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Immaginiamoci se il governo italiano prima di far partire il progetto della Tav avesse messo intorno ad un tavolo aziende, politici e comunità locali. Se nel frattempo le aziende e i ministeri avessero pubblicato on line i rischi ambientali e non solo quelli e se un team di persone avesse valutato la potenziale reazione delle popolazioni locali, la loro componente sociale, quanti anziani, quanti giovani. E quante possibilità di protesta si sarebbero potute verificare, estendendosi a questioni extra progettuali.

Lo rivelano foto satellitari (GUARDA) che la DigitalGlobe ha consegnato ad alcuni governi, tra cui quello degli Stati Uniti. Lavori di preparazione a un lancio missilistico entro tre settimane.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Corea del Nord pronta a un nuovo test missilistico

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C’è chi arriva a programmare la sua vita con la mappa delle toilette in tasca, non potendo allontanarsi troppo a causa di un ‘misterioso’ fastidio. Eppure basterebbe una visita urologica per svelare la presenza di una patologia che interessa 14 italiani su 100, superati i cinquant’anni. E’ l’ipertrofia prostatica benigna (IPB) che dà segno di sé con disturbi della minzione di giorno e di notte. Chi ne è affetto è costretto ad alzarsi più volte nel corso della notte per andare in bagno; mentre di giorno lo stimolo della minzione arriva imperioso, urgente e di frequente. E ogni volta poi è come se non si riuscisse a svuotare del tutto la vescica.

“La presenza anche di uno solo di questi sintomi – spiega il dottor Luigi Schips, Primario del dipartimento di Urologia dell’Ospedale San Pio di Vasto (Chieti) – potrebbe essere indicativa di ipertrofia prostatica benigna e dovrebbe portare l’uomo a parlarne prima con il proprio medico di famiglia, e quindi a rivolgersi all’urologo”. E invece nella realtà di tutti i giorni capita che la gente ‘accetti’ questi disturbi come scotto inevitabile del processo naturale di invecchiamento. Così, solo una persona su due ne parla col proprio medico, lasciando passare tempo prezioso. Si, perché il ritardo diagnostico e quindi di trattamento, causa un aggravamento di questa patologia e può condurre ad una riduzione del getto urinario, fino alla ritenzione urinaria acuta. E a quel punto non resta che l’intervento chirurgico.

Da queste considerazioni è nata l’esigenza di mettere a punto un test, facile ma preciso, che consenta al medico di famiglia di dare corpo al sospetto di un’ipertrofia prostatica benigna.
Messo a punto dagli esperti della Società Italiana di Urologia, si chiama “Quick prostate test” e consiste in tre domande che tengono conto dei tre principali sintomi e disagi dell’IPB:

  1. Nell’ultimo mese si è alzato almeno due volte a notte per urinare, da quando va a letto la sera, fino a quando si alza al mattino? (NICTURIA)
  2. Nell’ultimo mese ha avuto più volte difficoltà a trattenere l’urina nell’arco della giornata? (URGENZA)
  3. Nell’ultimo mese ha mai la sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica? (DISURIA)

Una risposta positiva anche ad una sola di queste tre domande, dovrebbe mettere in guardia il medico sulla possibilità che il paziente sia affetto da IPB.

Il test dunque è pronto, ma come arriverà negli studi dei Medici di Medicina Generale e quindi ai pazienti? “In un primo tempo – spiega il dottor Ciro Niro, Medico di Medicina Generale presso l’ASL di Foggia, Tesoriere e Responsabile Nazionale dell’Area Uro-Andrologia della SIICP (Società Italiana Interdisciplinare per le Cure Primarie) – miriamo a raggiungere il maggior numero possibile di Medici di Medicina Generale con il Quick Prostate Test in formato cartaceo, mentre le prospettive future sono quelle di diffonderlo in maniera capillare anche attraverso i più importanti mezzi media, web e tv, e le piattaforme più frequentate, Facebook e Twitter”.

“Il Quick Prostate Test – afferma Vincenzo Mirone, professore ordinario di Urologia presso l’Università Federico II di Napoli e Segretario generale della Società Italiana di Urologia – è uno strumento estremamente utile per facilitare il dialogo tra medico e paziente sia nella prima visita che nelle successive visite di follow-up, e consente anche di monitorare gli effetti della terapia. Tra le varie opportunità terapeutiche per l’IPB, la principale è l’associazione di dutasteride (inibitore delle 5-alfa-reduttasi) e di tamsulosina (alfa-bloccante), da effettuare in presenza di sintomi urinari moderati o gravi e di un aumento significativo delle dimensioni della prostata. Lo studio CombAT ha dimostrato che questa associazione determina un miglioramento dei sintomi costante nel tempo ed una riduzione significativa del rischio di ritenzione urinaria acuta e della chirurgia correlata all’IPB, rispetto ai pazienti in monoterapia. Per questo, le attuali linee guida internazionali per il trattamento dell’IPB, raccomandano la terapia di combinazione in tutti i pazienti con sintomi urinari da moderati a gravi, che presentino un elevato rischio di progressione (con prostata di dimensioni > 30 cc, PSA > 1.5 ng/ml)”. (LORENZO VALLE)

Il doping nel ciclismo non è soltanto la revoca dei sette Tour de France a Lance Armstrong. E neppure i quasi 70 casi di positività riscontrati dall’Uci (Union Cycliste Internationale) negli ultimi tre anni. Il doping nel ciclismo dilaga nel mondo amatoriale: lo dimostra il caso di Lucia Asero, vincitrice del percorso medio all’ultima Granfondo Roma lo scorso ottobre, positiva all’Epo; come era stato trovato positivo Michele Maccanti nel maggio del 2010, appena due mesi prima di aggiudicarsi la prestigiosa Maratona delle Dolomiti. Anche questi sono solo i nomi prestigiosi. Poi ci sono le inchieste fra la gente comune, come quella della Procura di Torino nel 2011; oppure il caso del cinquantenne di Pavia diventato all’improvviso fenomeno e poi risultato positivo all’eritropoietina e al testosterone e condannato a 4 anni di squalifica. Il vero volto del doping nel ciclismo è questo: quello dell’impiegato di mezz’età pronto (chissà se consapevolmente) anche a rischiare la vita per andare più forte in gara alla domenica e vantarsi al bar con gli amici.

Ieri, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Amnesty International ha lanciato un nuovo appello, indirizzato al ministro dell’Interno Ahmad Gamal El-Din, per chiedere alle autorità egiziane di fermare la violenza sessuale, in particolare quella che chiama in causa militari e forze di polizia.

Le donne egiziane sono state protagoniste delle manifestazioni che, all’inizio del 2011, hanno fatto cadere Hosni Mubarak. La loro partecipazione alla “rivoluzione del 25 gennaio” e le loro richieste di prendere parte al disegno del futuro del paese rischiano però di essere messe in un angolo, se la Costituzione in corso di stesura non sancirà a chiare lettere l’uguaglianza di genere.

“Se avessero avuto un Attilio Befera a quei tempi, non ci sarebbero voluti gli Intoccabili per pizzicare finalmente Alphonse Gabriel detto Al Capone. Sarebbe bastato quel meraviglioso Redditest sfornato ieri dall’Agenzia delle Entrate. Al lo avrebbe fatto, rispondendo a tutte le domande, e avrebbe scoperto di essere evasore fiscale, consegnandosi subito al Befera di turno. Piacerebbe sapere a chi è venuta in mente una cosa così: un giochino, un test come quelli che si fanno d’estate sotto l’ombrellone, per scovare gli evasori e farli pentire non appena bocciati, con il risultato che brilla in rosso: “non conforme”. Un test per scoprire l’evasore che c’è in te è talmente geniale, che bisognerebbe mettere subito il copyright ed estenderlo ad altri settori. Ogni moglie ed ogni marito si sentirebbero più sicuri se il governo diffondesse nelle case degli italiani anche un Amortest per scoprire le infedeltà coniugali. L’uno o l’altro rispondono diligentemente alle domande del test, e se alla fine scatta la luce verde, “conforme”, tutti a dormire sonni tranquilli. Se il semaforo diventa rosso, invece drammoni. E il Sanitest, sai che vantaggi? Niente più code in pronto soccorso o dal medico di famiglia, a meno che uno risulti “non conforme”. Basta un po’ di fantasia e un popolo subito si sentirebbe meglio, isolando automaticamente i ‘non conformi’, spiega il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, sul quotidiano di mercoledì 21 novembre. Il punto è che il redditest voluto da Befera è una burla, ma il sistema di spionaggio è sufficiente per mandarci tutti quanti ko: la luce verde alla fine del test non mette al riparo da eventuali controlli del fisco, ma se invece esce il rosso è il caso di cominciare a tremare davvero. Il nuovo giocattolo sfornato dai Befera-boys, inoltre, è inutile per acciuffare i grandi evasori (ed è pure pieno di errori), ma in compenso getta nel panico milioni di contribuenti. Con un solo risultato: il terrorismo sui consumi spalanca le porte alla depressione economica.

Leggi il commento integrale di Franco Bechis su Libero di mercoledì 21 novembre

Il 41enne fantino italiano Frankie Dettori è risultato positivo ad un test antidoping. Uno dei nomi più noti dell’ippica internazionale, è stato “pizzicato” dopo le corse disputate il 16 settembre all’ippodromo parigino di Longchamp. Dettori “sarà oggetto di un’inchiesta del comitato medico di France Galop”, ha dichiarato in una nota Christopher Stewart-Moore, legale di Dettori, come si legge sul sito della Bbc. A Longchamp, in uno dei test più importanti in vista del Prix de l’Arc de Triomphe di ottobre, il fantino ha montato 4 cavalli piazzandosi in 3 corse.

Bomba doping su Lanfranco Frankie Dettori positivo all’antidoping. Il 41enne fantino italiano, uno dei nomi più noti dell’ippica internazionale, è risultato positivo ad un test effettuato dopo le corse disputate il 16 settembre scorso all’ippodromo parigino di Longchamp. Dettori “sarà oggetto di un’inchiesta del comitato medico di France Galop”, ha dichiarato in una nota Christopher Stewart-Moore, legale di Dettori, come si legge sul sito della Bbc. A Longchamp, in uno dei test più importanti in vista del Prix de l’Arc de Triomphe di ottobre, il fantino ha montato quattro cavalli piazzandosi in tre corse.


pubblicato da Libero Quotidiano

Era ubriaco l’uomo che ha investito e ucciso la scout 17enne Altea Trina. Ora per lui l’accusa è di omicidio colposo. Gli investigatori non confermano ma a riferirlo sono le testate locali, secondo le quali il livello di alcol nel sangue dell’uomo sarebbe tre volte oltre il limite consentito dalla legge. Testimoni hanno affermato che al momento dei fatti l’uomo al volante del Suv, un 54enne, si sarebbe rifiutato di eseguire il test per rilevare il tasso alcolemico o la presenza di droga nell’organismo sul luogo. Test comunque effettuato subito dopo a seguito degli accertamenti dell’autorità giudiziaria. 

Saranno votate oggi le misure di austerita’: se passeranno la prova succederà solo per una manciata di voti. In piazza Syntagma ad Atene sfila la protesta. Secondo giorno di sciopero: in strada protesta e rabbia.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Grecia: test vitale in Parlamento, paese sull'orlo della rivolta

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