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Ci sono interessi perché l’Ilva chiuda. Lo dice il ministro dell’Ambiente Corrado Clini a Radio Anch’io. Ancora una volta è il titolare della delega all’Ambiente a essere in prima linea (quasi isolato) nel lavoro del governo per risolvere la questione dello stabilimento pugliese. “Ci sono interessi politici espliciti – ha aggiunto Clini – di chi anche nei mesi scorsi in campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Taranto ha chiesto ripetutamente la chiusura dell’impianto; c’è evidentemente una valutazione della magistratura che sostanzialmente ha chiesto la chiusura; ci sono poi interessi oggettivi, non dico che c’è un grande vecchio dietro, ma interessi oggettivi perché se chiude l’Ilva i concorrenti europei e quelli asiatici fanno festa”. Bisogna aver chiaro, ha proseguito, “qual è il gioco e nessuno di noi può far finta di non sapere. La protezione della salute e dell’ambiente non si assicurano chiudendo l’impianto perché la sua chiusura lascerebbe lì un deserto inquinato. La chiusura infatti deriverebbe da un contenzioso tra l’Ilva e la magistratura che è appena iniziato. Prima che la questione arrivi in dibattimento, come già visto in molti altri siti italiani, le cose rimangono lì per anni”.

L’aria rossa delle primarie risveglia anche gli “zombie” comunisti, espulsi dal Parlamento dopo le elezioni politiche del 2008. “Dal primo turno delle primarie è emersa una grande domanda di partecipazione, di democrazia e di cambiamento. Vendola raccoglie una buona affermazione, soprattutto al Sud, dove gli effetti della crisi sono più forti” dice   Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, già ministro della Giustizia del governo D’Alema. “Confermiamo da  subito – aggiunge Diliberto – il nostro impegno a sostegno di Pier Luigi Bersani al  secondo turno. Dal nostro punto di vista è necessario far contare le ragioni del lavoro, e sicuramente, tra i due candidati in campo, Bersani è quello che interpreta meglio un modello di Italia aperta e solidale alla quale ci sentiamo più vicini”.

Nichi Vendola gli ha chiesto “profumo di sinistra” e Pierluigi Bersani, fresco di vittoria al primo turno alle primarie del Partito Democratico, è lesto a fare sponda al leader di Sel, giunto terzo: ”Con Vendola abbiamo lavorato parecchio tempo per costruire questa carta Italia bene comune che fissa i principali paletti programmatici su cui conveniamo noi, Sel e i socialisti”. “Non stiamo aprendo tavoli o tavolini…”, ha assicurato. “Nelle cose che dico io ci sono degli evidenti punti di assonanza”, ha assicurato, come “sul lavoro, sulla scuola. Ci sono cose precise su cui per me c’è un’assonanza o una convergenza. Non stiamo facendo bilancini o Cencelli, si parla di politica”. Dunque, Vendola al governo è ipotesi più che plausibile, sottolinea Bersani, anche perché Nichi ”non ha bisogno di apprendistati o di verifiche, è già un governatore e lo fa molto meglio di tanti governi di centrodestra al Sud. Ha sue idee, che non sempre coincidono con le mie, ma non ha bisogno di esami”.

Nebbia e numeri – Assist o galanteria, poco importa. Bersani sa che avrà bisogno anche dei voti dei simpatizzanti di Sel per il ballottaggio di domenica prossima, giornata che deciderà il faccia a faccia con lo sfidante e rottamatore Matteo Renzi. Sul divario tra primo e secondo è ancora nebbia fitta, anche se il segretario cerca di sminuire: “I dati ufficiali li daranno gli organismi garanti, ma tranquilli, siamo brave persone”. Qualche dubbio, al proposito, ce l’ha avuto il comitato elettorale di Renzi che ha sottolineato come quanto comunicato nella notte, con Bersani al 44,9% e Renzi al 35,6%, non corrisponda al vero. Lo scarto sarebbe al massimo di 5 punti percentuali. “Qualcuno ricorderà che ho premuto per il ballottaggio, altrimenti avrei già vinto con 8 o 9 punti di scarto. E invece si va fino in fondo, per la democrazia – ricorda in conferenza stampa Bersani -. Il cambiamento non si fa con le chiacchiere. Credo di avere esperienza e determinazione per andare avanti e dimostreremo di avere la forza per cambiare. Dopo il ballottaggio, andremo tutti insieme al voto, inizia una battaglia dura per i progressisti, ma vincente. Renzi dice di aver vinto? “I dati cantano…”. In ogni caso, il segretario si mostra ottimista: “Guardo con fiducia all’appuntamento di domenica e il giorno dopo saremo in condizioni di guardare alla strada che porta alle elezioni. Sarà un passaggio storico e questa prova ci dà la forza per farlo”. Quanto al risultato del voto, “è soddisfacente, ci avrei fatto dieci firme”. 

Mentre a Strasburgo è stato appena approvato dal Parlamento europeo l’iter per il fondo di solidarietà europeo di 670 milioni di euro per il terremoto in Emilia, 661 sì, 17 no e 6 astensioni, torna la chiusura da parte del governo italiano sul rinvio a giungo dei pagamenti fiscali per le aziende che hanno subito danni indiretti dal terremoto.

“Credo che il governo non abbia la possibilità di dare grandi aperture”, ha ammesso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, perchè, ha spiegato a Radioanch’io, c’è “un problema di copertura finanziaria e di conformità con le disposizioni dell’Ue”.

Dopo le Pussy Riot, un’altra donna fa tremare Vladimir Putin. Stiamo parlando di Natalia Pereverzeva, giovane e sensuale miss russa che durante il concorso di bellezza di Miss Terra ha denunciato i problemi che affliggono il suo amato Paese. “La mia Russia è un Paese grande e povero che soffre, dilaniato da uomini senza scrupoli, disonesti e avari, che non hanno fede in nulla”. Sono queste le parole che la bella modella ha pronunciato nel suo discorso di presentazione. Non soddisfatta, la bella Natalia ha sorpreso la giuria del concorso quando ha aggiunto: “La mia Russia permette a pochi privilegiati di saccheggiare le sue ricchezze. E’ un Paese mendicante e miserabile”. 

 

Il ministro Annamaria Cancellieri contestata dagli studenti a Rimini. Non finiscono gli strascichi degli incidenti scoppiati in tutta Italia durante le manifestazioni del 14 novembre. Presente a un incontro sulla legalità con gli studenti, la responsabile del dicastero degli Interni, intenta a spiegare i provvedimenti che il Governo intende prendere per fare luce sui disordini dello sciopero europeo, è stata accolta dai fischi. Prima di essere allontanati dalle forze dell’Ordine, i militanti del collettivo riminese Paz hanno steso lo striscione “Stop violenza e Polizia, identificativi sulle divise”.

Identificativi – “E’ una cosa su cui stiamo lavorando, si può ragionare, ma non deve mettere in pericolo l’operatore”: è stata questa a risposta della Cancellieri alla richiesta dei contestatori quando la situazione è tornata alla normalità. “Si può ragionare sul numero identificativo – ha detto ancora il ministro – ma non sul nome, in modo tale da tutelare la sicurezza dell’operatore”. Il ministro continua ad invitare alla calma: “Mi piacerebbe si tenesse conto delle due facce della medaglia – dice -, ci sono molti poliziotti che si sono comportati in maniera egregia, vorrei che le cose fossero viste con serenità”.

Ai contestatori – Il numero uno del Viminale rivolge un invito al dialogo anche ai contestatori: “C’è la libertà di esprimere tutto, ma nella cornice della legalità, siamo pronti ad ascoltare. Ma facciamolo in modo serio, sereno e pacato, parliamo e ascoltiamo. Non impediamo il confronto – ha concluso – con manifestazioni che mi ricordano purtroppo tempi non belli. Non è bello per loro perchè togliamo loro un futuro di democrazia”.

 

Petardi e slogan. Poi il tentativo di sfondare le recinzione e gli scontri con le forze dell’ordine in tenuta antisommossa. E’ alta tensione a Carbonia, dove è andata in scena la protesta degli operai contro Alcoa, la multinazionale Usa che ha chiuso la fabbrica di Portovesme. Il tutto davanti all’ingresso della Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia, dove si svolgono gli incontri istituzionali sulle vertenza Sulcis alla presenza dei ministri Passera e Barca e del sottosegretario De Vincenti.

Il suo nome scientifico è HD 40307g, ma è già stato ribattezzato Super-Terra: stiamo parlando del pianeta più simile al nostro finora conosciuto. Tra indubbio valore scientifico e scenari avveniristici.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Scienza, scoperto il pianeta più simile alla terra

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Sembra quasi una maledizione: dove arriva lui, segue la polemica. Massimo D’Alema, fa tappa al centro sociale Croce del Biacco a Bologna, nel corso della campagna elettorale in sostegno del segretario del Pd Pierluigi Bersani, chiamato a parlare di rinnovamento in uno dei circoli storici della città. Non bastano i quattro relatori giovani dalle idee di cambiamento a far abbassare l’età media che accoglie il presidente del Copasir: platea piena di over 60, gli elettori storici, quelli che hanno visto susseguirsi i Democratici di Sinistra, poi Veltroni e il nuovo simbolo ed infine gli tocca anche subire la rottamazione di Matteo Renzi, il giovane sindaco di Firenze.

Infuria la polemica primarie nel Pdl. E tra le voci non poteva mancare quella della “pasionaria” del partito Daniela Santanchè. “Pasionaria sì, ma cretina no” dice al Tgcom24. Il riferimento è alla discussione sulle regole della consultazione per la scelta del candidato premier. “Io sono favorevole alle primarie all’americana, non voglio rinunciare. Però se mi legano le mani e mi mettono una benda sugli occhi mi chiamo fuori. Però, se si dice che votano solo gli iscritti, allora che primarie saranno? E’ un congresso”. Secondo la Santanchè, quello che il partito sta dando “non è un bell’esempio, con tutte queste discussioni sulle regole delle primarie. Chi governa un paese – avverte – deve avere chiari i tempi della decisione e questo non è un bello spettacolo”.

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