primarie si gioca anche sul campo dello sport. Su questo tema la Rai ha chiamato a confrontarsi i cinque candidati alla leadership del centrosinistra. E dalla possibile creazione di un ministero dello Sport prospettata da Pierluigi Bersani, al sostegno alla legge sugli stadi arrivato da Matteo Renzi, gli spunti non sono mancati.

 

La salute dei bambini è la cosa più importante del mondo. Per questo domani 20 novembre, in occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, parte il progetto educativo dei “Guerrieri della Salute”, che promuoverà, in collaborazione con il Coni, nelle scuole italiane l’importanza di uno stile di vita sano per i più piccoli. 

“Lo sport è un fondamentale strumento di formazione della persona, di socializzazione, di benessere individuale e collettivo. Oltre a possedere un ruolo sociale ed educativo fa bene alla salute. Chi pratica sport combatte sovrappeso e sottopeso, oltre che malattie croniche come il diabete. Ecco allora che è fondamentale praticarlo fin da piccoli”, sottolinea Filippo Grassia, assessore allo Sport e giovani della Regione Lombardia e presidente del Coni Milano.

“Il diritto dei bambini di essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano ci offre lo spunto per costruire con loro i percorsi più adatti a migliorare la loro salute ed il loro benessere”, afferma Sergio Tonfi, Corporate Marketing and Communication Manager Philips Italia, promotori del progetto. “Promuovere il ruolo attivo dei bambini, facendoli diventare i protagonisti attivi di valori più salutari e responsabili getta le basi per costruire con loro un futuro migliore”.

 

 

Se ci si aspetta capacità di autocritica e magari, addirittura, di autoriforma dalle istituzioni del calcio italiano, siamo fregati. Una dimostrazione esemplare viene da Juventus-Catania. All’indomani della partita delle mille polemiche (nonchè di una giornata condita da errori arbitrali di piccole, medie e grandi dimensioni), Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, si sente in dovere di intervenire in pubblico. Ci si aspetta che dopo un tale macello il numero uno della Figc ne abbia di cose da dire. Invece snocciola un discorsetto piatto e autoreferenziale.

Sgombriamo il campo dagli equivoci – “C’è stata una pluralità di errori – riconosce Abete -, uno particolarmente grave, che ha avvantaggiato la Juventus ma – puntualizza – da qui a parlare di logiche legate a scenari di un certo tipo ce ne corre: evitiamo di criminalizzare giocatori e società”. E fin qui  siamo al buon senso: quando si parla della Vecchia Signora, il gioco più facile dei bar italiani è fare dietrologia.

Una botta di qualunquismo – Il problema è il prosieguo del discorso: “Ma dove siamo arrivati? – blandisce Abete, come un vecchio zio che rimprovera amorevolmente un nipote – Il calcio è sempre e solo uno sport. Ricordatevelo, non vale la pena arrivare a tanta animosità”. Già, secondo il numero uno della Federcalcio gli sportivi italiani possono nutrire tutta la passione che vogliono quando si tratta di spendere per il tifo (biglietti dello stadio, abbonamenti alle tv, gadget), ma se si tratta di incazzarsi se qualcosa non funziona, no. In quel caso è bene ricordarsi che si tratta solo di uno sport. Nulla per cui valga la pena rovinarsi la domenica. E magari pretendere trasparenza ed efficienza.

Un occhio al futuro – Il goal annullato al Catania (l’attaccante segna, festeggia, il guardalinee lo dà per buono, l’arbitro convalida, lo speaker dello stadio annuncia la marcatura, il pubblico esulta; poi passa meno di un minuto, tutto annullato) e il successivo parapiglia fanno tornare d’attualità il tema della teconlogia nel calcio. Ad esempio la moviola in campo: è in uso nel ruby, nel basket, nel tennis, e al Massimino avrebbe fatto comodo. Ma Abete, che nella sua veste istituzionale è un uomo proiettato nel futuro, ha una certezza granitica: “E’ un’ipotesi non realistica”.

L’umiltà degli arbitri – A portare il buon esempio sarà la Associazione Italiana Arbitri, no? I giudici di gara protagonisti della figuraccia di Catania avranno avuto una punizione esemplare, giusto? Nient’affatto. Andrea Gervasoni, l’arbitro di campo, per il turno infrasettimanale è stato assegnato come giudice di linea in Cagliari-Siena. Nicola Rizzoli, il principale responsabile del patratac, è addirittura premiato: arbitrerà il Milan, impegnato nella trasferta di Palermo. L’unico a pagare è Luca Maggiani, il guardalinee che prima non si è saputo imporre su Rizzoli e poi non ha segnalato il fuorigioco che vizia il goal della Juve. Fermo un turno.

 

Non è un personaggio noto al grande pubblico, ma ha lasciato un segno. Positivo. Gianni Mura lo descrive come il dirigente capovolto: pochi soldi e tante idee. È Gianmario Missaglia (“Mix” per gli amici), l’utopico e visionario presidente, scomparso nel 2002, che ha portato la Uisp nel futuro, cominciando con la modernizzazione dell’acronimo: Unione Italiana Sport Per Tutti. Bellissimo il concetto “per tutti” in contrapposizione allo sport di vertice, che è per pochi e che ha tanti soldi e poche idee. E che si tramuta in uno spettacolo – per dirla ancora con Mura – per i tanti che pagano per guardare i pochi e li caricano dei loro sogni e delle loro frustrazioni.

Quanti sono i soldi che il Coni, ente pubblico, riceve? E quanti sono quelli che vanno davvero a finanziare le attività sportive? Come funzionano le altre federazioni? Tutte le spese folli: pagano gli atleti e i giovani sportivi.

pubblicato da Wallstreet Italia
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La casta dello sport: la burocrazia che divora i soldi dello stato

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Come nello sport, si cerca di arrivare primi e ricevere riconoscimenti in un mondo sempre più competitivo e dove i fondi mancano. Usa: il caso della cura contro il tumore utilizzata per 4 anni, prima di scoprire che era basata su dati falsi.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Lo scandalo degli scienziati che in tutto il mondo truccano le ricerche

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