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Doppio allarme bomba a Torino. Un pacco sospetto, dal quale spuntano alcuni fili elettrici, è stato scoperto nei pressi della stazione Marconi della metropolitana, non lontano dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia. Per precauzione la stazione è stata chiusa, ma la metropolitana continua a funzionare.

In contemporanea, un secondo pacco sospetto è stato trovato nei pressi del dehors di un bar, in via Silvio Pellico, quartiere di San Salvario, non lontano dalla stazione della metropolitana dov’è stato trovato il primo pacco. Anche in questo caso è in corso l’intervento degli artificieri. Per precauzione l’intera area è stata isolata in attesa delle verifiche della Polizia. I vigili urbani stanno deviando il traffico nelle vie limitrofe. Sul posto anche vigili del fuoco e sanitari del 118.

Ancora agitazione in Val di Susa: vicino al cantiere LTF della stazione internazionale di Susa i No Tav hanno organizzato un blocco stradale con proteste all’indirizzo di carabinieri e polizia.


pubblicato da Libero Quotidiano

Val di Susa, tornano in azione i No Tav: slogan contro la polizia

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Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Parma in merito al caso del treno ‘deviato’ per trasportare i calciatori della Roma. “Come riportato oggi dal quotidiano Metro – scrive l’associazione nell’esposto, anche se il primo a scrivere la notizia, ieri, è stato ilfattoquotidiano.it – alcuni passeggeri hanno denunciato un increscioso episodio avvenuto sul treno Frecciarossa 9544 del 30 ottobre, con partenza da Napoli alle 14.50, fermate a Roma, Firenze e Bologna, arrivo a Milano centrale alle 19.40. Risulterebbe infatti che il convoglio abbia accumulato un ritardo di oltre 40 minuti poiché – si legge nel comunicato – a quasi un’ora dalla fine dell’itinerario programmato, il treno avrebbe abbandonato la linea dell’alta velocità per dirigersi verso Parma. I passeggeri avrebbero chiesto al controllore il motivo della sosta nella Stazione di Parma per ricevere in risposta che: “Il motivo della sosta, e del ritardo che ci sarà, è far scendere la Roma qui a Parma”. 

La scena è una stazione ferroviaria e potrebbe essere di una qualsiasi città di primo mattino, con il flusso dei pendolari in arrivo o in partenza che scorre senza intoppi e senza novità in quel trionfo del non luogo e della non vita. Il sole splende e i visi sono sereni e lo spazio davanti alla facciata dell’edificio, decisamente fuori moda, è in quel momento poco frequentato, solo due uomini e una donna. Uno dei due uomini indossa una divisa, non importa quale sia, mentre le altre due persone hanno abiti dimessi e sgualciti, non sporchi.

Prima notte in carcere per Samuele Caruso, il 23enne arrestato con l’accusa di aver ucciso a coltellate ieri a Palermo la diciassettenne Carmela Petrucci che aveva tentato di difendere la sorella Lucia di un anno più grande dalle sue molestie. Il giovane, preso dalla polizia nel pomeriggio alla stazione di Bagheria mentre attendeva un treno, ha confessato il delitto e in serata era scattato il provvedimento di fermo, con il trasferimento all’Ucciardone in attesa dell’udienza di convalida del gip.

Oggi pomeriggio è prevista l’autopsia sul cadavere di Carmela, all’Istituto di medicina legale del Policlinico. “Stavamo insieme, ma quest’estate mi ha lasciato e ho perso la testa“, ha detto Caruso parlando agli investigatori della sua breve storia con Lucia, ricoverata in prognosi riservata alla Rianimazione dell’ospedale “Cervello” di Palermo. 

Un italiano di circa 53 anni è  stato ucciso a coltellate poco prima di mezzogiorno sul binario uno della stazione di Bologna. Dalle prime informazioni, si sarebbe trattato di un delitto passionale. Alla scena hanno assistito varie persone e il presunto omicida, anch’egli italiano, è già stato bloccato dagli agenti della Polfer dopo essere stato immobilizzato da alcuni dipendenti di Trenitalia.

La donna che era con la vittima si è sentita male ed è stata accompagnata in ospedale. Alla scena hanno assistito centinaia di persone che a quell’ora affollavano la stazione di Bologna.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Dacci oggi il nostro incidente in metrò quotidiano. Sembra essere questo il “vangelo secondo Pisapia” di questi giorni. E la linea rossa della metropolitana uno dei luoghi più pericolosi della città. La scorsa settimana, una ventina di passeggeri erano rimasti feriti (nel più grave incidente nella storia della metropolitana milanese) in seguito alla collisione tra due treni (dovuta forse a un malore di uno dei macchinisti). Poi, martedì, in occasione dello sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico, a migliaia erano rimasti intrappolati sottoterra in seguito a un maxi-blocco della circolazione in prossimità della stazione Lima le cui cause non sono ancora state del tutto chiarite. Ieri, un altro stop a causa di un borseggiatore in fuga nella galleria. Oggi, a causa di un “anomalia” (come l’ha definita l’Atm) tre persone sono rimaste contuse (e cautelativamente accompagnate in ospedale in codice verde) per una violenta frenata di un convoglio nei pressi della stazione Uruguay. La circolazione è stata  interrotta tra le stazioni QT8 e San Leonardo. Non risulta che nessuno dei vertici dell’Azienda trasporti milanesi si sia dimesso (almeno per vergogna) o abbia intenzione di farlo.

Bruno Rota, presidente di Atm, è stato sentito in commissione mobilità al Comune di Milano, convocata in via straordinaria per quanto accaduto alla stazione Lima in occasione degli scioperi di lunedì: otto feriti e una situazione di assoluta emergenza. Ma ha dovuto rispondere anche in merito allo scontro tra due convogli avvenuto venerdì scorso. Rota, nominato dalla giunta Pisapia, si è giustificato così: “Il concatenarsi di eventi straordinari in un quarto d’ora è stata certamente una iella grossa”, mentre per l’incidente si è trattato della “manchevolezza da parte di un macchinista”. In realtà nell’azienda molti puntano il dito contro la gestione di Rota: nei primi sei mesi di attività il presidente ha ridisegnato l’intero organigramma della società cancellando delle figure che svolgevano un ruolo chiave proprio in termini di sicurezza della rete del trasporto urbano. Tre in particolare: Marco Povanello, Ettore Kluzer e Claudio Pantaleo. Gli incarichi di quest’ultimo (ex responsabile sicurezza Ibm e British American Tobacco) sono stati solo in parte affidati ad altre figure già presenti in azienda, come il responsabile del personale.

Chissà se l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mario Moretti, ci e’ o ci fa. Il sospetto che ci faccia (nel senso che col suo duro cipiglio di ex sindacalista nasconde qualche, diciamo così, carenza di competenza) si è nuovamente riappropriato di me ieri mattina quando ho vissuto questo teatro dell’assurdo che vado a raccontare.

Non bastava l’incidente della scorsa settimana, con una ventina di contusi su un treno della linea 1, il più grave su un treno della metropolitana milanese. Oggi, al termine di una giornata terribile per la circolazione, a causa dello sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico locale, migliaia di passeggeri sono rimasti intrappolati sui treni dell’Atm, sempre lungo la linea 1. E’ capitato che “per cause di ordine pubblico” (si legge in una nota dell’azienda trasporti milanesi) nella stazione Lima, in pieno centro, i convogli siano stati bloccati (molti con le luci spente) su tutta la linea poco prima delle 18. Cioè poco prima della ripresa dello sciopero dopo la “pausa” iniziata alla 15. Pausa della quale i lavoratori stavano approfittando per tornare a casa. Poi il blocco, che ha provocato panico e malori dovuti al caldo e all’affollamento delle carrozze. Si è anche diffusa la voce che i conducenti Atm intendessero iniziare precocemente lo sciopero e nei pressi della stazione di Conciliazione uno dei treni è stato occupato da passeggeri, che si sono rifiutati di scendere e avviarsi alle uscite. Finchè Atm è stata costretta ad emanare un annuncio con cui assicurava che ogni convoglio di quelli bloccati ssarebbe comunque arrivato al capolinea, indipendentemente dallo sciopero. Per l’amministrazione comunale del sindaco Giuliano Pisapia, un vera figuraccia.

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