Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Tremonti


pubblicato da Libero Quotidiano

Lega e Tremonti alleati alle elezioni. Li votereste?

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Di nuovo insieme: la Lega Nord e Giulio Tremonti saranno alleati alle elezioni regionali e alle politiche del 2013. Ad annunciarlo è stato lo stesso segretario del Carroccio Roberto Maroni: “Abbiamo discusso la possibilità di definire un accordo su un tema comune, per usare un eufemismo, siamo molto critici del governo Monti”. La “visione comune della cose da fare”, come ha spiegato Maroni, “ha portato a definire un programma di azione politica che noi vogliamo realizzare”. La base sarà il “manifesto della lista 3L” di Tremonti, che ha già chiara la strategia al Sud: l’ex ministro dell’Economia dei governi Berlusconi (per anni elemento di congiunzione privilegiato tra Pdl e Lega) stringerà un accordo con l’Mpa di Raffaele Lombardo, mentre tra l’ex governatore siciliano e il Carroccio nessuna intesa. 

Lega e Tremonti alleati: voi li votereste?

Il sondaggio di Liberoquotidiano.it

Ultimatum in Lombardia – Forte dell’alleanza con il valtellinese Giulio, Maroni può fare la voce grossa in Lombardia. Innanzitutto, sulla data del voto: “Nel giro di una settimana dobbiamo chiudere la partita – ha intimato al governatore uscente Roberto Formigoni e al Pdl -. Giovedì il consiglio dei ministri deciderà, dalle informazioni che ho io, le elezioni in Lombardia si terranno probabilmente il 10 febbraio”. Sempre più improbabile un’alleanza con il Pdl, quasi impossibile una lista unica Pdl-Lega (e Tremont) “per Maroni”. ”La prospettiva che ho lasciato aperta per le primarie di coalizione in Lombardia è una prospettiva che si sta chiudendo”, ha affermato il segretario dei padani, secondo cui la lista ‘Maroni presidente’ sarà “composta da persone della società civile, non ci saranno iscritti a partiti politici”. 

No a Formigoni e Albertini – “Non c’è nessuna trattativa in corso con Formigoni e Albertini, che ormai mi sembra il candidato solo di Formigoni”, ha poi punzecchiato Maroni. Ma il problema non sono solo il Celeste e l’ex sindaco di Milano: “Neanche col Pdl c’è una trattativa in corso”. La porta per il partito di Alfano e Berlusconi non è però chiusa: “Se il Pdl mi appoggia, penso che sia una buona idea – ha concluso il segretario della Lega -, ci consentirebbe di vincere”.

 

Giulio Tremonti attacca la politica della rottamazione del sindaco di Firenze Matteo Renzi. E lo fa con una similitudine destinata a scatenare polemiche. “Renzi non mi piace molto, perchè l’età non è una questione seria, ma un un difetto che si corregge solo con l’età”, dice parlando durante la trasmissione Omnibus su La7. “grandi politici erano vecchi e pessimi politici erano giovani. Anche Mussolini e Hitler erano giovanissimi, Roosevelt no”. “Quindi – sottolinea l’ex ministro dell’Economia – l’età non è un valore in sè. E poi lui non vuole rottamare il Pd ma quelli che ci sono dentro per prendere il loro posto, e allora cosa cambia?”. Tremonti, però sogna la sua Lista Lavoro e Libertà appena lanciata “moltissimi giovani”, ma esclude un interessamento del figlio di Ignazio La Russa, “non credo ci sarà”. Quanto invece ai suoi attuali rapporti con Silvio Berlusconi, Tremonti dice solo che l’ex premier “mi ha telefonato ad agosto, per il mio compleanno”. Sarà ancora deputato Pdl? “Non lo escludo, ma si dice anche che il Pdl sia finito…”, risponde Tremonti. “Vedremo cosa succede nel Palazzo. Non ho idea – spiega – di cosa adesso sia possibile. Non sappiamo neanche con quale legge elettorale si andrà a votare”.

Non è tempo di alleanze –  Quanto alle alleanze l’ex ministro dell’Economia sostiene che “ora non è il momento di pensarci. Poi, quando si andrà in campagna elettorale ci ragionerò, ma in questo momento mi interessano le cose concrete, come testare se c’è consenso o no sulla mia proposta di non pignorabilità della casa e del posto di lavoro, piuttosto che pensare a quale formazione politica o con quale alleanza”. Di certo non c’è nessun interessamento di Giulio Tremonti alla corsa per la presidenza della Regione Lombardia. “Non mi piacerebbe, e non perchè sia un brutto lavoro ma perchè ora mi interessa occuparmi di altro, delle cose da fare per il mio Paese e di spiegarlo ai giovani”. 

La crisi non è finita – Poi insiste: “Ho presentato una proposta di legge sulla non pignorabilità della casa e del posto di lavoro: non credo sarà seguita ma io ci credo profondamente. In una realtà   eccezionale devi fare delle leggi eccezionali, e se per due anni ad esempio la casa e il luogo di lavoro non fossero più pignorabili questo aiuterebbe le persone a essere più tranquille, riducendo l’elemento di angoscia”. Riguardo alla crisi Tremonti precisa: “è cominciata nel 2008 e non finisce nel 2012 può avere fasi di accelerazione o   di tregua, ma fondamentalmente si sposta dai bilanci pubblici a quelle  delle famiglie, che ora vanno molto male”. “Credo che questo sia il modo serio di vedere le cose, senza drammatizzare dicendo ‘abbiamo evitato l’abisso’… Neanche la Grecia è sull’abisso, è in logorio drammatico e  continuo, ma nessuno la butta nell’abisso”.

L’hanno chiamato il “sistema Saggese”. E non tanto per l’enorme “privatizzazione” di denaro pubblico che l’ad di Tributi Italia, appunto, Giuseppe Saggese, è riuscito a mettere insieme nel corso di tutta l’onorata carriera. È il reticolo di connivenze e protezioni politiche che ha avuto la società negli anni a rappresentare un vero “scandalo nello scandalo” più volte denunciato in sede parlamentare e sempre – puntualmente – coperto. O lasciato cadere nel nulla come le risposte alle quattro interrogazioni parlamentari che i Radicali hanno presentato nel corso di tre anni e che hanno avuto un’unica – insoddisfacente – risposta quando ormai il governo Berlusconi era sull’orlo dell’abisso (20 giugno 2011). Ovviamente, non è un caso.

Nelle carte dell’inchiesta sulla Lega Nord compare, citato da Belsito, anche l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Il contesto è quello degli investimenti off-shore che hanno avuto il loro epicentro in Tanzania. Alcuni dei protagonisti sono quelli che hanno riempito le pagine dei quotidiani in questi giorni: l’ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, Romolo Giirardelli, l’avvocato Bruno Mafrici e Stefano Bonet, imprenditore esperto in operazioni finanziarie all’estero: i quattro, emerge dagli atti dell’inchiesta, parlavano senza freni al telefono mentre gli investigatori della Dia di Reggio Calabria registravano le loro chiamate. Lo scandalo degli investimenti in Tanzania era appena esploso e Paolo Scala, considerato dagli inquirenti il braccio operativo delle operazioni borderline del Carroccio, si sofgava al telefono con la moglie: “Qui finisco in galera per colpa loro”, spiegava al telefono, e quel “loro” si riferiva ai personaggi elencati nelle righe precedenti.

“Non preoccupatevi”  – Ed è in questo contesto, dove cominciava a farsi strada la paura che i presunti affari illeciti potessero emergere, che anche Giulio Tremonti si ricava un ruolo. L’ex superministro, da sempre vicino al Carroccio ed esperto di materie finanziarie, incontra Belsito nell’agosto del 2011. Quindi Tremonti, spiega l’imprenditore Bonet, avrebbe riferito che non c’è bisogno di preoccuparsi troppo per i soldi che il partito ha trasferito all’estero. Nelle carte dell’inchiesta rientra quindi in campo Belisto, che aggiungeva – si legge nell’informativa della Divisione investigativa antimafia, Dia, di Reggio Calabria – che sia Bossi sia Tremonti erano d’accordo sul fatto che la Lega Nord, con l’operazione, avesse voluto diversificare i loro risparmi. Aggiungeva che gli importi bonificati erano riportati in bilancio anche perché, con il 2009 e il 2010, il movimento politico aveva chiuso con un attivo di 16,5 milioni di euro. Concludeva il Belsito che Bossi gli aveva fatto divieto di rilasciare interviste”.

“L’euro salterà” – Quindi un’ultima citazione per Tremonti. Ormai a Palazzo Chigi c’è Mario monti, ma fa comunque impressione leggere che l’ex superministro non credeva più nella sorte dell’euro. Anzi, Tremonti avrebbe proprio gufato contro la moneta unica. La circostanza emerge nel passaggio di un brogliaccio di una conversazione tra Bonet e Belsito. I due discutono proprio di investimenti all’estero: “Per tremonti, essendo il tutto iscritto a bilancio, ci consente di fare tutto ciò che vogliamo dei risparmi e – questa la sintesi di Belsito – Tremonti commenta che loro (il riferimento è alla Lega Nord, ndr) non credono nell’euro, non vede dove sia il problema anche in virtù del fatto che tra due mesi l’euro sarebbe saltato”. Tremonti, da par suo, dopo la diffusione di queste indiscrezioni, ha subito replicato: “Ho saputo dai giornali delle operazioni tanzanesche che sarebbero state organizzate dal signor Belsito Francesco. Mi riservo di querelare il nominato in oggetto”.

Archivi