Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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Roma, 5 dic. – (Adnkronos) – Il programma di difesa del Territorio (da dettagliare ogni anno definendo gli interventi in programma) sarà finanziato usando una parte dei proventi, il 40%, delle aste per i permessi di emissione di anidride carbonica, che la legge destina per almeno il 50% ad azioni contro i cambiamenti del clima. Un’altra quota delle risorse potrà venire dai carburanti, rimodulando diversamente gli oneri a parità di peso fiscale. E’ quanto prevede la bozza sulle ‘Linee strategiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio’ che il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha inviato al Cipe.

La notte scorsa (fra il 2 e il 3 di dicembre) a Case Basse, vicino a Montalcino, l’intera produzione di Brunello dell’azienda Soldera è finita dispersa sul pavimento e quindi nelle fognature. Ignoti hanno difatti sfondato una porta-finestra con vetro antisfondamento, si sono intrufolati nella nota cantina dell’azienda aprendo i rubinetti delle botti di legno in cui stavano maturando i vini delle ultime annate di Brunello che Soldera avrebbe dovuto imbottigliare: 2007-2008-2009-2010-2011-2012. Per oltre 600 ettolitri.

Un danno inestimabile per un’azienda famigliare con pochi ettari di vite, che ha per più di trent’anni prodotto solo dalle 10 alle 15mila bottiglie l’anno. Un atto, sembra, fatto a scopo intimidatorio, giacché nella cantina non è stato rubato nulla: né vini imbottigliati né attrezzature.

Sul sito del Comune di Forlì, è disponibile la “Relazione finale sui lavori del Tavolo Interistituzionale in tema di diossine/furani e PCB nelle matrici ambientali ed alimentari del territorio forlivese”, frutto di oltre un anno e mezzo di lavoro congiunto fra Asl, Arpa, Comune, Provincia ed Ordine dei Medici di Forlì-Cesena. Si tratta di un documento importante che merita di essere adeguatamente diffuso e conosciuto. In esso vengono riportati i risultati di 56 indagini condotte dall’Asl per la ricerca di diossine, furani e PCB eseguiti nel 2011 in allevamenti rurali del forlivese. Questi campioni si aggiungono alle 5 indagini condotte da parte dell’ ISDE nei primi mesi del 2011 su galline ruspanti e uova in relazione alle ricadute degli inceneritori, indagini che, per i livelli riscontrati, avevano suscitato grande sconcerto.

Quaranta capi di imputazione, più di 100 indagati: l’inchiesta “Saggezza” della Dda di Reggio Calabria ha portato stamattina all’arresto di 37 persone ritenute affiliate alla ‘ndrangheta tra cui l’ex presidente della Comunità montana “Aspromonte orientale” Bruno Bova.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dal sostituto Antonio De Bernardo, ha svelato l’esistenza di una struttura organizzativa, la “Corona”, che raggruppa i cinque “locali” di Antonimina, Ardore, Canolo, Ciminà e Cirella di Platì. Una sovrastruttura guidata dal boss Vincenzo Melia, dai capi consiglieri Nicola Nesci e Nicola Romano, e dai consiglieri Giuseppe Varacalli e Giuseppe Siciliano.

Nuovo allerta meteo ”di criticità elevata” dalle 14 di oggi alla mezzanotte di mercoledì 14. La Sala operativa unificata della Protezione civile regionale della Toscana lancia l’allarme. “Piogge e temporali forti” sono previste dalle 14 di oggi: l’allerta è valida per tutto il territorio regionale ad esclusione della Versilia e dei bacini del Serchio e del Bassoserchio, dove viene dichiarato uno stato di criticità moderata. La situazione è particolarmente critica in provincia di Grosseto: nella zona tra Albinia e Marsiliana l’esondazione di fiumi e torrenti ha costretto alcune persone a salire sui tetti delle abitazioni. Gli elicotteri della protezione civile sono all’opera per recuperare il maggior numero di persone possibile. A Orbetello, una donna di 73 anni è stata investita da un’onda d’acqua mentre era in auto: soccorsa dal 118, è stata trasferita in gravissime condizioni all’ospedale Misericordia di Grosseto.

 

Il Veneto è pronto a chiedere lo stato di calamità. La Toscana è in ginocchio. L’Umbria è allagata e senza luce. Il Lazio sferzato dal nubifragio. La tempesta di San Martino si è fatta sentire con forza e continua a non dar tregua alle regioni del Nord Est e del Centro. ”E’ impensabile” che il governo non dia un segno concreto di un aiuto a un territorio che “paga le tasse e in misura molto superiore a quanto viene restituito”, ha tuonato il presidente della Regione, Luca Zaia. “Abbiamo chiesto, e attendiamo dai sindaci dei territori colpiti dagli eventi di questi giorni un puntuale monitoraggio dei danni. Andando in giro ieri per il territorio, ho constatato personalmente quanto le famiglie, le imprese, le aziende agricole e i Comuni siano stati danneggiati”, ha detto annunciando che la Regione si attiverà anche formalmente per chiedere lo stato di calamità”. Intanto oggi è un’altra giornata di emergenza. 

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A Venezia l’acqua alta è arrivata a un metro e 20 centimetri verso le 9.30; ieri ce n’era stata una di un metro e mezzo, tra le più importanti della storia delle maree nella città lagunare. A Latisana, in provincia di Udine, tutto è pronto per ricevere la piena del fiume Tagliamento. Oggi le piene del Bacchiglione attraverseranno la bassa Padovama, dove ieri ci sono state esondazioni del Muson. Numerose le frane nel Bellunese, nel Trevigiano e nel Trentino. E’ ancora sospesa la circolazione dei treni da Montebelluna verso Feltre. A Vicenza si è sfiorata l’esondazione, con un livello massimo di 6 metri del fiume a Ponte degli Angeli, ma l’ondata di piena del Bacchiglione è passata e la città ha tirato un sospiro di sollievo, dopo ore che avevano fatto temere il ripetersi dell’alluvione di inizio novembre 2010.

Umbria -Sono stati una cinquantina gli interventi svolti nella notte nel perugino dai vigili del fuoco. Altrettanti sono in corso in queste ore. I telefoni della sala operativa continuano a suonare e il personale libero è stato richiamato in servizio per integrare le squadre di soccorso. Numerosi gli allagamenti, che nella zona del Marscianese e di Tavernelle hanno portato anche ad evacuare alcune famiglie vicino al fiume Nestore. Black out elettrici in varie zone del perugino. Diversi tratti della Pievaiola risultano allagati. Smottamenti anche all’altezza di Montebello, dove la corsia nord della E45 è stata parzialmente chiusa al traffico. I vigili del fuoco hanno evacuato stamani diverse famiglie dalle loro abitazioni nella zona di Allerona, a Orvieto, a causa dell’esondazione del fiume Paglia. Disposta inoltre la chiusura di tutte le scuole nell’intero comune. Nella zona di Allerona alcune persone sono anche salite sui tetti delle case e vengono soccorse con mezzi aerei oltre che quelli anfibi.La chiusura delle scuole è stata disposta dal sindaco di Orvieto Antonio Concina. Il provvedimento si è reso necessario – spiega il Comune – a causa degli effetti della piena del fiume Paglia tra Allerona Scalo e Baschi, che ha esondato nella zona di Orvieto Scalo. Rendendo necessaria nelle prime ore di questa mattina la chiusura del Ponte dell’Adunata. Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e tecnici del Comune stanno tenendo sotto osservazione il tratto del fiume Paglia che attraversa il territorio comunale dove in 36 ore sono caduti 180 millimetri di pioggia.

Toscana – Circa 30 persone sono rimaste isolate in provincia di Grosseto, a causa dell’esondazione del fiume Albegna e del torrente Elsa, causata dalle forti piogge che da stanotte colpiscono la zona. Lo straripamento dei corsi d’acqua ha provocato allagamenti nei comuni di Albinia, Orbetello, Saturnia e Manciano. Alcune abitazioni di campagna sono isolate a causa degli allagamenti; i soccorritori sono in contatto telefonico con le persone non raggiungibili e alle quali hanno consigliato di salire ai piani alti delle loro abitazioni, in attesa dell’arrivo dei mezzi anfibi. Una quindicina di persone sono isolate anche nel nord della Toscana, nel comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara. Qui, ci sono zone interessate da frane e smottamenti in località Casette e Forno, in Lunigiana. Circa 5.000 gli abitanti della provincia coinvolti dall’alluvione, per il danneggiamento subito dalle loro abitazioni. Nei comuni di Massa e Carrara oggi le scuole sono chiuse. Oltre 200 gli evacuati sul territorio provinciale; in alcune aree ci sono problemi di isolamento elettrico e in alcune frazioni del comune di Carrara è vietato l’utilizzo dell’acqua a scopo potabile. A Romagnano per il maltempo è straripato un torrente travolgendo una vettura: marito e moglie che erano a bordo sono stati tratti in salvo dai vigili del fuoco. Alcune frazioni di Aulla, una delle cittadine colpite dalle alluvioni dello scorso anno, sono rimaste senza corrente elettrica, acqua e gas. Oltre un migliaio di case danneggiate dall’acqua e dal fango, la rete stradale della collina lesionata, otto ponti distrutti o da rifare, la piana tra l’autostrada e il mare ancora allagata: e’ questo un primo bilancio dei danni fatto dal sindaco di Massa, Roberto Pucci, dopo l’esondazione di alcuni torrenti. Strade allagate e ampie zone senza corrente elettrica a Pisa dove sono stati tantissimi gli interventi dei vigili del fuoco. L’onda di piena del Serchio, in provincia di Lucca, temuta sin dal mattino, è passata per fortuna senza rotture di argini. 

 

Liguria - La tempesta di San Martino, che ieri aveva portato a “blindare” Genova e la Liguria con l’allerta 2, ha colpito più duramente soprattutto il Levante ligure. Nello spezzino, le zone più colpite dalla perturbazione sono state quelle dei comuni di Sarzana, Ameglia, Ortonovo e Castelnuovo Magra; oltre un centinaio le persone sfollate nella zona per precauzione, ma quasi tutte sono gia’ rientrate nelle proprie abitazioni. 

Emilia Romagna – In Emilia Romagna la Protezione civile ha attivato la fase di preallarme per rischio idraulico e idrogeologico sull’Appennino reggiano e modenese. Dopo le piogge che hanno colpito il territorio montano, possono verificarsi – si legge nell’allerta – frane, smottamenti, straripamenti di fossi con conseguente chiusura di ponti, interruzioni della viabilità. Fase di preallarme per il fiume Enza, il confine fra Reggio Emilia e Parma e anche per le aree vicine al bacino del fiume Secchia. 

Lazio – Nubifragio si è abbattuto ieri su Roma causando un black out che ha coinvolto anche lo stadio Olimpico dove si stava giocando il derby. Sempre nella parte nord della città i vigili del fuoco sono intervenuti per alcune automobili rimaste bloccate nell’acqua, che ha raggiunto i 70-80 centimetri d’altezza, per rami caduti o pericolanti e per alcuni allagamenti ai piani bassi di edifici. Se a Roma il peggio è passato resta critica la situazione a Civitavecchia, dove tutti i quartieri delle zone basse si sono allagati stamani a causa di un violentissimo nubifragio, ed è scattata un’ allerta meteo della Protezione civile regionale per l’Alto Lazio nelle prossime 12-18 ore, in particolare per la provincia di Viterbo.

 

 

In un post precedente ho enfatizzato il problema della comunicazione scientifica come una delle cause di vari disastri, fra i quali il terremoto dell’Aquila. Non è questo, ovviamente, l’unico dei tanti problemi che ci affliggono nella gestione del dissesto idrogeologico del territorio italiano. In proposito, il collega Carlo Doglioni, presidente della società geologica italiana, mi ha inviato un commento sulla disgraziata situazione delle carte geologiche in Italia e – di nuovo – sulla difficoltà di comunicare anche l’esistenza di certi problemi ai politici. UB

Curare il paziente senza conoscere l’anatomia: il problema delle carte geologiche in Italia

A Piacenza la cancellazione della Provincia sta facendo rumore più di altrove. L’Amministrazione provinciale di centrodestra, infatti, non si è limitata a valutare l’accorpamento più sensato all’interno della regione, ma ha promosso un referendum per far emigrare il territorio piacentino in Lombardia.

Al momento, perciò, siamo stati accorpati a Parma, ma verremo chiamati, non si sa quando, alle urne per esprimerci sul possibile cambio di regione. Il centrodestra gioca così, al contempo, la carta dell’operazione ideologica e dell’alleanza pragmatica con alcuni poteri economici del territorio. Rompere con l’Emilia-Romagna significa in primis rompere con “i comunisti”, ovvero con una regione che, malgrado tutto, ha ancora tradizioni progressiste e solide politiche pubbliche.

Non c’è pace per le piccole e medie imprese commerciali dell’Abruzzo. Negli ultimi anni la regione, e soprattutto il territorio dell’area metropolitana Chieti-Pescara, è stato preso letteralmente d’assalto da centri commerciali e catene della grande distribuzione. Ultimo in ordine di tempo Ikea. E per ogni shopping center o megastore aperto – del fai da te, del mobile, dell’elettronica –, diverse sono le attività che “nell’immediato, o dopo poco tempo – denuncia a ilfattoquotidiano.it il presidente di Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino – sono costrette a chiudere i battenti”.

Ftse Mib vira in lieve rialzo, tentando di lasciarsi alle spalle le cattive notizie, tra cui la decisione di S&P di tagliare il rating di tre banche francesi, tra cui BNP Paribas. Disoccupazione Spagna al 25%. Bene asta Italia, spread lima guadagni.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Borsa Milano in territorio positivo dopo dato macro Usa

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