Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Tav

Mario Monti, Francois HollandeMario Monti, Francois HollandeI presidenti Mario Monti e François Hollande, nel vertice francese di due giorni fa, hanno fermamente deciso che la controversa linea Torino-Lione per le merci (non alta velocità, il nome Tav è una delle tante cose inesatte), s’ha da fare e si farà. Questa dichiarazione è talmente solida, che è stata già fatta un gran numero di volte negli anni passati, senza che sia successo poi molto. Soprattutto in termini di soldi veri allocati. Ma si è deciso di raddoppiare il tunnel autostradale, pare. 

Molte perplessità sono legittime. I tempi: Hollande sembra che abbia chiesto di posporre la data di avvio dei lavori veri, già spostata al 2014.

È lunedì mattina, sono le cinque. Il cielo è terso, si vedono tutte le stelle, non le riconosco ma fa lo stesso. E c’è una bella fetta di luna calante. Oggi è un buon giorno per manifestare.

Alle 6.30 il nostro pullman parte da Bussoleno. Del Legal Team siamo in tre. Di pullman ce ne sono ben undici, da cinquanta e passa persone ciascuno. Siamo consci dei nostri diritti: possono chiederci la carta d’identità, ma se vogliono prenderci impronte digitali e fotografarci, ci rifiutiamo e chiamiamo il Consolato.


pubblicato da Libero Quotidiano

Lione, la protesta delle No Tav nude

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

A Lione è in corso la manifestazione di protesta contro la realizzazione della Tav, a circa un chilometro dalla prefettura du Rhone, sede del vertice Italia-Francia che ha confermato la realizzazione dell’opera. Qualche tafferuglio è scoppiato a Lione nella piazza davanti alla vecchia stazione ferroviaria des Brotteaux, dove sono riuniti un migliaio di oppositori italiani e francesi alla Torino-Lione. Arrivati con 12 pullman, circa 600 italiani dalla Val di Susa hanno provato ad unirsi ai 300 francesi per inscenare un corteo, ma la manifestazione non è stata consentita dall’importante schieramento di gendarmi e polizia in assetto antisommossa.

Italia e Francia hanno firmato al vertice di Lione una dichiarazione congiunta in cui si conferma la realizzazione della Tav Torino-Lione “nelle tempistiche previste”. L’impegno che conferma la realizzazione del controverso progetto – i cui lavori dovrebbero cominciare ad inizio 2014 – è contenuto in una dichiarazione congiunta firmata dai ministri per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, e dei Trasporti, Frederic Cuviller.

Nel frattempo, la polizia italiana e la gendarmeria francese hanno fermato alla frontiera sei dei 12 bus di attivisti No Tav diretti a Lione per la manifestazione di protesta organizzata dal movimento in concomitanza con il vertice Italia-Francia. Terminati i controlli di rito i pullman sono ripartiti alla volta di Lione. A differenza di quanto avvenuto sabato scorso, questa volta nessun manifestante è stato respinto alla frontiera e tutti hanno potuto proseguire il viaggio. Le operazioni si sono svolte senza incidenti, anche se vi sono stati alcuni diverbi tra le parti.

Questa mattina l’autobus che doveva portare i No Tav valsusini all’Avant Sommet  in corso a Lione è stato bloccato da esponenti del Corpo di Polizia Antisommossa francese (CRS) all’uscita del tunnel del Frejus a Modane.

La polizia ha fatto parcheggiare il bus a lato della strada, ed ha poi ritirato tutti i documenti ai passeggeri e all’autista.

Dopo averli tenuti bloccati (adducendo che era il governo italiano a richiederlo, notizia non vera secondo quanto riferito dalla Questura di Torino) fino alle 10:15,  i No Tav sono poi stati scortati al commissariato di Modane. Qui tre di loro di cui si conoscono solo i nomi, Mimmo, Erme, e Daniel (quest’ultimo autista del bus) hanno ricevuto una notifica che non potevano entrare in territorio francese.
Tutti gli altri erano liberi di proseguire il viaggio, peccato che, mancando l’autista, siano stati di fatto costretti tutti a rientrare.

 

Coerenza, questa sconosciuta. Almeno per Francesco Richetto, leader del movimento No Tav. Lui, sempre in prima fila quando si trattava di difendere le ragioni di chi dice “no” all’alta velocità, lui che si è beccato una denuncia per protestare contro la linea veloce di Trenitalia, come si muove in giro per l’Italia? I duri e puri lo immaginano a bordo di un’auto sgangherata, oppure su uno di quei treni che si fermano ad ogni stazione. E invece no. L’attivista  Notav viaggia in Freccia Rossa. 

Sì, avete letto bene. Gli agenti che dovevano notificargli il provvedimento di dimora emesso ieri dal magistrato per l’assalto agli uffici delal Geostudio nel luglio scorso lo hanno pizzicato mentre scendeva dal Freccia Rossa Torino-Roma. Da parte sua Richetto, 32 anni, già condannato in primo grado per gli scontri del G8 universitario del maggio 2009 a Torino, ha provato a giustificarsi sostenendo che “ormai unici treni da Torino a Roma sono i treni ad alta velocità: basta farsi un giro sul sito di Trenitalia e si scopre la misteriosa mia presenza su di un treno, l’unico ormai che collega queste città”. Poteva fare l’autostop…

 

La situazione qui in valle sta peggiorando sensibilmente.

Sono stato l’altro ieri ad una serata di presentazione del libro di Livio Pepino, ex magistrato molto stimato nell’ambiente torinese e non solo, dal titolo significativo “Forti con i deboli”. Pepino ha esaminato lucidamente la situazione italiana nel suo complesso in questi ultimi anni, indicando i sintomi di un potere sempre più distante dai cittadini e di un sistema giudiziario che pericolosamente tende a colpire sempre più i deboli. Come appunto accade in valle.

Avviato nel cantiere della Maddalena di Chiomonte, in provincia di Torino, lo scavo per il cunicolo esplorativo della nuova linea Torino-Lione. Secondo la Ltf – Lyon Turin Ferroviaire, società responsabile della sezione transfrontaliera della Tav, la galleria geognostica permetterà di conoscere meglio la struttura del massiccio in cui passerà la linea. La galleria sarà lunga complessivamente oltre 7,5 chilometri, con un diametro di 6 metri e 30 centimetri. Servirà anche ad accedere al cantiere del futuro tunnel transfrontaliero e, una volta che il collegamento ferroviario sarà in servizio, verrà utilizzata per la ventilazione e la manutenzione della galleria e come passaggio di sicurezza.

 

Avrebbero aggredito una truppe del Corriere della Sera Web che stava riprendendo uno dei blocchi NoTav sull’autostrada in Val di Susa. Per questo agenti della Digos stamattina hanno fatto irruzione nelle loro case, a Rovereto e a Roma, per comunicare a due anarchici gli arresti domiciliari. Ad altre sei persone Roma, Trento, Como e Torino, coinvolte nello stesso episodio, gli agenti hanno perquisito le case. Nelle stesse ore altri poliziotti hanno eseguito altre 17 misure cautelari, tra arresti, obbligo di firma o di dimora, e perquisizioni nei confronti di presunti attivisti No Tav residenti nel torinese ed esponenti dell’area antagonista torinese riconducibile ai centri sociali occupati Askatasuna e Gabrio, per l’irruzione nello studio ingegneristico torinese Geostudio, avvenuto nel luglio scorso. Violenza privata e danneggiamento i reati contestati dal gip di Torino Rosanna La Rosa

Processo a tre minorenni – Oggi, intanto, si è aperto presso il Tribunale dei minori di Torino il processo contro tre ragazzi minorenni coinvolti negli scontri intorno al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, il 3 luglio del 2011. Si tratta di tre minorenni originari delle province di Milano, Vercelli e Biella. Secondo gli inquirenti, due avrebbero partecipato alla manifestazione lanciando pietre, mentre uno è stato trovato in possesso di una fionda con cui avrebbe tirato dei bulloni. I tre erano stati identificati sul posto dalle forze dell’ordine.

 

Archivi