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Torino

Doppio allarme bomba a Torino. Un pacco sospetto, dal quale spuntano alcuni fili elettrici, è stato scoperto nei pressi della stazione Marconi della metropolitana, non lontano dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia. Per precauzione la stazione è stata chiusa, ma la metropolitana continua a funzionare.

In contemporanea, un secondo pacco sospetto è stato trovato nei pressi del dehors di un bar, in via Silvio Pellico, quartiere di San Salvario, non lontano dalla stazione della metropolitana dov’è stato trovato il primo pacco. Anche in questo caso è in corso l’intervento degli artificieri. Per precauzione l’intera area è stata isolata in attesa delle verifiche della Polizia. I vigili urbani stanno deviando il traffico nelle vie limitrofe. Sul posto anche vigili del fuoco e sanitari del 118.

Travolte dai debiti, a un passo dal tracollo. Nella corsa contro il tempo per evitare il default, il rischio è di svendere il patrimonio pubblico locale. Nelle foto, il sindaco torinese Piero Fassino e il presidente della Provincia lombarda Guido Podestà.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Provincia Milano e Torino rischiano il commissariamento

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Saldi di fine stagione. Il Comune di Torino ha messo l’acceleratore sulla vendita delle sue partecipate per pareggiare il bilancio entro fine anno e allontanare lo spettro di un debito che rischia di diventare ingestibile. Anche quest’anno la città governata da Piero Fassino corre infatti il pericolo di non rientrare nel Patto di Stabilità, incappando in sanzioni che aggraverebbero ulteriormente una situazione finanziaria su cui pende un buco da 3,3 miliardi di euro.

A dar retta ai comunicati stampa, sembra che in Italia i festival siano come i film: ogni settimana ne escono di nuovi. E dopo il primo weekend danno gli stessi numeri: biglietti staccati, abbonamenti e accrediti. Non è solo l’interessata solerzia degli addetti della comunicazione, ma la realtà: il settimo festival di Roma ha chiuso il 18 novembre, cinque giorni più tardi ha inaugurato il 30° Torino Film Festival. Una follia, con una Capitale responsabilità: Marco Müller ne ha fatto una questione di vita e di morte, ma l’inedita collocazione “su” Torino non ha pagato.
Meno 15 per cento di incassi rispetto al 2011 all’Auditorium di Renzo Piano, e sotto la Mole la vendetta si serve calda: +12,6% di incassi, +10% di accrediti nel primo weekend. Addirittura ci sono file per entrare alle proiezioni. Banale? Tutt’altro. Il direttore Gianni Amelio ride sotto i baffi: nessun trionfalismo, nessun proclama, ma nonostante il clamoroso forfait di Ken Loach la sua Torino tiene, anzi, si supera.
Nella generale crisi del settore – anche l’ultima Mostra di Venezia ha staccato meno biglietti del 2011 – la positiva controtendenza piemontese è merce rara: Amelio se ne andrà (e ha scoperto sui giornali che il suo successore è Salvatores), ma a esigere un trattamento migliore non è solo la buona educazione. Il suo TFF a quattr’occhi con Emanuela Martini funziona. Festival metropolitano, con sale in pieno centro e Berlino e Toronto per faro-guida: impossibile trascurarlo, mentre Roma non è cambiata dal 2006, quando della creatura di Walter Veltroni in via Tiepolo (200 metri di distanza dall’Auditorium) se n’erano accorti in pochi. Il segreto della differenza? Il TFF è a misura di cittadino e ha qualche idea ferrata in tema di bene comune. Sul celodurismo dell’anteprima mondiale che siano altri a scannarsi, qui i film si prendono come le macchine: un occhio al contachilometri (quanti festival l’hanno già avuto?) e uno allo specchietto retrovisore (gli spettatori gradiranno?).

L’usato sicuro al festival paga: da Cannes arrivano Holy Motors di Leos Carax e No di Pablo Larrain, dagli archivi la seguita retrospettiva di Joseph Losey, da Toronto la tragedia nucleare di Fukushima firmata Sion Sono, The Land of Hope. E l’Italia? Non convince troppo il divertissement salutista di Gipi, Smettere di fumare fumando, ma sempre in Concorso è alta l’attesa per il Vangelo “secondo” Giovanni Columbu, il sardo Su Re, e Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo, uno 007 dell’anima con il cancro sotto lo smoking e Sean Connery al telefono.

“È con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film”. Con queste parole il regista inglese Ken Loach ha annunciato che non parteciperà al festival cinematografico di Torino che inizia domani e dove era atteso come ospite d’onore. In una lettera il regista ha spiegato di essere stato contattato dai lavoratori del Museo Nazionale del Cinema, l’ente che amministra la kermesse, che gli hanno denunciato intimidazioni, maltrattamenti e licenziamenti conseguenti alla loro esternalizzazione. “Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, ‘Il Pane e le Rose’ (Bread and Roses). Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita” ha spiegato Loach.

Agguato mortale, questa sera a Barriera di Milano, quartiere della periferia nord di Torino. Antonino Pisano, 39 anni, è stato ucciso con una serie di colpi di arma da fuoco mentre si trovava sul marciapiede. La vittima era originaria di Catania e viveva a Rivarolo Canavese, a pochi chilometri da Torino.

A nulla è servito l’intervento del 118 che lo ha trasportato al vicino ospedale Giovanni Bosco. L’uomo vi è giunto già in gravissime condizioni, ed è morto nel corso dell’operazione d’urgenza con i medici che stavano disperatamente cercando di salvargli la vita.

Mentre si decide come e quanto scrivere di Bookcity, la rassegna letteraria che si svolge a Milano dal 16 al 18 novembre, e che giovedì si è aperta con un’anteprima, arriva la mail di Pisa book Festival. E pure un promemoria del Festival della letteratura di Cuneo, che si svolge in contemporanea il prossimo weekend. Ma poteva, si è detto a lungo in questi mesi di preparazione, Milano non avere una kermesse legata all’editoria? Stando ai numeri dati alla presentazione dell’evento la risposta non può che essere assolutamente no. Questa festa s’aveva da fare: 4 mila imprese attive nei settori legati alla stampa e all’editoria (pesano il 56,7% del totale lombardo e il 12,6% di quello italiano) con oltre 25 mila addetti impiegati e 135 milioni di esportazioni (nei primi sei mesi dell’anno), circa il 20% di tutto l’export italiano del settore. Pas mal, e infatti ecco questa tre giorni con oltre 300 eventi in cento luoghi della città, dal centro alle periferie. Con un’idea democratica e perciò diffusa di cultura, strenuamente sostenuta dall’assessore Stefano Boeri: ci saranno biblioteche, librerie, e case editrici aperte. Incontri, dialoghi e dibattiti un po’ dappertutto, anche a San Siro e San Vittore.

Un momento degli scontri tra studenti e forze dell’ordine nel centro di Roma, dove il Lungotevere è diventato un campo di battaglia e diverse auto sono state danneggiate.


pubblicato da Libero Quotidiano

Da Roma a Milano, da Brescia a Torino: violenze tra studenti e poliziotti

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Oggi, giovedì 14 novembre, è la giornata di mobilitazione europea contro i tagli e l’austerity. Nelle piazze italiane lo sciopero della Cgil, indetto in 100 città d’Italia in concomitanza con lo sciopero generale per la scuola, proclamato da sindacati di base contro “la scellerata politica scolastica Monti-Profumo e il massacro sociale”. Tra i luoghi caldi della proposta, Roma e Terni. Nella capitale è “dura contestazione per raggiungere il Parlamento”, dove si svolgono le votazioni sulla legge di stabilità. Mentre è proprio a Terni è previsto l’intervento di Susanna Camusso, segretario della Cgil. E subito, a Milano, Torino e Roma, i cortei sono degenerati in scontri con la polizia e devastazione.

I motivi della protesta – Bersaglio della protesta i tagli alla scuola e i mancati investimenti, mentre i docenti protestano contro la proposta di aumentare le ore di insegnamento. Nel mirino degli studenti anche l’ex ddl Aprea all’esame del Senato. In piazza anche gli universitari, che a Roma si sono radunati in piazzale Aldo Moro. Migliaia in piazza anche a Torino, tra insegnanti, sindacati, precari e soprattutto studenti. Ai cortei si uniscono anche i No-Tav e membri dei centi sociali (tra i quali Giorgio Rossetto, storico leader di Askatasuna, uscito dal carcere la scorsa estate dopo i mesi in cella per gli scontri in Val di Susa al cantiere della Tav).

A Milano - A Milano i primi scontri della giornata nel corteo degli studenti partito da piazza Cairoli (da Porta Venezia partiva il corteo della Cgil). Poi una terza “sfilata”, circa un migliaio di lavoratori dell’ospedale San Raffaele. Alcuni esagitati nel corteo degli studenti hanno distrutto alcune vetrine e imbrattato i muri di scritte nel centro della città. I manifestanti, inoltre, hanno danneggiato tre vetrate del Punto Enel e quelle della filiale Unicredit nella stessa via. Al Punto Enel sono stati anche rovesciati due grossi vasi all’entrata. Scritte anche sulla filiale Cariparma di via Broletto.

Roma – A Roma la polizia è stata costretta a caricare le forze dell’ordine e i militanti di Blocco Studentesco. I manifestanti volevano forzare un cordone di sicurezza a via Ripetta per arrivare a Palazzo Chigi. Dopo un lancio di sassi contro le forze dell’ordine c’è stata una carica di alleggerimento

Torino – A Torino sono stati lanciati uova e fumogeni contro la sede dell’agenzia delle entrate. Dopo il blitz alla sede del ministero dell’economia e delle finanze, gli studenti si sono spostati nei vicini uffici dell’Agenzia delle Entrate, sempre in corso Bolzano. Sulla facciata è comparsa la scritta, realizzata con spray rosso, “usurai strozzini”.  

Cambio di giro: il calcio che non t’aspetti, cool, naif, pop e trendy. Una sorta di anteprima del Torino Film Festival oggi al museo dello Juventus Stadium. Questione di tinte: dalla pellicola in bianco e nero al multicromatico digitale, presentazione di ‘Cultura, passione e cinema, passioni senza fine’, svelate da Paolo Garimberti (ex RAI, Presidente Juventus Museum), Ugo Nespolo (artista, Presidente Museo Nazionale del Cinema) e Fabrizio Del Noce (Presidente Reggia La Venaria Reale). Football Vs Movies, incontro non casuale: nel progetto di riqualifica della Continassa, gli juventini vorrebbero (non solo) un multisala.

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