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Ecco la gigantesca struttura di metallo che ricoprirà la centrale di Chernobyl, in Ucraina.


pubblicato da Libero Quotidiano

Ecco il gigante di metallo che ricoprirà Chernobyl

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Ci sono parti d’Italia che, a dispetto del procedere dei secoli, dell’incalzare del progresso, debbono la loro connotazione presente a quel che furono nel passato. Centri piccoli e grandi, angoli di territori per i quali gli splendori antichi continuano a costituire un segno distintivo. Così è per Arpinova, nel territorio comunale di Foggia. Ora un modestissimo borgo rurale.

A sud di Roma, esiste una serie di centri moderni che s’insediano più o meno direttamente su città antiche. Ciascuna con un territorio di riferimento nel quale rimangono straordinarie testimonianze della fase romana. Nonostante la dissennata urbanizzazione avviata negli anni settanta del Novecento abbia spesso consumato importanti porzioni di suolo. E con esso abbia fatto tabula rasa di monumenti di ogni tipo. Tutto questo ad Ariccia. Quasi esemplarmente. Nel paese celebre per la Collegiata di Santa Maria Assunta, del Bernini, e i prodotti della gastronomia locale, come la porchetta, e le fraschette, luoghi nei quali bere e mangiare, la storia antica rimane in un angolo. D’intralcio per gli abitanti e di peso per gli amministratori. Come dimostra l’indifferenza dei primi e il distacco con i quali i secondi se ne occupano. Sostanzialmente una risorsa sprecata.

Nelle carte relative alle indagini sulla cricca era emersa, tra gli altri, una delicata questione relativa a un circolo sportivo e alle attività di Diego Anenome: il Salaria Sport Village.

La questione riguardava la regolarità della situazione edilizia-urbanistica della struttura, costruita in zona a rischio esondazione del Tevere e le competenze a deliberare sulla stessa.

Secondo la giustizia penale ed il TAR la situazione non era conforme alle norme e quindi il sequestro e i sigilli alla struttura erano legittimi e dovuti. Ne era seguita anche una richiesta di demolizione, giustificata proprio dalla pericolosità della zona.

Sono arrabbiati, anzi arrabbiatissimi. Nonostante i sorrisi e il colorato corteo che a forza di musica e canti li ha portati a protestare fino in Piazza Maggiore, sotto il Comune di Bologna. Sono i 130 nigeriani arrivati in Italia durante la cosiddetta “emergenza profughi” della guerra di Libia, e ora ospitati nel centro di accoglienza dei Prati di Caprara, il più grande dell’Emilia Romagna. Hanno chiesto diritti, dignità, e un futuro in Italia, “perché a fine dicembre scadranno tutti i nostri permessi e se non si farà qualcosa finiremo clandestini e senza casa”. Un problema che non riguarda certo le istituzioni locali, visto che tutte le decisioni in questo campo vengono prese a Roma. A riguardare Bologna invece il modo con cui sono stati spesi i soldi usati per accoglierli. Quaranta euro lordi a persona, estendibili a 46, che ogni giorno sono stati dati non a loro, ma a chi si è occupato della loro accoglienza. In questo caso la Croce Rossa Italiana, che ai Prati di Caprara ha organizzato 17 mesi fa una sorta di centro di accoglienza.

Alcuni ricercatori dell’università di Bristol hanno scoperto che alcuni pesci hanno sviluppato una struttura della pelle, composta da più strati ad alto indice di rifrazione.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Pesci invisibili, il fenomeno che viola le leggi della fisica

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I due scienziati americani Robert Lefkowitz e Brian Kobilka sono stati insigniti del Premio Nobel 2012 per la Chimica “per le loro scoperte rivoluzionarie che rivelano il funzionamento interno dei recettori accoppiati alle proteine G“, si legge nelle motivazioni della Reale Accademia delle Scienza di Svezia. Domani saranno invece annunciati i vincitori del Nobel per la letteratura.

Lefkowitz e Kobilka hanno ricostruito il funzionamento interno di una famiglia importante di questi recettori, quelli accoppiati alle proteine G che consentono alle cellule di reagire a stimoli esterni quali sapori, odori, luce ma anche a sostanze come la serotonina, l’adrenalina, l’istamina e la dopamina. ”Gli studi di Lefkowitz e Kobilka – si legge nella motivazione dei giudici – sono cruciali per capire come funzionino i recettori della proteina G”. Il nostro corpo, spiega l’Accademia, è costituito da un sistema di interazioni tra le miliardi di cellule. Ogni cellula ha recettori che, come una sorta di sensori intelligenti, permettono di percepire l’ambiente esterno e di adattarsi ad esso. 

In tempi di spending rewiev i vertici dell’ospedale San Paolo di Milano chiudono i reparti, non assumono infermieri, mandano a casa i precari, e contemporaneamente apparecchiano un bando di concorso che calza a pennello per il figlio di Giuseppe Lombardo, presidente del collegio dei revisori nella stessa struttura sanitaria. La denuncia arriva direttamente dall’Unione sindacale italiana (Usi). La sigla autogestita, dopo mesi di richieste agli uffici amministrativi, è riuscita ad avere la delibera n. 1291 del 22 dicembre 2010 che bandisce un concorso pubblico per operatore tecnico in sistemi informativi.

Era questione di tempo o, meglio, dell’arrivo della traduzione. Come anticipato il 25 settembre scorso da ilfattoquotidiano.it, i primi problemi con i profughi sono infatti scoppiati in mattinata a Piacenza, alla notizia che dovranno lasciare le strutture di accoglienza entro il 31 dicembre di quest’anno.

Quando, grazie a un traduttore, il titolare dell’ostello Tre Corone di Calendasco, Sergio Zaniboni ha reso noto ai suoi 21 ospiti che, a causa delle lungaggini della Commissione preposta ad accogliere le loro domande di asilo politico, entro quella data dovranno lasciare la struttura per mancanza di fondi è scoppiato il putiferio con disordini e minacce.

di Gianluca Veneziani

La storia ricorda quella del protagonista del film francese Il missionario: un prete, a stretto contatto con un delinquente, finisce per diventare lui stesso un ladro. Allo stesso modo don Domenico Laddaga, reggente della Colonia hanseniana «Opera Pia» dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari), è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata alla Regione Puglia. Insieme all’altro amministratore della struttura, Saverio Vavalle, don Laddaga avrebbe sottratto alla Regione due milioni di euro di finanziamenti, inserendo voci di spesa inesistenti nei bilanci della Colonia. Ora entrambi i dirigenti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza, a seguito dell’inchiesta svolta dalla Procura della Repubblica di Bari. 

Le indagini erano partite nel 2009 dalla denuncia di Roberto Giannico, un medico di Taranto, che poi venne allontanato dalla struttura e fu successivamente arrestato perché accusato di aver tentato un’estorsione ai danni di don Laddaga. Eppure le accuse del medico dovevano essere ben fondate. Tra le altre cose infatti, nei bilanci della struttura – unico centro in Italia per la cura della lebbra – sono emerse spese per l’acquisto di uno strumento chirurgico (una pinza!), il cui costo è risultato essere cento volte superiore al valore reale; nonché richieste di rimborso per l’acquisto di derrate alimentari in quantità esorbitanti le effettive esigenze dei pazienti. 

Insieme ai due amministratori, altre otto persone sono indagate a vario titolo nell’inchiesta. Si tratta dei due quasi omonimi Donato Antonio Buttiglione e Donato Antonio Gatti, di Vito Giordani, Nicola Martellotta, Giovanni Pietroforte, Saverio Antonio Resta, oltre che dei due imprenditori Giovanni e Francesco Romano, padre e figlio, titolari della ditta Edil.San e Global Services srl, esecutrice di lavori di rifacimento della sede del lebbrosario. Anche la struttura ospedaliera del Miulli è inserita nelle indagini: la Procura le contesta l’omesso controllo con riferimento alla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti. Questo significa un doppio coinvolgimento per la Chiesa. Il Miulli è infatti un ente ecclesiastico il cui governatore è Mario Paciello, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. Proprio Paciello, all’annuncio dell’arresto di don Laddaga, ha rilasciato una nota, parlando del parroco arrestato come di una «formica infaticabile e laboriosa». «Da 15 anni», ha sottolineato il vescovo, «sono testimone diretto della dedizione incondizionata di don Mimmo per l’Ospedale e per la Colonia con l’unico scopo di assicurare ai pazienti la migliore assistenza». Quindi ha manifestato  preoccupazione per il trattamento mediatico di don Laddaga: «Soffro molto per l’immagine che i mezzi di comunicazione potrebbero dare di un sacerdote che, nel silenzio ma a costo di grandi sacrifici, ha dato alla Puglia, al Meridione e alla Sanità italiana una struttura ospedaliera tenuta in alta considerazione». Il vescovo Paciello ha anche ricordato come, già prima dell’ordinanza cautelare nei confronti del sacerdote, fosse stata «costituita una commissione di indagine interna». E ha poi offerto la sua disponibilità a collaborare con gli inquirenti, «rispettoso e fiducioso dell’operato della magistratura».

Non è la prima volta comunque che don Laddaga viene coinvolto in un’indagine. Il suo nome figura già in un’inchiesta riguardante una transazione tra la Regione e l’ospedale Miulli: insieme a lui erano stati indagati lo stesso vescovo Mario Paciello, il governatore pugliese Nichi Vendola e l’ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco.

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